Reputazione online – attacchi sotto la cintura?
Oggi l’Arrotino torna a parlare di Reputation Management, con un caso scuola (case study) interessante che sta emergendo: Confestetica vs [Comfort Zone].
Partiamo dalle domande: C’è differenza tra ciò che dite o fate col vostro profilo personale di Facebook (opinioni personali) o è sempre comunque rappresentativo della azienda per cui lavorate? Ha senso la frase “Se tu lavori per un’azienda sei l’azienda, la rappresenti sempre e comunque”. E soprattutto pensate che qualcuno possa strumentalizzare opinioni personali alla ricerca dell’opportunità di attaccare la reputazione della vostra azienda “quotando” le vostre parole? E se fosse così, sarebbe giusto che voi perdeste il vostro lavoro?
Chiaramente se siamo qui a parlarne qualcosa di sorprendente è successo. Spontaneamente si stanno creando community per aree tematiche, più o meno corporative, disciplinate ma con strutture gerarchiche ben stabilite. Ogni gruppo in Facebook, così come ogni associazione reale ha uno o più amministratori, persone vere, con passioni, simpatie ed antipatie. Siamo sicuri che giocheranno sempre secondo le regole? Come impedire che rancori personali di qualcuno uniti alla visibilità conquistata all’interno di una community (non necessariamente frutto di meriti personali) possa ingiustificatamente portare danni persistenti ad aziende?
Spesso in classe spiego di come le regole di ingaggio siano cambiate, di come, volenti o nolenti, siamo tutti online e come tali responsabili di ciò che diciamo e soggetti a scrutinio da parte di utenti o gruppi armati di opinioni. Ma anche chi attacca è soggetto a scrutinio, giusto?
Ma andiamo con ordine; gli attori della saga:
1) Confestetica (Confederazione Nazionale Estetisti) ha un gruppo in Facebook di ben 833 fans. Sia sul Blog che sulla pagina di FB le opinioni di addetti ai lavori (estetiste) si confrontano come giusto che sia.
2) Il profilo personale Facebook di Angelo Silva
3) [ Comfort Zone ] ditta per la quale Angelo Silva lavora da 10 anni.
Non entreremo nel merito della disputa (la trovate qui); ciò che interessa studenti di Social Media come voi è riassumibile in poche righe:
Angelo Silva col suo profilo FB scrive sulla bacheca di Confestetica un commento su un tema discusso cominciando con “Allora lancio una provocazione:….bla bla bla“ . Sicuramente nella sua vita Angelo ha fatto delle cose più intelligenti, ma alla fine ci ha messo la faccia, e preso la responsabilità di quelle parole come altre MEZZO MILIARDO di persone fanno giornalmente in FB.
Poche ore dopo è il profilo Admin Confestetica Confederazione Nazionale Estetisti del gruppo che risponde. Il tono è comprensibilmente irritato, ma alcune frasi lasciano trasparire un rancore “personale” di vecchia data che si manifesta con un ” avendo conosciuto personalmente il suo capo lei non poteva esser diverso da lui” e conclude con “sarebbe più bello che un’azienda come Comfort Zone sostenesse la causa di Confestetica” che lascia qualche indizio sui motivi di quel rancore. Ma a noi non interessa il merito. Resta il fatto che poco dopo un articolo sul blog titola “Angelo Silva – Agente Comfort Zone – lancia una provocazione alle estetiste“.
La domanda è quindi: E’ ammissibile per degli individui, pur legali responsabili di una associazione, forzare un attacco indiscriminato ad una azienda per parole scritte in FB da un dipendente? Se così fosse si aprirebbe un vero Far West
E’ una domanda che giriamo ai diretti interessati, che gentilmente hanno deciso (dopo richiesta di alcuni utenti) di indicare nomi e cognomi di chi utilizzava l’account Confestetica Confederazione Nazionale Estetisti Angelica Pippo (Presidente Nazionale), Roberto Papa (Segretario Nazionale), Nadia Galli (Presidente regione Lombardia), Paola De Nardo (Presidente regione Friuli Venezia Giulia) tutti di Confestetica. Gli stessi che a più riprese hanno scritto: “Il Signor Angelo rappresenta ComfortZone, non cambia nulla, per me è come se avesse parlato l’azienda” oppure ” Se tu lavori per un’azienda sei l’azienda, la rappresenti sempre e comunque“.
“Keep your friends close, but your enemy closers” diceva il padrino. Non nascondo che i ragazzi di [Comfort Zone] sono amici. Ma non dovrebbe essere una scusa per non rispondere con onestà a questa domanda.
E’ un mondo nuovo e le regole vanno riscritte, i rischi equivalgono i benefici, ma le regole fondanti de Social Media non ammettono colpi bassi, perlomeno, non senza il rischio di sentire qualcuno che chiede spiegazioni, ed è questo che sto facendo.
P.S. Disclaimer: Queste parole non sono state in alcun modo vistate e/o autorizzate dal management o dal personale di [Comfort Zone] e rappresentano puramente una opinione personale dello scrivente (nel caso cercaste di strumentalizzare anche questo). Looking forward to hearing from you!



In questa situazione di transizione tra il Medio Evo e il Rinascimento 2.0 dominano le idee! Spesso sono quelle che ad un primo impatto possono sembrare delle assolute idiozie a produrre i risultati migliori.
Adoro Google, nel bene o nel male è una delle eliche che sospinge il vento Rinascimentale 2.0.

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