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Evolversi o morire – Darwin 2.0 parte dal blog

Quando si parla di internet applicato al business, avere il pollice opponibile è un lusso che pochi possono permettersi.  Darwin sarebbe seriamente preoccupato dello stato evolutivo delle nostre imprese, forse anche rassegnato che la teoria dell’evoluzione (la sopravvivenza del più forte e di chi evolve su coloro che non lo fanno) più che la Crisi finanziaria possa fare piazza pulita. E’ infatti innegabile che nel mondo stanno emergendo nuovi modelli aziendali le cui nuove funzionalità sembrano essere assolutamente sconosciute ai più da queste parti.

Potremmo parlare di Bio-Economia (bio-mimicry), di crowdsourcing, di partecipazione e condivisione di rischi e costi, ma non ci spingiamo tanto avanti. Parliamo quindi di come fare i primi passi nel mondo dei Social media.

 Nel mondo del business americano la tendenza crescente per aziende di ogni livello è quella di utilizzare “Blogging” per supportare e promuovere le proprie iniziative di business.

Mesi fa avevamo anticipato questa tendenza parlando di Social Media Marketing (SMM), ma anche di Search Engine Marketing, online reputation management (ORM) e Search engine optimization (SEO): Blogging è il punto di partenza!

Uno dei grossi errori che le aziende fanno avvicinandosi ai Social Media è quello di “scegliere” un’area di intervento piuttosto che un altra senza prima avere le idee chiare.

C’è chi decide di intervenire modificando il sito per esser più ricercabile (attività SEO costano un botto), chi preferisce investire il budget pubblicitario per campagne SEM con Google (SEM, sono pagliativi temporanei e non una strategia a lungo termine). Poi ci sono poi consulenti senza scrupoli (Sharks in suits) che convincono gli sprovveduti responsabili Marketing aziendali a costruire Landing pages e gruppi in Facebook, o farsi fare dei costosissimi piani di comunicazione, magari facendosi pagare per una manutenzione mensile a peso d’oro.  

Dico quello che penso: Solo i pigri e gli incompetenti al giorno d’oggi esternalizzano attività online. Solo degli sprovveduti preferiscono pagare estranei per comunicare con i propri clienti usando strumenti gratuiti che sanno usare anche i bambini.

La scusa di non avere tempo da dedicarvi è ormai obsoleta. Social Media ha un importanza strategica fondamentale e deve essere ormai considerata un’attività prioritaria. La vera moneta di scambio è il “tempo” e ogni manager responsabile trova le risorse all’interno del proprio team, se solo vuole, se solo è capace di fare il lavoro per cui è pagato. Quindi evolvete o morite! (è una promessa).

Evolversi significa imparare, formarsi, chiedere, capire, costruirsi un network ove potersi confrontare, ove raccogliere idee e testarle.

Fare una campagna pubblicitaria per calmare l’ego e la coscenza di imprenditori incompetenti non porta frutti. Capire che avere un sito statico con tanto traffico ma che non produce risultati è un peccato mortale, perchè è come avere super-poteri e non usarli; basterebbe veramente poco per tramutare quel traffico in risultati sorprendenti, basta volerlo. Capire che un sito non può più essere un poster statico è vitale.  

Quindi l’invito è chiaro… capite come funzionano i Social Media, capite come sono emersi, i loro valori portanti, le regole da seguire. Telefonatemi e ve le dico io in 10 minuti… ma smettete di bombardarmi di spam inutile!

Queste cinque aree di intervento  Social Media Marketing (SMM), Social Network Marketing (SNM), Search Engine Marketing, online reputation management (ORM) e Search engine optimization (SEO) sono molto più collegate di quello che sembra. Sono strumenti/attrezzi dell’Arrotino (che affila le lame marketing che hai) e sono disposte nella cassetta degli attrezzi di ogni buon addetto marketing, insieme agli strumenti tradizionali come Comunicazione, branding, promozione, prezzo, marketing territoriale, pubblicità (grazie comunque Kotler!).

Sono strumenti che non sostituiscono il vecchio ma che ne integrano i processi portando dei risultati concreti in tempi più rapidi, ma si parte sempre da un microfono ed un audience.

Il microfono è lo strumento dell’azienda per comunicare con il mercato, come un tempo erano rassegne stampa, fiere, pubblicità, cataloghi. Un tempo i monologhi aziendali si riversavano su ignari ed inconsapevoli consumatori, oggi le comunicazioni aziendali sono circondate da migliaia di comunicazioni di quegli stessi clienti (la voce dell’azienda in mezzo alle voci di chi compra). Ciò che cambia è il fatto che online il 14% degli utenti crede a ciò che dice un azienda (pubblicità), mentre il 78% crede in quello che dicono altri utenti perchè percepiti come trasparenti, obiettivi e veri (senza secondi fini). Per questo Blogging è la risposta:

1) Aprire ed integrare un blog esterno al sito istituzionale è una necessità insindacabile.

2) Avere una comunità di utenti soddisfatti su cui poter contare è l’altra chiave di successo.

Abbiamo già suggerito alle aziende di capire in fretta che la comunicazione aziendale deve allinearsi a questo nuovo mondo, alcuni lo stanno facendo bene e stanno costruendo il business di domani senza sforzi preparando un futuro roseo. Alcune aziende illuminate stanno muovendosi utilizzando workshops e sessioni di training per formare il proprio personale all’utilizzo di nuovi media. Altre stanno facendo passi ancora più intelligenti come quello di iniziare dei progetti localizzati di Listening, per scoprire prima ancora di muoversi in un mondo nuovo, chi parla, come parla, dove parla, cosa dice, che linguaggio usa, cosa fa la propria concorrenza.

 Definite risposte a queste domande, pianificare una strategia ad hoc diventa semplice ed efficace.

Evolversi o morire” può suonare un esasperazione, ma per molte aziende siamo veramente alle soglie di uno scatto evolutivo importante, di stile Darwiniano che richiede coraggio ed intelligenza.

Fate le vostre mosse!

Foto courtesy of: Il Nuovo giornale di Modena

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21 maggio 2010 di Geom Alfieri 2 commenti

Suggerimenti pratici per strategie Marketing 2.0

Ciao Prof. Andrea,
sono una delle “Francesche” del corso in Comunicazione e Marketing 2.0 di Iscom-Modena. Qui a Modena siamo sommersi dalla neve, ma immagino ne sappiate qualcosa anche a Parma…

Ti scrivo per chiederti un consiglio, sai indicarmi dei testi sul marketing 2.0??? Lunedì inizio un tirocinio presso un’agenzia di comunicazione specializzata nel settore alimentare, e mi mettono proprio sul settore 2.0, ma mi avrebbero chiesto di metterci molto del mio… cioè mi chiedono di essere abbastanza autonoma, mi butto, non ho scelta se voglio provare a mettermi in gioco. Mi avrebbero già indicato “Fare business con facebook” e “Internet pr“, tu hai suggerimenti??? Magari anche blog specializzati, gruppi,… Grazie
Frency

Risposta dell’Arrotino:

Ciao Francesca,
Innanzi tutti congratulazioni per l’opportunità che ti sei guadagnata.
Per quanto riguarda suggerimenti hai già fatto quello che è il primo passo: domandare!
Infatti il bello di questo mondo è che “non siamo mai soli“… mai, basta chiedere e le risposte arrivano.

Dividerei l’intervento in due fasi:
Prima fase: Il mio primo suggerimento sarebbe quello di crearti un tuo “network” usando piattaforme come Linkedin (nella sezione answer puoi fare domande e la community risponde). Coinvolgi le persone che conosci, studenti, amici nella tua missione etrovane di nuove.

Ti faccio un esempio, se leggi questo articolo de l’Arrotino  noterai l’approccio che ho scelto. Domandare con Onestà e trasparenza e le risposte (come vedrai dai commenti sotto articolo) arrivano. Nella fattispecie, dovendo misurarmi con il mondo della bellezza (a me chiaramente sconosciuto) ho semplicememnte chiesto aiuto. Importante sarà comunque contribuire con le tue esperienze e ricambiare l’aiuto che ricevi (non puoi solo prendere, devi anche dare). Con molti di coloro che mi hanno risposto stiamo ora conversando e scambiandoci opinioni regolarmente.
L’ideale sarebbe quello di avere un tuo contenitore per le domande, un tuo blog per capirci, dove far convogliare tutte le risposte che ti arriveranno. Se non ne hai uno sono disponibile ad offrirti uno spazio sul mio (ha un ottimo ranking! quindi buona visibilità), se ti interessa ti do uno “username” e “password” e potrai inserire il tuo articolo (a tuo nome) come stanno facendo altri miei studenti.

La seconda fase
: Suggerirei di prenderti una settimana per fare esclusivamente “LISTENING”
Secondo me il primo passo per ogni strategia 2.0 è il LISTENING (Ascolto).

Se volete trovate una presentazione più dettaggliata qui.

Listening serve per capire le conversazioni che già avvengono nell’ambito di tuo interesse. Identifica le seguenti cose:

Di cosa si parla (alimentare cosa? Biscotti, pasta, ricette…) dove (forum, blog, facebook, youtube, twitter) Chi (chi sono le persone più attive in queste conversazioni), la concorrenza (quali conversazioni parlano della tua concorrenza, dove, in che modo, quali cose positive da replicare, e quali esperienze negative da cui imparare).
Preparati una scheda in excel e raccogli tutte le informazioni in modo ordinato. Alcune di queste persone potranno essere parte integrante delle tue strategie future. Lo ha fatto la Barilla con il Gruppo Facebook “Rivogliamo il Soldino” ed è un ottimo viatico.

Concludendo: Inutile secondo me “ragionare” su possibili strategie in Facebook, Blog, Internet PR senza prima aver visto quello che già è in rete. Usa invece le scoperte che farai per “prendere inspirazione” e “dimostrare” la fattibilità delle tue proposte future al management della tua ditta.   

Per quanto riguarda letture interessanti, FunkyBusiness Reloaded, Wikinomics ma c’è anche tanto altro materiale online assolutamente illuminante. Spero ti sia di aiuto, e se per te va bene, vorrei usare questo scambio di email per creare un articolo, in modo da condividere questi consigli anche con gli altri. Fammi sapere se per te può andare bene.
Ciao e fammi sapere come procede!

Approfondimento: Articolo di presentazione di un Progetto LISTENING

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11 marzo 2010 di Geom Alfieri 6 commenti

Il futuro della Consulenza: Crowdsourced Agency

Howdy fellas!!

Blur Marketing CommunityNe avevamo già parlato… ma quando lo feci quelle parole risuonarono alle mie stesse orecchie come una “ridicola premonizione alla Nosferatu” o meglio ancora di un improvvisato “mago di Arcella” in tunica e sandali… ma eccola qui!

Blur-Marketing è arrivato!

Infatti correva un freddo inverno del 2009 quando un esagitato Prete Funky preannunciò:

“I nostri figli non sapranno cosa è il posto fisso. Un giorno saremmo tutti consulenti a Partita IVA che collaboreranno su progetti specifici a livello globale, ognuno contribuendo con le proprie competenze e su piattaforme di condivisione”

Solo un pazzo poteva dire una cosa del genere vero? Sbagliato!

Signori vi presento Blur Marketing, una piattaforma in lingua inglese (strano eh?) di 1,390 consulenti iscritti praticamente da tutto il mondo (vedi Area Crowd).

L’ambito in cui questa piattaforma opera è quello di Internet Marketing.

Ecco il video di presentazione dei servizi che offrono

Hanno un Blog, dove troverete presto anche qualche articolo del buon Geom Alfieri. Hanno gruppi su tutti i principali Social Network (Facebook, Twitter e Linkedin) e quello che offrono è molto semplice:

Un azienda deve pianificare una campagna od una strategia online?

Pubblica un “Brief” (vedi alcune “commesse“) ed un budget, lascia che il network proattivo di consulenti si candidino e facciano le loro proposte. In 3 giorni lavorativi la community sceglie i 3 migliori… e l’azienda, sula base delle proposte ricevute si accorda con una di queste.

Semplice no?

Ne parleremo ancora diffusamente, ma questo è un futuro che sta arrivando velocemente ed inesorabilmente… sospinto da valori come “merito, condivisione, collaborazione, reputazione ed una interazione a livello globale che riduce costi e favorisce la concorrenza e la crescita”

Can’t beat that!

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12 febbraio 2010 di Geom Alfieri Nessun commento

Aziende Italiane e Social Network

Proudence ci parla di Rinascimento 2.0:

blogheader229Qualche tempo fa parlavamo di Social Network e l’utilizzo degli stessi da parte delle aziende a scopi per lo più pubblicitari.
Essendo internet la mia fonte principale di ispirazione questa mattina mi sono messa in testa di recuperare del materiale per confrontare i vari “esperimenti” di aziende italiane in quest’ottica.

Un modo come un altro per dare un po’ di fiducia alle realtà imprenditoriali nazionali e non accodarmi per una volta al coro di chi critica l’Italia perché è sempre un passo indietro.
Ebbene: un blog, proprio come questo, mi ha aperto un mondo nuovo.

tsw_itSi chiama Tsw.it e raccoglie le segnalazioni da parte di utenti che hanno scovato casi di utilizzo di social network e blogging da parte di imprese italiane di dimensioni medio-grandi.
Si tratta quindi di realtà che hanno fatturati sensibili e che, si immagina, non puntino ai social network con il solo obbiettivo di ottenere aumenti di entrate.
L’elenco che ho trovato su questo blog purtroppo è aggiornato a fine Maggio del 2008 ma i marchi inseriti credo siano rappresentativi di uno spaccato dell’imprenditoria italiana, essendo appartenenti a molteplici tipologie di prodotto, inclusi anche molti servizi.

C’è di tutto davvero, dalle case automobilistiche (Alfa Romeo o Ferrari), all’abbigliamento (Diesel, Benetton, Coin), alle agenzie immobiliari (Gruppo Toscano) alle associazioni no-profit (FAI) ed emittenti radiofoniche e televisive (Rai, Radio dee Jay, Sky) e l’elenco potrebbe andare avanti per molto.

I social network più utilizzati sono senza dubbio Facebook e Youtube, ma non mancano Flickr, Second Life, Twitter e Blog personali (personali intesi come “fatti da persone”, non certo “intimi”…).
Gli esempi che ho elencato qui sopra si riferiscono alla creazione di pagine e spazi da parte delle aziende stesse, a cui resta la gestione ed il potere decisionale ultimo.

Caso diverso invece quello delle pagine e dei contenuti “user generated” ovvero create e gestite da utenti semplici, non legati in alcun modo all’azienda di cui, in un certo senso diventano portavoce, nel bene o nel male.
A quanto pare anche questo ambito, per quanto nato per pura passione di degli utenti finali, è diventato degno di interesse e speculazione.
zooppaSul sito zoopa.com, una piattaforma di User Generated Adversiting è possibile per le stesse aziende approfittare e spronare questo andazzo di gente che ha tempo e voglia (oltre che le capacità creative) per osannare i propri prodotti preferiti.
In questo sito infatti le aziende interessate possono aprire dei contest in cui invitare gli utenti a realizzare spot video, grafiche, banner pubblicitari, spot radio oppure scrivendo una sceneggiatura. Per i più bravi ci sono in palio delle somme in denaro.
Sembra un po’ un mix tra concorso ed un engagement, ma pare che la cosa susciti parecchio interesse da parte di realtà anche ben posizionare sul mercato: il sito infatti cita TomTom, Nestlè, MINI, Best Western, Invicta, ENEL, Agos, Citroen, Rai.tv, Pago come clienti soddisfatti.

Insomma, per questa volta sto buona, sembra che qualche scossone all’Italia sia arrivato, in termini di idee innovative. Si sta avvicinando il momento in cui chi và a cercare il mondo all’estero finalmente si ricorda di portarne un pezzetto in Patria?

Articolo disponibile anche su Blog CISITA

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5 febbraio 2010 di Proudence Nessun commento

Primi passi – Imparo ad insegnare imparando

E’ ufficiale: Adoro il mio lavoro!

blogheader229

E’ vero, non diventerò Amministratore Delegato di Vodafone a 1 milione di Euro l’anno, ne tantomeno avrò stupende segretarie “shampiste” che cospargono di petali di rose ovunque passo, ma ho sempre pensato che ognuno di noi deve trovare il proprio ambito e trovare la propria passione .

Per guadagnare c’è sempre tempo, l’idea giusta, al momento giusto con le persone giuste. Non nascondo che ci sto lavorando ma penso ci si arrivi solo col giusto entusiasmo e tanta perseveranza, ma soprattuttuo con il rispetto di chi ci circonda, che crede in noi e ci dà fiducia. Se arrivi a quello, nulla ti è impossibile, è solo una questione di tempo. C’è chi ha cambiato il mondo da un garage (Google), chi ha trovato il successo partendo da un ufficio in una cabina del telefono (Virgin-Richard Branson) chi ha cambiato la storia ed il nostro modo di vivere (Abrham Lincoln) dopo aver perso per 13 volte ogni elezione a cui si è presentato. Penso che il segreto sia credere in quello che si fa, perseverare e mai smettere di imparare, da tutto e tutti.

Ecco perchè sono ottimista, penso di essermi ritagliato lo spazio che cercavo: un posto per imparare, mettersi in gioco, confrontare le proprie idee con altri e testarle sul campo, con l’irriverenza ed un filo di audacia.

Questo è il luogo in cui voglio essere in questo momento della mia vita. Ho imparato tanto ma voglio continuare a farlo, e non credo che esistano per me posti migliori che un lavoro che ti permetta di combinare insegnamento con lavoro vero.

Stamane ero all’Istituto Giordani, parlavo a ragazzi di prima (cittadini in crescita, li chiamano) dei rudimenti base di Struttura Aziendale, i bisogni. Ora sono in ufficio a preparare una presentazione per il Comune di Brescello. Nei prossimi giorni mi aspettano gli apprendisti (fantastici) per 4 ore di inglese; la settimana prossima sempre con loro affronteremo le basi di marketing. Poi mi troverò a parlare di Social Media al personale marketing di Erreà e Davines. Nelle ore in ufficio affianco Stefania, una stagista appena uscita da un corso SEO cercando di trasferirle idee e tecniche utili e trasferibili; adoro la sua curiosità e voglia di imparare, estremamente contagiosa. Ora stiamo curando insieme la pianificazione di due siti web. Insieme a Stefania, ma anche a Valeria, Stefania P. abbiamo appena terminato la promozione di un Blog per Cisita (siamo pure finiti sul giornale, un successone!)… ed è solo l’inizio.

La sapete una cosa? Non mi pesa! M piace.

Si dice che chi sa, fa… e chi non sa, insegna! Beh, forse c’è chi insegna facendo… ed impara da questo.

Cambia il linguaggio, il modo di proporsi, di spiegarsi. Cambiano i ritmi e i contenuti, incrociandosi con storie personali sempre diverse. Sono sempre stato più bravo a lavorare con le persone per le persone, piuttosto che per una partita IVA od un brand plastificato.

Portate pazienza, non vendo nulla, parlo liberamente di ciò che mi passa in testa, alternando allegramente nozioni e consigli pratici, alla storia personale di un arrotino che ha iniziato un viaggio… senza sapere veramente dove lo porterà… so solo che il viaggio è danatamente intrigante.

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20 ottobre 2009 di Geom Alfieri 3 commenti

SEO, SEM, SMO, SMM – Cosa sono?

Quasi tutte le aziende hanno ormai un proprio sito Web, se non un portale, e si scervellano a trovare modi di migliorare il proprio posizionamento (“ranking”) nei motori di ricerca. Ecco che negli ultimi anni nuovi strani termini hanno iniziato a girare in rete. Spieghiamo cosa significano:

La prima cosa che queste aziende dovrebbero fare per migliorare la propria posizione in ricerca è “Ottimizzare” il contenuto dei propri siti secondo requisiti più appetibili ai motori di ricerca. Questo processo si chiama S.E.O. (Search Engine Optimization)

OTTIMIZZAZIONE: Molte compagnie offrono servizi di analisi di vostri siti, anche in funzione dei vostri concorrenti e mettono in atto gli accorgimenti necessari per aumentare la “visibilità” in motori di ricerca quali Google (90% del mercato italiano), Yahoo, Bing o altri. In poche parole gli accorgimenti base per un intervento S.E.O. riguardano la definizione delle parole chiave per il quale volete essere cercati (es.assicurazioni, ponteggi, viaggi Cuba) e l’inserimento delle stesse nel contenuto del sito (a livello di codice se necessario). Inoltre si lavora con Meta-tags in descrizioni ottimizzando la struttura tag del sito. Si può inoltre lavorare con le immagini e con altri accorgimenti tecnici per raggiungere lo scopo desiderato.

Una volta risolti problemi “strutturali” il ranking dovrebbe migliorare in tempi brevi. A questo punto siete pronti al prossimo passo: “portare traffico”

Questa è la fase di PROMOZIONE del sito, chiamata S.E.M (Search Engine Marketing). Le tecniche sono variegate a seconda delle situazioni, ma in poche parole gli interventi possono interessare l’utilizzo di AdWords di Google (consigliato in Italia) associando il proprio annuncio (creato appositamente) a delle parole chiave selezionate . Pagando, Google ti assicura la presenza tra i “Siti sponsorizzati” in prima pagina (in giallo). Altri interventi utilizzano contextual ads (annunci nel contesto) o Directories specializzate nel settore di interesse, link building, banner pubblicitari. Le opzioni sono molteplici ed è consigliabile di confrontarsi con specialisti per la soluzione migliore qualità/prezzo. Fatevi un idea di budget da spendere e ve li faranno fruttare.

S.E.M. porta traffico e, se siete bravi, clienti ma non significa che il “ranking” del vostro sito stia salendo. Il processo di ottimizzazione e promozione richiede tempo e pazienza (non dimenticando che sarete in un regime di concorrenza, al quale anche nuovi concorrenti partecipano con le proprie risorse e competenze).

I vantaggi di questi interventi sono comunque evidenti:

1) E’ possibile monitorare i risultati (aumento traffico, miglior posizione in ricerca) usando strumenti gratuiti come Google Analytics.

2) E’ possibile con l’ausilio di Landing Page (pagine filtro) a cui indirizzare il traffico, raccogliere informazioni utilissime: quali aree sono più cliccate? quanto tempo un utente si ferma? come si comporta? etc. Sono informazioni utilissime per, all’occorrenza, adeguare le proprie strategie. E’ in questa fase che possiamo operare una “RACCOLTA DATI” dei nostri potenziali clienti attraverso strumenti di registrazione.

Una volta che il nostro sito è ottimizzato e con buoni livelli di traffico inizia la fase di “RELAZIONE“, iniziamo quindi a definire delle strategie di comunicazioni continuative, utilizzando probabilmente strumenti di Social Media (Facebook, YouTube etc) ma non solo. Questo processo si chiama S.M.O. (Social Media Optimization) ed è spesso parte integrante di una campagna S.E.M. L’obiettivo è di aumentare il numero di utenti collegati e tramutarli in un audience fidelizzata sul contenuto, o le promozioni o il fattore emozionale offerti. In poche parole si lavora per agevolare l’interazione ed il dialogo attraverso Blog e gruppi appositamente creati e collegati su vari Social networks, partecipazioni su Forum e Comunità virtuali. Utilizzare link esterni al proprio sito può agevolare la visibilità.

Arrivati a questo punto iniza il vero viaggio! Hai utenti che ti seguono, nell’ambito della tua area di specializzazione… ora creativamente dei tenerli interessati con vere e proprie azioni di marketing. Questo processo si chiama S.M.M. (Social Media Marketing). Questo processo è molto più complesso e può durare anni, abbiamo gia iniziato a parlarne in un articolo precedente.

Questo è il pane quotidiano di LEN STRATEGY S.r.l. (soluzioni in cerca di problemi). Teniamo corsi specifici di approfondimento alle aziende, ai professionisti e a tutti coloro che desiderano migliorare le proprie competenze riguardo alle tecniche e alle strategie più efficaci in ambito SEM, SEO, SMM, Reputation Management. Per calendario corsi o maggiori informazioni contattatemi andrea.alfieri@gruppolen.it

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9 settembre 2009 di Geom Alfieri 1 commento

Blog come strumento business – Che roba è?

“Blogging” (scrivere su Blog) è il Pilastro portante di Social Media Marketing.

Social Media Marketing si basa sulle famose “4 C”: Contenuto, Contesto, Connettività e Comunità (scimiottando le 4 P di Kotleriana memoria, product, place, price e promotion).

Il grande errore che molte aziende fanno è quella di puntare direttamente a strumenti come Facebook (Social Media) o Twitter (Micro-blogging) o YouTube (Video cast) semplicemente mettendo qualche stupido banner o video pubblicitario e sperando che del business si materializzi con l’intervento divino. Spreco di soldi e tempo, ma soprattutto un’opportunità gettata al vento.(Cit.)

Il mio consiglio invece è quello di procedere per gradi, seguendo un ordine logico e strategico che contempli le 4 C fondamentali per Social Media Marketing. Infatti, in una ideale gerarchia di strumenti a disposizione, (che vedremo), Blogging è lo strumento più potente e penetrante per creare “Contenuto, Contesto, Connettività per arrivare infine ad una Comunità di utenti fidelizzati”.

I guru Americani ci spiegano che per costruire una qualsiasi strategia di interactive Marketing (Interazione diretta online con potenziali clienti) si dovrebbe partire dalla posa di questa prima pietra. Tutto segue da li…

CesareCadeoI poster statici e i monologhi di Cesare Cadeo hanno costi alti e bassissimi “Ritorni”. Online infatti è un gioco alla pari Aziende-clienti, dove utenti non subiscono più passivamente ma interagiscono, dialogano alla pari. Un banner è un insulto per questa gente! Ogni approccio dovrebbe sempre partire da contenuti.

Cosa è un Blog?

Un Blog è un sotfware, l’evoluzione Web 2.0 di un diario di bordo e permette a chiunque di postare (scrivere) contenuti di qualsiasi genere, solitamente con piglio informale e diretto. Articoli e contenuti si susseguono in ordine cronologico e resteranno sempre online (a meno che non decidiate il contrario, il controllo è vostro).

Ma è un sito Web?

No è differente; in meglio! Un Blog si differenzia dai normali siti web per le seguenti ragioni:

1) E’ laborioso pubblicare o modificare contenuti in un web site, nei blog è questione di secondi ed è estremamente facile (non serve una laurea in informatica).

2) Software per blog sono gratuiti e pratici. Noi consigliamo: http://it.wordpress.com/ dategli un occhiata; è più semplice di quel che si pensi. E’ inoltre possibile strutturare un Blog come un sito Web, godendosi i vantaggi qui sotto:

3) Google ed i motori di ricerca AMANO piattaforme Blog, a differenza di molti siti web. I motori di ricerca vengono informati ad ogni aggiornamento, inoltre si ha la possibilità di lavorare con collegamenti url esterni.Inoltre ad ogni articolo si associano TAG (parole chiave) che saranno sempre ricercabili anche in futuro. Ottimi quindi sia come risultati “organici” che per promozione “Siti Sponsorizzati di Google”. Se fatto bene, questo permette di acquisire velocemente visibilità e traffico e mantenere alto l’interesse e “ranking” in ricerca. Fatevi consigliare all’inizio, una volta capiti i trucchi lo farete da soli facilmente.

4) I Blog hanno delle funzionalità potenti per divulgarne i contenuti, fidelizzare un alto numero di lettori interessati, aprire un dialogo diretto con loro (attraverso commenti, raccomandazioni e coinvolgimento). Difficile trovare strumenti altrettanto potenti in un normale sito web.

5) I Blog portano i vostri contenuti (interessanti) in giro per l’etere senza che voi muoviate un dito. Se i contenuti interessano, saranno i vostri stessi clienti a spingere il Blog in modo virale, anche usando strumenti che voi non usate, portando il vostro Brand in luoghi nuovi, gratuitamente. Esistono “plugins” per automatizzare la notifica di nuovi contenuti in strumenti di Social Media (noi consigliamo http://sharethis.com/)

6) I Blog sono dialoghi, modi per interagire con potenziali clienti, strumenti spettacolari di “Test Marketing” o “One to one marketing” . I feedback dei vostri clienti arrivano autentici, spontanei e veri e diventano una risorsa invidiabile per la vostra pianificazione strategica.

Iniziate ad organizzarvi per aprire un BLOG! Lo ha capito anche il Cardinal Ruini e il Vaticano!

Nel prossimo articolo parleremo di come iniziare ad usare un Blog.

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8 settembre 2009 di Geom Alfieri Nessun commento

Email Marketing – consigli e proposte – Part 3

Rieccomi!

Nei precedenti articoli abbiamo definito il tipo di approccio, iniziato a delineare il contenuto e analizzato il problema della lunghezza dell’Email Marketing.

Una recente rapporto di sicurezza di Microsoft ci dice che il 97% delle email che viaggiano online è SPAM. Allora devo infilarmi nel 3% buono e l’oggetto è il primo scoglio per come comporre l’e-mail.

logo-blogmarketingMa diamo un occhiata alle Best Practices, aiutati dal grande Alessandro Binello ed il suo Blogmarketing.it

L’oggetto deve essere:

  1. Breve e conciso
    L’oggetto di una mail non deve superare i 40/50 caratteri, quelli visualizzati dai programmi di posta elettronica.
  2. Uso corretto di maiuscole e punteggiature
    Nell’oggetto di una e-mail occorre sempre evitare i punti esclamativi e non scrivere mai in maiuscolo, sia per evitare possibili penalizzazioni dei filtri antispam, sia per non infastidire il destinatario.
  3. Inserire call-to-action
    Le best practice consigliano di inserire delle call-to-action negli oggetti delle email per incrementare i tassi di apertura.
  4. Omogeneità con i contenuti
    L’oggetto dell’e-mail dovrebbe sempre rispecchiare i contenuti del messaggio. In particolare, le buone regole consiglierebbero di inserire come titolo all’interno dell’email lo stesso oggetto per dare continuità ai contenuti e alle offerte.

Per la scelta dell’oggetto della nostra Marketing email pensavo di preparare un sondaggio in queste pagine e testarne l’effetto (prossimamente su questi schermi, WordPress ci aiuterà come sempre).

Ma non considererei l’oggetto a sè stante…

Un altro suggerimento utile di Alessandro è quello di utilizzare al meglio gli spazi offerti dalla finestra di anteprima dei client di posta. In effetti molti di noi hanno l’anteprima del messaggio abilitata e valutano da ciò che appare nella finestrella l’azione da intraprendere (cancellare, ignorare, leggere dopo, aprire immediatamente).

Un buon oggetto dovrà abbinarsi alle prime righe di anteprima, ed insieme le dovremo pensare, realizzare e testare perchè il risultato può incrementare i tassi di apertura e lettura delle email da parte dei destinatari.

Catturare subito l’attenzione dell’utente è fondamentale per mantenere il suo interesse vero il resto dell’email.

Decideremo quindi se comporre una specie di sommario con breve introduzione al prodotto o servizio che commercializziamo oppure usare un approccio meno formale e più irriverente.

Continua…

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2 settembre 2009 di Geom Alfieri Nessun commento

Marketing e-mail – Consigli e proposte – Part 1

Greetings!

Cercando spunti sulla creazione della mia email marketing sono andato a ritrovare dei consigli online. Come sapete grazie a google si trova proprio di tutto compreso questo articolo di Business online che parla di Email Marketing. Abbiate pazienza, è alquanto datato (17 Ottobre 2005, mio compleanno!), ma in modo efficacie e termini semplici (come piace a me) si possono comunque trarre spunti di riflessione validi. Ragioniamoci.

Spam

L’e-mail è ancora uno dei mezzi più pratici e utili per promuovere il proprio sito, la propria azienda e i propri prodotti. Per essere efficaci infatti bisogna sapere anche comunicare nei termini più corretti e con la massima trasparenza.

Ma veniamo al mio caso: Onestamente penso di avere una buona offerta da fare:

Vorrei proporre a PMI (aziende di piccole o medie dimensioni) la possibilità di un ora di “consulenza gratuita sul mercato online” in cambio di informazioni sulla propria conoscenza del mercato, delle opportunità e degli strumenti online.

Nella massima trasparenza, gli obiettivi che mi prefiggo sono semplici:

1) Creare consapevolezza sulle potenzialità ed opportunità online ed instaurare relazioni con nuovi potenziali clienti, attraverso servizi di formazione e consulenza LEN e del suo network di docenti.

2) Raccogliere informazioni sulla attuale predisposizione online delle aziende in zona. E’ facile ipotizzare, ma la parte interessante è chiedere e farsi un’ idea sul campo. Feedback Loop lo chiamano negli States. Non commettere quindi il congenito errore di molti Consulenti Aziendali di atteggiarsi a salvatori del mondo armeggiando il verbo da una parte, il blocchetto delle fatture dall’altra.

Al momento ho ancora le idee poco chiare su come fare a raggiungere il pubblico che mi interessa. Procederò per tentativi. Di sicuro non credo nella valenza di stendere un testo ricco di strabilianti paroloni che magnificano l’offerta in corso, oppure un professionalissimo, freddo e distaccato comunicato su quale opportunità sta per passare sotto il naso del potenziale cliente. Bisogna essere veri, alquanto informali e diretti.


La verità prima di tutto

La prima regola è sempre il buon senso. Il servizio o il prodotto che andiamo a pubblicizzare deve essere presentato per quello che è. La chiave del successo non sta nella comunicazione. Questa è solo uno strumento. La chiave del successo sta nel valore aggiunto del servizio (cosa ci guadagno?), e nel sistema aziendale che lo propone (network LEN , efficienza e qualità nel rapporto con il cliente).

Devo far capire questo al cliente: che la nostra offerta è valida e che siamo attenti alle esigenze del cliente e pronti a servirlo nel migliore dei modi. Senza esagerare, il cliente probabilmente lo capirà, dare modo di ricercare approfondimenti su chi scrive, facilmente.

E si chiederà perché per vendere abbiamo bisogno di “pompare” così tanto il servizio in vendita basta spiegare che noi lavoriamo con strumenti innovativi, ma che senza una vera conoscenza degli strumenti e opportunità da parte dei potenziali clienti è come vendere “appartamenti su Marte”.

Buon senso quindi ci dice di offrire prima “consapevolezza” su ciò che sta succedendo.

Continua….

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20 agosto 2009 di Geom Alfieri Nessun commento