Posts Tagged ‘imparare’

Scuola ed Aziende – Prove di dialogo integrato

giordani-errea-004Devo ammetterlo, non sono mai stato uno studente modello… ero piuttosto ingestibile! Infatti mi ritengo ancora un “Prof” alquanto improbabile.

Per questo quando lo scorso settembre mi hanno proposto di affiancare la Prof di Economia Aziendale in una prima superiore dell’Istituto Giordani di Parma non sapevo se sarebbe stata una buona idea. 

Lo chiamano “Percorso Integrato” e si propone di inserire dei professionisti al fianco delle docenti di ruolo per alcune ore alla settimana. Penso che l’idea sia quella di cercare di avvicinare sin da subito questi ragazzi al mondo che si troveranno la fuori. Nobile, ma tutt’altro che semplice con ragazzi di quindici anni.

Insomma da settembre l’Arrotino si è trovato in classe 29 adolescenti incontenibili che lo chiamavano “Prof“. Mi domando le risate che farebbero i miei ex compagni e professori se lo sapessero.

Ci sarebbe tanto da dire su come siamo arrivati, non è certo stato facile, e non ha certo funzionato con tutti, ma l’idea di creare un azienda in classe e confrontarsi con scenari, scelte e possibilità condite di responsabilità (hanno creato il proprio organigramma aziendale) e valutazione dei risultati ha dato ottimi frutti. Affiancare quindi un programma scolastico con azioni concrete, con un progetto!

giordani-errea-060Ed il nostro progetto ha vissuto una giornata importante nei giorni scorsi. Questa che vedete è una delle immagini che porterò sempre cara. Quei ragazzi che presentavano le proprie idee a Luca Carra, direttore marketing di un’azienda di cui sono fedeli consumatori (Erreà SpA). Le loro idee preparate in classe e messe sul tavolo, le domande e le risposte che generano un dialogo, interesse, curiosità tra pari (entrambe le parti volevano imparare una dall’altra).

Nella loro presentazione (sotto) i ragazzi hanno manifestato il loro desiderio di “poter personalizzare” i capi Erreà che indossano. Si sono focalizzati soprattutto sui pantaloni “Drake” del marchio, pantaloni e pantaloncini che un adolescente su 3 indossa regolarmente a Parma, proponendo soluzioni per magliette e felpe da abbinare.

Hanno denominato un azienda “Spray Life”,  hanno creato un logo, fatto un analisi di mercato, e raccolto opinioni di coetanei attraverso un questionario fatto girare nella scuola. Hanno portato informazioni concrete su come loro “vivono” quei capi, e con questo sono riusciti a supportare le proprie proposte. Alcune proposte grafiche ed idee sono state presentate altre lo saranno presto. Si, perchè la storia continua; presto ci sarà un evento in cui presenteranno altre novità.

Erreà non si è trovata davanti dei semplici adolescenti disinteressati, ma dei clienti “propositivi” che spiegavano quello che volevano. Altro esempio di “Bottom up” quando le idee vengono dal basso. Luca Carra ed il suo team hanno capito l’antifona meglio di molti altri, bravi (e grazie!)

giordani-errea-010giordani-errea-061 giordani-errea-009 giordani-errea-001

Mi perdonerete il vezzo di 5 minuti di botta di Ego, ma è una bella soddisfazione per il “Prof Improbabile“. Ho semplicemente chiesto cosa ne pensavano e aiutati a fare ordine. Avendo avuto più tempo avrebbero fatto un lavoro ancora più spettacolare ma questo è solo l’inizio per loro. Ora sanno che le loro idee hanno un valore, devono imparare ancora tanto ma forse ora lo faranno un filo più volentieri, pensando che possa valerne anche la pena. Ora leggendo sul libro di testo cosa è un organigramma aziendale e a cosa serve, sono certo che avranno chiaro il concetto.

Nel frattempo io li ringrazio, dicendo che sono dannatamente orgoglioso di loro. Un grazie anche alla Prof Giampietri, al CESVIP ed a LEN per avermi “regalato” questa avventura.

Qui trovate

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15 aprile 2010 di Geom Alfieri 4 commenti

Strategie Social Media – La riscossa del “Perchè no?”

Buona giornata a tutti,

Oggi prendo uno spunto da una lezione di ieri sera, dove parlando con Rosario, Francesca RS, Andrea, Francesca DN e Rossella abbiamo discusso sull’avvento di nuove organizzazioni pseudo-aziendali che stanno emergendo: Peer to peer Collaboration, Social Business, Bottom up-Prosumers (ConsumAttori) Community e networked business, Self organizations, Crowd funding.

Il punto è semplice, stanno cambiando le regole del gioco e chi prima o chi dopo dovremo tutti considerare questi cambiamenti ed adattare le nostre risorse nel modo più adeguato alla nostra struttura aziendale. Si parte da un presupposto: Il cliente vuole davvero una esperienza integrata con una azienda (Warfield).

arrotino-gorillaIn questa situazione di transizione tra il Medio Evo e il Rinascimento 2.0 dominano le idee! Spesso sono quelle che ad un primo impatto possono sembrare delle assolute idiozie a produrre i risultati migliori.

Vediamo alcuni esempi di Rinascimento 2.0 in questo senso e ragioniamoci:

BStripe (così come altre aziende) ha aperto una sezione per assistenza clienti su Facebook!!! Ma dico, sono dei pazzi? Ma non significa che tutte le lamentele di clienti insoddisfatti saranno in bella vista nelle bacheche di migliaia di altri clienti?? E’ un idiozia non trovate? Eppure l’hanno fatto! Hanno oltre mille iscritti. Immagino la riunione direzionale in cui qualcuno ha lanciato l’idea, immagino i presenti che scoppiano a ridere pensando che stesse scherzando… e immagino qualcuno che nell’ilarità generale pronuncia sottovoce queste parole. “E perchè no?..” Risultato: Percezione di trasparenza, mettersi in gioco, velocizzare le comunicazioni e responsabilizzarsi. Questa è la classica “idiozia geniale” altro che no!

Vodaphone ha aperto un Blog “Storie da 190” nel Vodaphone Lab (laboratorio di idee) in cui raccontano i personaggi, le storie e la quotidianità di chi lavora nel loro Call Center. E’ un idiozia incredibile vero? A chi frega delle persone che normalmente chiamiamo quando siamo imbufaliti con problemi tecnici, ed i clienti potrebbero anche sentirsi presi in giro. Immagino la riunione direzionale in cui esce la proposta …e immagino qualcuno che nell’ilarità generale pronuncia sottovoce queste parole. “E perchè no?..” Risultato: Se ne parla in rete (promuove valori di trasparenza e autenticità), personalizza il servizio, non più fredde voci disinteressate da remote località rumene, ma storie di individui veri con problemi e difficoltà come tutti. Altra idiozia geniale!

L’ATAC (Azienda Trasporti Pubblici di Roma) ha sperimentato un servizio clienti con Twitter. Ce ne parla Markingegno nel suo articolo. Ogni cinguettio di utenti collegati si riversa su altri migliaia di clienti. Visti i ritardi, i problemi, interruzioni di servizi e inadempienze generali l’ATAC rischiava molto ad esporsi così. Ma come sempre qualcuno avrà pensato “Perchè no?”. Risultato: Beh, leggete voi qui e qui. Queste sono esperienze di clienti, statisticamente i migliori veicoli per promuovere un servizio. Altra “idiozia geniale”.

Ce ne sono molte altre, le racconteremo. Ma è importante pensare con una testa nuova in un mondo che cambia. Dell (multinazionale) ha 80 persone dedicate esclusivamente a Twitter, e conferma che questo strumento ha regalato oltre 1 milione $ di ricavi addizionali

Quindi siete pronti ad usare le vostre nuove parole magiche quando studiate le strategie aziendali?… ripetete con me… “Perchè no?”

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27 novembre 2009 di Geom Alfieri Nessun commento

C’è chi si prepara ai Social Media

Buona sera,
Stasera siamo in aula. La mia è una docenza per il Corso Management dei Media Social Network.

Stiamo dando un occhiata ai Social Media come strumenti in grado di supportare azioni di Marketing Operativo.
Sono strumenti potenti, che garantiscono una penetrazione mirata e contestualizzata (non più rivolta al mondo, ma a chi è veramente interessato: Marketing Desiderato).

Inoltre SM sono fondamentali per avere un feedback sulle nostre strategie marketing, permettendo di aggiustare il tiro in corsa.

Social Media infatti stimolano un dialogo, piuttosto che un monologo aziendale e fanno veramente ciò che Erich Fromm scrisse:

“La maggior parte della pubblicitÃ
non fa tanto appello alla ragione
quanto all’emozione”

(Grazie a Paola Ziliani per l’ottima citazione)

Modena 25 Novembre

Qui con me abbiamo in classe Niry Fidelis, Wilma Massucco, Grazia Crespi e Claudio Ricchi. Assenti giustificati (solo per oggi!) Annalisa Marazina, Felice D’Alelio e Giovanna Storchi.

Lascio a loro la tastiera per alcuni commenti su ciò che stiamo vedendo in classe:

Non imparare oggi il linguaggio dei Social Media è come non imparare a leggere e scrivere, alle scuole elementari di vent’anni fa” (Wilma)

Non si può non comunicare” partendo da questo presupposto, non conoscere il linguaggio del mondo virtuale cosa può significare???? (Niry)”

Per vendere un prodotto è importante vendere idee…talvolta anche ideali”. (Grazia)

I Social Media aprono il mercato ai clienti prima ancora delle aziende“. (Claudio)

Penso siamo sulla strada buona ;-) Sto imparando ad insegnare… grazie a questi ragazzi.

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25 novembre 2009 di Geom Alfieri 8 commenti

Primi passi – Imparo ad insegnare imparando

E’ ufficiale: Adoro il mio lavoro!

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E’ vero, non diventerò Amministratore Delegato di Vodafone a 1 milione di Euro l’anno, ne tantomeno avrò stupende segretarie “shampiste” che cospargono di petali di rose ovunque passo, ma ho sempre pensato che ognuno di noi deve trovare il proprio ambito e trovare la propria passione .

Per guadagnare c’è sempre tempo, l’idea giusta, al momento giusto con le persone giuste. Non nascondo che ci sto lavorando ma penso ci si arrivi solo col giusto entusiasmo e tanta perseveranza, ma soprattuttuo con il rispetto di chi ci circonda, che crede in noi e ci dà fiducia. Se arrivi a quello, nulla ti è impossibile, è solo una questione di tempo. C’è chi ha cambiato il mondo da un garage (Google), chi ha trovato il successo partendo da un ufficio in una cabina del telefono (Virgin-Richard Branson) chi ha cambiato la storia ed il nostro modo di vivere (Abrham Lincoln) dopo aver perso per 13 volte ogni elezione a cui si è presentato. Penso che il segreto sia credere in quello che si fa, perseverare e mai smettere di imparare, da tutto e tutti.

Ecco perchè sono ottimista, penso di essermi ritagliato lo spazio che cercavo: un posto per imparare, mettersi in gioco, confrontare le proprie idee con altri e testarle sul campo, con l’irriverenza ed un filo di audacia.

Questo è il luogo in cui voglio essere in questo momento della mia vita. Ho imparato tanto ma voglio continuare a farlo, e non credo che esistano per me posti migliori che un lavoro che ti permetta di combinare insegnamento con lavoro vero.

Stamane ero all’Istituto Giordani, parlavo a ragazzi di prima (cittadini in crescita, li chiamano) dei rudimenti base di Struttura Aziendale, i bisogni. Ora sono in ufficio a preparare una presentazione per il Comune di Brescello. Nei prossimi giorni mi aspettano gli apprendisti (fantastici) per 4 ore di inglese; la settimana prossima sempre con loro affronteremo le basi di marketing. Poi mi troverò a parlare di Social Media al personale marketing di Erreà e Davines. Nelle ore in ufficio affianco Stefania, una stagista appena uscita da un corso SEO cercando di trasferirle idee e tecniche utili e trasferibili; adoro la sua curiosità e voglia di imparare, estremamente contagiosa. Ora stiamo curando insieme la pianificazione di due siti web. Insieme a Stefania, ma anche a Valeria, Stefania P. abbiamo appena terminato la promozione di un Blog per Cisita (siamo pure finiti sul giornale, un successone!)… ed è solo l’inizio.

La sapete una cosa? Non mi pesa! M piace.

Si dice che chi sa, fa… e chi non sa, insegna! Beh, forse c’è chi insegna facendo… ed impara da questo.

Cambia il linguaggio, il modo di proporsi, di spiegarsi. Cambiano i ritmi e i contenuti, incrociandosi con storie personali sempre diverse. Sono sempre stato più bravo a lavorare con le persone per le persone, piuttosto che per una partita IVA od un brand plastificato.

Portate pazienza, non vendo nulla, parlo liberamente di ciò che mi passa in testa, alternando allegramente nozioni e consigli pratici, alla storia personale di un arrotino che ha iniziato un viaggio… senza sapere veramente dove lo porterà… so solo che il viaggio è danatamente intrigante.

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20 ottobre 2009 di Geom Alfieri 3 commenti