Hasta Social Media Siempre!
Copio – incollo dai commenti al Corso Interno LEN 2.o. Anche le osservazioni di Paola Ziliani sono estremamente interessanti e meritano uno spazio tutto loro. Giusto ragionarci sopra… Se Social Media fosse la tanto attesa arma finale per una Rivoluzione, Democratica o anarchica, dipende dai punti di vista. La perdita di controllo di chi ha esercitato ruoli egemoni controllando le informazioni e chi le riceveva, è un dato di fatto. Gramsci ne parlava nelle sue lettere, per divulgare le informazioni occorreva “educare” i lavoratori. In fondo la divulgazione della Riforma Protestante sarebbe mai accaduta senza l’emergere della “stampa”? Il fatto che queti strumenti possano veramente rivelarsi un’arma democratica è tutto da scoprire, ma le osservazioni sono interessanti.
“Caro Arrotino,
riporto qui in breve (..o almeno, ci provo..) due riflessioni socio-psicologicheche ho elaborato in seguito all’incontro di ieri sera..frutto della mia deformazione professionale
La prima riguarda un articolo che ho letto qualche giorno fa, di Manuel Castells, sociologo spagnolo, in cui dice: “Se possiamo collegarci alle nostre reti di comunicazione e da lì alle reti di tutto il mondo, possiamo organizzare manifestazioni e diffondere proclami. I governi sono indifesi di fronte alla capacità di mobilitazione dei cittadini, come dimostrano i movimenti di opinione che hanno provocato dei cambiamenti politici in Spagna, Filippine, Corea, Ucraina, Ecuador e Thailandia.”
I social media non sono solo strumenti di marketing emozionale potentissimi o collegamenti referenziali tra professionisti di LinkedIn o strumenti di diffusione di una cultura e di una informazione più democratica (anche se, come dicevamo ieri, perfettibile) , ma sono anche “voce” di chi vuole comunicare e farsi sentire, come le class action americane.. ma anche molto di più! Si sa che le dittature hanno interesse a mantenere il popolo nell’ignoranza, perché se tu-popolo non sai che può esistere un mondo diverso da quello in cui vivi, non ti verrà mai in mente di ribellarti e vivrai nella convinzione che è bene rimanere dove sei per evitare che sia anche peggio di così. Ebbene, con i collegamenti facilitati dei social media, è quasi impossibile non sapere come si sta dall’altra parte del mondo…e allora? E allora diffondere e far sapere ciò che non va di un governo, un paese, una guerra,.. diventa il nuovo modo di fare manifestazioni e di fare informazione. Una grande rivoluzione..perfettibile anche questa..ma è già tanto.
Seconda riflessione: abbiamo detto che il 2.0 dà importanza ai commenti, ai voti degli utenti, .. un articolo che non è commentabile è meno interessante e se leggo un articolo di un blog poi leggo anche tutti i successivi commenti, per farmi un’idea migliore sul tema e sono spinta a “dire la mia” per poi andare a leggere le risposte che ricevo.
Questo a mio parere fa riflettere sul fatto che i social media funzionano e sono estremamente accattivanti ed efficaci perché soddisfano uno dei bisogni fondamentali dell’essere umano: il bisogno di riconoscimento, di attenzione (l’attenzione è il più potente rinforzatore sociale!), di realizzazione e volendo anche di affetto, autostima,… molti bisogni che si trovano nella 3’ e 4’ fascia della famosa piramide dei bisogni di Maslow. Hai presente? Ovvio che avranno sempre più successo rispetto ai siti porno per adulti..(come dicevamo ieri sera), perchè questi soddisfano “solo” bisogni di 1’ fascia! Bisogni che sono sempre più soddisfatti con facilità in una società del benessere come la nostra (almeno in occidente, ovvio)..mentre quelli più difficili da soddisfare e quindi ricercati con maggiore tensione sono quelli di fascia alta!
Grazie per l’attenzione e in bocca al lupo per la lezione di venerdì! ti auguro che l’aula sia simpatica come lo era la nostra di ieri sera!
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Ciò che è stato scritto è molto interessante. Allargare i nostri orizzonti culturali ci porta ad ampliare la nostra capacità di ragionare e di valutare ogni aspetto. Sono un poco i concetti che cerco di portare nelle aule di studenti NOF (nuovo obbligo formativo) dove, nei due anni a disposizione, si deve innanzitutto operare per una crescita culturale. E’ sotto gli occhi di tutti che laddove vi sono crudeltà, prevaricazioni, miserie di ogni genere, permane un tessuto di culturale di tipo primordiale.
In sostanza la rete di permette di ampliare le nostre conoscenze e ci permette di interagire con le stesse in modo efficace.
La mia generazione è quella che si dece “… ha fatto il 68′…” .. ciò che noi oggi chiamiamo calcolatrici, in quei tempi, erano le massice LOGOS della Olivetti, ciò che noi oggi chiamiamo “cellulare” … erano le cabine telefoniche, ciò che noi oggi chiamiamo “chat” … erano le lunghe chiacchierate sulle panchine del Parco Ducale.
… pensiamoci!
Luigi G
Ciao arrotino, appena ho visto il nuovo articolo mi è venuto in mente di segnalarti un bellissimo libro sulla libertà nel mondo del web!! Il libro si intitola Cuba libre (capisci perchè il collegamento all’articolo è stato immediato)!!!. La scrittrice è una ragazza cubana che non denuncia, non attacca e non contesta il suo paese ma semplicemente racconta nel suo blog cosa significa vivere oggi nel regime comunista di Cuba. Può sembrare un libro lontano dal nostro mondo ma in realtà i concetti da lei espressi son universali… ti cito una frase interessante “internet oggi è il luogo dove sperimentare quei punti con cui ricuciremo i brandelli della nostra società civile. Niente forbici nè toppe, proviamo a fare un tessuto resistente che si diffonda!!”. Quanto è vero??!!!! b. giornata vale