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Reputazione online – attacchi sotto la cintura?

Oggi l’Arrotino torna a parlare di Reputation Management, con un caso scuola (case study) interessante che sta emergendo: Confestetica vs [Comfort Zone].

Partiamo dalle domande: C’è differenza tra ciò che dite o fate col vostro profilo personale di Facebook (opinioni personali) o è sempre comunque rappresentativo della azienda per cui lavorate? Ha senso la frase “Se tu lavori per un’azienda sei l’azienda, la rappresenti sempre e comunque”. E soprattutto pensate che qualcuno possa strumentalizzare opinioni personali alla ricerca dell’opportunità di attaccare la reputazione della vostra azienda “quotando” le vostre parole? E se fosse così, sarebbe giusto che voi perdeste il vostro lavoro?

 Chiaramente se siamo qui a parlarne qualcosa di sorprendente è successo. Spontaneamente si stanno creando community per aree tematiche, più o meno corporative, disciplinate ma con strutture gerarchiche ben stabilite. Ogni gruppo in Facebook, così come ogni associazione reale ha uno o più amministratori, persone vere, con passioni, simpatie ed antipatie. Siamo sicuri che giocheranno sempre secondo le regole? Come impedire che rancori personali di qualcuno uniti alla visibilità conquistata all’interno di una community (non necessariamente frutto di meriti personali) possa ingiustificatamente portare danni persistenti ad aziende? 

Spesso in classe spiego di come le regole di ingaggio siano cambiate, di come, volenti o nolenti, siamo tutti online e come tali responsabili di ciò che diciamo e soggetti a scrutinio da parte di utenti o gruppi armati di opinioni. Ma anche chi attacca è soggetto a scrutinio, giusto?

Ma andiamo con ordine; gli attori della saga:

1) Confestetica  (Confederazione Nazionale Estetisti) ha un gruppo in Facebook di ben 833 fans. Sia sul Blog che sulla pagina di FB le opinioni di addetti ai lavori (estetiste) si confrontano come giusto che sia.

2) Il profilo personale Facebook di Angelo Silva

3) [ Comfort Zone ] ditta per la quale Angelo Silva lavora da 10 anni.

Non entreremo nel merito della disputa (la trovate qui); ciò che interessa studenti di Social Media come voi è riassumibile in poche righe:

Angelo Silva col suo profilo FB scrive sulla bacheca di Confestetica un commento su un tema discusso cominciando con “Allora lancio una provocazione:….bla bla bla“ . Sicuramente nella sua vita Angelo ha fatto delle cose più intelligenti, ma alla fine ci ha messo la faccia, e preso la responsabilità di quelle parole come altre MEZZO MILIARDO di persone fanno giornalmente in FB.

Poche ore dopo è il profilo Admin Confestetica Confederazione Nazionale Estetisti del gruppo che risponde. Il tono è comprensibilmente irritato, ma alcune frasi lasciano trasparire un rancore “personale” di vecchia data che si manifesta con un ” avendo conosciuto personalmente il suo capo lei non poteva esser diverso da lui”  e conclude con “sarebbe più bello che un’azienda come Comfort Zone sostenesse la causa di Confestetica” che lascia qualche indizio sui motivi di quel rancore. Ma a noi non interessa il merito. Resta il fatto che poco dopo un articolo sul blog titola “Angelo Silva – Agente Comfort Zone lancia una provocazione alle estetiste“.

Lo stesso articolo viene postato più volte in bacheca di Facebook con titoli sul genere “Ecco cosa Comfort Zone pensa delle estetiste” (ora intelligentemente rimosso).  La cosa sorprendente è che Comfort Zone ha cinque pagine in Facebook ed un profilo aziendale e mai una sola volta è intervenuta nel dialogo.

La domanda è quindi: E’ ammissibile per degli individui, pur legali responsabili di una associazione, forzare un attacco indiscriminato ad una azienda per parole scritte in FB da un dipendente? Se così fosse si aprirebbe un vero Far West ;-)

E’ una domanda che giriamo ai diretti interessati, che gentilmente hanno deciso (dopo richiesta di alcuni utenti) di indicare nomi e cognomi di chi utilizzava l’account Confestetica Confederazione Nazionale Estetisti Angelica Pippo (Presidente Nazionale), Roberto Papa (Segretario Nazionale), Nadia Galli (Presidente regione Lombardia), Paola De Nardo (Presidente regione Friuli Venezia Giulia) tutti di Confestetica. Gli stessi che a più riprese hanno scritto: “Il Signor Angelo rappresenta ComfortZone, non cambia nulla, per me è come se avesse parlato l’azienda” oppure ” Se tu lavori per un’azienda sei l’azienda, la rappresenti sempre e comunque“.

Keep your friends close, but your enemy closers” diceva il padrino. Non nascondo che i ragazzi di [Comfort Zone] sono amici. Ma non dovrebbe essere una scusa per non rispondere con onestà a questa domanda.

E’ un mondo nuovo e le regole vanno riscritte, i rischi equivalgono i benefici, ma le regole fondanti de Social Media non ammettono colpi bassi, perlomeno, non senza il rischio di sentire qualcuno che chiede spiegazioni, ed è questo che sto facendo.

P.S. Disclaimer: Queste parole non sono state in alcun modo vistate e/o autorizzate dal management o dal personale di [Comfort Zone] e rappresentano puramente una opinione personale dello scrivente (nel caso cercaste di strumentalizzare anche questo). Looking forward to hearing from you!

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29 giugno 2010 di Geom Alfieri 34 commenti
  1. 29 giugno 2010 a 11:15 | #1

    Quando si tratta di reputazione online in Italia ancora non si sa bene come muoversi.
    Volevo giusto scrivere un parere in merito e prendere la storia (non è la prima) in questione.
    L’essere permalosi sul web non è cosa buona, se in un caso si vieni ‘attaccati’ o criticati in qualche maniera non è utile, per l’azienda stessa, giocare al contrasto. Bisogna invece prendere quell’attacco come suggerimento utile o costruttivo, o altrimenti cercare il perchè di questo attacco o venire incontro all’utente. Di conseguenza attuare delle strategie lato socila che portino a valorizzare l’azienda o il prodotto stesso.

    L’utente dal canto suo è libero di esprimere quello che pensa e, tralasciando l’antipatia personale, se è giunto a quel tipo di commento o frase c’è quasi sempre un perchè.

    Per un’azienda invece le opinioni degli utenti, specie su internet, sono fondamentali proprio per creare intorno a se la sua ‘buona’ reputazione.

    Devo sottolineare che non sono andato ne sulla pagina facebook in questione, ne su nessun profilo, ma mi sono rifatto al post per avere uno spunto e commentare su questo tema.

    feedback….feedback…

  2. Francesca
    29 giugno 2010 a 11:22 | #2

    Articolo GIUSTISSIMO prima ancora che interessante.
    Pensa che avevo scritto un commento nel sito di http://www.confestetica.it/punto-estetico/1767/angelo-silva-agente-comforte-zone-lancia-una-provocazione-agli-estetisti/ ma per qualche motivo non c’è risposta… allora lo riscrivo qui
    Articolo postato da Francesca alle 2:57 del 23 giugno
    Scusate io non sono un estetista ma cercando ComfortZone mi sono imbattuta in questo articolo, sono semplicemente una che usa i prodotti e mi piacciono molto, ma non state discutendo quello, lo so.
    Ho letto un pò di commenti, spero di poter dire una parola anche se non sono un estetista.
    Una domanda sorge spontanea… Ma perché ce l’avete tanto con l’azienda? Non mi sembra che il commento personale di un profilo personale di Facebook possa essere necessariamente conducibile all’azienda per cui lavora… Per di più se il commento inizia con “vi lancio una provocazione” (rendendo chiaro il tono poco serioso ). Facebook e’ divertimento, goliardia, informalita’, e ho notato che soprattutto chi si firma e scrive come confestetica continua a voler forzare un coinvolgimento dell’azienda che qui non vedo proprio… Forse sbaglio io ma una domanda ve la devo fare: non e’ che qualcuno di Confestetica sta usando la community per condurre la sua piccola battaglia o magari vendetta privata?… E non sono solo io ad avere questa impressione (altri commenti chiedono il perché ). Volete essere così gentili da spiegare? La cosa deve starvi molto a cuore e spero di non offendervi nel chiederlo.

  3. 29 giugno 2010 a 11:38 | #3

    Sono assolutamente concorde con te Pizzulata, esser permalosi non paga mai.
    Fare domande e stimolare il dialogo sul tema in modo pro-attivo sarebbe stata una mossa più intelligente.
    Ma questo è un caso interessante per le implicazioni, ancor prima che nel merito. E visto che i Signori di Confestetica giustamente si sono adoperati per promuovere il proprio punto di vista senza curarsi troppo delle conseguenze (articolo rilanciato anche da http://fai.informazione.it/detailcom.aspx?id=9A0FDC77-25D5-477C-92AA-7BD93D6F93E3&txt=detailcom.aspx?id=9A0FDC77-25D5-477C-92AA-7BD93D6F93E3&txt=Angelo-Silva-Agente-Comforte-Zone-lancia-una-provocazione-agli-estetisti) mi piacerebbe avere una risposta sulla veridicità di questa affermazione: Se tu lavori per un’azienda sei l’azienda, la rappresenti sempre e comunque…
    Abbiamo tutti qualcosa da imparare e magari il signor Papa ha qualcosa da insegnare a noi.
    Siamo umani, e siamo responsabili delle nostre parole e anche degli degli errori che facciamo… questo mi piace. Ma che il mio datore di lavoro venga ritenuto responsabile pur non sapendo neppure quello che scrivo nel mio tempo libero su piattaforme libere (e informali/goliardiche come dice Francesca) come Facebook… può avere delle conseguenze spiacevoli:
    Esempio: Per contratto il mio datore di lavoro potrebbe ritenermi responsabile per danni al’immagine; potrebbe impedirmi di accedere piattaforme Social Media anche nel tempo libero; potrebbe pure licenziarmi…
    Chiedo se sia giusto.
    Ciao

  4. Proudence
    29 giugno 2010 a 11:40 | #4

    I Social network hanno il potere di rendere tutti un pochino VIP.
    Il poter reperire informazioni di privati ed aziende con una facilità mai vista prima, spinge la gente a parlarne. Nel bene o nel male, proprio come Wilde all’epoca diceva.
    La chiacchiera è pubblicità, e quando il confronto diventa su toni aspri, o si inasprisce per mala interpretazione beh, quella è una conseguenza e basta.
    Poco importa se siamo contro o meno l’azienda in questione, il problema qui è una non sana commistione tra privato e azienda, tra ON e OFF, come si dice nei giochi di ruolo.
    E questa commistione è un contro insito nell’utilizzo del social network, come il suo pro è la viralità della sua diffusione.
    Non ci resta che chinare il capo e tentare, per quanto sia possibile, di prenderci le responsabilità delle nostre opinioni scritte. Un po’ come i VIP, un po’ come i politici…
    Proue

  5. 29 giugno 2010 a 12:40 | #5

    http://www.arrotinonet.com/wp/wp-content/uploads/roberto-papa.jpgGiusto perchè sia chiaro a chi stiamo facendo la domanda:

  6. Andrea Mazzantini
    29 giugno 2010 a 13:41 | #6

    Interessante articolo, interessantissimi i commenti.
    In effetti viene il dubbio che il signor Roberto Papa e chi per lui abbia un approccio vecchio ai Social Media. Forse pensa che un monologo suo e dei suoi affiliati sia sufficiente a screditare un’azienda con centinaia di impiegati (giustamente o meno, anch’io non entro nel merito). Come scriveva l’Arrotino anche chi critica lo deve fare consapevole che lo scrutinio è per tutti, e in effetti è stato bellamente colto in fallo con questa questione morale.
    Interessante vedere che il suo profilo in Linkedin è ben aggiornato (zero contatti) e visto che rappresenta ed è chiamato a proteggere migliaia e migliaia di estetiste, forse è meglio che si aggiorni sull’utilizzo dei Social Media e delle sue regole, e si metta in testa che la rete e le opinioni si auto-regolamentano. Chi strumentalizza e ignora l’intelligenza della rete, rischia di pagarne il prezzo.
    Forse è il caso di scusarsi e chiudere il caso prima che degeneri.
    Andrea

  7. 29 giugno 2010 a 14:25 | #7

    @Geom Alfieri dal mio punto di vista ognuno è libero di usare i social media come meglio crede al di fuori dell’azienda o dentro l’azienda stessa, vien da sè che se questa tale azienda permette a me di lavorare, portare quindi dei soldi a casa detto in parole semplici, è mio interesse renderne visibili le qualità positive anche se sotto sotto nel cuore e nell’anima mi sta antipatico tizio e caio etc etc.

    Inoltre è la stessa corte di cassazione che dice così, partendo cmq dal concetto che ho espresso prima:
    http://bit.ly/aHGb8T (ci sono cmq anche altri esempi lato web)

    @Proudence sono d’accordo, le responsabilità prima di tutto. Tu, utente, che stai scrivendo su un qualsiasi social network, sei già consapevole che quello che scrivi, male o bene, avrà un ritorno. A questo punto è l’utente stesso che non può lamentarsi visto che ormai è entrato ‘nel gioco’: la rete. Forse non mi sto spiegando troppo bene, ma un’azienda prima di esporsi deve sapere e quantificare i rischi.

    Un’esempio su tutti è questa vicenda, non troppo vecchia: http://bit.ly/9Ip1Mp

    La reputazione online è importante e Google è impersonale.

  8. 29 giugno 2010 a 16:08 | #8

    Grazie Prue ed Andrea, ottimi spunti. E’ veramente una lezione interessante questa. Sono strumenti nuovi e bisogna imparare ad usarli. Aspettiamo le risposte del caso e restiamo col beneficio del dubbio fino ad allora, ma il parallelo sembra abbastanza chiaro sinora. Web 2.0 offrono strumenti per comunicare con la propria community in un dialogo aperto e collaborativo, trasparente ed onesto. Se al primo accenno di “provocazione” ti arrocchi ed inizi a far fuoco nascondendoti dietro alla tua trincea non vai molto lontano.
    Un pò come se quando il primo telefono fu inventato qualcuno, invece di chiamare e parlare, lo avesse impugnato per picchiarlo in testa a chi gli stava antipatico (call it mis-use of opportunity) ;-)

  9. Kelly Ennis
    29 giugno 2010 a 17:45 | #9

    I don’t seem to be able to see the original comment from Angelo on Confestetica’s facebook page ?!

    Let’s keep this general.

    Any business that actively uses Social Media to promote/market their brands, should accept that people will freely express their opinions, good and bad, as well as questioning and sparking debates on everything about their company? Social Media thrives on this open, honest and genuine interaction, many allowing people to converse naturally and liberally, instead of previously, monitored &managed, accepted or rejected comments- and all dictated by the “company” themselves. Or worse still, with no interaction.

    If a user actively chooses to comment publicly with a personal profile (nothing anonymous in this instance), how far does that personal profile represent a private company, if at all? Where is the line drawn? If you work for the company, should your personal Facebook profile and every other profile you own be branded by the company? “Sempre e comunque”?

    I think it’s fair to say that anyone in Angelo’s position could receive this kind of backlash but whether it’s right or not, is certainly another question.

    More importantly- let’s not spoil the wonders of Social Media with marketing wars. Answer the questions your users pose or leave web 2.0 well alone!

    … Personal opinions of Kelly Ennis only… :)

  10. 29 giugno 2010 a 17:52 | #10

    Ecco la risposta che attendeva sig. Alfieri:
    Il sig. Silva ha fatto una provocazione abbastanza pesante ad una intera categoria, la stessa categoria di clienti/estetiste che lui ogni giorno visita come rappresentante per conto di ComfortZone. Quello che Confestetica non riesce a spiegarsi è come mai un’azienda come ComfortZone, sicuramente stimata nel mercato, possa permettere ad un suo rappresentante di offendere l’intera categoria degli estetisti che conta oggi oltre 60.000 operatori.

    Se uno dei nostri Presidenti Provinciali o Regionali avesse fatto un’affermazione simile a quella fatta dal Sig. Silva, potete stare certi che l’avremmo sollevato dall’incarico.

    Al di là di tutto ciò, la cosa che ci stupisce, è che l’Azienda per la quale lavora il sig. Silva, dinanzi alla possibilità di dissociarsi ufficialmente da quanto affermato dal suo rappresentante, non si è ancora pronunciata.

    Nel suo blog, sig. Alfieri, fa riferimento a questa condizione, come se fosse un atteggiamento di superiorità o indifferenza da parte della ComfortZone.. ma è proprio questo il vero problema: l’indifferenza mostrata da ComfortZone in merito alla vicenda!! Dovremmo presumere che l’Azienda abbracci tacitamente le opinioni del suo rappresentante? Speriamo di no!

    Come ci ricorda una sentenza di Cassazione (Cass. 26/6/00, n. 8702, pres. Amirante, in Riv. it. dir. lav. 2001, pag. 292, con nota di Conte, Licenziamento disciplinare e obblighi risarcitori: poteri del giudice e oneri delle parti): “la violazione da parte del lavoratore degli obblighi di fedeltà e diligenza comporta, oltre all’applicabilità di sanzioni disciplinari, l’insorgere del diritto al risarcimento del danno.” Da qui si evince chiaramente che Confestetica non ha avuto un approccio pioneristico nell’associare il comportamento di un lavoratore con quello del proprio datore di lavoro se esiste addirittura una sentenza di Cassazione in merito.

    Cara Francesca, il tuo post è stato regolarmente approvato; non si tratta di vendetta privata in quanto il Direttore Commerciale di ComfortZone, ha tenuto un comportamento discutibile durante una conferenza stampa presso la Camera dei Deputati: con tono estremamente polemico ha commentato un fumetto nel quale si affermava che Confestetica tutelava l’estetista dalle Aziende che tentavano di truffarla.. dopo l’ammonimento del Direttore Commerciale ComfortZone, abbiamo ristampato i fumetti moderando le affermazioni. Ad oggi ci rendiamo conto che la nostra lungimiranza (vedi caso Veribel e macchinari sequestrati a causa di certificazioni false!!) è stata annebbiata da commenti fuori luogo del Direttore Commerciale di un’Azienda che ha la coscienza pulita, fino a prova contraria.

    Caro Andrea Mazzantini, il profilo su Linkedin di Roberto Papa è incompleto poiché è stato attivato poco tempo fa al fine di prendere spunto dal social media che ha ispirato facebook.

    Cordialità

  11. Andrea Mazzantini
    29 giugno 2010 a 23:06 | #11

    Interessante risposta ma…
    Forse non vi rendete bene conto che la responsabilità per quanto scritto su di un profilo personale è sempre e comunque personale. Nessuno nega che probabilmente chi ha scritto una “gravissima” provocazione come questa potrebbe incappare in tensioni e problemi con le estetiste nelle sue visite commerciali.
    Ma questo succederà anche senza il vostro starnazzare isterico e la vostra cieca scomposta rabbia adolescenziale ed improduttiva rivolta verso un marchio, un’azienda fatta di persone, di vite, di storie di successi e fallimenti come i vostri. Qualcuno vi ha già scritto che “state sparando nel mucchio” e continuate ad ignorare questa VERITA’ come un bimbo testardo e capriccioso.
    Continuate ad entrare nel merito per giustificare un errore macroscopico di valutazione… siete ignoranti dei mezzi che usate e sprezzanti delle conseguenze fino alla fine. Beh, vediamo qualche conseguenza allora:

    Avete a cuore la protezione dei vostri rappresentati (60,000 estetisti), mi sembra giusto e nobile; ma è INNEGABILE che state usando metodi intransigenti, oserei dire “talebani”, e questa mancanza di onestà e trasparenza vi mette personalmente in pessima luce sia come rappresentanti di estetisti professionisti che contano sulla vostra professionalità. Inoltre personalmente siete persone che si avvicinano a strumenti nuovi… senza la dovuta cura e sensibilità, infrangendo le regole, rifiutando vigliaccamente l’opportunità di dialogo offerta anche dalla provocazione di qualcuno (solo perchè avete vecchi rancori).
    Onestamente non farei rappresentare il mio cagnolino da gente così.

  12. 29 giugno 2010 a 23:44 | #12

    Calma Sig.Mazzantini,
    Capisco la frustrazione ma abbiamo chiesto un dialogo, che Confestetica ha accettato con cortesia, e per questo ringraziamo il Sig. Papa.
    Vedi Roberto Papa (social media significa informalità ed il LEI è fuori luogo) per gente come me che vive ed insegna Social Media, leggere “Come ci ricorda una sentenza di Cassazione (Cass. 26/6/00, n. 8702, pres. Amirante, in Riv. it. dir. lav. 2001, pag. 292, con nota di Conte, Licenziamento disciplinare e obblighi risarcitori:bla bla bla” in risposta alla mia domanda è simile ad un pugno inello stomaco. Immagina quindi che sia a terra dolorante dopo questo colpo a sorpresa.
    Mi spiace ammetterlo ma la perseveranza che metti nel portare un tale argomento legale (completely misplaced) a difesa di una “chiara manipolazione strumentale dei fatti” (cercavo un modo elegante per non scrivere “porcata” ma non rende) mi mette quasi in soggezione… quasi eh! Alla questione legale ci ha già pensato Pizzulata sopra.
    Io resto sul peccato vero e proprio: Il punto è semplice, TU hai preso la frase scritta da un profilo personale su Facebook e l’hai usata per attaccare indiscriminatamente, irragionevolmente e con cattiveria ingiustificata qualcun altro. Ti sei creato un’opportunità che, come dici, attendevi da tempo e lo hai fatto infrangendo regole non scritte di netiquette e buon senso.
    Secondo la tua logica, prega Dio che nessun membro del tuo gruppo si azzardi mai a scrivere una “provocazione“, potresti trovare un altro “genio” pronto a strumentalizzare la cosa contro “Confestetica”. Ti sembrerebbe giusto? E magari il genio in questione ti spiattella pure una sentenza della cassazione senza senso per darsi delle arie. Come dice Kelly sopra questo andrebbe contro qualsiasi principio fondante degli strumenti che stiamo usando. Sei a casa nostra, mettiti le pattine e smetti di sporcare in giro!

    Infine Comfort Zone ha tutto il diritto (e buon senso) a non cadere nella “piccola imboscata” che hai preparato. Primo perchè, neanche tanto a sorpresa, più della metà dei commenti nel tuo stesso Blog, certamente quelli più articolati, sono in chiara difesa della loro reputazione (come vedi la rete non la riesci a controllare come immaginavi eh!) e secondo perchè le basi di confronto che hai posto non sono di dialogo, ma di poca trasparenza, scarsa onestà intellettuale e professionale.
    Onestamente mi auguro che tutti imparino delle lezioni da questa vicenda, sicuramente il caso “Confestetica vs Comfort Zone” verrà sempre discusso dai miei studenti in classe.
    Cordialmente
    Andrea Alfieri

  13. Roberto Papa
    30 giugno 2010 a 0:27 | #13

    @Francesca,
    voorei farle notare che il Sig.Silva è un rappresentante di un’azienda di cosmetici, ha chiesto l’amicizia di Confestetica, dove sa perfettamente che c’è un pubblico numeroso di estetiste e dove sa che si parla di estetica a 360°. Non si parla certo di caccia e pesca, ma solo del mondo dell’estetica e dei suoi problemi e soprattutto del lavoro di professionalizzazione che Confestetica con fatica e investimenti propri sta cercando di fare. Riuscite a capire che non si può concepire il pensiero del sig. Silva come un suo pensiero personale che non può esulare da quello dell’azienda? in quel momento ed in quel “luogo” si parlava di estetisti e lui ha espresso pareri attinenti all’argomento. Se ci fossimo trovati in un sito che trattava ragomenti di moda, ad esempio, e se lui ,pur essendo rappresentante della stessa azienda avesse proposto la stessa provocazione, l’esito non sarebbe stato lo stesso, nessuno avrebbe pensato al tipo di lavoro che avesse potuto fare e nessuno avrebbe pensato all’azienda che rappresenta e che lo ha formato. Quando ha scritto quelle cose, la prima domanda di chi le ha lette è stata: “vediamo un pò chi è questo e cosa fa”?

  14. Roberto Papa
    30 giugno 2010 a 0:49 | #14

    @Andrea Alfieri

    Vedi Andrea, la differenza tra Confestetina (associazione no profit) e le aziende sta proprio nel fatto che Confestetica non ha nulla da vendere.

    E’ bene capire una cosa il direttore di questa azienda ha dato più volte prova di non amare le estetiste, visto quello che scrive sui giornali, quello che dice in conferenza stampa Confestetica, quello che dice nelle conferenze pubbliche dove dice che l’estetista deve pagare le tasse e non deve evadere, oltre alle lettere indicibili che ha mandato in redazione a Confestetica.

    Ti ricordo Andrea, che Confestetica è nata per tutelare le estetiste, anche da queste persone, che vivono grazie all’esistenza proprio delle estetiste stesse.

    Quindi Andrea, visto che ho letto sopra che sei amico suo, cerca di farlo ragionare , visto che ogni volta sbaglia e sbagliano anche i suoi agenti. Noi non consigliamo certo alle nostre associate, oltre 4.000, di affidarsi ad aziende del genere

  15. Roberto Papa
    30 giugno 2010 a 1:09 | #15

    Qui nessuno ignora la rete, anzi, proprio grazie alla rete, si scoprono tante cose interessanti, come il comportamento di certi rappresentanti e di certe aziende.
    Leggendo i post precedenti mi rendo conto che si sta parlando di Confestetica che ha preso le difese di una categoria, ma non si tiene conto di quello che è stato il comportamento scorretto del raprresentante di un’azienda nota nel settore.

    vi voglio solo far notare cosa ha riportato il Messaggero

    LIGNANO. Una cinese di 40 anni è stata multata mentre proponeva attività da estetista in spiaggia. La sanzione amministrativa è di 2.500 euro.

    Come si diceva, si è anche verificato un episodio spiacevole, quattro turisti si sono schierati a difesa degli abusivi. «Così non va bene, voi dovete operare in un altro modo», questa una delle frasi più gentili rivolte dai 4 all’indirizzo degli agenti.

    Come potete notare la gente si è schierata a favore della cinese abusiva, senza rendersi conto dei danni che quella cinese provoca alla società.

    Allo stesso modo qui, vedo che qualcuno si schiera in difesa del rappresentante di questa azienda, senza valutare minimamente delle offese che questa persona ha fatto ad una categoria intera, (L’ESTETISTA)

    Roberto Papa Confestetica

  16. DIEGO
    30 giugno 2010 a 9:40 | #16

    Fatemi capire, in pratica, se un essere poliziotto sul proprio profilo personale scrive: “w la mafia” non ci si dovrebbe indignare, infondo è solo il Suo Profilo, mica altro. Quindi, vediamo, se un politico scrivesse sul suo profilo personale: “sti imbecilli di italiani che pagano le tasse mentre io me la godo ahahaha” nessuno dovrebbe giudicarne l’operato. Mi serviva carpire questo concetto per capire che non capivo ( scusate il gioco di parole) la netiquette dei social network. Cavolo, ora che so che posso scrivere sul mio profilo che i miei clienti sono delle merdacce non esiterò. Me ne stanno sulle scatole tantissimi!! Tanto non si arrabbieranno e la mia azienda che rappresento non avrà problemi. Si le persone a cui vendo i miei prodotti, e mettero’ in evidenza il marchio, sono dei pirla, questo scrivero’ e vedrete che la mia azienda mi manderà una super provvigione per l’onesta che ho nel dire quello che penso.

    Scusate ora vado ad offendere qualche categoria! Consigli?? :)

  17. DIEGO
    30 giugno 2010 a 9:42 | #17

    ….e mi scuso pure per gli errori ortografici ;)

  18. DIEGO
    30 giugno 2010 a 10:00 | #18

    @
    TU hai preso la frase scritta da un profilo personale su Facebook e l’hai usata per attaccare indiscriminatamente, irragionevolmente e con cattiveria ingiustificata qualcun altro. Ti sei creato un’opportunità che, come dici, attendevi da tempo e lo hai fatto infrangendo regole non scritte di netiquette e buon senso.”

    Scusa se mi permetto, ma nel momento in cui il rappresentante di Confort Zone, scrive un commento contro una categoria intera, non commette lo stesso atto rivolto ad una molteplicità di individui con i quali guadagna quotidianamente, infrangendo le regole della netiquette?
    Chiedo, sia chiaro, perchè non so. Io con sta netiquette a quanto pare non ci vado d’accordo!! Va usato come indirizzo per qualcuno e per altri no? Io sto Roberto Papa mica lo voglio difendere, ma mi pare che si faccian figli e figliastri. Insomma sto Angelo aveva il diritto di provocare il litigio perchè era un suo diritto e nessuno gli doveva dir niente perchè c’e’ le netiquette che vienje insegnata a scuola. Uff ai miei tempi insegnavano l’educazione ma io sono obsoleto.

    Ma quella di sto rappresentante era una provocazione, solanmente questo, ed allora io consiglio a confestetica, la prossima volta che qualcuno ne lancia una, di rispondere diversamente, magari con un altra provocazione ( es: lanciamo una provocazione: ma sei idiota?) Vedrete che cosi facendo avrete rispettato le netiquette.

  19. Geom Alfieri
    30 giugno 2010 a 11:15 | #19

    Come diceva Andrea Mazzantini la responsabilità è personale, sempre e comunque. L’esempio del polizziotto è calzante, vorrei vedere se qualcuno denuncia il capo della Polizia per una dichiarazione personale di un dipendente… semmai è a lui che le attenzioni dovranno esser rivolte.
    Roberto Papa invece ha “forzato” una teoria della tacita compartecipazione della azienda che è frutto di una sua opinione personale (ed esperienze precedenti che continua a sciorinare) e ha deciso di scrivere un articolo del blog associando al nome del responsabile l’azienda per cui lavora. Questo è un colpo basso, una strumentalizzazione tanto elementare quanto inutile e futile che giustamente gli si sta rivolgendo contro.
    E’ solo un opinione sua personale, liberissimo di farlo così come siamo liberissimi noi di contestarne il merito. Allo stesso modo è solo un’opinione tua personale carissimo Diego che “vi lancio una provocazione, perchè la maggior parte delle estetiste non usa i sistemi più avanzati per sterilizzare?” possa essere un insulto ad una categoria… Mamma mia come siete permalosi!! Se qualcuno ne parla deve esser crocifisso? E’ un dogma religioso? Vogliamo proporre una scomunica a chi menziona la parola “autoclave”? Propongo il tribunale dell’inquisizione… non sia mai che le Estetiste possano voler discutere civilmente di igene e sicurezza ai propri clienti (complimenti, bella immagine che date) ;-)
    Il punto è semplice, avete scelto di entrare nei Social Media, aprire canali di dialogo con chiunque e dovete esser in grado di mantenere quel dialogo partecipativo, costruttivo, con chi la pensa come voi così come con chi ha idee diverse. Non potete controllare i contenuti, ma potete partecipare.
    Invece state starnazzando, urlando la vostra frustrazione e così facendo pensate di sviare l’attenzione ed evitare di dibattere il tema proposto da una persona che lavora nel vostro settore. La rete si auto-regolamenta e siamo tutti responsabili delle nostre azioni. Voi nella fattispecie state indicando chiaramente che nello svolgere le vostre funzioni di salvaguardia di una categoria non avete minimamente intenzione di favorire un dialogo costruttivo, trasparente e pro-attivo.
    Voi volete controllare ed assicurarvi che ciò che emerge è solo la VOSTRA versione dei fatti. Questo è un atteggiamento che mal si sposa con gli strumenti che avete scelto. Il mio è un consiglio, rivedete il vostro approccio o vi troverete presto a parlare allo specchio “bla bla bla”…
    Allo stato dei fatti, in mia modestissima opinione, il vostro livello di credibilità è prossimo allo zero.
    Magari vedete di prendervi un pò meno sul serio

  20. Geom Alfieri
  21. DIEGO
    30 giugno 2010 a 12:03 | #21

    “Piano con i sassi” si dice dalle mie parti :-)
    Io non sono qui a difendere nessuna categoria e tantomeno Papa o Angelo, che hanno entrambi nomi biblicamente importanti. La faccenda l’ho seguita e per prima cosa l’indagato in questione ha detto:”allora lancio una provocazione… quanti centri sterilizzano con l’autoclave? Veramente pochi forse solo il 2% e poi si parla di professionalità”. (diverso da quello che scrivi tu ;) )E’ una sua opinione certo, con la sola differenza che l’autoclave non è obbligatoria nei centri estetici, ma questa è solo una parte sciocca del problema dato dall’ignoranza di chi ha lanciato la provocazione. Altro piccolo errore mi commetti nel dire che è stata presa dal suo profilo la provocazione quando invece a quanto mi risulta la stessa è stata postata sulla bacheca di confestetica e poi rapidamente cancellata dopo i primi commenti negativi da parte degli utenti iscritti.

    Forse posso darti ragione riguardo al concetto di generalizzazione dell’evento anche se, resta il fatto che come rappresentante d’azienda devo stare attento a quello che dico o scrivo.( se lo scrivo rivolto alla categoria dei miei clienti) Quello che ha stizzito i presenti alla discussione è stato il concetto che alcuni elementi che vivono con i soldini degli imputati possano poi considerare cosi poco le loro clienti…

    Ma torniamo a me! :) Per prima cosa, ti preciso nuovamente che non sono facente parte dell’associazione, quindi il tuo additarmi di cui sopra non credi sia quantomeno fuori luogo? Per un semplice concetto interpretativo, il fatto che starnazzo è attribuibile al fatto che mi stai dando dell’animale? :-D Non è molto carino da parte tua che professi ,si, una libertà d’espressione ma che dai toni che usi senza avere la minima idea di chi sia il tuo interlocutore, dai altre sensazioni. Sei caduto in inganno anche tu?? O sei facile a dare giudizi ?

    O forse avendo espresso un mio concetto sono andato contro al tuo e la cosa non ti piace. A me pare che, parli bene ma razzoli male, ma ancora non ti conosco bene e non mi permetto ne di dire che stai starnazzando, ne che sei un frustrato, ne che dai una immagine di te strana e tantomeno che il tuo livello di credibilità è pari a zero.

    Quindi caro Alfieri, ringraziandoti per lo spazio che mi hai concesso, facciamo 1 pari palla al centro?? ;)

  22. 30 giugno 2010 a 12:07 | #22

    Caspita! Davvero una discussione dai toni caldi!!
    Personalmente sono d’accordissimo con chi afferma che un’opinione personale di un dipendente non rappresenti tutta un’azienda!! Ognuno avrà diritto di a pensarla a modo suo!! .. O no??!
    Non mi risulta che il Sig. Angelo Silva abbia dovuto fare alcun giuramento di Ippocrate!!!
    Non ha promesso difesa dell’azienda sempre e in ogni caso. Lui ci lavora. Punto. E’ lecito fare delle provocazioni, sopratutto se si ha l’occasione di rispondere!.. Forse non è stato troppo furbo!! ;-)

    Certo se si riuscisse ad avere da ogni dipendente di un’azienda solo opinioni postive sarebbe super, ma le critiche o le provocazioni servono per crescere!
    L’evoluzione sta nel cambiamento…

    Tutto questo parlare credo sia solo dovuto al fatto che il Sig. Silva ha scritto su FB! E ora FB è noto!
    Ma se questo fosse accaduto 3 anni fa credo che il commento sarebbe passato sotto silenzio…
    Sbaglio??! =)

  23. Geom Alfieri
    30 giugno 2010 a 12:25 | #23

    Con molto piacere Diego, ti stai difendendo benissimo, con l’ironia giusta, sdrammatizzando i toni e invogliandomi a tornare alla discussione… e soprattutto ti ringrazio perchè non ti nascondi dietro a “Sentenze della corte costituzionale” pur di non ammettere che qualcosa in tutta questa vicenda non quadra. Resta il fatto che io non ho interesse alcuno come te, ma da animale Social Media quale sono (vedi chi è l’animale?) non riesco ad accettare che persone operino in modo scorretto e pensino di farla franca.
    Vedi, per chi ci crede come me, il rischio concreto che un’azione come quella di Roberto Papa può causare è un ritorno al passato… dove le comunicazioni sono filtrate, dove le aziende chiudono i canali per paura di essere esposte a vigliaccate come queste, dove tutti perdiamo delle opportunità concrete di dialogare, partecipare e confrontarci su cose importanti… con lo spirito giusto, con toni ironici come i tuoi che invogliano non solo alla collaborazione, ma anche ad un aperitivo rasserenante.
    Considerati invitato! ;-)

  24. 30 giugno 2010 a 13:03 | #24

    @chicaline sono d’accordissimo con te. Il Sig. Angelo Silva non ha dovuto fare alcun giuramento di Ippocrate, quindi è libero di dire la sua opinione e (come in questo caso) lanciare una provocazione. E provocazione non è sinonimo di offesa..ma a quanto pare non è così per tutti!

    sono anche d’accordo con @GeomAlfieri perchè anche io ho sbarrato gli occhi quando ho letto “Come ci ricorda una sentenza di Cassazione (Cass. 26/6/00,bla bla)”. Se la ritenessi un’argomentazione corretta, replicherei che:
    - il diritto dei lavoratori non legifera sull’utilizzo delle piattaforme di condivisione internet (social media);
    - se proprio volessimo comunque riferirci a quella normativa, sarebbe interessante notare l’utilizzo della parola “lavoratore”. Mi pare evidente che Silva non ha lanciato la provocazione nelle vesti di dipendente Comfort Zone; ha usato il suo profilo Fb personale, non quello dell’azienda.
    A parte ciò;
    cosa c’entrano i cinesi in spiaggia? :) non capisco bene la connessione con i social media (e parlo da persona che ci lavora quindi li conosce, almeno discretamente..). Ma se volessimo utilizzare il confronto con i cinesi in spiaggia, sarebbe interessante vedere che le persone che si sono schierate hanno appunto detto ai poliziotti: “voi dovete operare in altro modo”.

    Credo che la rete, proprio come la massa in bikini sulla spiaggia, si stia rivolgendo a @Roberto Papa di Confestetica allo stesso modo, cioè facendovi capire che “voi dovete operare in altro modo”.
    Mi sembra una strumentalizzazione, questo utilizzo di una provocazione di Angelo Silva. Mi sembra che il commento di una persona col suo profilo privato venga utilizzato per attaccare addirittura un’azienda. @Roberto Papa, lei scrive “lo stesso direttore ha dato più volte prova di non amare le estetiste”. Mi faccia capire, quindi lei sta tentando di fomentare un rancore che ha dentro da tempo verso questo direttore e per mascherarlo ora attacca all’azienda? Perchè citare non meglio definiti episodi del passato mi fa pensare a questo. Ma forse sembra solo a me.. :)

  25. DIEGO
    30 giugno 2010 a 13:23 | #25

    Ovviamente per colpa del mio stato culturale, quando mi viene proposto un aperitivo non posso di certo rifutarlo.

    Tornando a noi, ci sono dei retroscena che nel caso specifico non sono stati sviscerati a dovere portando la discussione alla situazione odierna. In effetti, io seguo molto i casi relativi all’estetica e spesso i “Generali” delle aziende sputano drammatiche sentenze su coloro che sono il pane quotidiano. Troppo spesso infatti in un ambiente come quello dell’estetica il rapporto qualità/prezzo non si sa dove abiti. Non di certo in alcune aziende del settore che oltre a immettere sul mercato prodotti scadenti, poi additano le estetiste nel peggiore dei modi. Dico questo non per difendere Roberto Papa, che credo non abbia bisogno dell’aiuto di un perfetto sconosciuto ma però mi sento di spezzare una lancia a favore del lavoro che lo stesso svolge.
    Credo abbia commesso un errore a scagliarsi contro il soldatino quando il problema evidentemente sta nel “Generale”. Credo che lo stato d’animo di chi ha ripreso la “provocazione” sia la sensazione che il soldato abbia riferito le parole del Suo Generale, che spesso a quanto pare si scaglia contro una categoria non ricordando i vantaggi che la stessa gli ha permesso fino ad oggi.

    Onor del Vero, l’attività di quell’associazione è quantificabile con un 8+, in base alla proposta di legge dalla stessa avanzata e alle mille iniziative fino ad ora proposte, considerando che nessuno guadagna nulla.

    In effetti senza lo storico che l’associazione non ci ha fornito è probabile la reazione indignata di chi, non difende tanto un’azienda, ma il metodo di sputtanamento ( si puo’ dire in diretta? :-) ) utilizzato. Forse, dico forse non ci sono ne vinti ne vittorie in questa malcapitata situazione. In ogni caso questi social network sono diventati parte integrante del nostro essere quotidiano, anche se, io preferisco di gran lunga le bionde :) e mi sento di consigliare a chi ne fa utilizzo di non provocare in quanto è ovvio che provocare poi determina un effetto. A chi risponde alle provocazioni consiglierei di spiegare il perchè di un eventuale accanimento non molto terapeutico ma quantomeno illuminante.

    In ogni caso, voglio tifare per le associazioni no profit che seppur in modo talvolta poco ortodosso cercano di far cambiare lo stato, spesso obsoleto delle cose e voglio tifare per i provocatori che spesso, ma non sempre, riescono a far tanto discutere e scrivere quelli come me che cosi facendo stanno lontani dalle tentazioni mondane ( non ci crede nessuno :D )

  26. 30 giugno 2010 a 13:32 | #26

    Ragazzi, ma davvero non riuscite a cogliere la questione che ha scatenato il nostro risentimento??
    Caro Andrea, l’articolo inquisito non è stato pubblicato su un social media ma su una testata giornalistica online (puntoestetico.it), con tanto di direttore di redazione, registrata sia al ROC che al tribunale, giornale online che dà a tutti la possibilità di commentare gli articoli pubblicati. Le tue teorie sui social media non sono attinenti ad una testata giornalistica che si limita a fare notizia. Punto Estetico è anche un giornale cartaceo che riporterà tutta la vicenda quando uscirà in 23.000 copie in tutti i centri estetici di Italia.
    Non si tratta del tribunale dell’inquisizione o di dogma religioso, Andrea Alfieri, non siamo così permalosi come pensi da scatenare delle reazioni considerate da voi tutti non corrispondenti alle regole dei social media, si tratta di un rappresentante di un’Azienda che commercializza cosmetici che, con dati “alla mano” (cita nella sua provocazione un 2% di estetiste che non usa l’autoclave) afferma che le estetiste sue clienti non sono delle professioniste!
    Le azioni e le frasi vanno contestualizzate, voi state decontestualizzando l’accaduto.
    Il sig. Silva è un rappresentante della ComfortZone e fin qui è chiaro. Il sig. Silva ha chiesto l’amicizia a Confestetica su FB ma dato che Confestetica è l’Associazione Nazionale degli ESTETISTI e non dei rappresentanti, il punto risulta già meno chiaro. Andiamo avanti; il Sig. Silva dopo una giornata che immaginiamo abbia passato a visitare i centri estetici delle estetiste per proporre loro l’acquisto di cosmetici targati ComfortZone, posta sulla bacheca di Confestetica un commento che riportiamo per intero “estetista=professionista. allora lancio una provocazione… quanti centri sterilizzano con l’autoclave? Veramente pochi forse solo il 2% e poi si parla di professionalità”. Premettiamo che Confestetica mira a far diventare l’estetista una professionista e per questo ha proposto la legge 3116 (Andrea perdona quest’altro pugno allo stomaco ma era per precisare la questione ;) ) quindi il Silva è andato a cogliere nel vivo una situazione molto molto seria per la quale Confestetica si batte concretamente. Proseguiamo: il dato del 2% il Silva dove l’ha preso (immaginando sia un dato reale)?? Forse da analisi fatte dall’Azienda per la quale lavora? O si è preso la briga di far delle ricerche tra le sue clienti, o meglio clienti di ComfortZone, e capire quante estetiste usano l’autoclave??? O vogliamo epurare il dato citato da riferimenti all’Azienda affermando che il dato sia stato inventato di sana pianta dal Silva??
    A completare il quadro si consideri che l’autoclave non è obbligatoria per gli estetisti per cui la provocazione del Silva non solo risulta fuori luogo ma totalmente priva di appigli alla realtà.
    In conclusione della vicenda, Silva ha cancellato il post da lui messo sulla nostra bacheca ed è sparito dalla circolazione… ah!!! Si è anche cancellato dai nostri amici di fb!!!!
    Alla luce di questo quadro completo della situazione ritenete ancora che le intenzioni del Silva non debbano essere viste in una chiave macroscopica di coinvolgimento (indiretto, si capisce!!!!!!!) dell’Azienda per la quale lavora?? spero sia per tutti voi più chiaro cosa è accaduto e il perché ci siamo indignati molto..
    La libertà di espressione è sacrosanta per tutti noi ed è sempre rispettata e ben accetta fino a quando la stessa libertà non va a ledere la reputazione di una categoria intera!!
    Peccato solo che a ComfortZone manchi un Social Media di riferimento e debba usare il tuo blog, Andrea..!!

  27. Geom Alfieri
    30 giugno 2010 a 16:28 | #27

    Buongiorno sono un “tale Geom Alfieri” (l’adoro!)
    O mio Dio! Sono tutto sudato… era tanto che non leggevo così tante righe appassionate che non dicono assolutamente nulla di interessante… tranne che copia incollare le precedenti parole di Roberto Papa.
    5 minuti della mia vita che non mi darà indietro nessuno… e immagino ore di vita buttate per chi si è affannato a publiredazionare questo post. Una passeggiata nel parco od un’ora in piscina avrebbero dato almeno beneficio a qualcuno. Tra l’altro ho visto che Confestetica raddoppia (altro articolo su puntoestetico.it), triplica (23.000 copie in cartaceo).
    Quando qualcuno vi fa una domanda si dovrebbe rispondere a quella, piuttosto che ri-elugubrare parole inutili trite e ritrite… contribuite con argomentazioni nuove signori, non siate timidi!
    Bravo DIEGO, viva chi si impegna e fa la differenza, viva le no profit con una missione sana. A livello personale posso anche aver rispetto per il lavoro che Confestetica fa con passione e dedizione, e per il fatto che vi siate sentiti provocati, ma qui non siamo interessati al merito della vostra rabbia (che avete espresso), ma al metodo che state usando: giocate sporco!
    Talmente sporco che non importa più se siate nel giusto o nello sbagliato… giocate sporco, sporco, sporco per motivi molto meno nobili di quello che volete farci credere! Antipatia, invidia, rancore sono i motori delle azioni di @Roberto Papa (rileggete le sue parole) nascoste dietro al pretesto di un commento provocatorio.
    Poi potete avere una testata giornalistica, una redazione formata dal gotha giornalistico di marte e plutonio… la cosa non cambia: giocate sporco su tutti i fronti perchè le vostre vere motivazioni sono “false”. I motivi dei nostri interventi sono stati ampiamente illustrati qui sopra, le preoccupazioni che ci spingono a pressare su questo punto sono altrettanto chiare: ci sono rischi e conseguenze a giocare sporco, per noi che ci lavoriamo e per chi ne abusa.
    Mi sorprende solo che 6,000 estetiste iscritte siano tanto ingenue da non rendersi conto che il buon @Roberto Papa di Confestetica sta portando avanti la sua piccola vendetta privata ai danni di un manager di #[Comfort Zone]. Forse la loro professionalità meriterebbe una rappresentazione meno “permalosa” e più propositiva e pronta al confronto onesto e trasparente. In quel caso probabilmente [Comfort Zone] potrebbe sedersi al tavolo con voi.
    Auguro a tutti voi un futuro radioso, ma vi mi permetto di invitarvi ad un sano dibattito costruttivo d’ora in avanti, con chi ci mette la faccia (e senza chiamare in causa gli assenti).
    Che la pace sia con voi!

    P.S. Roberto Papa, ho rimosso il tuo ultimo commento perchè come ha giustamente appuntato qui non ci sono esperti di settore e le tue “promesse da campagna elettorale di borgata” tipo (We will protect you!!!) qui non servono. Hai scritto una dozzina di commenti e ancora stiamo aspettando degli argomenti seri per rispondere alla domanda iniziale. Inoltre è probabilmente il posto meno adatto per auto-promuoversi… visto che qui guardiamo nel merito delle cose ;-)

  1. 24 giugno 2010 a 13:33 | #1
  2. 29 giugno 2010 a 12:05 | #2
  3. 30 giugno 2010 a 1:58 | #3
  4. 2 luglio 2010 a 12:53 | #4
  5. 5 luglio 2010 a 13:25 | #5
  6. 13 luglio 2010 a 12:52 | #6
  7. 14 luglio 2010 a 13:34 | #7
I commenti sono chiusi.