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SQcuola di Blog – La Storia continua

Social Media Marketing: chi è costui?
Si parla molto e spesso di Social Media Marketing ma molto spesso le opinioni sul significato del termine sono discordanti, o incomplete o frammentarie.
Il motivo è semplice: non esiste, almeno in Italia, una cultura scolastica del SMM.

Grandi realtà si stanno adoperando per offrire un percorso simile, inclusi i mitici di Ninja Marketing.

Ma in questo mondo Social la condivisione delle esperienze è più importante dei contenuti stessi, è giusto raccontare i passi da gigante fatti negli ultimi mesi dalla SQcuola di Blog. Ne avevamo parlato in anteprima su queste pagine, quando alcune menti folli si erano raccolti attorno ad un’idea.

Dopo 6 mesi di Master, possiamo raccontare dell’emergere di un nuovo modello di Social e-Learning.

Foto di Classe 2011Altri faranno cose simili, forse anche con contenuti migliori, ma questo esperimento è certamente una pietra miliare nel campo della formazione online sui Social Media a mio giudizio. In questo ambito è difficile competere qualitativamente solo sui contenuti. Considerata la velocità con cui questo mondo “social” si evolve, c’è sempre qualcuno più aggiornato, più bravo, e con più tempo per “fare ricerca”. Ma se c’è qualcosa che il 2.0 ci ha insegnato è che la vera innovazione nasca dalla collaborazione e condivisione delle conoscenze e del saper fare.

Fare business partendo dalle persone – si diceva – ma dimostrarlo coi fatti è tutta un’altra storia. Non bastava fornire delle occasioni di dialogo e confronto con i docenti, occorreva creare un vero e proprio network di professionisti, studenti e docenti, con diversi ambiti di competenza e convinti che condividere e collaborare piuttosto che spacciarsi per tuttologi o “difendere il proprio orticello”.

C’era una reale necessità formativa in questo ambito, che ci ha spinti a mettere in piedi il primo master online di SMM denominato “SQcuola di Blog”. Innanzitutto la volontà di creare un percorso professionalizzante in un ambito che da li a poco sarebbe emerso come in altri paesi. Il fatto che ora altri corsi simili vengano lanciati dimostra che avevamo ragione. Volevamo creare dei professionisti in grado di affiancare aziende in questo mondo.

La prima edizione è stata sperimentale, guidata più da istinti 2.0 che da una vera e propria strategia aziendale.
Metodi nuovi, contenuti nuovi, docenti nuovi e 30 studenti selezionati, “meritocraticamente” in tutta Italia, attraverso online assestment. La SQcuola di Blog non doveva avere fronzoli, alchimie strane o tecnicismi gratuiti. Si puntava sulle persone, sul gruppo, sull’essere social non a parole ma a fatti. Il corso infatti era proposto gratuitamente ad un numero ristretto (la classe) che se l’era guadagnata questa opportunità.

Si partiva in piccolo, senza troppo clamore imparando, ascoltando, ragionando e migliorando strada facendo.

Ma c’era dell’altro. Volevamo dare reali opportunità ai nostri studenti, renderli visibili non semplicemente come partecipanti ad un Master, ma sulla base di progetti concreti.

Da più parti si sente dire che è impossibile insegnare Social Media, e che nulla è meglio di esperienza sul campo per creare reale conoscenza. E’ un punto di vista condivisibile, per questo l’esperimento SQcuola di Blog, ha puntato a considerare gli studenti una risorsa così importante da affidargli un progetto “vero”, con clienti veri, mettendoci la faccia ed accostandola alla loro! Sperimentazione rischiosa che ha dato frutti insperati.

I lavori presentati dagli studenti durante il primo meeting tenutosi a Parma il primo di ottobre e denominato SQcuola di Awards sono stati veramente impressionanti. Guarda questi video

SQcuola_di_Blog_res147

Si può avere un Preside così???

I cinque gruppi, formati da ragazzi che non si erano mai incontrati prima dell’evento, ma che avevano collaborato tramite i social media, hanno presentato i loro lavori a cinque diversi committenti con risultati assolutamente positivi.
L’energia, l’enfasi e la ricchezza di particolari e di approfondimenti hanno dimostrato un’ottima preparazione di base sui concetti del SMM ed una capacità di fare network che ogni azienda vorrebbe al proprio interno.

Ed ora? Come procedere?

Così come è molto 2.0 imparare dai risultati per migliorare, l’esperimento del coinvolgimento diretto di aziende sui Project Work ha dato vita a nuove idee di sviluppo per il percorso. La sperimentazione è terminata ed ora, la provocazione della SQcuola di Blog è invitare le aziende a sostenere economicamente un proprio blogger che, indirettamente, ne sosterrà un’altro entrato nella scuola per merito.
In questo modo si vuole creare un doppio legame tra le aziende ed i blogger al fine di instaurare, fin da subito, un rapporto di collaborazione che potrebbe sfociare in una opportunità per entrambi.

La seconda edizione, che partirà da febbraio 2012, presenta già delle novità interessanti, infatti se per gli studenti il master sarà sempre gratuito attraverso l’iniziativa “Adotta un Blogger” anche le aziende sono chiamate a mettersi in gioco sostenendo economicamente un proprio blogger che, indirettamente, ne sosterrà un’altro entrato nella scuola per merito.
In questo modo si vuole creare un doppio legame tra le aziende ed i blogger al fine di instaurare, fin da subito, un rapporto di collaborazione che potrebbe sfociare in una opportunità per entrambi.

E’ una storia che si racconta mentre ti si srotola davanti. Naturalmente, secondo un vero spirito 2.0, tutto il materiale prodotto e le informazioni sulla prossima edizione sono accessibili a tutti, inclusi i 50 motivi per iscriversi alla seconda edizione (lista compilata dai nostri studenti!).

Per saperne di più andate al sito: www.sqcuoladiblog.it o cercateci su tutti i social media!

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4 novembre 2011 di 1 commento

Disastri Social Media e lezioni da imparare – Episode 2

Dopo il Prologo (Episode 1) della Saga, continuiamo a parlare di casi di Disastri di Reputation Management.

Sempre prendendo spunto dallo splendido articolo di Catherine ParkerLessons from social media disasters“:

A Fake BP Twitter Account

Nel periodo successivo al disastro ecologico nel Golfo del Messico, un finto utente BP  in Twitter   ha iniziato a postare commenti ironici e satirici sulla compagnia, ridicolizzando gli effetti ecologici della perdita di petrolio.

Per esempio alcuni Tweet scrivevano cose tipo: “Allora, dateci un taglio con queste lamentele sulle perforazioni marine. Vi svelo il finale: La perdita si risolverà, tutti dimenticheranno sta roba e noi ci compreremo un’altra casa al mare” ( “Look, cut us some slack. We’ve kinda just been winging this whole ‘deepwater drilling’ thing.” and, “SPOILER ALERT: The leak stops eventually, everyone forgets about it and we all buy another vacation home.”).

Ad oggi il finto utente BP (British Petroleum l’azienda petrolifera responsabile del disastro ecologico) ha più di 190,000 followers che seguono religiosamente ogni suo messaggio; interessante vedere che l’account ufficiale di BP   ne ha poco più di 18,000 (poco più del 10% dei seguaci del finto account). 

Attenzione:  nella sezione Biografica del finto BP Twitter account nessuno ha mai detto di parlare per conto della vera BP e Twitter non può fare nulla per chiuderlo. Anzi scrivono: This page exists to get BP’s message and mission statement out into the twitterverse! (queste pagine esistono per rendere le comunicazioni BP in stile Twitter). Paradossalmente è’ l’utente finto che meglio riflette l’approccio comunicativo degli strumenti usati.

Ora il finto account continua a proliferare e prosperare, addirittura vendendo magliette e gadget ironici “BP Cares” (a BP importa) e organizzando eventi, mostre d’arte ed alimentando col suo intelligente sarcasmo il disprezzo della gente per la compagnia petrolifera. Geniale!!

Lezioni da imparare:

1) Freedom of expression: Social media in quanto piattaforme aperte sposano la libertà di espressione come valore assoluto. Siti come Twitter e Facebook  non sono quindi da ritenersi responsabili, ne tenuti a rimuovere commenti negative sul vostro marchio o azienda. Piuttosto che aspettarsi tutela dai Social Media, concentratevi per rendere i vostri prodotti e servizi quanto più etici e trasparenti possibili, riducendo al minimo le possibilità di lamentele da parte di clienti e visitatori. Per BP potrebbe ora esser troppo tardi ma per voi no.

2) Monitorate il vostro Brand e non nascondetevi. BP ha ignorato e sottovalutato questo utente Twitter pensando che sarebbe sparito in silenzio. Forse se avessero ingaggiato per tempo un dialogo costruttivo con questo finto utente avrebbero evitato almeno il secondo Disastro PR.

Altre lezioni secondo voi?

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25 agosto 2010 di 2 commenti

Social Media, statistiche per le vostre ricerche

Social Media in numeri?

Se ne parla tanto ultimamente, così ho pensato di raccogliere qualche informazione statistica utile a capire di cosa si sta parlando in termini quantitativi:

Raccogliere statistiche in rete non è facile, tante fonti, raccolte in momenti diversi, spesso con risultati contradditori.

Vi invito quindi a prendere questi dati come una indicazione generale (domani i dati saranno già vecchi, vista la velocità di crescita del movimento).

Nel mondo:

Esistono almeno 206.675.938 di siti web, con circa 80 milioni attivi; Fonte Netcraft (2010). Ora saranno molti di più.

2 utenti internet su 3 visitano Social Network; Fonte “What the f**k is Social Media” (vedi presentazione sotto per altre statistiche incredibili)

Wikipedia ha circa 20 milioni di articoli in più di 200 lingue diverse; Fonte Sardine Blog (Oct2009)

Twitter nel mondo ha oltre 100 milioni di utenti. A dic 2009 Twitter ha superato il miliardo di Tweet (cinguettii); Fonte Kameloo .

Linkedin oltre 30 milioni di iscritti, 100,000 nuovi utenti giorno; Fonte Wikipedia 2009

YouTube circa 20 milioni di visitatori al mese. Il quarto portale più visitato al mondo, dopo Google, Msn e Yahoo! 6,5 miliardi di video visti (65,000 nuovi al giorno); (Sett2009)

Internet e Social Media in Italia:

Internet24,2 milioni di utenti online, significa circa il 46% della popolazione totale; Fonte Nielsen (Mar2010). Aumento di oltre 3 milioni nell’ultimo anno. Ad  Aprile 2009 erano 21 milioni; Fonte Comscore.

Copio e incollo da BitMat i dati più significativi che riguardano l’Italia: Il 46% degli italiani, 24 milioni, utilizza Internet ogni settimana, il 43% degli italiani naviga tutti i giorni della settimana, e il 31% del totale degli intervistati dichiara di non poter vivere senza.

Le attività più popolari via web risultano essere: email (75%), social networking (37%), instant messaging (32%), film, Tv o video clip (24%), classifiche e recensioni (24%) e musica (17%).
Il 58% degli utenti dichiara di non poter vivere senza email e l’86% utilizza una connessione a banda larga (19,9 milioni di utenti), 52% wireless (10,4 milioni di utenti). Il 67% vive come conseguenza importante di Internet il poter mantenere i contatti con amici e parenti, il 40% ha potuto scegliere prodotti e servizi migliori, il 35% ha prenotato più vacanze e organizzato viaggi e il 32% ha gestito meglio le proprie finanze online. I siti più visitati sono quelli di news (59%), viaggi (45%), banche e assicurazioni (43%), confronto prezzi (42%), informazioni locali (39%) e film (32%).

Nella scelta di un prodotto o servizio, il 35% considera le recensioni online un’interessante fonte di informazione, sia su siti di marchi famosi (34%) sia di rivenditori conosciuti (25%). La rete svolge un ruolo sempre più importante nelle decisioni di acquisto. Il 51% dei navigatori nostrani dichiara di cambiare idea su quale brand acquistare dopo aver effettuato una ricerca online, il 30% se si tratta di un prodotto di elettronica di consumo.
Per quanto riguarda gli acquisti più popolari: 73% ha acquistato vacanze online, 64% libri, 57% biglietti di viaggio, 43% elettronica di consumo, 41% abbigliamento.

Facebook, nel mondo ha ampiamente superato i 400.000.000 iscritti. In Italia sono 13,183,940 gli utenti in FB; Fonte Facebook (Dic2009).

Twitter in Italia sta salendo più gradatamente: Solo 213,000 utenti; Fonte ImpresaPratica (Ott2009)

Linkedin oltre 1 milione di iscritti (sito era solo in inglese fino ad una settimana fa, ora disponibile in Italiano si aspettano una sostanziale crescita); Fonte QuoMedia

Tempo online: Utenti Italiani passano online 46 minuti al giorno; Fonte Nielsen (Feb2009)

Blogs: In Italia a Dicembre 2008 si stimavano circa 400.000 blog  attivi  con oltre 10 milioni di contenuti, Fonte Liquida. A febbraio 2009 si parla del 4% di utenti online italiani che scrivono su un Blog.  

Ora che avete i dati, per convincervi che i Social Media non sono solo una “moda passeggera” vi lascio con a splendida, nuova ed aggiornata versione “One year later” della mitica Marta Kagan e del suo ormai famoso:

View more presentations from Marta Kagan.
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29 aprile 2010 di 2 commenti

Please Help a "bloke" knowing Beauty and Wellness Industry 2.0

Hi guys,

Geeeeeez…. Am I in trouble!!!!?

I have been asked to work out a web strategy for a client of mine… for the Health Beauty and Wellness Industry… would you believe!!!? C’mon! Did you look at me??? ;-)

The Beauty industry is something I barely know. Think of me like this little fella and please help me understanding “how it works“! This is how I truly feel dealing with the beauty craze of many women (and men!)… like an 8 year old listening to a fabolous science fiction story! (BTW this is really me in the pic, wasn’t I cute!?)

Please please please… this little guy needs your help!

Anyone can suggest Web 2.0 ways to create emotional and experiencial value to clients? You Tube, Blogs, Forum, Facebook, Twitter and the work.

Stefania (Chicaline) gave me already a promising tip. Look at ClioMakeUp’s webinars

Any other example and suggestions of something “Wow!” happening around the world??

Sorry but I’m a bloke! Hence hinerently think it’s a complete waste of time!… but have to get to know what moves women into wasting so much time and money.

Why would women go through all this aggravation?? It’s beyond me!

Can you point me towards good examples…?

I’m so desperate that I’ve opened a Discussion even on Linkedin

Thanks uh!

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19 febbraio 2010 di 13 commenti

Strategie Social Media – La riscossa del "Perchè no?"

Buona giornata a tutti,

Oggi prendo uno spunto da una lezione di ieri sera, dove parlando con Rosario, Francesca RS, Andrea, Francesca DN e Rossella abbiamo discusso sull’avvento di nuove organizzazioni pseudo-aziendali che stanno emergendo: Peer to peer Collaboration, Social Business, Bottom up-Prosumers (ConsumAttori) Community e networked business, Self organizations, Crowd funding.

Il punto è semplice, stanno cambiando le regole del gioco e chi prima o chi dopo dovremo tutti considerare questi cambiamenti ed adattare le nostre risorse nel modo più adeguato alla nostra struttura aziendale. Si parte da un presupposto: Il cliente vuole davvero una esperienza integrata con una azienda (Warfield).

arrotino-gorillaIn questa situazione di transizione tra il Medio Evo e il Rinascimento 2.0 dominano le idee! Spesso sono quelle che ad un primo impatto possono sembrare delle assolute idiozie a produrre i risultati migliori.

Vediamo alcuni esempi di Rinascimento 2.0 in questo senso e ragioniamoci:

BStripe (così come altre aziende) ha aperto una sezione per assistenza clienti su Facebook!!! Ma dico, sono dei pazzi? Ma non significa che tutte le lamentele di clienti insoddisfatti saranno in bella vista nelle bacheche di migliaia di altri clienti?? E’ un idiozia non trovate? Eppure l’hanno fatto! Hanno oltre mille iscritti. Immagino la riunione direzionale in cui qualcuno ha lanciato l’idea, immagino i presenti che scoppiano a ridere pensando che stesse scherzando… e immagino qualcuno che nell’ilarità generale pronuncia sottovoce queste parole. “E perchè no?..” Risultato: Percezione di trasparenza, mettersi in gioco, velocizzare le comunicazioni e responsabilizzarsi. Questa è la classica “idiozia geniale” altro che no!

Vodaphone ha aperto un Blog “Storie da 190” nel Vodaphone Lab (laboratorio di idee) in cui raccontano i personaggi, le storie e la quotidianità di chi lavora nel loro Call Center. E’ un idiozia incredibile vero? A chi frega delle persone che normalmente chiamiamo quando siamo imbufaliti con problemi tecnici, ed i clienti potrebbero anche sentirsi presi in giro. Immagino la riunione direzionale in cui esce la proposta …e immagino qualcuno che nell’ilarità generale pronuncia sottovoce queste parole. “E perchè no?..” Risultato: Se ne parla in rete (promuove valori di trasparenza e autenticità), personalizza il servizio, non più fredde voci disinteressate da remote località rumene, ma storie di individui veri con problemi e difficoltà come tutti. Altra idiozia geniale!

L’ATAC (Azienda Trasporti Pubblici di Roma) ha sperimentato un servizio clienti con Twitter. Ce ne parla Markingegno nel suo articolo. Ogni cinguettio di utenti collegati si riversa su altri migliaia di clienti. Visti i ritardi, i problemi, interruzioni di servizi e inadempienze generali l’ATAC rischiava molto ad esporsi così. Ma come sempre qualcuno avrà pensato “Perchè no?”. Risultato: Beh, leggete voi qui e qui. Queste sono esperienze di clienti, statisticamente i migliori veicoli per promuovere un servizio. Altra “idiozia geniale”.

Ce ne sono molte altre, le racconteremo. Ma è importante pensare con una testa nuova in un mondo che cambia. Dell (multinazionale) ha 80 persone dedicate esclusivamente a Twitter, e conferma che questo strumento ha regalato oltre 1 milione $ di ricavi addizionali

Quindi siete pronti ad usare le vostre nuove parole magiche quando studiate le strategie aziendali?… ripetete con me… “Perchè no?”

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27 novembre 2009 di Nessun commento

I Comandamenti di Twitter – Come usarlo in Business Part 2

Strumento di Democrazia od anarchia? Come usare Twitter in Business? Nel precedente articolo abbiamo dato due suggerimenti:

1) Usate Twitter per monitorare la vostra Reputazione e 2) Tenete I vostri “followers” (network di utenti che vi seguono) aggiornati.

Continuiamo a dare un occhiata a Twitter come strumento di Business per le aziende. Wow! quanta roba…

3. Il successo delle tue operazioni su Twitter dipende da molte cose, innanzitutto dal contenuto che offri, ma sicuramente il fine è quello di avere quanti più “followers” che puoi e creare una relazione su contenuti pertinenti per entrambi. E’ importante comunque sapere che quando arrivi a seguire 2.000 utenti e sei “seguito” da circa 1.800 followers il tuo account non ti permette più di aggiungere contatti, sei bloccato! Meglio quindi assicurarsi che i numeri tornino per evitare problemi tecnici come questo. Assicurati quindi che gli utenti siano quindi quelli che vuoi e non pensare solo al numero.

Il modo più semplice per legarsi agli utenti “giusti per te” (pertinenti con l’ambito in cui ti poni) è quello di usare la funzione People Search. Per esempio, se la tua attività è vendere prodotti per giardinaggio, metterai nel search box la parola “giardinaggio” (o in inglese gardening). In questo modo Twitter ti segnalerà tutte i profili che contengono questa parola (quindi interessati a). L’inglese sarà sempre la parola dominante, quindi non limitarti (almeno finchè Twitter in italiano prende piede) alla madrelingua; senza contare che molti utenti italiani online dialogano in inglese. Sii creativo nella scelta delle parole, mettiti nei loro panni e sperimenta quello che metteresti nel tuo profilo al loro posto. ! “Applica il buon senso” è sempre il miglior consiglio.

Una volta trovati individui che pensi potrebbero essere interessati ai tuoi prodotti, non assillarli, semplicemente seguili. La maggior parte di loro diventerà un tuo follower, se non altro per curiosità o cortesia.

Un altra funzione interessante è Twitter Search che segnala le conversazioni ed area di interesse (di cosa parlano). Seleziona i tuoi potenziali clienti e inizia a seguirli.

Entrambi questi strumenti ti permettono di costruire un bacino di “follower” ampio, ma necessitano di tempo e risorse. Magari dai un occhiata a questi strumenti per ottimizzare e velocizzare la ricerca
ViralFollowers.com oppure twollo.com che possono essere “tarati” per seguire dialoghi sui contenuti per te pertinenti e automatiamente seguire (follow) gli utenti coinvolti.

4. Quando hai dei “followers” assicurati di loro, rispondi ai loro “cinguettii” e considera il loro materiale se pertinente con la tua area di interesse.

L’idea basilare di Twitter è quella di facilitare le relazioni e tenersi aggiornati l’un l’altro; seguili e faglielo sapere, quelle relazioni potranno trasformarsi in opportunità. Le tue campagne di marketing ne beneficeranno. Queste relazioni si basano sulla fiducia, sulla considerazione ed attenzione reciproca. Non pensare di condividere, promuovere, ottenere consigli, e magari appoggiarsi al loro network per incrementare la tua visibilità online se non riesci a stabilire delle relazioni virtuali vere e continuative. E’ un lavorone, lo ammettiamo, ma è un opportunità.

Ti accorgerai presto che le relazioni cominciano in modo personale, ci vuole tempo, tatto come nella vita. Ma come nella vita partire con messaggi promozionali significa rompere le scatole a persone che vogliono dialogare. Quindi costruisci relazioni e solo in un secondo tempo manda i tuoi messaggi promozionali. Se non sei interessato a dialogare, ma solo a inviare “spot” nel vuoto, fai pure (buona fortuna), ma abbi l’accortezza di chiarirlo nel profilo. Il rispetto innanzi tutto.

Non improvvisare, pensa a chi ti legge ed a quello che faresti al suo posto. Essere parte di un network importante in Twitter porta il tuo messaggio nei luoghi giusti per capitalizzare gli investimenti in tempo e fatica, per molte aziende nel mondo è ormai diventato uno strumento imprescindibile al punto da dedicarci fior di risorse. E’ un percorso, dove imparerai facendo, seguendo l’esempio di guru http://twitterholic.com/ e concorrenti. Non avere fretta, impara e conosci la tua audience, dagli valore aggiunto in ciò che loro sono interessati.

Concludendo, che sia Microblogging, Social Networks o altro, ricorda sempre le 4 C: Contenuto (rispettoso, valore aggiunto) + Contesto (pertinente, a chi interessa) + Connessioni (creazione network) + Comunità (utenti interessati e fidelizzati) è solo in quest’ultima fase che il tuo messaggio promozionale avrà veramente effetto.

Per ora fate i bravi e non scordate di farci avere i vostri commenti.
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22 settembre 2009 di Nessun commento

I comandamenti di Twitter – come usarlo in Business – Part 1

Greetings fella!

Rieccoci qui! Oggi parliamo di Micro-blogging come strumento aziendale di promozione e comunicazione (business quindi).

Molte aziende, soprattutto negli Stati Uniti, stanno capitalizzando sulla popolarità di Twitter per aprire nuove opportunità commerciali e migliorare (consolidare) le relazioni con i propri utenti online. Twitter è pratico ed immediato, e dà dipendenza e per questo millioni di utenti lo usano costantemente.

Strategicamente quindi è uno strumento importante, e se usato con raziocinio e buon senso, può facilmente e velocemente incrementare il bacino di clienti ed aumentare le vendite. Abbiamo gia spiegato nelle pagine di FunkyRev come funziona, il suo possibile impatto a lungo termine raccontato alcuni esempi concreti Twitter e Governo e Twitter per la Casa

Procediamo quindi, prendendo spunto dall’interessante articolo di Sebastian su www.discsalesstyles.com vediamo ora alcuni suggerimenti concreti per utilizzare Twitter come strumento di marketing:

Partiamo con i primi due, nel prossimo articolo ne vedremo altri.

1) Usate Twitter per monitorare la vostra Reputazione.

Lo strumento di ricerca di Twitter è estremamente efficace e ti permette di controllare le conversazioni che riguardano il tuo business. Si può quindi considerare un ottimo strumento per monitorare la reputazione aziendale “Reputation Management” appunto. Un opportunità quindi per sapere rapidamente cosa si dice del vostro marchio (o di voi come individui), cosa si dice dei vostri concorrenti, e del settore in generale. Queste sono informazioni rilevanti, indirettamente possono darvi degli spunti per migliorare o modificare le vostre strategie e comunicazioni e migliorare la profittabilità dell’insieme.

2) Tenete I vostri “followers” (network di utenti che vi seguono) aggiornati.

Una volta aperto questo canale di comunicazione, dovete essere attivi e costantemente mandare “tweets” ai chi “si prende la briga” di seguirvi. Trattateli con rispetto, potreste aver bisogno di loro. Scegliete inoltre con cura gli utenti “Following” (network di utenti che voi seguite, ed i cui Tweet ricevete), scegliete utenti e brand che utilizzano Twitter per il loro online marketing, perché c’è molto da imparare da loro. Fate il possibile per assicurarvi che chi “seguite vi segua”, soprattutto quelli con molto traffico. Usate anche il loro traffico per i vostri messaggi di marketing ma non esagerate, mai dimenticare che Twitter è uno strumento di social network e non una macchina pubblicitaria. Cercate di mandare messaggi quanto più utili e significativi che potete. Pensate a ciò che fareste se foste inondati di messaggi promozionali SPAM da qualcuno, con un semplice click lo blocchereste; usate lo stesso metro di valutazione per i vostri tweet. Alternate piuttosto messaggi marketing ad altri di carattere personale, spiegando le attività in cui siete coinvolti, le difficoltà al pari dei successi.

Articolo disponibile su funkyrev.com

Continua… preparatevi per Part 2

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21 settembre 2009 di Nessun commento