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Tracce e Sentieri in Facebook – Guida umana all’uso

Rispolveriamo le pagine dell’Arrotino, dopo che nei mesi scorsi la SQcuola di Blog mi ha tenuto in ostaggio sulle sue pagine.

Social Media per le Aziende

Se ne parla tanto, ma fatico a trovare una guida “umana” all’uso, provo a buttarla giù io.

Sia che siate un’azienda multinazionale che un impresa locale è innegabile che la rete oggi offra enormi opportunità. Migliaia di strumenti, tra cui scegliere a seconda dei propri obiettivi, risorse e target, possono aiutare a generare business o fare semplicemente attività di “branding” (promozione) sia a livello globale che locale.

Tutti si stanno muovendo, prova ne è il crollo della “pubblicità televisiva e cartacea” a discapito di un vertiginoso incremento di attività online.

Stiamo tutti allineandoci a questa consapevolezza, in modo quasi frenetico “buttandoci” in questo mondo affascinante, spesso senza veramente conoscere le regole e soprattutto i rischi.

Pochi si rendono conto che è un’attività impegnativa, fatta di ascolto e dialogo, fatta di relazioni che vanno coltivate, di reputazione basata sul merito piuttosto che su monologhi auto-celebrativi o poster statici.

La buona notizia è che, seppur in un mondo virtuale, le regole del gioco non si distaccano più di tanto da quelle che regolano le nostre vite, buonsenso in testa.

Un esempio concreto, entrando in un bar pieno di gente per la prima volta come vi comportereste? Iniziereste ad urlare il vostro messaggio? Girereste tra i tavoli lasciando locandine o improbabili portachiavi luccicanti? Come vi comportereste se qualcuno lo facesse a voi mentre siete comodamente seduti a farvi gli affari vostri?

Ecco che la prima regola è chiara: Non fate nulla agli altri che non accettereste di buon grado voi stessi. E non illudetevi, a nessuno piace esser importunati da SPAM indesiderato, ci sarà chi vi ignora e fin li tutto bene o quasi, il problema nasce quando qualcuno si inalbera e vi mette in cattiva luce davanti a tanta altra gente. Meglio non rischiare.

Altra regola importante di qualsiasi tipo di commercio è comunque quella di andare ad esporre i prodotti in vendita nei luoghi di passaggio, nelle piazze, nei bazar e mercati affollati. Difficilmente un vicoletto buio ed angusto può garantire la visibilità che i vostri prodotti e servizi meritano.

E’ sbagliato pensare che Facebook sia una piazza e che basti avere un profilo per apparire, promuovere e vendere.

Facebook è una enorme città di 850 milioni di persone, fatta di piazze, vicoli, bar, teatri e vicoli angusti. Esserci non basta, occorre scegliere le piazze ed i bar giusti, rivolgersi a chi parla specificatamente dei vostri servizi/prodotti, chi vi cerca. E se “aprite bottega” in questa città dovete lavorare per saper trasformare anche un vicolo buio in una piazza trafficata, esattamente come fareste nel mondo reale.

Raffaella Gagliano spiega molto bene in questo articolo pregi e difetti di uno strumento che si evolve.

Ma come farlo se non possiamo usare le leve promozionali a monologo di un tempo? Come farlo se dobbiamo considerare la suscettibilità delle persone a cui ci rivolgiamo? Come possiamo farlo se già migliaia e migliaia di persone parlano dei miei argomenti?

E’ più semplice di quello che sembra: partite dai vostri clienti abituali, dialogate e fate in modo che siano loro a parlare di voi ed a portare il vostro nome in giro per la rete!

Gli strumenti di Social Media non sono un mondo a sé stante, ma una estensione virtuale del vostro modo di relazionarvi con clienti ed amici, e su quello occorre costruire.

Se lavorate bene, se seguite dei valori condivisibili, se avete rispetto di ciò che vi circonda questo emergerà all’esterno. Al contrario, se siete maleducati ed arroganti, intolleranti e psicotici siete in grossi guai, perché emergerà ancora più prepotentemente.

Avere una presenza su Facebook significa continuare a fare dannatamente bene quello che fate, e meritarsi l’attenzione, il rispetto e la gratitudine dei vostri clienti. Significa ascoltarli, rispondergli e dialogare con loro e continuare questo dialogo anche quando il cliente è uscito dalle vostre mura.

Se questo lo fa Nike, Coca Cola, H&M e Jovanotti non c’è motivo per cui (facendo le debite proporzioni) voi non possiate fare lo stesso nella vostra nicchia. Il meccanismo è identico e per voi è forse meno complicato che non per loro.

Ci sono parole come “follower” o “Mi Piace” o “Check in” o “Tip” e persino “Amici” che meritano la vostra attenzione. Sono parole che hanno un significato profondo, ed, abbinate a strumenti ben precisi, sono la traccia di un collegamento ed una relazione binaria, tracce di dialogo destinate a restare in rete davanti agli occhi di tante altre persone.

Sono tracce che possono marcare un sentiero dietro di voi, sentiero che può essere seguito da altri passanti incuriositi dalle storie che emergono e dalle testimonianze degli interlocutori; sentieri tracciati e segnalati che li porteranno a voi.

Disegnare questo sentiero è vostra responsabilità, fare in modo che racconti una storia genuina e che trasmetta valore è nelle vostre mani. Non fatelo e ci penserà qualcun altro a farlo e non è detto che sia una buona idea.

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6 marzo 2012 di Nessun commento

SQcuola di Blog – Il nuovo circo della formazione oceano blu

Stavo rileggendo “Strategia Oceano Blu” di Chan Kim e R. Mauborgne, è sempre illuminante.

E’ uno studio che mira, attraverso un modello di business, a spingere le azienda a crearsi “spazi di mercato incontestati e nuove possibilità di crescita” con un aproccio nuovo.

Gli oceani blu sono qui intesi come nuovi mercati in cui si cercano punti in comune con nuova clientela, dove l’azienda esplora coraggiosamente i non-clienti,  adattando la propria offerta con concetti nuovi, mettendo in discussione strategie e regole date ormai per assodate come “abbattere la concorrenza” o fare guerra di prezzi o competere in termini quasi militari. Mercati con confini definiti, con regole spietate, in cui si combatte all’ultimo sangue per “rubare” business ai concorrenti sono qui definiti gli oceani rossi. Sono mercati in cui i prezzi tendono verso il basso, dove lo spazio è affollato e le prospettive declinano.

E’ splendido l’esempio iniziale sul Cirque du Soleil, in cui raccontano dell’emergere di questo caso di successo in un mercato in costante declino come “il circo”. Poche “famiglie storiche” di circhi si contrapponevano spietatamente in un settore in declino, dove alternative di intrattenimento emergevno, dove associazioni animaliste lamentavano lo sfruttamento e il maltrattamento di animali. Incredibilmente è in questo contesto che emerse il Cirque du Soleil, che ad oggi viaggia con oltre 50 milioni di spettatori in tutto il mondo ed un modello di business invidiato ed apprezzato ovunque.

Occupandomi di formazione, colgo delle vaghe assonanze con il “framework” in cui operava Guy Lalibertè (CEO del Cirque du Soleil). Voglio azzardare un parallelismo, permettetemi lo sforzo, ma questi sono quesi momenti in cui voglio strutturare il progetto della SQcuola di Blog e confortarmi che forse la cosa può funzionare. In fondo, al di là delle esperienze maturate in passato, questo è un progetto che nasce di “pancia” seguendo istinti che ai più risultano “folli”.

La formazione è in declino, i fondi messi a disposizione scarseggiano; le possibilità di fruire di attività formative spesso si infrangono contro l’impossibilità di assentarsi dal lavoro. Le stesse aziende che dovrebbero favorire la formazione dei propri dipendenti, storcono la bocca a causa mancato reddito derivante dall’assenza di personale dall’ufficio.

Enti di formazione combattono una guerra senza tregua per le poche ore di docenza disponibili; l’offerta supera la domanda, portando prezzi al ribasso e spesso forzatamente riducendo la qualità della formazione stessa. Tanti docenti cercano opportunità di lavoro ma faticano ad inserirsi su base meritocratica, spesso scontrandosi con dinamiche clientelari che tendono ad escludere concorrenza piuttosto che premiare chi vale di più. In guerra si innalzano muri e scavano trincee, gli spazi di manovra scarseggiano.

E’ in questo contesto che vedo emergere coraggiosamente la SQcuola di Blog, partendo dall’esigenza di ridefinire le regole del gioco come appunto la strategia Oceano Blu suggerirebbe.

Due le leve fondamentali, occorre unire innovazione e utilità. Il progresso tecnologico ci fornisce strumenti pratici, efficienti ed a basso costo (spesso open source) per affiancare le esigenze di aziende e studenti. Un corso online, fruibile comodamente da casa, ad orari accessibili e flessibili, il che non lede la produttività di nessuno.

Il Cirque de Soleil redefinì il linguaggio; mantenne i clown e gli acrobati ma trasformò il sense of humour dalla tradizionale farsa, immediata ma scontata e prevedibile, portando un effetto emozionale quasi di “incanto” (“wow effect” sorprendendo gli spettatori). Introdusse inoltre una trama narrativa ai propri show prendendo spunto dal teatro (cosa che i circhi tradizionali non avevano pensato). Infine, mantenne il simbolismo del circo, progettando spazi che ricordavano antichi luoghi magici con drappi e tendoni sfarzosi; il simbolismo di un luogo a cui tutti si possono relazionare.

Era un’azzardo per i tempi, ma sospinto da una strategia precisa di coinvolgere un pubblico più intellettuale che non necessariamente si rispecchiavano nei circhi tradizionali. Così facendo non sono entrati in una guerra di concorrenza con i circhi tradizionali, ma hanno aperto appunto un mercato nuovo ed incontestato, ove anche artisti degli altri circhi potevano avere l’opportunità di misurarsi.

Nel suo piccolo anche la SQcuola di Blog cerca di ridefinire un approccio formativo, sposando valori e dinamiche che stanno emergendo: bottom up, divertimento, collaborazione, accessibilità real time, partecipazione, mobilità, merito e reputazione. Inoltre si allontana da altre dinamiche vecchie come le sponsorizzazioni, la pubblicità invasiva (spam) ed il concetto che devi far pagare per “robe gratuite” tanto care a consulenti incravattati senza scrupoli.

Ancora, mancando le dinamiche di aula (essendo un corso online) l’elemento del divertimento cerca di colmare le distanze. Inoltre si è scelto un luogo simbolico, seppur virtuale, in cui tutti si possono relazionare: la scuola, con un suo linguaggio, i personaggi, le dinamiche, le comunicazioni, le relazioni, le lezioni…

E’ evidente che una richiesta (domanda) di formazione professionalizzante emerge dal basso. Sono individui e professionisti che, prima ancora di aziende, sembrano rendersi conto dei cambiamenti in atto e vogliono aggiornarsi e restare al passo, e sono loro a cui ci rivolgiamo a differenza di enti di formazione classici che operano solo entro dinamiche aziendali. Inoltre la SQcuola di Blog è un progetto inclusivo piuttosto che esclusivo. Altri professionisti desiderosi di valorizzare la propria professionalità stanno aderendo portando contenuti, come acrobati, artisti di strada e maghi telantuosi di lande lontane. Così facendono arricchiscono il bagaglio di offerta di contenuti nuovi per coloro ai quali questo progetto è rivolto.

Infine c’è il concetto di scalabilità. La SQcuola di Blog propone ora un progetto pilota, che proporrà pregi e difetti sul quale interverremo in corsa, sul quale costruire per il futuro, con nuovi contenuti, con miglioramenti a contenuti esistenti e con una miriade di servizi complementari da poter abbinare nel tempo.

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28 marzo 2011 di Nessun commento

Giosuè 2.0 ferma il Sole – 9° Comandamento

10 Comandamenti Anti Crisi: ReBrand Yourself

9° Comandamento:

    Non siete più passivi consumatori, ma contribuitori “attivi e proattivi”… devono temervi!

Prima che la comunicazione fosse accessibile a tutti e fruibile (in potenza) da tutti, il consumatore rimase per lungo tempo un soggetto passivo, semplice ricevente da bombardare di messaggi e strumenti di decodifica. Teoria del proiettile magico, teoria dell’ago ipodermico, teoria del bandwagon, copycat effect: qualsiasi nome scegliate, il concetto di base resta il medesimo, media di massa per una massa di idioti.

Ops!, non offendetevi, uso questo aggettivo così come lo intendevano i Greci: l’idiòtes era l’uomo non-pubblico, incolto, poco avvezzo alle “cose del mondo”. Un ignorante di sé e di ciò che lo circondava e, per questo, facilmente manipolabile.

Le imprese lo sapevano bene: nel post-taylorismo anni Novanta erano loro a suscitare bisogni in noi al grido di “Non puoi vivere senza il mio prodotto!”. Hanno omologato le nostre abitudini, hanno influenzato le nostre scale di valori, alla ricerca di desideri inappagati e frustrazioni per le quali farci spendere.

Con la diffusione di Internet e, più precisamente, con la sua evoluzione 2.0, si è sviluppata una forma di comunicazione dove non è la massa, bensì l’insieme di diverse entità ad esprimersi partendo dalle singole prospettive. Come accadeva nei Settecenteschi caffè dove, tra bottiglie verdi e artisti senza un soldo, la bella gioventù si scambiava informazioni e notizie, commentava politica e nuove correnti, creava movimenti, ideava rivoluzioni, in poche parole faceva opinione.

Siamo come loro: squattrinati ma curiosi, con in mano un potenziale infinito che rende davvero biunivoca la comunicazione.

Un esempio pratico:

Una sera d’inverno,  il Geom Alfieri e l’amica Eleonora rimasero bloccati a Fidenza su uno splendido InterCity, il che ci costrinse a scendere nella bufera di neve e continuare il viaggio sull’auto di Simone. Dramma nel dramma, stavamo perdendo la partita del Parma, e dovemmo adattarci alla radio per ascoltare la cronaca delle azioni. Dopo l’avvento di TelePiù e Stream, molte piccole radio private furono costrette a chiudere i battenti e, da allora, ogni Società di calcio professionistico stipula un accordo con una sola emittente, la quale si impegna a trasmettere tutte le partite della squadra. Monopolio, come sapete, significa anche assenza di scelta per il consumatore. Se, come in quel caso, il radiocronista non sa raccontare le azioni, parla del tempo atmosferico e balbetta poche parole anziché aiutarvi a sopperire alla mancanza di immagini, non potete farci nulla. O così, o pomì, ci avrebbe risposto un famoso slogan.

Decisi a fare qualcosa, denunciammo questa grave défaillance sul già citato portale Parmafans dove, Pr77, alias Simone richiama l’attenzione di tutti su questo problema e presentando possibili soluzioni.

Per chi non riesce a districarsi tra pay-tv e partite non trasmesse, una radio efficiente è basilare (soprattutto visto che la suddetta radio è disponibile in streaming, amplificando quindi a dismisura la sua portata e il pubblico potenzialmente coinvolgibile). Sul topic si raccolgono le lamentele degli utenti ed ecco che, nella partita seguente, lo stesso speaker dimostra lievi miglioramenti, maggiore professionalità, meno racconti di colore e considerazioni personali sul meteo. Ci avevano sentito, e la radiocronaca era migliorata.

Ma non era abbastanza. Non solo utenti “passivi”, però, si dimostrano desiderosi di partecipare attivamente, ma anche un ex-speaker di Radio Onda Emilia, già commentatore del Parma nei tempi che furono.

Dalla lamentela si passa alle vie di fatto… si inizia ad essere Proattivi!

Il risultato della radiocronaca ancora non soddisfaceva, ecco quindi un elenco di “suggerimenti” specifici di chi il lavoro lo conosce e condivide la propria conoscenza ed esperienza sul forum.

Ma la radiocronaca non decolla come vorremmo. Logica conseguenza del suo contributo (e di altri IT wizards) è la proposta che nasce su quelle pagine, ovvero usare le tecnologie 2.0, in questo caso player scaricabili dalla Rete, per dare vita ad una web-radio indipendente.

Morale: Ascoltaci… o Azienda!

1° passo “Siamo insoddifatti!”,

2° passo “Non vogliamo quello che offri…Vogliamo quest’altro!”,

3° passo “Va bene, non ci soddisfi, lo facciamo da soli!”

Questa è una dinamica che sarà sempre più presente in futuro.

Aziende e loro manager impomatati perditempo “Ascoltateci!… o collaboriamo o siete rovinati!”

La chiave del mettersi in gioco in prima persona è proprio questo: non sai mai chi inizierà a giocare con te e quali opportunità possono aprirsi!

Noi potevamo fare finta di nulla, ma abbiamo preferito dare voce al nostro pensiero, dimostrando che, mentre un semplice consumatore subisce, un consumatore consapevole o, meglio ancora, un consumatore che produce contenuti può farsi davvero notare!

Il piccolo Giosuè ha finalmente la voce per gridare al sole di fermarsi sulla valle di Aialon…

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13 marzo 2011 di Nessun commento

Stigmati Web 2.0 Parlatene pure – 8° Comandamento

10 Comandamenti Anti Crisi: ReBrand Yourself

8° Comandamento:

Diventate talmente “particolari e presenti” che persone sconosciute parlino di voi

Se in questo momento vi chiedessi chi è il personaggio della televisione italiana che ritenete più irritante, chi mi indichereste? Sono sicura che mi rispondereste Vittorio Sgarbi, l’antipatico che più antipatico non si può, l’attaccabrighe rompiballe per antonomasia.

Ma da qualche tempo a questa parte pare che l’ex assessore alla cultura del comune di Milano abbia perso terreno e sia stato scalzato, dal primo posto nella classifica dei super odiosi, da un altro bel personaggio televisivo che prezzemola ed imperversa sugli schermi di mamma Rai e negli studi di Cologno Monzese: Alessandro Rostagno.

Magari il nome vi dirà poco, ma sono convinta che se postassi una sua foto lo riconoscereste immediatamente, anche perché Blob, fondamentale vetrina per diventare celebri, manda in onda le sue zuffe televisive.

Come Sgarbi è decisamente sfrontato e irriverente e come lui ha questa faccia sbiadita da emoglobina 2.0, caratteristica evidentemente delle lingue biforcute che, come noto, hanno poco sangue nelle vene.

Per chi non lo sapesse, Rostagno inizia la propria carriera scrivendo per La Repubblica diventandone in breve tempo critico televisivo fino ad approdare a Libero dove nella rubrica “Telemeno”, con lo stile provocatore che lo contraddistingue, da sfogo a tutta la propria acidissima critica verso la tv spazzatura.

Tv che sarà anche maleodorante ma della quale è ora una presenza costante (e non nella veste di Arbre Magic ma di massmediologo), visto che da quando è approdato nel tubo catodico non ne è più uscito (qualcuno chiamasse un’elettricista, per favore…)

Di questi tempi poi lo si vede comparire in ogni dove e il Signor Rostagno un po’ ci sguazza in questa tv fatta di gente che ci va per raccontare a milioni di sconosciuti le proprie più avvilenti, scabrose o delicate vicende sentimentali e personali, perché per uno come lui è estremamente facile prendersi gioco, pungolare e attaccare questi personaggi allo sbaraglio.

Se fate un giretto su Google e digitate il suo nome oltre a venir fuori più di 30.000 pagine che lo riguardano vi accorgerete di quanto si parli di lui nei vari blog di discussione, dove c’è chi lo sostiene e chi, spesso manda in onda le sue zuffe televisive.

Sicuramente siamo di fronte al classico prodotto televisivo figlio dell’ insana regola del “parlate di me, anche male, ma parlatene”, quasi che ad essere prepotenti ci si guadagni in credibilità, stronzeggio ergo sum.

Come vedete anch’io sono qua a citarlo e a fargli un po’ di pubblicità, cosa che se Rostagno fosse un simpatico e docile guascone probabilmente non sarebbe successa.

Ma antipatico o non antipatico, quello che io disapprovo del signor Rostagno è questo suo dialogare solo ed esclusivamente con il proprio super ego, inteso non con l’accezione freudiana del termine ma con il significato di ego a dir poco smisurato.

Rostagno difficilmente condivide le proprie idee, raramente interagisce con i propri interlocutori, ma si lascia andare quasi sempre a noiosi soliloqui, quindi per me è solo un esempio negativo.

Voglio invece portarvi un esempio positivo che, neanche farlo apposta, viene dal web 2.0.

Io lavoro nella musica e per me Fegiz files, il forum che Mario Luzzatto Fegiz il noto critico musicale del Corriere della Sera ha aperto sul sito del quotidiano, è uno strumento molto interessante per capire cosa pensano i vari appassionati di musica delle nuove tendenze musicali.

In questo forum, dove tanti sono i musicofili che ogni giorno discutono dei vari argomenti, ce ne sono due in particolare che hanno catturato la mia attenzione sia per la loro costante presenza nelle discussioni che per la capacità di argomentare in modo quasi sempre ironico, talvolta provocatorio e irriverente ma sempre stimolante nei topics da loro aperti o in quelli già esistenti.

Mi riferisco a Buzz e Pensatore libero.

Questi due utenti scrivono da quando il forum è stato inaugurato e sono un po’ l’anima della community.

E’ capitato qualche volta che siano stati ripresi dal moderatore del forum per l’uso di un linguaggio un po’ troppo colorito (Buzz sostiene che gli censurino i messaggi!), lo stesso Fegiz è intervenuto in alcune discussioni dopo essere stato chiamato in causa dai due utenti e in taluni casi li ha benevolmente bacchettati.

Spesso si attaccano con altri frequentatori del forum, ma alla fin fine si tratta sempre di un sano scambio di idee, questi due utenti riescono a stimolare le discussioni anche perché quello che dicono, condivisibile o meno, è sempre coerente con il loro pensiero.

Questi due ragazzi sono diventati due brand conosciuti, tutti coloro che scrivono in Fegiz Files sanno di chi sto parlando e li consideranoun punto di riferimento.

“Cosa ha scritto oggi quel matto di Buzz?” è una domanda che spesso mi sono sentita rivolgere da amici e colleghi che come me lavorano nel mondo della musica e che leggono il forum.

Come sono riusciti a creare intorno a sé tutta questa attenzione e curiosità?

Mettendo in pratica, in modo del tutto spontaneo, quelle che secondo me sono le regole base per essere un brand che si fa riconoscere (e un esempio positivo):

  1. Capacità di catturare l’attenzione attraverso argomentazioni intelligenti e interessanti
  2. Coerenza e lucidità nell’esprimere le proprie idee
  3. Presenza costante nelle conversazioni (importantissimo perché su un forum si è quel che si scrive e se si scrive poco sarà ben difficile farsi notare)
  4. Capacità di stimolare emozionalmente i propri interlocutori anche attraverso un atteggiamento volutamente provocatorio
  5. Capacità di mettersi in discussione e di condividere le proprie idee con gli altri (regola fondamentale e profondamente FunkyReVviana)
  6. Creatività ed originalità

Questo vale per il web 2.0 ma credo siano regole “trasmigrabili” anche in altri ambiti, in primis quello del lavoro.

Quando si crede fermamente nelle proprie idee bisogna avere il coraggio di portale avanti ma soprattutto di condividerle con gli altri, nessuno di noi è il depositario della verità.

Anche perché così facendo, qualcuno ti nota, parla di te e possono nascere delle opportunità e delle collaborazioni inaspettate.

Il buon Fegiz, il più famoso critico musicale italiano, ha spesso utilizzato dei post di Buzz e di Pensatore Libero per aprire la discussione del giorno sul forum.

Ecco un modo costruttivo per far parlar di sè.

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7 febbraio 2011 di Nessun commento

Il Network dei mestieri – 1° Comandamento

10 Comandamenti Anti Crisi:”ReBrand Yourself “

1° Comandamento

  1. Diventate un prezioso punto di riferimento per i vostri colleghi, network professionale e clienti.

Solitamente, in tempi di crisi, i primi ad essere licenziati sono le persone non “indispensabili” alla conduzione dell’azienda. Se dalla competenza ed esperienza del servizio da voi offerto dipende il product or service offering aziendale, è molto probabile che nessuno vi toccherà, anche in momenti difficili.

Come Social networker assicurati di mantenere i contatti con amici, parenti e contatti professionali e offri loro ogni aiuto o risorsa possibile. Come un imprenditore è vitale convincere i tuoi clienti che stanno beneficiando di un servizio coi fiocchi, con ottimi ritorni (ROI).

Il modo migliore per farlo è di impostare i tuoi contatti in Linkedin, Facebook e Twitter in modo da meglio promuovere e distribuire informazioni nel tempo.

Simone alias PR77, un amico, moderatore storico del Forum Parmafans, qualche tempo fa ha creato un topic di discussione chiamato “Problemi informatici? Risolviamolo tutto in questo post . Come risultato, tra centinaia di discussioni sulle vicende dell’amato Parma Calcio, ogni utente può postare i propri problemi tecnici e ricevere assistenza gratuitamente e velocemente. Valore aggiunto quindi per l’utente, ma soprattutto un punto di riferimento di fiducia quasi in tempo reale. Al buon Simo, come previsto, si sono ora aggiunti altri utenti con conoscenze tecniche variegate, creando un team di consulenza spontaneo che si confronta giornalmente per la miglior soluzione al tuo problema, tra un imprecazione e l’altra al Presidente Ghirardi o l’ennesimo furto della Juventus .

Anche chi non ha avuto problemi è a conoscenza delle capacità tecniche di PR77 e dei suoi fedelissimi IT wizards crociati, uniti dal magico spontaneo potere di aggregazione di una piattaforma come un Forum. In fondo, problemi IT sono ricorrenti e soluzioni sono trasferibili. Per questo “Problemi col tuo PC? Risolviamolo qui” è ora un contenitore di soluzioni da consultare in qualsiasi momento. Quando ho un problema quello è il primo posto in cui guardo; prima di postare nel topic. Lo stesso PR77 mi ha confessato di avere imparato tanto dalla condivisione generale del topic.

Una “Community” virtuale è spontaneamente strutturata in ruoli e livelli di interazione, come una società reale. C’è un autorità (amministratori e moderatori) ed un corollario di ruoli (mestieri) basati sulle competenze specifiche degli utenti.

Sono ruoli che si conquistano nel tempo, fornendo informazioni e soluzioni e condividendole in modo trasparente e gratuito.

Suggeriamo cautela comunque, la vostra reputazione è un bene volatile online; inutile mentire e spacciarsi per fenomeni, la Community vi smaschererà con brutalità. Meglio fungere da aggregatore, dirigendo il traffico, indirizzando domande verso risposte (o chi può rispondere).

Scegliete il vostro mestiere con cautela quindi, partecipando attivamente e facendolo sapere al vostro network attraverso strumenti adatti.

Potete agire a livello personale (Facebook) postando articoli e/o commentandone altri, od iscrivendovi a gruppi specifici o creandone qualcuno (facendolo sapere al vostro network). Lo stesso può essere fatto a livello professionale attraverso portali networking globale per professionisti come Linkedin, Xing, Viadeo per esempio. In ognuno potrete individuare la community più adatta a voi, e con intelligenza saprete ricavarvi nel gioco di ruoli Web 2.0 il vostro spazio nel mestiere che vi aggrada.

Allora, hai deciso? Che mestiere vuoi fare da grande?

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22 settembre 2010 di 1 commento

Facebook in sciopero contro se stesso

Ancora Facebook.
Ormai il supernoto social network è sempre più al centro di polemiche e boicottaggi.
Il prossimo è fissato per il 6 giugno.
In realtà ce n’è uno precedente!! Il 31 maggio c’è il Quit Facebook Day che prevede la cancellazione di massa da Facebook.
Al grido di “tuteliamo la nostra privacy!” si scatenano gruppi su gruppi a difendere a spada tratta i loro diritti e nascono siti e social network surrogati di fb come i funghi!!

Il motivo dei vari boicotaggi è quasi sempre dovuto al fatto che facebook non tuteli la privacy e sia estremamente facile riuscire a carpire informazioni anche su chi è convinto di riuscir a tutelarle. Ormai non è più assolutamente necessario essere iscritti x poter curiosare su un amico o su un conoscente…
Sono stati creati anche 2 siti come facebookprotest.com e openbook.org x supportare l’evento del 6 giugno.
Per settembre invece è prevista la creazione di un nuovissimo social network che si chamerà Diaspora e raccogliera prevalentemente le persone che lasceranno fb il 31 maggio. Diaspora promette piena tutela dei dati di tutti. Chissà poi se sarà vero…

Come direbbe l’Arrotinola cosa fondamentale è il buonsenso“.
Internet è come un iceberg… Quello che noi “vediamo”o a cui accediamo è solo la punta!! Fidatevi che c’è parecchia roba anche sott’acqua!! ;-p
Certo, se uno decide di mettere in rete delle informazioni, è normale che prima o poi saltino fuori!!
Diverso è invece il caso di chi subisce inconsapevolmente le angherie o i dispetti di nemici o pseudo tali che si prendono la briga di pubblicare in manier sudbola, contenuti sui quali non potrebbero eticamente avere diritto. In quel caso è assolutamente giusto protestare!
Sembra quasi che il comunissimo cittadino, la “persona normale”, sia diventata una star in balia dei paparazzi !!

C’è però un’alternativa.
Si chiama Tyrannybook!! Per chi crede, e soprattutto spera, che i giovani non siano sempre e solo impegnati nel cazzeggio!!
Chisà se prenderà piede!!
L’idea non è affatto male!!

Articolo disponobile anche sul Blog di Chicaline

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31 maggio 2010 di 3 commenti

Un nuovo Business Social Network Web 2.0

Ecco a voi un nuovo Business Social Network del Web 2.0 di tipo professionale simile a LinkedIn: si chiama Viadeo, per certi aspetti anche più potente nonostante abbia meno iscritti.

Il nuovo Social Network è dedicato in generale agli imprenditori, professionisti ma anche a tutti coloro che all’interno di un’azienda
hanno il compito di prendere delle decisioni più importanti legate alle problematiche che si incontrano durante le attività di business.
Fanno parte di questo Social milioni di persone, aziende, Forum che potete contattare in tutte le parti del mondo.
Per ulteriori approfondimenti potete consultare A Prova di Blog dove potrete ascoltare anche un’intervista dell’inventore di Viadeo.

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25 marzo 2010 di 2 commenti