Posts Tagged ‘Reputation management’

Il segreto del successo sui Social Media per PMI

Si fa presto a dire quanto importanti siano diventati importanti per le aziende Social Network come Facebook, Twitter o altri.

E’ un argomento caldo, tutti ne parlano ma parafrasando un famoso blogger americano, per le aziende entrare su questi nuovi canali sociali è un po’ come il sesso per adolescenti; “tutti lo vogliono fare, ma nessuno sa bene come”.

E’ un mondo avvincente, ricco di opportunità ma con regole che esulano dalla comunicazione tradizionale fatta a monologhi (poster, articoli su riviste specializzate e pubblicità a cui siamo abituati).

Aprirsi ad una comunicazione su Facebook per esempio significa esser pronti a dialogare, a rispondere rapidamente a clienti esigenti, a replicare ad eventuali critiche, a trasmettere e condividere valori e storie emozionali. Contemporaneamente è quindi un mondo zeppo di pericoli  per chi non si confronta sposandone i valori e le regole. Sono infatti le aziende ed i brand quindi a doversi piegare a nuove logiche, adattandosi ed evolvendosi su un terreno “semi-sconosciuto” per molti; proprio per questo molte aziende sono ancora titubanti sul dafarsi.

Molte aziende hanno iniziato questo percorso con risultati contrastanti. Chi può già contare su un brand conosciuto ed una presenza riconoscibile non ha problemi a farsi “seguire”da numerosi “fans” in tutto il mondo. Ma non è detto che questo basti.

Aprire canali social brandizzati dove pubblicare contenuti variegati (non solo Facebook ma anche YouTube, Flickr, LinkedIN, Twitter, Foursquare, Slideshare ed altri) non basta; occorre come detto “interagire” e dare valore.

Essere presenti può agevolare la promozione del brand, elevare la reputazione del marchio e conseguentemente aumentare le vendite ma senza vera interazione si rischia di risultare “disinteressati e chiusi” pur essendoci. Aprite una pagina di Facebook dove l’ultima interazione è di mesi addietro, oppure dove nessuno si è degnato di rispondere alla domanda di un utente, cosa pensereste di questa azienda? Vi invoglierebbe a contattarla?

Dalla partecipazione ed il coinvolgimento degli utenti possono nascere sorprendenti iniziative e risultati, inclusa la creazione di progetti condivisi tra un’azienda ed i suoi stessi clienti. E’ qui che si nasconde la vera opportunità “social”. Oggi queste opportunità riguardano la creazione di storie condivise, partecipative e coinvolgenti. Avvicinandosi in ambito “Social” le aziende devono sempre più smetterla di preoccuparsi del prodotto finito ma iniziare a pensare a come si arriva a quello stesso prodotto finito, e raccontare e condividere quella storia. Ecco spiegato come mai YouTube per esempio pullula di video “making of… o behind the scene” con milioni di visualizzazioni. Una storia di come arrivi ad un prodotto, dove persone creano e condividono idee incuriosisce, stimola, insegna e crea relazioni personali; ad un marchio od un prodotto finito raramente ci si relaziona allo stesso modo.

Coinvolgere i propri clienti nella fase ideativa significa assicurarsi inoltre dei “veicoli promozionali” (definizione orribile ma rende l’idea) per far arrivare quelle stesse storie in luoghi altrimenti inarrivabili, attraverso il passaparola (vero motore di spinta in rete).

Un altro suggerimento utile nell’utilizzare questi nuovi canali comunicativi, prima ancora che promozionali, è quello di essere dei realisti!

Essere realisti significa applicare le stesse regole che usereste nelle vostre relazioni personali, buon senso in primis. Ricordatevi quindi di rispettare le stesse regole del gioco. Non abbiate fretta, è un processo di crescita spontaneo come lo sarebbe se entraste in un bar per la prima volta senza conoscere nessuno; immagino non iniziereste ad strillare a sconosciuti per attirare l’attenzione.

Inoltre occorre essere realisti, prima ancora di innovativi. Cosa funziona nel vostro mercato? Sapreste scegliere cosa fare oggi e cosa funzionerà domani? E’ semplice, basta chiederlo ed ascoltare. Ricordate che essere sui Social Media non aggiusterà i problemi che già avete ma rischia di amplificarli.

Concludendo, azzeccare la strategia digitale giusta significa prima stabilire obiettivi “realistici”, usare tanto buon senso, ed allocare delle risorse di fiducia (soprattutto le persone giuste che sappiano parlare per vostro conto).

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3 novembre 2011 di Nessun commento

Social Media Manifesto da imparare a memoria

Articolino semplice semplice oggi, anche se forse uno dei più importanti che scriveremo:

Semplifichiamo per rendere più immediata la crescente consapevolezza a riguardo dei Social Media. Prendiamo in prestito 5 regole redatte da Alberto Falossi, diventato uno dei documenti di riferimento per il crowdfunding nel mondo:

1) i tuoi amici sono il tuo capitale;

2) i tuoi amici permettono ai tuoi sogni di diventare realtà;

3) il tuo capitale dipende dal numero di amici che hai;

4) il tuo capitale dipende dalla fiducia;

5) il tuo capitale cresce con il passaparola.

Sono 5 semplici regole su cui poter costruire idee, progetti, strategie, contenuti e quant’altro Social!

Inoltre, se volete approfondire, vi segnalo anche il Cluetrain Manifesto (clicca qui) che è uno splendido invito all’azione, per tutte le imprese che operano all’interno di ciò che si propone di essere un nuovo mercato interconnesso. Sono 95 tesi da leggersi tutte di un fiato e da non scordare mai. Se non credete a me leggetelo su WIKIPEDIA dove ha ormai trovato il suo meritato riconoscimento.

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14 aprile 2011 di Nessun commento

Energia positiva della condivisione – 10° Comandamento

10 Comandamenti Anti Crisi: ReBrand Yourself

10° Comandamento:

Affidatevi all’energia positiva della condivisione

Nei comandamenti precedenti si è parlato di “Brand Yourself”, Apertura Mentale, Visibilità, Banca del Tempo, Baratto nell’era “Social Networking”. Ed è possibile che queste parole abbiano un senso concreto per noi che navighiamo in acque tempestose dove il vecchio fa spazio al nuovo?

Si, se lavoriamo tutti con metodo all’auto-valutazione del nostro brand innanzitutto, se apriamo noi stessi al cambiamento, se ci creiamo la visibilità più adatta alle nostre caratteristiche personali e professionali, se utilizziamo con estremo rispetto il nostro tempo e quello degli altri e se barattiamo conoscenze con altrettante conoscenze.

Terminato questo percorso energeticamente provante, desideriamo una gratifica! Come ci sentiamo percepiti (brand awareness)? Domanda che “timidamente” ci poniamo e che può trovare delle risposte nei social network come Linkedin, per esempio. Endorsement ? Welcome! E prima di ricevere …. Date!

Siate generosi nel raccomandare colleghi, collaboratori e professionisti con i quali avete condiviso esperienze professionali non tralasciando mai l’estrema sincerità che vi contraddistingue, perché con le parole esplicitate state subliminando alcuni valori di un “Co-brand”.

Le affinità professionali e sensibilità si manifesteranno con un’ incredibile forza e la gratitudine che ritorna sottoforma di raccomandazione al vostro Brand, il più delle volte e inaspettatamente, rivelerà una profonda lettura e conoscenza del vostro profilo personale.

A un’azione segue sempre una reazione!

Raccogliete ciò che avete seminato. Si tratta di qualcosa così evidente che risulta davvero incomprensibile perché tante persone infrangano questa regola. Si tratta di una cosa che i contadini conoscono molto bene: un contadino sa che deve seminare frumento se vuole raccogliere frumento. E se vuole segale? Beh allora semina per l’appunto segale. E’ così semplice.

Certamente si può imbrogliare una persona, ma non si può mai imbrogliare la vita.

Questa esplorazione ci riconduce al potere positivo della condivisione di qualità e al decimo comandamento che cita testualmente “quello che gli altri dicono di voi conta di più di quello che potrete dire di voi stessi”. Ed essendo oggi il mondo virtuale un mondo davvero parallelo a quello reale, il consiglio è: armonizzate e infondete di completezza il vostro Brand.

Riprendendo il ragionamento sulla precedente citazione, appaiono nella mia forma pensiero due parole che guarda caso finiscono con …. Azione…… Approvazione o Raccomandazione?

L’approvazione è tutto ciò che il nostro lavoro si è guadagnato sul campo con risultati professionali e con l’ascolto e il riconoscimento di tutte le figure professionali incontrate . Dal fornitore, all’editore, al distributore, al collega, al concorrente, al consumatore. Quanti di noi hanno provato gioia vera nel ricevere un complimento per un prodotto o un servizio creato? Tantissimi, ma quanti hanno però realmente ringraziato….. Condiviso questa gioia con chi ha costruito con te questo piccolo successo. La filiera è sempre molto lunga e a volte faticosa da “gestire” ma richiede amore, passione e riconoscimento. Se questa attitudine ci appartiene ecco che l’approvazione si manifesta sempre con forza ed energia. Ciò su cui ci si concentra cresce. E concentrarsi su una cosa specifica significa inviarle energia e, nel caso specifico, significa attivare energia sul vostro Brand, ogni singolo istante della vostra vita lavorativa. Un’azione profonda e che richiede un’attitudine positiva ma che poi si trasformerà a 360° con una percezione di brand a tutti i livelli di comunicazione: dalla relazione all’interazione sul social network. Alla soddisfazione e alla crescita ulteriore del vostro Brand.

La raccomandazione è un atto generoso ma superficiale e sapete perché? Nasce da un qualcosa che risiede nell’essere umano …. Sentirsi migliori perché si è fatto qualcosa di buono per un altro ….. Con visibilità.

Nel social networking bisogna sì stimolare con “raccomandazioni positive” molti di coloro che linkiamo, riconoscendo chi ha lavorato genuinamente all’approvazione del suo brand! Altrimenti si crea (o forse si è già creato) un mondo-rete fatto di “buonismo” che non genera stimoli di ricerca di qualità ma assuefazione di superficialità……….. Blog e forum certamente attestano reali capacità intellettive e di relazione con gli “utenti”. Generano fiducia nei due sensi e si guadagnano l’approvazione nel web. E smantellano un imprinting che spesso abbiamo: tutto è limitato.

Il mondo è ciò che io penso di lui.

E nel Social Network penso esistano persone che credono nella fiducia, nell’affidabilità, nella serietà e nell’attendibilità. Esiste anche chi agisce con sospetto, diffidenza e sfiducia. Ma non li vedo, ho appena acquistato un paio di occhiali Rosa!!!!!

Grazie e gioiosa gratitudine.

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14 marzo 2011 di Nessun commento

Giosuè 2.0 ferma il Sole – 9° Comandamento

10 Comandamenti Anti Crisi: ReBrand Yourself

9° Comandamento:

    Non siete più passivi consumatori, ma contribuitori “attivi e proattivi”… devono temervi!

Prima che la comunicazione fosse accessibile a tutti e fruibile (in potenza) da tutti, il consumatore rimase per lungo tempo un soggetto passivo, semplice ricevente da bombardare di messaggi e strumenti di decodifica. Teoria del proiettile magico, teoria dell’ago ipodermico, teoria del bandwagon, copycat effect: qualsiasi nome scegliate, il concetto di base resta il medesimo, media di massa per una massa di idioti.

Ops!, non offendetevi, uso questo aggettivo così come lo intendevano i Greci: l’idiòtes era l’uomo non-pubblico, incolto, poco avvezzo alle “cose del mondo”. Un ignorante di sé e di ciò che lo circondava e, per questo, facilmente manipolabile.

Le imprese lo sapevano bene: nel post-taylorismo anni Novanta erano loro a suscitare bisogni in noi al grido di “Non puoi vivere senza il mio prodotto!”. Hanno omologato le nostre abitudini, hanno influenzato le nostre scale di valori, alla ricerca di desideri inappagati e frustrazioni per le quali farci spendere.

Con la diffusione di Internet e, più precisamente, con la sua evoluzione 2.0, si è sviluppata una forma di comunicazione dove non è la massa, bensì l’insieme di diverse entità ad esprimersi partendo dalle singole prospettive. Come accadeva nei Settecenteschi caffè dove, tra bottiglie verdi e artisti senza un soldo, la bella gioventù si scambiava informazioni e notizie, commentava politica e nuove correnti, creava movimenti, ideava rivoluzioni, in poche parole faceva opinione.

Siamo come loro: squattrinati ma curiosi, con in mano un potenziale infinito che rende davvero biunivoca la comunicazione.

Un esempio pratico:

Una sera d’inverno,  il Geom Alfieri e l’amica Eleonora rimasero bloccati a Fidenza su uno splendido InterCity, il che ci costrinse a scendere nella bufera di neve e continuare il viaggio sull’auto di Simone. Dramma nel dramma, stavamo perdendo la partita del Parma, e dovemmo adattarci alla radio per ascoltare la cronaca delle azioni. Dopo l’avvento di TelePiù e Stream, molte piccole radio private furono costrette a chiudere i battenti e, da allora, ogni Società di calcio professionistico stipula un accordo con una sola emittente, la quale si impegna a trasmettere tutte le partite della squadra. Monopolio, come sapete, significa anche assenza di scelta per il consumatore. Se, come in quel caso, il radiocronista non sa raccontare le azioni, parla del tempo atmosferico e balbetta poche parole anziché aiutarvi a sopperire alla mancanza di immagini, non potete farci nulla. O così, o pomì, ci avrebbe risposto un famoso slogan.

Decisi a fare qualcosa, denunciammo questa grave défaillance sul già citato portale Parmafans dove, Pr77, alias Simone richiama l’attenzione di tutti su questo problema e presentando possibili soluzioni.

Per chi non riesce a districarsi tra pay-tv e partite non trasmesse, una radio efficiente è basilare (soprattutto visto che la suddetta radio è disponibile in streaming, amplificando quindi a dismisura la sua portata e il pubblico potenzialmente coinvolgibile). Sul topic si raccolgono le lamentele degli utenti ed ecco che, nella partita seguente, lo stesso speaker dimostra lievi miglioramenti, maggiore professionalità, meno racconti di colore e considerazioni personali sul meteo. Ci avevano sentito, e la radiocronaca era migliorata.

Ma non era abbastanza. Non solo utenti “passivi”, però, si dimostrano desiderosi di partecipare attivamente, ma anche un ex-speaker di Radio Onda Emilia, già commentatore del Parma nei tempi che furono.

Dalla lamentela si passa alle vie di fatto… si inizia ad essere Proattivi!

Il risultato della radiocronaca ancora non soddisfaceva, ecco quindi un elenco di “suggerimenti” specifici di chi il lavoro lo conosce e condivide la propria conoscenza ed esperienza sul forum.

Ma la radiocronaca non decolla come vorremmo. Logica conseguenza del suo contributo (e di altri IT wizards) è la proposta che nasce su quelle pagine, ovvero usare le tecnologie 2.0, in questo caso player scaricabili dalla Rete, per dare vita ad una web-radio indipendente.

Morale: Ascoltaci… o Azienda!

1° passo “Siamo insoddifatti!”,

2° passo “Non vogliamo quello che offri…Vogliamo quest’altro!”,

3° passo “Va bene, non ci soddisfi, lo facciamo da soli!”

Questa è una dinamica che sarà sempre più presente in futuro.

Aziende e loro manager impomatati perditempo “Ascoltateci!… o collaboriamo o siete rovinati!”

La chiave del mettersi in gioco in prima persona è proprio questo: non sai mai chi inizierà a giocare con te e quali opportunità possono aprirsi!

Noi potevamo fare finta di nulla, ma abbiamo preferito dare voce al nostro pensiero, dimostrando che, mentre un semplice consumatore subisce, un consumatore consapevole o, meglio ancora, un consumatore che produce contenuti può farsi davvero notare!

Il piccolo Giosuè ha finalmente la voce per gridare al sole di fermarsi sulla valle di Aialon…

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13 marzo 2011 di Nessun commento

Stigmati Web 2.0 Parlatene pure – 8° Comandamento

10 Comandamenti Anti Crisi: ReBrand Yourself

8° Comandamento:

Diventate talmente “particolari e presenti” che persone sconosciute parlino di voi

Se in questo momento vi chiedessi chi è il personaggio della televisione italiana che ritenete più irritante, chi mi indichereste? Sono sicura che mi rispondereste Vittorio Sgarbi, l’antipatico che più antipatico non si può, l’attaccabrighe rompiballe per antonomasia.

Ma da qualche tempo a questa parte pare che l’ex assessore alla cultura del comune di Milano abbia perso terreno e sia stato scalzato, dal primo posto nella classifica dei super odiosi, da un altro bel personaggio televisivo che prezzemola ed imperversa sugli schermi di mamma Rai e negli studi di Cologno Monzese: Alessandro Rostagno.

Magari il nome vi dirà poco, ma sono convinta che se postassi una sua foto lo riconoscereste immediatamente, anche perché Blob, fondamentale vetrina per diventare celebri, manda in onda le sue zuffe televisive.

Come Sgarbi è decisamente sfrontato e irriverente e come lui ha questa faccia sbiadita da emoglobina 2.0, caratteristica evidentemente delle lingue biforcute che, come noto, hanno poco sangue nelle vene.

Per chi non lo sapesse, Rostagno inizia la propria carriera scrivendo per La Repubblica diventandone in breve tempo critico televisivo fino ad approdare a Libero dove nella rubrica “Telemeno”, con lo stile provocatore che lo contraddistingue, da sfogo a tutta la propria acidissima critica verso la tv spazzatura.

Tv che sarà anche maleodorante ma della quale è ora una presenza costante (e non nella veste di Arbre Magic ma di massmediologo), visto che da quando è approdato nel tubo catodico non ne è più uscito (qualcuno chiamasse un’elettricista, per favore…)

Di questi tempi poi lo si vede comparire in ogni dove e il Signor Rostagno un po’ ci sguazza in questa tv fatta di gente che ci va per raccontare a milioni di sconosciuti le proprie più avvilenti, scabrose o delicate vicende sentimentali e personali, perché per uno come lui è estremamente facile prendersi gioco, pungolare e attaccare questi personaggi allo sbaraglio.

Se fate un giretto su Google e digitate il suo nome oltre a venir fuori più di 30.000 pagine che lo riguardano vi accorgerete di quanto si parli di lui nei vari blog di discussione, dove c’è chi lo sostiene e chi, spesso manda in onda le sue zuffe televisive.

Sicuramente siamo di fronte al classico prodotto televisivo figlio dell’ insana regola del “parlate di me, anche male, ma parlatene”, quasi che ad essere prepotenti ci si guadagni in credibilità, stronzeggio ergo sum.

Come vedete anch’io sono qua a citarlo e a fargli un po’ di pubblicità, cosa che se Rostagno fosse un simpatico e docile guascone probabilmente non sarebbe successa.

Ma antipatico o non antipatico, quello che io disapprovo del signor Rostagno è questo suo dialogare solo ed esclusivamente con il proprio super ego, inteso non con l’accezione freudiana del termine ma con il significato di ego a dir poco smisurato.

Rostagno difficilmente condivide le proprie idee, raramente interagisce con i propri interlocutori, ma si lascia andare quasi sempre a noiosi soliloqui, quindi per me è solo un esempio negativo.

Voglio invece portarvi un esempio positivo che, neanche farlo apposta, viene dal web 2.0.

Io lavoro nella musica e per me Fegiz files, il forum che Mario Luzzatto Fegiz il noto critico musicale del Corriere della Sera ha aperto sul sito del quotidiano, è uno strumento molto interessante per capire cosa pensano i vari appassionati di musica delle nuove tendenze musicali.

In questo forum, dove tanti sono i musicofili che ogni giorno discutono dei vari argomenti, ce ne sono due in particolare che hanno catturato la mia attenzione sia per la loro costante presenza nelle discussioni che per la capacità di argomentare in modo quasi sempre ironico, talvolta provocatorio e irriverente ma sempre stimolante nei topics da loro aperti o in quelli già esistenti.

Mi riferisco a Buzz e Pensatore libero.

Questi due utenti scrivono da quando il forum è stato inaugurato e sono un po’ l’anima della community.

E’ capitato qualche volta che siano stati ripresi dal moderatore del forum per l’uso di un linguaggio un po’ troppo colorito (Buzz sostiene che gli censurino i messaggi!), lo stesso Fegiz è intervenuto in alcune discussioni dopo essere stato chiamato in causa dai due utenti e in taluni casi li ha benevolmente bacchettati.

Spesso si attaccano con altri frequentatori del forum, ma alla fin fine si tratta sempre di un sano scambio di idee, questi due utenti riescono a stimolare le discussioni anche perché quello che dicono, condivisibile o meno, è sempre coerente con il loro pensiero.

Questi due ragazzi sono diventati due brand conosciuti, tutti coloro che scrivono in Fegiz Files sanno di chi sto parlando e li consideranoun punto di riferimento.

“Cosa ha scritto oggi quel matto di Buzz?” è una domanda che spesso mi sono sentita rivolgere da amici e colleghi che come me lavorano nel mondo della musica e che leggono il forum.

Come sono riusciti a creare intorno a sé tutta questa attenzione e curiosità?

Mettendo in pratica, in modo del tutto spontaneo, quelle che secondo me sono le regole base per essere un brand che si fa riconoscere (e un esempio positivo):

  1. Capacità di catturare l’attenzione attraverso argomentazioni intelligenti e interessanti
  2. Coerenza e lucidità nell’esprimere le proprie idee
  3. Presenza costante nelle conversazioni (importantissimo perché su un forum si è quel che si scrive e se si scrive poco sarà ben difficile farsi notare)
  4. Capacità di stimolare emozionalmente i propri interlocutori anche attraverso un atteggiamento volutamente provocatorio
  5. Capacità di mettersi in discussione e di condividere le proprie idee con gli altri (regola fondamentale e profondamente FunkyReVviana)
  6. Creatività ed originalità

Questo vale per il web 2.0 ma credo siano regole “trasmigrabili” anche in altri ambiti, in primis quello del lavoro.

Quando si crede fermamente nelle proprie idee bisogna avere il coraggio di portale avanti ma soprattutto di condividerle con gli altri, nessuno di noi è il depositario della verità.

Anche perché così facendo, qualcuno ti nota, parla di te e possono nascere delle opportunità e delle collaborazioni inaspettate.

Il buon Fegiz, il più famoso critico musicale italiano, ha spesso utilizzato dei post di Buzz e di Pensatore Libero per aprire la discussione del giorno sul forum.

Ecco un modo costruttivo per far parlar di sè.

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7 febbraio 2011 di Nessun commento

Ubiquità 2.0 – Regno di Dio o Panino al Formaggio – 7° Comandamento

10 Comandamenti Anti Crisi: ReBrand Yourself

7° Comandamento:

Se potete, apparite ovunque, altrimenti meglio se scegliete bene il vostro “ovunque”!

Paziente: <<Una volta Einstein disse: Le coincidenze sono il modo di Dio per rendersi anonimo.”>>

Dr House: <<Una signora in Florida disse: “Gesù è apparso sul mio panino al formaggio!”>>

[da “Unfaithful”, Dr House M.D. 5x15]

Il Settimo Comandamento ci spiega tautologicamente (come amo le parole difficili!) che, per essere visibili, bisogna rendersi in primo luogo… visibili dal maggior numero di persone raggiungibili, anzi da tutti:

Essere ovunque, con lo stesso nome, con la stessa immagine, diventando di fatto un brand.

L’esempio migliore sul suolo italiano è sicuramente Beppe Grillo, un ex-comico divenuto blogger di riferimento per milioni di lettori, maître à penser capace di smobilitare le piazze semplicemente usando Internet e il conseguente passaparola creatosi attorno al Beppe-fenomeno. Alt! Semplicemente? Siamo sicuri che sia davvero così semplice?

Nella recentissima campagna per le presidenziali statunitensi, i candidati alla Casa Bianca hanno approfittato delle enormi possibilità offerte dal Web 2.0, nonché dei suoi costi oggettivamente ridotti rispetto ai soliti cartelloni 6×3 che infestano le highways. YouTube vi ha dedicato una sezione apposita, dove gli utenti potevano caricare le proprie domande e ricevere (non tutti, ovviamente!) una risposta in video dal candidato prescelto. Non sono mancati nemmeno gli aggiornamenti via Twitter, grazie al quale abbiamo potuto sapere quando Obama portava il cane a passeggio e simili amenità. Fantastico, non trovate? Eppure non sono mancate le legittime perplessità di chi si chiedeva chi ci fosse davvero dietro lo schermo: ovvero, è stato proprio il candidato alla Presidenza a scrivere, a linkarsi su ogni social network possibile?

E’ chiaro, questo non è possibile! Davanti al monitor non c’erano Hillary o McCain, ma il loro staff. E così come per il nostrano Grillo, che è supportato da un nutritissimo gruppo (tra cui tanti avvocati, per chiari motivi).

Per essere ovunque bisogna avere soldi, tempo, persone fisiche su cui fare affidamento.

E noi come facciamo?

Ma poi… Siamo proprio sicuri che essere ovunque sia il modo giusto per farsi benvolere?

Anche i piccioni si trovano dovunque, eppure li odiano tutti. Danno fastidio!

Che fare? Specializzarsi, ovvero rendersi specialistici (scegliendo un dato àmbito) ma speciali (sempre pronti al cambiamento):

  1. Porsi delle domande. Da chi vorrei farmi vedere? Chi vorrei davvero coinvolgere (o travolgere :-) ) nelle mie attività? Per le nostre esigenze è meglio un network generico oppure un forum di settore? O entrambi?
  2. Puntare sulla qualità, non sulla quantità.I social network, come ogni web o tela di ragno, rischiano di avvilupparci completamente. Tanti si sovrappongono, altri possono essere (per noi) completamente inutili. Per districarci nella giungla dei byte, informiamoci, chiediamo consigli, impariamo dalle esperienze degli altri.
  3. Chi ha tempo non aspetti tempo! Una volta trovato ciò che serve, bisogna che ci rendiamo visibili al nostro meglio senza sprecare il tempo. Aggiornate, compilate, raccontatevi: ricordate che la parola chiave è proattività (a meno che non vi chiamate Barack Obama, in quel caso lasciate pure che sia lo staff a lavorare per voi!).

Nessuno vuole rimanere anonimo, ma nemmeno apparire su un panino al formaggio!

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11 gennaio 2011 di Nessun commento

La moltiplicazione dei Pani e Pesci – 6° Comandamento

10 Comandamenti Anti Crisi: ReBrand Yourself

6° Comandamento:

Fate arrivare il vostro Brand ovunque…

Il vostro brand deve essere nei luoghi dove ci sono persone che lo stanno cercando, specialmente dove la vostra audience di interesse (unique, per aerea di competenza, o valori, o interessi) si confronta.

L’armata FunkyRev non smette di sperimentare e condividere con voi tutti… indistintamente!

In quel tempo…un paio di anni fa…il Geom Alfieri stava cercando lavoro, dato che il suo contratto era in scadenza da li a pochi mesi (ouch!).

Fu così che dopo aver dato una rinfrescata al suo CV decise di fare una ricerca in infojobs e di candidarsi ad alcune posizioni in Media, Web Marketing e Social Media.

Al termine del processo di candidatura ecco apparire la richiesta di includere una lettera di presentazione. Normalmente il buon Geometra avrebbe ignorato e proseguito senza allegare null’altro che il CV alla candidatura, anche perché le frasi fatte tipo “In virtù dell’esperienza sin qui maturata ritengo di poter fornire un contributo alla Vostra (rigorosamente maiuscolo) Azienda… possono causare rigurgiti di bile.

Eppure il buon Dan Schawbel ci insegna a cogliere ogni opportunità di promuovere il nostro Brand, ovunque, e fu così che il Geometra decise di scrivere una stringata nota sulla falsariga della seguente:

Se vorrete valutare l’opportunità di contattarmi, Vi invito anche a consultare www.funkyrev.com (sito di collaborazione di cui mi occupo). Inoltre maggiori informazioni sul mio conto sono disponibili qui (profilo Linkedin)

Era un esperimento, spinto dalla semplice domanda “perché no?” (chi mi conosce sa che adoro questa domanda!). Messa così può sembrare arrogante ed inopportuna, ma resta il fatto che un imprenditore 2.0 non chiede, ma offre (più o meno velatamente) e può comunque ottenere qualcosa in cambio, anche in caso di rifiuto. Ci sono sempre opportunità da cogliere!

Risultato? La mattina seguente ricevo una telefonata da Ines Angelino, di New Problem Solving S.r.l. Per chi non conoscesse Ines basta una ricerca in google.

Ines, docente Universitario di Informatica, pioniera in Italia per servizi Web 2.0, storico blogger 2.0 ed Editrice online (con centinaia di articoli online)  aveva postato un annuncio per la ricerca di un Agente di Vendita. Sarebbe un onore per noi Preti Funky collaborare con lei!

Ne è nata una conversazione, da cui è emerso che condividiamo valori e visione delle potenzialità Web 2.0; ora vedremo dove ci potrà portare (magari posteremo eventuali update qui). Sicuramente inviterò Ines  al nostro Funkyrev Bar 2.0 (Linkedin FunkyRev), parlerò di lei, Newps e la sua ricerca al mio network, mettendola in contatto, perché non si sa mai, opportunità sono sempre dietro l’angolo. Non nascondo che spero di condividere progetti futuri con Ines ed il suo network. Non c’è modo migliore di crescere che collaborare con quelli “bravi”.

Tra l’altro Ines non è stata l’unica telefonata o contatto generato da quelle poche lettere di presentazione in Infojobs e Monster…

Morale della favola,

…quel semplice link nella Lettera Presentazione Funky ha dato valore aggiunto e generato opportunità:

  1. Ha differenziato il mio Brand dagli altri (e risparmiato travasi di bile agli interlocutori)
  2. Ha recapitato il mio Brand promotion senza generare “Spam” …Era una riposta ad loro annuncio ;-)
  3. Sta portando traffico sul Brand (benefici: unique hit/introiti pubblicitari/Visibilità motori di ricerca)
  4. Generato contatti ed ampliato il mio Network (Altri ambiziosi/appassionati Brand individuali)
  5. Ha fatto arrivare il mio brand nel mezzo di conversazioni 2.0 che possono portare progetti ed opportunità future.

Bene! Ora mi preparerò a replicare la parabola della moltiplicazione con costanza e perseveranza, vi aggiornerò sui risultati. Sappiate che se pubblicate un annuncio lavoro Media avrete buone possibilità di ricevere una candidatura Funky!

Questo era un esempio (oltre che subdola pubblicità subliminale) per spiegare i benefici che porta la promozione del proprio Brand, anche utilizzando strumenti ideati per altri scopi Monster, InfoJobs, visualCV.com o jobfox.com, annunci su giornali, agenzie lavoro interinali, Tutto Cavallo, Free Press Lavoro, Blog aziendali, Forum.

Una volta fatto, ricordatevi di utilizzate i soliti strumenti SocialMedia (Linkedin, Facebook e Twitter) per collegare, monitorare e curare il network che si verrà a creare.

Non credo sia un approccio rivoluzionario, solo tanto buon senso…ci sono tanti Brand Individuali la fuori che stanno conversando, cercando, crescendo e offrendo ciò che a voi manca.

Questa è la Parabola della moltiplicazione, un onda che sta per arrivare, fatevi trovare pronti!

Foto: Source

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9 dicembre 2010 di Nessun commento

La Scuola di Blog dei Preti Funky

Ciao Arrotini!

Siamo in ebollizione qui in LEN ed abbiamo in questi giorni concordato di dare il via ad un progetto sperimentale gratuito per presentare nel 2011:

 La prima scuola a distanza in Italia per diventare dei Blogger. Funky Rev Inc.

Il progetto prende le mosse da un progetto già intentato negli anni scorsi,   www.funkyrev.com e da alcune idee originali emerse e racchiuse  in www.arrotinonet.com [figlio della collaborazione con il Gruppo LEN]

Abbiamo le idee chiare, ma vorremmo mediare e strutturate insieme ai docenti di LEN Soc. Coop. ed agli utenti e studenti dell’Arrotino del Web un progetto che diventa a tutti gli effetti il Centro di Formazione Multimediale che ospita questo progetto sperimentale.

Sintesi.
-          Presentazione del progetto in presenza fisica a Milano, Bologna e Firenze entro marzo 2011.
-          Iscrizioni libere con selezione meritocratica di 30 allievi
-          2 soli incontri in presenza fisica di apertura e chiusura corso
-          www.edotto.it come piattaforma per l’erogazione dei contenuti del corso
-          Esame finali con rilascio di attestato e bollino blu di blogger
-          Tutoraggi on line e lezioni sincrone con strumenti di multivideoconferenza messi a disposizione da LEN System Srl
-          Segreteria Organizzativa e Didattica LEN Soc. Coop.

L’Arrotino si è preso l’impegno di presentare, durante la Convention di Natale, il progetto facendo un prelancio nazionale tra di noi. Questo è quindi il momento di ragionare su contenuti e temi di vostro interesse.

Obiettivo dell’Arrotino del Web è quello di fare emergere il talento di individui meritevoli, fornendo strumenti, esempi concreti, condivisione di esperienze e, perchè no, sfide aziendali con cui misurarsi.

Per contro, in ottemperanza al principio di totale trasparenza, il Gruppo LEN e le aziende che hanno manifestato il proprio interesse, è quello di avere la possibilità di fruire di talenti giovani e energici nel campo della produzione dei contenuti testuali per il web e per il marketing reputazionale.

Nulla è fine a se stesso, la vera sfida è mettere in contatto domanda ed offerta, con da un lato aziende che faticano ad adattarsi a nuovi approcci comunicativi 2.0 e dall’altra individui meritevoli che faticano ad acquisire visibilità ed opportunità.

Voglio portare questo progetto in ogni aula in cui mi confronterò. Voglio spiegare che ciò che mi spinge non è mero interesse commerciale, ne tantomeno il bisogno di sfruttare le speranze di persone per accrescermi l’ego e cambiare macchina.

Sono sempre stato un “Evangelist” sulle opportunità che stanno emergendo coi Social Media e per me questo è la naturale evoluzione delle parole che ogni giorno pronuncio in aula. La differenza è una sola: dopo tante parole voglio fare fatti concreti, utilizzando le strutture e le risorse di chi lavora con me per offrire opportunità concrete a chi vorrà avvicinarsi alle mie folli idee.

Liberi di crederci o meno, ma per me è importante essere onesti e trasparenti nello spiegare. Nessuno vi “sfrutterà” o “chiederà piaceri” o imporrà una linea di condotta che esuli dai punti sotto indicati:

Punti base:

  1. Nessuna gerarchia, (i Preti Funky rispondono alla comunity con la propria reputazione e il merito del proprio contributo)
  2. Totale, onesto e libero scambio produttivo (Con eccezione a inutili volgarità, ogni commento dovrà esser produttivo e costruttivo)
  3. Il baratto delle competenze (insegno ciò che so ed imparo ciò che voi sapete)

Questo progetto nasce oggi, e la prima opportunità è quella di collaborare alla sua definizione e condividere sin dai primi passi, partendo da ciò che abbiamo già sperimentato sinora.

Le persone hanno bisogno di valori condivisi attorno al quale decidere di mettersi in gioco, questa presentazione racconta i Valori di Funky Rev definiti oltre 2 anni fa da 12 Preti Funky milanesi:

Che ne pensate?

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5 ottobre 2010 di 2 commenti

Social Network e Aziende: Questione di Buon senso

Sta per finire il corso CERFORM di Sassuolo, e questo articolo è dedicato a loro… anche come ripasso per l’esame di domani ;-)

 

Aziende devono andare dove vanno i propri clienti (27 milioni online, 13 milioni Facebook)

Opportunità delle aziende di comunicare attraverso le community. Perchè?

  • Statisticamente siamo soggetti a 3,000 messaggi pubblicitari al giorno
  • Oggi tutto è pubblico e consultabile
  • Illimitato accesso informazioni online rende La fiducia online fondamentale
  • 14% crede al messaggio aziendale 78% crede ad opinioni imparziali online

Come si evolve la comunicazione aziendale? Le Aziende devono imparare ad usare i clienti/dipendenti per comunicare. Non è più una scelta ma un obbligo; il primo Assioma della Comunicazione dice “Non si può Non Comunicare”. E’ verissimo! O lo fate voi, o lo farà qualcun altro.

Il Brand aziendale è esposto al pubblico scrutinio.

Aziende Perdono il controllo sul messaggio Brand; bottom up (dal basso vs alto) è una forza con cui misurarsi.

Non puoi controllare, puoi solo partecipare

Per partecipare Occorre dare valore, emozionale, esperienziale ed informativo (divertimento diventa un fattore importante)

Come partecipare? Blogging, pubblicazione di contenuto interessanti (Content Marketing) allo scopo di costruire una Community fidelizzata. Creare storie e Partecipazione attraverso Crowdsourcing (aprire progetti alla comunità, es. Ridatemi il Soldino della Barilla).

SMM Social Media marketing

Le 4 C! Si parte dai contenuto(1), per un contesto(2) ben definito (nicchia) da divulgare attraverso strumenti di connettività(3) (Social Tools) allo scopo di creare una community(4) (Social Network)

Reputation management

Le prime linee di controllo e difesa sono: Dipendenti, clienti soddisfatti , simpatizzanti (occorre farli interagire in Network e tenerli legati all’Azienda). Solo in caso di situazioni pericolose di attacco alla reputazione del Brand rivolgersi a professionisti. Gli strumenti per difendersi e proteggersi (monitorare) ci sono, gratuiti ed efficaci; è solo una questione di tempo da dedicargli:

Cosa fare subito? Settare un Google Alert!… e poi? Nel tempo effettuare delle analisi di LISTENING (raccogliere e analizzare le conversazioni online).

  1. Cosa dicono (positivo/neutro/negativo)?
  2. Dove (Forum, Blog, Facebook)?
  3. Chi (opinion leaders, utenti poco influenti, bloggers importanti)?
  4. Cosa dicono della mia concorrenza (cosa impariamo dagli errori degli altri?)

LISTENING è proattivo: Serve anche per definire le strategie future.

Dialogare con Bloggers, dare valore. Serviranno nei momenti di difficoltà a combattere in vostra difesa. (Multi-blogging)

Professionisti di Reputation Management si adoperano con attività di SEO (Search Engine Optimization, ottimizzazione dei risultati nei motori di ricerca), facendo sparire i contenuti negativi, rendendo più visibili contenuti positivi (nuovi e vecchi). Inoltre creano visibilità attraverso attività SEM (Search Engine Marketing, attività a pagamento tramite annunci su Google).

Ricordatevi l’approccio dell’Arrotino: Affilare le proprie lame Marketing non significa cambiare completamente le proprie strategie, ma integrarle coi Social Media… e raccontare storie.

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7 settembre 2010 di 6 commenti

Disastri Social Media e lezioni da imparare – Episode 2

Dopo il Prologo (Episode 1) della Saga, continuiamo a parlare di casi di Disastri di Reputation Management.

Sempre prendendo spunto dallo splendido articolo di Catherine ParkerLessons from social media disasters“:

A Fake BP Twitter Account

Nel periodo successivo al disastro ecologico nel Golfo del Messico, un finto utente BP  in Twitter   ha iniziato a postare commenti ironici e satirici sulla compagnia, ridicolizzando gli effetti ecologici della perdita di petrolio.

Per esempio alcuni Tweet scrivevano cose tipo: “Allora, dateci un taglio con queste lamentele sulle perforazioni marine. Vi svelo il finale: La perdita si risolverà, tutti dimenticheranno sta roba e noi ci compreremo un’altra casa al mare” ( “Look, cut us some slack. We’ve kinda just been winging this whole ‘deepwater drilling’ thing.” and, “SPOILER ALERT: The leak stops eventually, everyone forgets about it and we all buy another vacation home.”).

Ad oggi il finto utente BP (British Petroleum l’azienda petrolifera responsabile del disastro ecologico) ha più di 190,000 followers che seguono religiosamente ogni suo messaggio; interessante vedere che l’account ufficiale di BP   ne ha poco più di 18,000 (poco più del 10% dei seguaci del finto account). 

Attenzione:  nella sezione Biografica del finto BP Twitter account nessuno ha mai detto di parlare per conto della vera BP e Twitter non può fare nulla per chiuderlo. Anzi scrivono: This page exists to get BP’s message and mission statement out into the twitterverse! (queste pagine esistono per rendere le comunicazioni BP in stile Twitter). Paradossalmente è’ l’utente finto che meglio riflette l’approccio comunicativo degli strumenti usati.

Ora il finto account continua a proliferare e prosperare, addirittura vendendo magliette e gadget ironici “BP Cares” (a BP importa) e organizzando eventi, mostre d’arte ed alimentando col suo intelligente sarcasmo il disprezzo della gente per la compagnia petrolifera. Geniale!!

Lezioni da imparare:

1) Freedom of expression: Social media in quanto piattaforme aperte sposano la libertà di espressione come valore assoluto. Siti come Twitter e Facebook  non sono quindi da ritenersi responsabili, ne tenuti a rimuovere commenti negative sul vostro marchio o azienda. Piuttosto che aspettarsi tutela dai Social Media, concentratevi per rendere i vostri prodotti e servizi quanto più etici e trasparenti possibili, riducendo al minimo le possibilità di lamentele da parte di clienti e visitatori. Per BP potrebbe ora esser troppo tardi ma per voi no.

2) Monitorate il vostro Brand e non nascondetevi. BP ha ignorato e sottovalutato questo utente Twitter pensando che sarebbe sparito in silenzio. Forse se avessero ingaggiato per tempo un dialogo costruttivo con questo finto utente avrebbero evitato almeno il secondo Disastro PR.

Altre lezioni secondo voi?

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25 agosto 2010 di 2 commenti