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La rinascita Sociale del Visual Marketing

Wikipedia ci ragala una definizione dettagliata del Visual Marketing:

Il prodotto e la sua comunicazione visiva diventano così inscindibili e la loro fusione raggiunge un pubblico, influenzandone e determinandone le scelte (in un meccanismo comunicativo di persuasione)

Volendo allargare il discorso a temi già trattati, la parola “prodotto” è collegata ad attributi tangibili ma soprattutto intangibili che sono quelli che vanno a toccare la sfera cognitiva. Senza entrare sul tecnico, ricordiamo che la percezione, l’apprendimento, il ragionamento, la risoluzione dei problemi, la memoria, l’attenzione, il linguaggio e le emozioni sono processi mentali studiati dalla psicologia cognitiva.

Un’ immagine ha quindi il potere innato di comunicare, trasmettere storie, emozioni ed esperienze che vengono vissute nell’immaginario di chi le guarda spesso in modo differente. Ma è proprio il potere dell’immedesimazione che ci interessa. Ci sono immagini che ti riportano a frammenti di memoria, altre che ti fanno nascere domande, alcune che ispirano a fare qualcosa (impulso) etc

Non dovrebbe sorprendere quindi che nel mondo Social Media sembra che le immagini stiano vivendo una vera e propria rinascita.

Le nuove funzionalità Diario di Facebook con le pagine aziendali che incorporano grandi immagini di testata, permettono di condividere, apprezzare, commentare e taggare (assegnare utenti a foto). Questa novità nasce dal fatto che la stragrande attività di condivisione sui social network avviene appunto attraverso immagini.

Inoltre nuove applicazioni “social” si stanno imponendo. Instagram la piattaforma di visual blogging, recentemente acquistata da Facebook, ma soprattutto Pinterest la “matricola terribile” che sta rapidamente spopolando in tutto il mondo.

Il meccanismo è semplice, c’è uno spostamento di interesse evidente: la gente si sta stancando di leggere contenuti testuali e cerca qualcosa di più immediato, rapido e di impatto da condividere. Già l’emergere di Twitter con i suoi 140 caratteri (lunghezza di un sms per capirci) aveva mandato un messaggio inequivocabile e dimostrato che quanto più corto è il messaggio quanto più alto è il potenziale virale.

Pinterest è la naturale evoluzione di Twitter. Una piattaforma “visual” con una bacheca personale dove non solo caricare proprie foto ma anche “pinnare” (pin è la puntina da disegno) le immagini degli altri. C’è scambio ed interazione quindi già sulla scelta delle immagini da mettere nella propria bacheca.

Poi hanno inserito alle immagini quei meccanismi di connettività già conosciuti con Facebook (mi piace, condividi, commenta) e Twitter (Re-Tweet o Re-Pin, ovvero rilanciare i contenuti degli altri). Il risultato è stato clamoroso e la popolarità di Pinterest è ora alle stelle.

La lezione per tutti quindi è quella di ottimizzare le potenzialità che vi circondano, sfruttando foto molto meglio di quanto già fate.

Se realizzare immagini, foto, video è troppo complicato, attraverso Pinterest potrete utilizzare le immagini di altri, e queste attività porteranno traffico, relazioni, nuovi collegamenti e probabilmente nuovi clienti.

Chiudo con una considerazione ed un regalo.

Pinterest è uno strumento amato per lo più da un pubblico femminile quindi è assolutamente il target di riferimento.  Infine vi allego una presentazione realizzata da Valeria Moschet (blogger ufficiale della Giornata della Bellezza Sostenibile e docente per alcuni corsi Social Media in Davines) che meglio spiega come funziona Pinterest.

Fatemi sapere cosa ne pensate!

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2 agosto 2012 di 1 commento

SQcuola di Blog – La Storia continua

Social Media Marketing: chi è costui?
Si parla molto e spesso di Social Media Marketing ma molto spesso le opinioni sul significato del termine sono discordanti, o incomplete o frammentarie.
Il motivo è semplice: non esiste, almeno in Italia, una cultura scolastica del SMM.

Grandi realtà si stanno adoperando per offrire un percorso simile, inclusi i mitici di Ninja Marketing.

Ma in questo mondo Social la condivisione delle esperienze è più importante dei contenuti stessi, è giusto raccontare i passi da gigante fatti negli ultimi mesi dalla SQcuola di Blog. Ne avevamo parlato in anteprima su queste pagine, quando alcune menti folli si erano raccolti attorno ad un’idea.

Dopo 6 mesi di Master, possiamo raccontare dell’emergere di un nuovo modello di Social e-Learning.

Foto di Classe 2011Altri faranno cose simili, forse anche con contenuti migliori, ma questo esperimento è certamente una pietra miliare nel campo della formazione online sui Social Media a mio giudizio. In questo ambito è difficile competere qualitativamente solo sui contenuti. Considerata la velocità con cui questo mondo “social” si evolve, c’è sempre qualcuno più aggiornato, più bravo, e con più tempo per “fare ricerca”. Ma se c’è qualcosa che il 2.0 ci ha insegnato è che la vera innovazione nasca dalla collaborazione e condivisione delle conoscenze e del saper fare.

Fare business partendo dalle persone – si diceva – ma dimostrarlo coi fatti è tutta un’altra storia. Non bastava fornire delle occasioni di dialogo e confronto con i docenti, occorreva creare un vero e proprio network di professionisti, studenti e docenti, con diversi ambiti di competenza e convinti che condividere e collaborare piuttosto che spacciarsi per tuttologi o “difendere il proprio orticello”.

C’era una reale necessità formativa in questo ambito, che ci ha spinti a mettere in piedi il primo master online di SMM denominato “SQcuola di Blog”. Innanzitutto la volontà di creare un percorso professionalizzante in un ambito che da li a poco sarebbe emerso come in altri paesi. Il fatto che ora altri corsi simili vengano lanciati dimostra che avevamo ragione. Volevamo creare dei professionisti in grado di affiancare aziende in questo mondo.

La prima edizione è stata sperimentale, guidata più da istinti 2.0 che da una vera e propria strategia aziendale.
Metodi nuovi, contenuti nuovi, docenti nuovi e 30 studenti selezionati, “meritocraticamente” in tutta Italia, attraverso online assestment. La SQcuola di Blog non doveva avere fronzoli, alchimie strane o tecnicismi gratuiti. Si puntava sulle persone, sul gruppo, sull’essere social non a parole ma a fatti. Il corso infatti era proposto gratuitamente ad un numero ristretto (la classe) che se l’era guadagnata questa opportunità.

Si partiva in piccolo, senza troppo clamore imparando, ascoltando, ragionando e migliorando strada facendo.

Ma c’era dell’altro. Volevamo dare reali opportunità ai nostri studenti, renderli visibili non semplicemente come partecipanti ad un Master, ma sulla base di progetti concreti.

Da più parti si sente dire che è impossibile insegnare Social Media, e che nulla è meglio di esperienza sul campo per creare reale conoscenza. E’ un punto di vista condivisibile, per questo l’esperimento SQcuola di Blog, ha puntato a considerare gli studenti una risorsa così importante da affidargli un progetto “vero”, con clienti veri, mettendoci la faccia ed accostandola alla loro! Sperimentazione rischiosa che ha dato frutti insperati.

I lavori presentati dagli studenti durante il primo meeting tenutosi a Parma il primo di ottobre e denominato SQcuola di Awards sono stati veramente impressionanti. Guarda questi video

SQcuola_di_Blog_res147

Si può avere un Preside così???

I cinque gruppi, formati da ragazzi che non si erano mai incontrati prima dell’evento, ma che avevano collaborato tramite i social media, hanno presentato i loro lavori a cinque diversi committenti con risultati assolutamente positivi.
L’energia, l’enfasi e la ricchezza di particolari e di approfondimenti hanno dimostrato un’ottima preparazione di base sui concetti del SMM ed una capacità di fare network che ogni azienda vorrebbe al proprio interno.

Ed ora? Come procedere?

Così come è molto 2.0 imparare dai risultati per migliorare, l’esperimento del coinvolgimento diretto di aziende sui Project Work ha dato vita a nuove idee di sviluppo per il percorso. La sperimentazione è terminata ed ora, la provocazione della SQcuola di Blog è invitare le aziende a sostenere economicamente un proprio blogger che, indirettamente, ne sosterrà un’altro entrato nella scuola per merito.
In questo modo si vuole creare un doppio legame tra le aziende ed i blogger al fine di instaurare, fin da subito, un rapporto di collaborazione che potrebbe sfociare in una opportunità per entrambi.

La seconda edizione, che partirà da febbraio 2012, presenta già delle novità interessanti, infatti se per gli studenti il master sarà sempre gratuito attraverso l’iniziativa “Adotta un Blogger” anche le aziende sono chiamate a mettersi in gioco sostenendo economicamente un proprio blogger che, indirettamente, ne sosterrà un’altro entrato nella scuola per merito.
In questo modo si vuole creare un doppio legame tra le aziende ed i blogger al fine di instaurare, fin da subito, un rapporto di collaborazione che potrebbe sfociare in una opportunità per entrambi.

E’ una storia che si racconta mentre ti si srotola davanti. Naturalmente, secondo un vero spirito 2.0, tutto il materiale prodotto e le informazioni sulla prossima edizione sono accessibili a tutti, inclusi i 50 motivi per iscriversi alla seconda edizione (lista compilata dai nostri studenti!).

Per saperne di più andate al sito: www.sqcuoladiblog.it o cercateci su tutti i social media!

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4 novembre 2011 di 1 commento

Il segreto del successo sui Social Media per PMI

Si fa presto a dire quanto importanti siano diventati importanti per le aziende Social Network come Facebook, Twitter o altri.

E’ un argomento caldo, tutti ne parlano ma parafrasando un famoso blogger americano, per le aziende entrare su questi nuovi canali sociali è un po’ come il sesso per adolescenti; “tutti lo vogliono fare, ma nessuno sa bene come”.

E’ un mondo avvincente, ricco di opportunità ma con regole che esulano dalla comunicazione tradizionale fatta a monologhi (poster, articoli su riviste specializzate e pubblicità a cui siamo abituati).

Aprirsi ad una comunicazione su Facebook per esempio significa esser pronti a dialogare, a rispondere rapidamente a clienti esigenti, a replicare ad eventuali critiche, a trasmettere e condividere valori e storie emozionali. Contemporaneamente è quindi un mondo zeppo di pericoli  per chi non si confronta sposandone i valori e le regole. Sono infatti le aziende ed i brand quindi a doversi piegare a nuove logiche, adattandosi ed evolvendosi su un terreno “semi-sconosciuto” per molti; proprio per questo molte aziende sono ancora titubanti sul dafarsi.

Molte aziende hanno iniziato questo percorso con risultati contrastanti. Chi può già contare su un brand conosciuto ed una presenza riconoscibile non ha problemi a farsi “seguire”da numerosi “fans” in tutto il mondo. Ma non è detto che questo basti.

Aprire canali social brandizzati dove pubblicare contenuti variegati (non solo Facebook ma anche YouTube, Flickr, LinkedIN, Twitter, Foursquare, Slideshare ed altri) non basta; occorre come detto “interagire” e dare valore.

Essere presenti può agevolare la promozione del brand, elevare la reputazione del marchio e conseguentemente aumentare le vendite ma senza vera interazione si rischia di risultare “disinteressati e chiusi” pur essendoci. Aprite una pagina di Facebook dove l’ultima interazione è di mesi addietro, oppure dove nessuno si è degnato di rispondere alla domanda di un utente, cosa pensereste di questa azienda? Vi invoglierebbe a contattarla?

Dalla partecipazione ed il coinvolgimento degli utenti possono nascere sorprendenti iniziative e risultati, inclusa la creazione di progetti condivisi tra un’azienda ed i suoi stessi clienti. E’ qui che si nasconde la vera opportunità “social”. Oggi queste opportunità riguardano la creazione di storie condivise, partecipative e coinvolgenti. Avvicinandosi in ambito “Social” le aziende devono sempre più smetterla di preoccuparsi del prodotto finito ma iniziare a pensare a come si arriva a quello stesso prodotto finito, e raccontare e condividere quella storia. Ecco spiegato come mai YouTube per esempio pullula di video “making of… o behind the scene” con milioni di visualizzazioni. Una storia di come arrivi ad un prodotto, dove persone creano e condividono idee incuriosisce, stimola, insegna e crea relazioni personali; ad un marchio od un prodotto finito raramente ci si relaziona allo stesso modo.

Coinvolgere i propri clienti nella fase ideativa significa assicurarsi inoltre dei “veicoli promozionali” (definizione orribile ma rende l’idea) per far arrivare quelle stesse storie in luoghi altrimenti inarrivabili, attraverso il passaparola (vero motore di spinta in rete).

Un altro suggerimento utile nell’utilizzare questi nuovi canali comunicativi, prima ancora che promozionali, è quello di essere dei realisti!

Essere realisti significa applicare le stesse regole che usereste nelle vostre relazioni personali, buon senso in primis. Ricordatevi quindi di rispettare le stesse regole del gioco. Non abbiate fretta, è un processo di crescita spontaneo come lo sarebbe se entraste in un bar per la prima volta senza conoscere nessuno; immagino non iniziereste ad strillare a sconosciuti per attirare l’attenzione.

Inoltre occorre essere realisti, prima ancora di innovativi. Cosa funziona nel vostro mercato? Sapreste scegliere cosa fare oggi e cosa funzionerà domani? E’ semplice, basta chiederlo ed ascoltare. Ricordate che essere sui Social Media non aggiusterà i problemi che già avete ma rischia di amplificarli.

Concludendo, azzeccare la strategia digitale giusta significa prima stabilire obiettivi “realistici”, usare tanto buon senso, ed allocare delle risorse di fiducia (soprattutto le persone giuste che sappiano parlare per vostro conto).

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3 novembre 2011 di Nessun commento

Il Cliente è Mobile qual piuma al vento – Social Media e Cellulari in Italia

“Il Cliente è mobile qual piuma al vento – Social Media e Cellulari”

Andrea Alfieri, Geom Alfieri, Arrotino del webSe pensiamo ai nostri clienti oggi, parafrasando i celebri versi del Rigoletto, potremmo intonare un “Il Cliente è mobile, qual piuma al vento… Muta d’accento e di pensiero

E’ infatti la multi-canalità la vera sfida per le aziende italiane (e non solo) nel rapportarsi con i propri clienti. Social Media  e mobile (apparecchi cellulari smartphone) stanno creando un mondo in rapido movimento, dove le aziende rincorreranno dei clienti proattivi, esigenti ed opinionati.

In queste righe proveremo ad unire i puntini di questi due “mondi” apparentemente scollegati e disegnare una mappa di ciò che ci si sta parando davanti. Per quanto possibile abbineremo concetti a numeri e statistiche per rendere evidente lo scenario di cui parliamo.

Tutti parlano di Social Network, di come stanno radicalmente entrando nel le nostre vite, d’altronde 20 milioni di iscritti italiani a Facebook (75% di tutti gli italiani in rete) non sono un’opinione. Tanti parlano dell’emergere di opinioni dal basso, capaci di mobilitare le masse e generare cambiamenti, dalle rivoluzioni 2.0 in nord africa od alle elezioni comunali di Milano o Napoli. Ma ancora, molti commettono l’errore “sacrilego” di vedere come tecnologica, piuttosto che sociale, la spinta di questi cambiamenti.

Tornando ai versi parafrasati del Rigoletto  “il cliente è mobile” apriamo una parentesi al mondo dei cellulari in Italia, che ben si integra con quanto detto finora. Da una recente ricerca di Nielsen (giugno 2011) su una popolazione complessiva di 57 milioni di individui in Italia, già oggi, abbiamo oltre 20 milioni di Smartphone (52% di aumento in un anno), 13 milioni dei quali viaggiano regolarmente in internet attraverso il proprio telefono (32% di aumento in un anno). Entro la fine dell’anno gli Smartphone avranno superato il cellulari di vecchia concezione.

Ma chi sono questi fanatici iper-connessi? Il 68% di loro è tra i 25 e 44 anni ed il 44% sono donne. Ed ecco il primo puntino di connessione della nostra mappa: più della metà usa il telefonino per connettersi ai Social network (53%), addirittura uno su dieci svolge questa attività almeno una volta ogni ora. Il 49% usa lo Smartphone per attività di geo-localizzazione ed il 38% per raccogliere informazioni in tempo reale tramite la rete. Ciò significa che l’abbinamento telefonino – Internet è molto più marcato di quanto molti pensino.

Ma continuiamo a trovare puntini di connessione tra il mondo dei Social Media ed i telefonini.  Senza inoltrarsi nel già popolarissimo Twitter con oltre 1 milione di Italiani iscritti, parliamo di qualcosa che sta emergendo prepotentemente negli ultimi mesi.

Foursquare.com per chi ancora non lo conosce è generalmente definito un local network (un social network geo-localizzato). Per semplificare lo considereremo le nuove “pagine gialle” commentate dai clienti. Immaginatevi una mappa in cui, attraverso il vostro telefonino, vi appaiono tutti i punti vendita, ristoranti, scuole, stazioni e quant’altro nei vostri dintorni. Immaginatevi di poter scegliere in quale ristorante pranzare ascoltando le opinioni di chi c’è già stato. Immaginate di poter condividere con tutti i vostri collegamenti Social (amici FacebookTwitter ma non solo) le vostre esperienze di acquisto con relativi commenti attraverso dei semplici check-in sul telefono. Immaginatevi di ritrovarvi in una camera d’albergo sporca ed inospitale e poter pubblicare in tempo reale le fotografie di quello scempio per sconsigliare ad altri la stessa esperienza.

Ora smettete di immaginare ed apritevi un’account perché solo nel 2010 al mondo su Foursquare sono stati fatti 381,576,305 check-in ed oltre 500,000 aziende hanno aperto un account aziendale. E’ un simpatico giochino capace di mettere in ginocchio, attraverso la condivisione di opinioni “persistenti” (che restano e non spariscono mai più) anni di lavoro; e non hanno neppure bisogno della vostra autorizzazione per parlare di voi, lo fanno e basta. Il cliente mobile ora veramente “Muta d’accento e di pensiero” e lo fa sapere in giro con un semplice click.

In Italia Foursquare, nel suo primo anno, ha raccolto oltre 200 mila di iscritti, ancora pochi rispetto ai 10 milioni nel mondo, ma pur sempre 200 mila potenziali critici sguinzagliati in giro armati dei loro Smartphone, che potrebbero entrare nei vostri punti vendita e raccontare a migliaia le loro esperienze. E per un commento negativo su Foursquare a cui non viene risposto ci sarà un prezzo da pagare che lo vogliate o meno. Uniamo altri due puntini, Foursquare e 20 milioni di Smartphone in Italia.

Qualche anno fa già si parlava di opinioni e feedback dei clienti come elemento “portante” della reputazione e misurazione del livello di fiducia di qualsiasi business, al punto che da una ricerca emerse che solo il 14% credeva a comunicazioni promozionali dell’azienda, contro il 78% (in ascesa) che credevano più ad opinioni di altri utenti (terze parti, imparziali ed oneste). Uniamo anche questi puntini e la mappa si fa sempre più delineata e scottante.

Volendo fare un passo in un futuro neanche troppo lontano, altri local-networkormai popolarissimi nel mondo stanno per entrare in Italia: GowallaYelp innanzi tutto, altri seguiranno a ruota. Brutte notizie per chi sta ancora decidendo se aprire una pagina aziendale su Facebook per raggiungere i propri clienti. Quegli stessi clienti si muovono velocemente, su più canali, con dinamiche nuove e le aziende con passo lento ed impacciato a rincorrere, sperando di non arrivare troppo tardi. Non è tecnologia, ma un cambiamento radicale culturale che vede il cliente guidare il gioco; non sono delle semplici piattaforme tecnologiche, ma l’opportunità nuova e concreta di partecipare attivamente, manifestare opinioni ed esperienze che guida il cambiamento. Presto per una azienda la Multi-canalità, anche in Italia, non sarà più un’opzione ma un obbligo.

La mappa è pronta. Ora sappiamo tutti cosa bolle in pentola e con una ricetta così a molti bloccherà la digestione.

Ma come allineare le dinamiche strutturali di un’azienda ad un mondo fluido e pericoloso come questo? Innanzi tutto smettendo di ignorare il problema. In un mondo che, in fondo, non chiede altro che dialogare con voi, un vostro silenzio avrà un prezzo da pagare. Occorre esserci, questo è chiaro. In secondo luogo credo che per ogni azienda esistano oggi due sole opzioni: si parte dalla “formazione” dei propri dipendenti  e collaboratori per arrivare alla graduale costruzione di una comunità di clienti soddisfatti che parlano in rete di voi.

E’ un mondo che si muove veloce, e per stare al passo occorre essere presenti, collegati, sociali e collaborativi ma soprattutto “mobili”almeno quanto sono i nostri clienti.

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22 settembre 2011 di Nessun commento

Social Media Manifesto da imparare a memoria

Articolino semplice semplice oggi, anche se forse uno dei più importanti che scriveremo:

Semplifichiamo per rendere più immediata la crescente consapevolezza a riguardo dei Social Media. Prendiamo in prestito 5 regole redatte da Alberto Falossi, diventato uno dei documenti di riferimento per il crowdfunding nel mondo:

1) i tuoi amici sono il tuo capitale;

2) i tuoi amici permettono ai tuoi sogni di diventare realtà;

3) il tuo capitale dipende dal numero di amici che hai;

4) il tuo capitale dipende dalla fiducia;

5) il tuo capitale cresce con il passaparola.

Sono 5 semplici regole su cui poter costruire idee, progetti, strategie, contenuti e quant’altro Social!

Inoltre, se volete approfondire, vi segnalo anche il Cluetrain Manifesto (clicca qui) che è uno splendido invito all’azione, per tutte le imprese che operano all’interno di ciò che si propone di essere un nuovo mercato interconnesso. Sono 95 tesi da leggersi tutte di un fiato e da non scordare mai. Se non credete a me leggetelo su WIKIPEDIA dove ha ormai trovato il suo meritato riconoscimento.

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14 aprile 2011 di Nessun commento

SQcuola di Blog – Il nuovo circo della formazione oceano blu

Stavo rileggendo “Strategia Oceano Blu” di Chan Kim e R. Mauborgne, è sempre illuminante.

E’ uno studio che mira, attraverso un modello di business, a spingere le azienda a crearsi “spazi di mercato incontestati e nuove possibilità di crescita” con un aproccio nuovo.

Gli oceani blu sono qui intesi come nuovi mercati in cui si cercano punti in comune con nuova clientela, dove l’azienda esplora coraggiosamente i non-clienti,  adattando la propria offerta con concetti nuovi, mettendo in discussione strategie e regole date ormai per assodate come “abbattere la concorrenza” o fare guerra di prezzi o competere in termini quasi militari. Mercati con confini definiti, con regole spietate, in cui si combatte all’ultimo sangue per “rubare” business ai concorrenti sono qui definiti gli oceani rossi. Sono mercati in cui i prezzi tendono verso il basso, dove lo spazio è affollato e le prospettive declinano.

E’ splendido l’esempio iniziale sul Cirque du Soleil, in cui raccontano dell’emergere di questo caso di successo in un mercato in costante declino come “il circo”. Poche “famiglie storiche” di circhi si contrapponevano spietatamente in un settore in declino, dove alternative di intrattenimento emergevno, dove associazioni animaliste lamentavano lo sfruttamento e il maltrattamento di animali. Incredibilmente è in questo contesto che emerse il Cirque du Soleil, che ad oggi viaggia con oltre 50 milioni di spettatori in tutto il mondo ed un modello di business invidiato ed apprezzato ovunque.

Occupandomi di formazione, colgo delle vaghe assonanze con il “framework” in cui operava Guy Lalibertè (CEO del Cirque du Soleil). Voglio azzardare un parallelismo, permettetemi lo sforzo, ma questi sono quesi momenti in cui voglio strutturare il progetto della SQcuola di Blog e confortarmi che forse la cosa può funzionare. In fondo, al di là delle esperienze maturate in passato, questo è un progetto che nasce di “pancia” seguendo istinti che ai più risultano “folli”.

La formazione è in declino, i fondi messi a disposizione scarseggiano; le possibilità di fruire di attività formative spesso si infrangono contro l’impossibilità di assentarsi dal lavoro. Le stesse aziende che dovrebbero favorire la formazione dei propri dipendenti, storcono la bocca a causa mancato reddito derivante dall’assenza di personale dall’ufficio.

Enti di formazione combattono una guerra senza tregua per le poche ore di docenza disponibili; l’offerta supera la domanda, portando prezzi al ribasso e spesso forzatamente riducendo la qualità della formazione stessa. Tanti docenti cercano opportunità di lavoro ma faticano ad inserirsi su base meritocratica, spesso scontrandosi con dinamiche clientelari che tendono ad escludere concorrenza piuttosto che premiare chi vale di più. In guerra si innalzano muri e scavano trincee, gli spazi di manovra scarseggiano.

E’ in questo contesto che vedo emergere coraggiosamente la SQcuola di Blog, partendo dall’esigenza di ridefinire le regole del gioco come appunto la strategia Oceano Blu suggerirebbe.

Due le leve fondamentali, occorre unire innovazione e utilità. Il progresso tecnologico ci fornisce strumenti pratici, efficienti ed a basso costo (spesso open source) per affiancare le esigenze di aziende e studenti. Un corso online, fruibile comodamente da casa, ad orari accessibili e flessibili, il che non lede la produttività di nessuno.

Il Cirque de Soleil redefinì il linguaggio; mantenne i clown e gli acrobati ma trasformò il sense of humour dalla tradizionale farsa, immediata ma scontata e prevedibile, portando un effetto emozionale quasi di “incanto” (“wow effect” sorprendendo gli spettatori). Introdusse inoltre una trama narrativa ai propri show prendendo spunto dal teatro (cosa che i circhi tradizionali non avevano pensato). Infine, mantenne il simbolismo del circo, progettando spazi che ricordavano antichi luoghi magici con drappi e tendoni sfarzosi; il simbolismo di un luogo a cui tutti si possono relazionare.

Era un’azzardo per i tempi, ma sospinto da una strategia precisa di coinvolgere un pubblico più intellettuale che non necessariamente si rispecchiavano nei circhi tradizionali. Così facendo non sono entrati in una guerra di concorrenza con i circhi tradizionali, ma hanno aperto appunto un mercato nuovo ed incontestato, ove anche artisti degli altri circhi potevano avere l’opportunità di misurarsi.

Nel suo piccolo anche la SQcuola di Blog cerca di ridefinire un approccio formativo, sposando valori e dinamiche che stanno emergendo: bottom up, divertimento, collaborazione, accessibilità real time, partecipazione, mobilità, merito e reputazione. Inoltre si allontana da altre dinamiche vecchie come le sponsorizzazioni, la pubblicità invasiva (spam) ed il concetto che devi far pagare per “robe gratuite” tanto care a consulenti incravattati senza scrupoli.

Ancora, mancando le dinamiche di aula (essendo un corso online) l’elemento del divertimento cerca di colmare le distanze. Inoltre si è scelto un luogo simbolico, seppur virtuale, in cui tutti si possono relazionare: la scuola, con un suo linguaggio, i personaggi, le dinamiche, le comunicazioni, le relazioni, le lezioni…

E’ evidente che una richiesta (domanda) di formazione professionalizzante emerge dal basso. Sono individui e professionisti che, prima ancora di aziende, sembrano rendersi conto dei cambiamenti in atto e vogliono aggiornarsi e restare al passo, e sono loro a cui ci rivolgiamo a differenza di enti di formazione classici che operano solo entro dinamiche aziendali. Inoltre la SQcuola di Blog è un progetto inclusivo piuttosto che esclusivo. Altri professionisti desiderosi di valorizzare la propria professionalità stanno aderendo portando contenuti, come acrobati, artisti di strada e maghi telantuosi di lande lontane. Così facendono arricchiscono il bagaglio di offerta di contenuti nuovi per coloro ai quali questo progetto è rivolto.

Infine c’è il concetto di scalabilità. La SQcuola di Blog propone ora un progetto pilota, che proporrà pregi e difetti sul quale interverremo in corsa, sul quale costruire per il futuro, con nuovi contenuti, con miglioramenti a contenuti esistenti e con una miriade di servizi complementari da poter abbinare nel tempo.

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28 marzo 2011 di Nessun commento

SQcuola di Blog – Fare business partendo dalle Persone – Part 1

Dopo una miriade di problemi tecnici col Blog (ancora in via di risoluzione) rieccoci!

Questo non è un articolo di Blog, questo è il racconto di una storia vera, una di quelle storie che mi porterò dentro per sempre. Molti di voi sanno che sta arrivando mio figlio. Beh, non riguarda neanche quello (che peraltro tratto diffusamente qui); questa è la storia di un tipo che prova ad inseguire un sogno, a fare qualcosa di assolutamente fuori da schemi, e trova dei folli pronti a mettersi in gioco con lui. Stiamo parlando di “SQcuola di Blog”

Tutto nasce da un articolo che scrissi anni fa, intitolato “La Valutazione del Merito – Un’idea Funky“.

Era uno dei primi articoli di un progetto che mi ha dato molte soddisfazioni “Funky Rev” il portale network dei Preti Funky, un gruppo di assatanati professionisti milanesi che si ritrovavano ogni giovedì sera, stile moti carbonari, con l’intento di cambiare il mondo… o meglio, con l’idea di evangelizzare in Italia un disegno di business sociale che stava emergendo altrove.

Si parlava di banalità come “la condivisione delle conoscenze come strumento di crescita” che speculava sulla reale veridicità di un’assioma che stava emergendo altrove, come un sussurro appena percettibile ma inarrivabile dai Navigli milanesi. Queste voci “lontane anni luce” ci sussurravano cose strane, tipo che se un gruppo lavora come network, piuttosto che come individui:

  1. Si presenta con un portfolio servizi molto più ampio (vedi esempi emergenti di Networked Business e Crowdsourcing),
  2. Accresce più velocemente le proprie competenze (vedi esempio Wikipedia o Linkedin),
  3. Riesce a controllare e proteggere meglio la propria reputazione (vedi l’emergere di Reputation Management).

SQcuola di Blog nasce da persone diverse da quegli sciamannati milanesi, nasce da un gruppo di consulenti e formatori all’interno del Gruppo LEN di Parma, ma che condividono le stesse “utopie” dei preti funky.

Il Master Online gratuito della SQcuola di Blog si fonda infatti su 3 pilasti: Condivisione, Merito e Reputazione.

I professionisti che lo hanno ideato dal nulla non sono i “migliori sulla piazza”, ma sono quelli che ci si sono messi. Son tutti bravi a parlare, o commentare su ciò che altri stanno facendo, ma quelli degni di rispetto son quelli che, pronti al martirio, ci mettono la faccia, si rimboccano le maniche e creano qualcosa di nuovo, che non c’era prima; qualcosa di perfettibile, qualcosa su cui continuare a costruire.

Benvenuti nel nostro piccolo mondo, si chiama “SQcuola di Blog” e siamo pronti a tutto.

Continua domani…. parleremo di Gramsci!

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14 marzo 2011 di Nessun commento

Hunting Stories for Social Media Business – Part 2

19 novembre 2010 di Nessun commento

Evolversi o morire – Darwin 2.0 parte dal blog

Quando si parla di internet applicato al business, avere il pollice opponibile è un lusso che pochi possono permettersi.  Darwin sarebbe seriamente preoccupato dello stato evolutivo delle nostre imprese, forse anche rassegnato che la teoria dell’evoluzione (la sopravvivenza del più forte e di chi evolve su coloro che non lo fanno) più che la Crisi finanziaria possa fare piazza pulita. E’ infatti innegabile che nel mondo stanno emergendo nuovi modelli aziendali le cui nuove funzionalità sembrano essere assolutamente sconosciute ai più da queste parti.

Potremmo parlare di Bio-Economia (bio-mimicry), di crowdsourcing, di partecipazione e condivisione di rischi e costi, ma non ci spingiamo tanto avanti. Parliamo quindi di come fare i primi passi nel mondo dei Social media.

 Nel mondo del business americano la tendenza crescente per aziende di ogni livello è quella di utilizzare “Blogging” per supportare e promuovere le proprie iniziative di business.

Mesi fa avevamo anticipato questa tendenza parlando di Social Media Marketing (SMM), ma anche di Search Engine Marketing, online reputation management (ORM) e Search engine optimization (SEO): Blogging è il punto di partenza!

Uno dei grossi errori che le aziende fanno avvicinandosi ai Social Media è quello di “scegliere” un’area di intervento piuttosto che un altra senza prima avere le idee chiare.

C’è chi decide di intervenire modificando il sito per esser più ricercabile (attività SEO costano un botto), chi preferisce investire il budget pubblicitario per campagne SEM con Google (SEM, sono pagliativi temporanei e non una strategia a lungo termine). Poi ci sono poi consulenti senza scrupoli (Sharks in suits) che convincono gli sprovveduti responsabili Marketing aziendali a costruire Landing pages e gruppi in Facebook, o farsi fare dei costosissimi piani di comunicazione, magari facendosi pagare per una manutenzione mensile a peso d’oro.  

Dico quello che penso: Solo i pigri e gli incompetenti al giorno d’oggi esternalizzano attività online. Solo degli sprovveduti preferiscono pagare estranei per comunicare con i propri clienti usando strumenti gratuiti che sanno usare anche i bambini.

La scusa di non avere tempo da dedicarvi è ormai obsoleta. Social Media ha un importanza strategica fondamentale e deve essere ormai considerata un’attività prioritaria. La vera moneta di scambio è il “tempo” e ogni manager responsabile trova le risorse all’interno del proprio team, se solo vuole, se solo è capace di fare il lavoro per cui è pagato. Quindi evolvete o morite! (è una promessa).

Evolversi significa imparare, formarsi, chiedere, capire, costruirsi un network ove potersi confrontare, ove raccogliere idee e testarle.

Fare una campagna pubblicitaria per calmare l’ego e la coscenza di imprenditori incompetenti non porta frutti. Capire che avere un sito statico con tanto traffico ma che non produce risultati è un peccato mortale, perchè è come avere super-poteri e non usarli; basterebbe veramente poco per tramutare quel traffico in risultati sorprendenti, basta volerlo. Capire che un sito non può più essere un poster statico è vitale.  

Quindi l’invito è chiaro… capite come funzionano i Social Media, capite come sono emersi, i loro valori portanti, le regole da seguire. Telefonatemi e ve le dico io in 10 minuti… ma smettete di bombardarmi di spam inutile!

Queste cinque aree di intervento  Social Media Marketing (SMM), Social Network Marketing (SNM), Search Engine Marketing, online reputation management (ORM) e Search engine optimization (SEO) sono molto più collegate di quello che sembra. Sono strumenti/attrezzi dell’Arrotino (che affila le lame marketing che hai) e sono disposte nella cassetta degli attrezzi di ogni buon addetto marketing, insieme agli strumenti tradizionali come Comunicazione, branding, promozione, prezzo, marketing territoriale, pubblicità (grazie comunque Kotler!).

Sono strumenti che non sostituiscono il vecchio ma che ne integrano i processi portando dei risultati concreti in tempi più rapidi, ma si parte sempre da un microfono ed un audience.

Il microfono è lo strumento dell’azienda per comunicare con il mercato, come un tempo erano rassegne stampa, fiere, pubblicità, cataloghi. Un tempo i monologhi aziendali si riversavano su ignari ed inconsapevoli consumatori, oggi le comunicazioni aziendali sono circondate da migliaia di comunicazioni di quegli stessi clienti (la voce dell’azienda in mezzo alle voci di chi compra). Ciò che cambia è il fatto che online il 14% degli utenti crede a ciò che dice un azienda (pubblicità), mentre il 78% crede in quello che dicono altri utenti perchè percepiti come trasparenti, obiettivi e veri (senza secondi fini). Per questo Blogging è la risposta:

1) Aprire ed integrare un blog esterno al sito istituzionale è una necessità insindacabile.

2) Avere una comunità di utenti soddisfatti su cui poter contare è l’altra chiave di successo.

Abbiamo già suggerito alle aziende di capire in fretta che la comunicazione aziendale deve allinearsi a questo nuovo mondo, alcuni lo stanno facendo bene e stanno costruendo il business di domani senza sforzi preparando un futuro roseo. Alcune aziende illuminate stanno muovendosi utilizzando workshops e sessioni di training per formare il proprio personale all’utilizzo di nuovi media. Altre stanno facendo passi ancora più intelligenti come quello di iniziare dei progetti localizzati di Listening, per scoprire prima ancora di muoversi in un mondo nuovo, chi parla, come parla, dove parla, cosa dice, che linguaggio usa, cosa fa la propria concorrenza.

 Definite risposte a queste domande, pianificare una strategia ad hoc diventa semplice ed efficace.

Evolversi o morire” può suonare un esasperazione, ma per molte aziende siamo veramente alle soglie di uno scatto evolutivo importante, di stile Darwiniano che richiede coraggio ed intelligenza.

Fate le vostre mosse!

Foto courtesy of: Il Nuovo giornale di Modena

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21 maggio 2010 di 2 commenti

Suggerimenti pratici per strategie Marketing 2.0

Ciao Prof. Andrea,
sono una delle “Francesche” del corso in Comunicazione e Marketing 2.0 di Iscom-Modena. Qui a Modena siamo sommersi dalla neve, ma immagino ne sappiate qualcosa anche a Parma…

Ti scrivo per chiederti un consiglio, sai indicarmi dei testi sul marketing 2.0??? Lunedì inizio un tirocinio presso un’agenzia di comunicazione specializzata nel settore alimentare, e mi mettono proprio sul settore 2.0, ma mi avrebbero chiesto di metterci molto del mio… cioè mi chiedono di essere abbastanza autonoma, mi butto, non ho scelta se voglio provare a mettermi in gioco. Mi avrebbero già indicato “Fare business con facebook” e “Internet pr“, tu hai suggerimenti??? Magari anche blog specializzati, gruppi,… Grazie
Frency

Risposta dell’Arrotino:

Ciao Francesca,
Innanzi tutti congratulazioni per l’opportunità che ti sei guadagnata.
Per quanto riguarda suggerimenti hai già fatto quello che è il primo passo: domandare!
Infatti il bello di questo mondo è che “non siamo mai soli“… mai, basta chiedere e le risposte arrivano.

Dividerei l’intervento in due fasi:
Prima fase: Il mio primo suggerimento sarebbe quello di crearti un tuo “network” usando piattaforme come Linkedin (nella sezione answer puoi fare domande e la community risponde). Coinvolgi le persone che conosci, studenti, amici nella tua missione etrovane di nuove.

Ti faccio un esempio, se leggi questo articolo de l’Arrotino  noterai l’approccio che ho scelto. Domandare con Onestà e trasparenza e le risposte (come vedrai dai commenti sotto articolo) arrivano. Nella fattispecie, dovendo misurarmi con il mondo della bellezza (a me chiaramente sconosciuto) ho semplicememnte chiesto aiuto. Importante sarà comunque contribuire con le tue esperienze e ricambiare l’aiuto che ricevi (non puoi solo prendere, devi anche dare). Con molti di coloro che mi hanno risposto stiamo ora conversando e scambiandoci opinioni regolarmente.
L’ideale sarebbe quello di avere un tuo contenitore per le domande, un tuo blog per capirci, dove far convogliare tutte le risposte che ti arriveranno. Se non ne hai uno sono disponibile ad offrirti uno spazio sul mio (ha un ottimo ranking! quindi buona visibilità), se ti interessa ti do uno “username” e “password” e potrai inserire il tuo articolo (a tuo nome) come stanno facendo altri miei studenti.

La seconda fase
: Suggerirei di prenderti una settimana per fare esclusivamente “LISTENING”
Secondo me il primo passo per ogni strategia 2.0 è il LISTENING (Ascolto).

Se volete trovate una presentazione più dettaggliata qui.

Listening serve per capire le conversazioni che già avvengono nell’ambito di tuo interesse. Identifica le seguenti cose:

Di cosa si parla (alimentare cosa? Biscotti, pasta, ricette…) dove (forum, blog, facebook, youtube, twitter) Chi (chi sono le persone più attive in queste conversazioni), la concorrenza (quali conversazioni parlano della tua concorrenza, dove, in che modo, quali cose positive da replicare, e quali esperienze negative da cui imparare).
Preparati una scheda in excel e raccogli tutte le informazioni in modo ordinato. Alcune di queste persone potranno essere parte integrante delle tue strategie future. Lo ha fatto la Barilla con il Gruppo Facebook “Rivogliamo il Soldino” ed è un ottimo viatico.

Concludendo: Inutile secondo me “ragionare” su possibili strategie in Facebook, Blog, Internet PR senza prima aver visto quello che già è in rete. Usa invece le scoperte che farai per “prendere inspirazione” e “dimostrare” la fattibilità delle tue proposte future al management della tua ditta.   

Per quanto riguarda letture interessanti, FunkyBusiness Reloaded, Wikinomics ma c’è anche tanto altro materiale online assolutamente illuminante. Spero ti sia di aiuto, e se per te va bene, vorrei usare questo scambio di email per creare un articolo, in modo da condividere questi consigli anche con gli altri. Fammi sapere se per te può andare bene.
Ciao e fammi sapere come procede!

Approfondimento: Articolo di presentazione di un Progetto LISTENING

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11 marzo 2010 di 6 commenti