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La SQcuola Blog dei Preti Funky – Perchè no?

Premessa: Perché una SQcuola di Blog ?

I Social media stanno trasformando profondamente modalità e comportamenti collegate ad attività di fruizione di servizi ed informazioni, attività di acquisto e vendita prodotti, oltre che modalità di promozione ed advertising.

Una delle attività ormai consolidate in rete è l’utilizzo di strumenti Social Media per collegarsi con altri utenti (peer-network), ascoltandone opinioni ed esperienze. E’ innegabile che questa attività avrà un impatto diretto sul comportamento di acquisto online (selezione, raccomandazione, fiducia e infine acquisto) sempre maggiore. Questo processo spontaneo si sta ora evolvendo.

L’ evoluzione a cui stiamo assistendo coinvolge inevitabilmente le aziende, in quanto parte attiva del processo. Ciò significa che questi stessi navigatori sono ora sempre più desiderosi di collegarsi direttamente con aziende, marchi e management, secondo le medesime modalità di linguaggio, approccio e strumenti già radicate dal Web 2.0. Si apre quindi una fase di dialogo informale, emozionale, esperienziale e paritario a cui le aziende non possono sottrarsi; è un dialogo che rimpiazza le tradizionali comunicazioni aziendali a monologhi.

Per molte aziende questa è una evoluzione traumatica, in quanto non sempre le risorse interne riescono ad adattarsi a queste nuove dinamiche, rendendo difficile accedere in pieno alle enormi potenziali opportunità offerte dai Social Media.

E’ in questo scenario sociale che la “Formazione” diventa fondamentale per il rilancio della competitività delle aziende.

Strutturare le corrette strategie Social Media richiede competenze variegate che coinvolgono aspetti tecnici (utilizzo degli strumenti, visibilità e indicizzazione su motori di ricerca,), di approccio relazionale (comunicazione di contenuti in ambito emozionale, esperienziale e ricreativo), di modalità di presentazione (aspetto grafico e fruibilità) di divulgazione (Social tools e diffusione virale di contenuti) di disciplina (continuità di interazione, 24/7) e di Public relation (Reputation Management).

In questo scenario Blogging (l’attività di pubblicare contenuti ed opinioni) è l’attività fondamentale da cui partire, essendo il punto di partenza per qualsiasi strategia di Social Media Marketing.

Concludendo, la Scuola di Blog si propone di lavorare dal basso usando la “Formazione” per dare valore (competenze) e fidelizzare utenti nuovi acquisendo visibilità.

1) Creare un Network di Professionisti New Media 2.0 tramite l’offerta di valore “formativo” (competenze, casi studio, strumenti e dinamiche).

2) Creare visibilità attraverso la partecipazione proattiva: Creazione di una piattaforma sempre più simile a Linkedin per partecipazione, condivisione competenze (Banca delle conoscenze) e valutazione del merito bottom up (che emergono dal basso).

Commento dell’Arrotino: Nei prossimi articoli approfondiremo i contenuti del Corso e gli attori coinvolti. Questa è solo la premessa con cui inizia l’elaborazione del progetto. Sto coinvolgento altri Preti Funky, sia all’interno del gruppo che al di fuori. Il fine è quello di avere delle persone dannatamente in gamba che possano fornire supporto, valore e competenze a chi si avvicina a questo nuovo incredibile mondo 2.0. Il progetto è nato e sta muovendo i suoi primi passi. Iniziamo quindi a raccontare la storia dei suoi piccoli passi.

Se siete interessati a 1) fornire un contributo o 2) A partecipare ai futuri corsi come studenti. Contattate geomalfieri@gmail.com

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11 ottobre 2010 di Geom Alfieri 4 commenti

Diario di un Arrotino del Web

Voglio sporcarmi le mani!

Non sono un consulente, sono un Arrotino del Web. Non so dirti cosa devi fare, posso solo mostrarti, raccontarti cosa ho fatto e le lezioni che ho imparato. Insegno imparando da studente di Social Media quale sono. Non sentirete mai definirmi “Esperto” perchè domani ciò che conosco sarà gia vecchio. Diffidate degli esperti e seguite chi fa piuttosto che chi si eleva su pulpiti d’orati.

Non sono uno dei tanti consulenti impomatati ed incravattati che ti mungono come una vacca, facendo le cose che dovresti voler imparare a fare tu. Sono uno che si sporca le mani, che mettendoci la faccia, condivido le lezioni dei successi e anche dei fallimenti, cercando di non fare lo stesso errore due volte!

In questo Blog nato ad Agosto 2009 racconto storie; sono le esperienze che mi servono per fare meglio quello che faccio mettendomi in gioco. Racconto le storie di chi incontro, misurando il mio successo non solo dalle mie tasche, ma dal successo delle persone che ho incontrato in questo viaggio. Ogni tanto rileggo vecchi articoli e mi accorgo di quanto mi sbagliavo, ma vedo anche un percorso e lo condivido col sorriso.

Sono un Arrotino, da me non troverete nuove lame, affilo quelle che già avete, con le risorse di tempo, persone e denaro che avete a disposizione, perchè tutto è molto più semplice oggi… e chi vi dice il contrario sta solo cercando di vendervi qualcosa.

I Social Media sono conversazioni, opinioni ed esperienze e non sarà la tecnologia ad aiutarvi a partecipare, dovete imparare le 10 regole d’oro ed usare quello che siete, la passione che avete per quello che fate ed essere dannatamente veri ed onesti.

Veder nascere una storia e condividere la conoscenza e le esperienze che si incontra lungo la via credo sia interessante per chi legge più di ore di formazione aziendale. Il tutto in parole semplici, non per esperti specializzati, ma per chi si avvicina a queste nuove dinamiche esattamente come il sottoscritto.

Ricordate: Se non avete tutte le risposte, createvi un Network e fate almeno Buone Domande

Se volete collegarvi all’Arrotino del Web: Facebook, Linkedin, Twitter, Slideshare

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20 giugno 2010 di Geom Alfieri 1 commento

A Scuola con LEN: un’esperienza di successo nell’Istituto P.Giordani di Parma

Il tutto è iniziato ad ottobre 2009, all’interno di un Percorso integrato tra scuola e formazione professionale, realizzato dall’ Istituto P.Giordani in collaborazione con con alcuni docenti ed esperti di LEN Soc. Coop, in particolare Paola Ziliani, Andrea Alfieri, Anna Perna, Tiziana Caselli e Valeria Mazzoni.

La classe ha seguito lezioni su temi di organizzazione, gestione ed amministrazione aziendale. Nel corso dei mesi, i ragazzi hanno dato sfogo alla creatività e hanno messo in pratica le nozioni teoriche acquisite creando due vere e proprie aziende virtuali, con tanto di organigramma, logo, elenco di prodotti e servizi offerti e listino prezzi: Pixel Lab e Spray Life.

In particolare, Spray Life è stata creata come azienda di abbigliamento sportivo per ragazzi..e da qui è nata l’idea di visitare Erreà Sport Spa. Durante la visita didattica , i ragazzi hanno presentato le proprie idee direttamente a Luca Carra, direttore Marketing della nota azienda di abbigliamento tecnico-sportivo e a Benedetta Dazzi, dell’ufficio Marketing.

Per valorizzare l’impegno dei ragazzi e per illustrare alla Scuola il percorso svolto, la classe, insieme alla Prof.ssa di Economia Aziendale Elisabetta Giampietri e agli esperti di LEN Soc.Coop., ha deciso di organizzare un evento che potesse “urlare” a tutti cosa sono stati in grado di fare questi ragazzi!

Nella mattinata di mercoledì 26 maggio, nell’aula magna della Scuola Giordani, la Prof.ssa Giampietri ha introdotto l’evento ma poi la parola è stata interamente lasciata ai ragazzi, che hanno presentato il percorso svolto in aula, raccontando passo per passo gli argomenti svolti, come sono nate le loro idee, come le hanno sviluppate, chi è e cosa produce Pixel Lab, chi è Spray Life ed infine com’è nata la collaborazione con Erreà Sport Spa.

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Infine, l’evento si è concluso con un grande finale: una sfilata di capi di abbigliamento sportivo realizzati appositamente da Erreà con il logo Spray Life ed indossati dai ragazzi di 1’A: t-shirt, pantaloncini e accessori sportivi per uomo e donna. Il successo tra il pubblico, composto da altre classi della scuola Giordani e quindi da grandi consumatori di prodotti di abbigliamento sportivo, è stato davvero strepitoso!

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In conclusione, si può affermare che è stato un momento molto importante per la classe, perché i ragazzi hanno sperimentato le gioie e le fatiche di lavorare in gruppo, di veder crescere e concretizzare le proprie idee, affrontando le difficoltà ma anche le grandi soddisfazioni dell’ “imparare facendo”. Ouaer Oifa, una delle ragazze della classe, ha commentato: “Io stessa sono rimasta sorpresa da ciò che la mia classe è riuscita a fare. .. Spero anche che il lavoro svolto possa un giorno essere una vera azienda e che il nostro prodotto abbia successo”.

Complimenti ragazzi! Avete sperimentato cosa significa impegnarsi e vedere realizzati i frutti del proprio lavoro!

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17 giugno 2010 di Geom Alfieri 1 commento

Scuola ed Aziende – Prove di dialogo integrato

giordani-errea-004Devo ammetterlo, non sono mai stato uno studente modello… ero piuttosto ingestibile! Infatti mi ritengo ancora un “Prof” alquanto improbabile.

Per questo quando lo scorso settembre mi hanno proposto di affiancare la Prof di Economia Aziendale in una prima superiore dell’Istituto Giordani di Parma non sapevo se sarebbe stata una buona idea.

Lo chiamano “Percorso Integrato” e si propone di inserire dei professionisti al fianco delle docenti di ruolo per alcune ore alla settimana. Penso che l’idea sia quella di cercare di avvicinare sin da subito questi ragazzi al mondo che si troveranno la fuori. Nobile, ma tutt’altro che semplice con ragazzi di quindici anni.

Insomma da settembre l’Arrotino si è trovato in classe 29 adolescenti incontenibili che lo chiamavano “Prof“. Mi domando le risate che farebbero i miei ex compagni e professori se lo sapessero.

Ci sarebbe tanto da dire su come siamo arrivati, non è certo stato facile, e non ha certo funzionato con tutti, ma l’idea di creare un azienda in classe e confrontarsi con scenari, scelte e possibilità condite di responsabilità (hanno creato il proprio organigramma aziendale) e valutazione dei risultati ha dato ottimi frutti. Affiancare quindi un programma scolastico con azioni concrete, con un progetto!

giordani-errea-060Ed il nostro progetto ha vissuto una giornata importante nei giorni scorsi. Questa che vedete è una delle immagini che porterò sempre cara. Quei ragazzi che presentavano le proprie idee a Luca Carra, direttore marketing di un’azienda di cui sono fedeli consumatori (Erreà SpA). Le loro idee preparate in classe e messe sul tavolo, le domande e le risposte che generano un dialogo, interesse, curiosità tra pari (entrambe le parti volevano imparare una dall’altra).

Nella loro presentazione (sotto) i ragazzi hanno manifestato il loro desiderio di “poter personalizzare” i capi Erreà che indossano. Si sono focalizzati soprattutto sui pantaloni “Drake” del marchio, pantaloni e pantaloncini che un adolescente su 3 indossa regolarmente a Parma, proponendo soluzioni per magliette e felpe da abbinare.

Hanno denominato un azienda “Spray Life”, hanno creato un logo, fatto un analisi di mercato, e raccolto opinioni di coetanei attraverso un questionario fatto girare nella scuola. Hanno portato informazioni concrete su come loro “vivono” quei capi, e con questo sono riusciti a supportare le proprie proposte. Alcune proposte grafiche ed idee sono state presentate altre lo saranno presto. Si, perchè la storia continua; presto ci sarà un evento in cui presenteranno altre novità.

Erreà non si è trovata davanti dei semplici adolescenti disinteressati, ma dei clienti “propositivi” che spiegavano quello che volevano. Altro esempio di “Bottom up” quando le idee vengono dal basso. Luca Carra ed il suo team hanno capito l’antifona meglio di molti altri, bravi (e grazie!)

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Mi perdonerete il vezzo di 5 minuti di botta di Ego, ma è una bella soddisfazione per il “Prof Improbabile“. Ho semplicemente chiesto cosa ne pensavano e aiutati a fare ordine. Avendo avuto più tempo avrebbero fatto un lavoro ancora più spettacolare ma questo è solo l’inizio per loro. Ora sanno che le loro idee hanno un valore, devono imparare ancora tanto ma forse ora lo faranno un filo più volentieri, pensando che possa valerne anche la pena. Ora leggendo sul libro di testo cosa è un organigramma aziendale e a cosa serve, sono certo che avranno chiaro il concetto.

Nel frattempo io li ringrazio, dicendo che sono dannatamente orgoglioso di loro. Un grazie anche alla Prof Giampietri, al CESVIP ed a LEN per avermi “regalato” questa avventura.

Qui trovate

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15 aprile 2010 di Geom Alfieri 4 commenti

Reputation Management – Presentazione

9 aprile 2010 di Geom Alfieri Nessun commento

Come il moscerino e la lampadina

Ragazzi è un lavoraccio!

Mi sento come un moscerino che testardamente da testate ad una lampadina accesa

LampadinaQuando ho aperto questo blog mi ero ripromesso di raccontare la mia storia oltre che a condividere gli strumenti, le nozioni ed i progetti con cui lavoro. Oggi parliamo un pò delle frustrazioni dell’Arrotino del Web.

Da quando sono entrato in questo mondo fatato, consulente e formatore, mi sono misurato con delle sfide toste, ed ho imparato tanto. Facciamo un sunto:

Si sta provando ad accendere la luce. Il primo problema era quello di trovare degli approcci nuovi per creare consapevolezza nelle aziende sulla “necessità” (parola forte, ma rende bene l’idea) di avvicinarsi a nuovi strumenti, tecniche e linguaggi, allo scopo di integrare le loro attività di promozione sia su marketing tradizionale che sull’online (Social Media Marketing). Molto è stato pianificato, molto resta da fare (spesso per priorità altrui), ma devo dire che con i pochi strumenti i risultati sono incoraggianti. Alexa dice che il sito sta prepotentemente salendo di ranking. Questo consola ancor di più visto che non ho ancora iniziato ad usare tecniche SEO… ma al momento ciò che spinge il Blog sono semplicemente i contenuti! (Ottime notizie).

L’Arrotino, supportato dal Gruppo LEN, ha iniziato l’attività di “Evangelizzazione” Social Media, sia all’interno del gruppo che tra gli studenti dei miei corsi. Lo strumento scelto: Linkedin!

Sono nate discussioni attive su quali “strumenti” utilizzare per dare consapevolezza alle aziende italiane (vedi qui). Coinvolgimento concreto, su idee, progetti genera interesse, anche da parte di chi si occupa d’altro. Altri ne stanno nascendo, ve ne parleremo, ma ecco spuntare nuovi Blog come Una Finestra sul Web, o Il Mio Stage in LEN oltre ad interessanti discussioni su Linkedin che vanno a coinvolgere “professori” e “studenti” su idee e progetti concreti.

E qui si entra in un ambito che sicuramente sta generando la frustrazione dell’Arrotino… la necessità di abbattere il “conflitto di classe” e la distanza che sussiste tra “Professori” ed i propri allievi.

strategia oceano bluUna lettura che consiglio… è la seguente: “Strategia Oceano Blu – Vincere senza Competere.

Molti lo conoscono, bestseller mondiale tradotto in 37 lingue, come una nuova Bibbia Business. Altri lo disprezzano, perchè se gli autori avessero veramente colto nel segno… i loro “Ego” finirebbero in discarica insieme al loro vecchio modo di fare business.

ProfessoriE proprio perchè sono stanco dei voluminosi “ego” di professori auto-proclamati “saccenti del business” e della loro testarda battaglia a mantenere il proprio di-dietro legato alla Cattedra o alla commessa di turno, sono a suggerirvelo caldamente. E’ ora di cambiare strategia ma soprattutto, è ora di cambiare approccio. Volete fare business? Collaborate e smettetela di arroccarvi dietro a titoli e ruoli, il merito (ed il rispetto) si misurerà con le idee e la capacità di coinvolgere altri… non dalla vostra tariffa oraria o da quale prestigiosa rivista business ha pubblicato i vostri illuminati vaneggiamenti!

Non sorprende infatti che una delle discussioni aperte in LEN 2.0 affronti proprio questo annoso tema.

Comunque la luce è accesa, e l’ottimo oggettivo riscontro ottenuto sino ad oggi mi ragala ulteriore energia da spendere da qui in avanti. E’ il momento di schiacciare sull’acceleratore. Preparatevi.

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25 gennaio 2010 di Geom Alfieri 1 commento

Tra reputazione e pubblicità: la giungla delle aziende

Tutto iniziò con la pubblicità comparativa.

arrotino-boia (2)Erano gli anni Sessanta, America, e si era in pieno boom industriale: la concorrenza sempre maggiore, i competitors sempre più agguerriti e allora che fare?… Utilizzare la pubblicità in modo diretto confrontando apertamente un prodotto con un altro, mostrandone le qualità superiori, o più adatte al target prescelto. Ma poi non è bastato. Gli animi si sono accesi, la competizione è diventata più dura e così da semplice confronto si è scivolati nella denigrazione. Pesante. Bassa. Sleale. E a volte veramente eccessiva! Valorizzare un prodotto per venderlo non significa distruggerne un altro!

Poi oltre al prodotto perchè non prendere di mira l’azienda??! Ed anche questo è stato fatto.

Credo che da qui in poi si sia capita l’importanza di crearsi e mantenersi la reputazione. Naturalmente una buona reputazione! Perchè chi ne vuole una cattiva? Oggigiorno poi il consumatore è consapevole, sensibile e informato. E non solo: ha molte alternative!! Per tale motivo l’attenzione a tale tematica è diventata sempre maggiore. Poi ora c’è Internet: tutto alla portata di tutti!! Senza nemmeno rendersene conto ci si possono giocare anni di buona reputazione facendosi autogol. Cosi è accaduto anni fa alla Philips! Voleva dimostrare la sua trasparenza e la sicurezza di aver creato un buon prodotto, tanto da aprire un forum e lasciare i navigatori liberi di commentare il prodotto; putroppo ci fu una partita di merci con dei difetti e ovviamente i consumatori non facero passare sotto silenzio tale episodio… Fu un grosso caos, oltre che un grosso costo per Philips! Si impegnò pubblicamente a togliere dal mercato le macchine rotte – si trattava di forni- , e a sostituire quelle difettate ai consumatori.

Questa fu una grossa sfortuna per Philips, ma insegnò che era meglio un blog di un forum: col primo è primo è più facile gestire la risposta, dato che vi è un moderatore. In questo caso si trattò di vera e propria sfortuna, ma non è sempre e solo un caso se c’è qualcuno che parla male di un’azienda…

Ci sono siti come www.jobvent.com che raccolgono le opinioni di chi ha lavorato in varie aziende e spiega la propria esperienza, non sempre positiva. Gli attacchi fatti alle aziende sono spesso gratuiti o fomentati da chi in materia non ne sa poi molto, ma il fatto è che avvengono!!

Impararare a gestire e a monitore l’opinione che hanno gli altri di noi è fondamentale, per riuscire a mantenere un messaggio coerente e controllato. Non è vero che “l’importante è che si parli, sia nel bene, che nel male!”; l’imporatante è che si parli: se il messaggio giunge nella maniera sbagliata l’importante è correggerlo. Se invece si sbaglia l’importante è scusarsi nella maniera più sincera possibile e far in modo che i disguidi o i misunderstanding accadano il meno possibile.

E allora sì! Che si parli pure!!

Articolo disponibile sul Blog di Chicaline

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4 gennaio 2010 di Chicaline 2 commenti

Hasta Social Media Siempre!

Copio – incollo dai commenti al Corso Interno LEN 2.o. Anche le osservazioni di Paola Ziliani sono estremamente interessanti e meritano uno spazio tutto loro. Giusto ragionarci sopra… Se Social Media fosse la tanto attesa arma finale per una Rivoluzione, Democratica o anarchica, dipende dai punti di vista. La perdita di controllo di chi ha esercitato ruoli egemoni controllando le informazioni e chi le riceveva, è un dato di fatto. Gramsci ne parlava nelle sue lettere, per divulgare le informazioni occorreva “educare” i lavoratori. In fondo la divulgazione della Riforma Protestante sarebbe mai accaduta senza l’emergere della “stampa”? Il fatto che queti strumenti possano veramente rivelarsi un’arma democratica è tutto da scoprire, ma le osservazioni sono interessanti.

Che guevara Social MediaCaro Arrotino,
riporto qui in breve (..o almeno, ci provo..) due riflessioni socio-psicologicheche ho elaborato in seguito all’incontro di ieri sera..frutto della mia deformazione professionale
La prima riguarda un articolo che ho letto qualche giorno fa, di
Manuel Castells, sociologo spagnolo, in cui dice: “Se possiamo collegarci alle nostre reti di comunicazione e da lì alle reti di tutto il mondo, possiamo organizzare manifestazioni e diffondere proclami. I governi sono indifesi di fronte alla capacità di mobilitazione dei cittadini, come dimostrano i movimenti di opinione che hanno provocato dei cambiamenti politici in Spagna, Filippine, Corea, Ucraina, Ecuador e Thailandia.”

I social media non sono solo strumenti di marketing emozionale potentissimi o collegamenti referenziali tra professionisti di LinkedIn o strumenti di diffusione di una cultura e di una informazione più democratica (anche se, come dicevamo ieri, perfettibile) , ma sono anche “voce” di chi vuole comunicare e farsi sentire, come le class action americane.. ma anche molto di più! Si sa che le dittature hanno interesse a mantenere il popolo nell’ignoranza, perché se tu-popolo non sai che può esistere un mondo diverso da quello in cui vivi, non ti verrà mai in mente di ribellarti e vivrai nella convinzione che è bene rimanere dove sei per evitare che sia anche peggio di così. Ebbene, con i collegamenti facilitati dei social media, è quasi impossibile non sapere come si sta dall’altra parte del mondo…e allora? E allora diffondere e far sapere ciò che non va di un governo, un paese, una guerra,.. diventa il nuovo modo di fare manifestazioni e di fare informazione. Una grande rivoluzione..perfettibile anche questa..ma è già tanto.

Seconda riflessione: abbiamo detto che il 2.0 dà importanza ai commenti, ai voti degli utenti, .. un articolo che non è commentabile è meno interessante e se leggo un articolo di un blog poi leggo anche tutti i successivi commenti, per farmi un’idea migliore sul tema e sono spinta a “dire la mia” per poi andare a leggere le risposte che ricevo.
Questo a mio parere fa riflettere sul fatto che i social media funzionano e sono estremamente accattivanti ed efficaci perché soddisfano uno dei bisogni fondamentali dell’essere umano: il bisogno di riconoscimento, di attenzione (l’attenzione è il più potente rinforzatore sociale!), di realizzazione e volendo anche di affetto, autostima,… molti bisogni che si trovano nella 3’ e 4’ fascia della famosa piramide dei bisogni di Maslow. Hai presente? Ovvio che avranno sempre più successo rispetto ai siti porno per adulti..(come dicevamo ieri sera), perchè questi soddisfano “solo” bisogni di 1’ fascia! Bisogni che sono sempre più soddisfatti con facilità in una società del benessere come la nostra (almeno in occidente, ovvio)..mentre quelli più difficili da soddisfare e quindi ricercati con maggiore tensione sono quelli di fascia alta!

Grazie per l’attenzione e in bocca al lupo per la lezione di venerdì! ti auguro che l’aula sia simpatica come lo era la nostra di ieri sera!

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9 dicembre 2009 di Geom Alfieri 2 commenti

Ragionando sui Social Media – Attenzione alla Posologia

Copio – incollo dai commenti al Corso Interno LEN 2.o. Le osservazioni di Luigi Gaibani sono estremamente interessanti e meritano uno spazio tutto loro. Giusto ragionarci sopra… Se Social Media fosse una medicina… quante goccine vi prescrivereste?

posologia Social mediaCarisimo Arrotino,
venerdì 4 dicembre, per me, ha preso il significato di una data dove, nel tempo di 3 ore e come non succedeva da tempo, ho avuto il pregio di conoscere aspetti “comunicativi” di grande rilievo e che diventeranno sempre più strumenti di conoscenza del domani.
E bravo “arrotino” …. hai saputo riaffilare una “lama” che da tempo aspettava “nuovi scenari”.
Incredibile .. Fantastico .. sono le due parole che nel tragitto di ritorno dalla sede LEN alla mia abitazione, più volte ho esclamato.
Chi da da sempre ha tratto dal proprio essere “curioso” (delfino curioso …!) le motivazioni per migliorare i rapporti con gli amici e la famiglia, per innovare la propria professione …. caro Andrea, ascoltare le tue parole, osservare quanto proiettavi sulla parete …. veramente di grande interesse.
RSS …. per email ti arrivano le news …. trendsmap … di che cosa sta “parlando” il mondo …twitter …. sopra ogni rete ….. con poco ti senti parte di una “comunity” … senza barriere, prevaricazioni, “dittature” di sorta.
E’ un medicinale … leggere attentamente le istruzioni!!! —— Possiamo dire che la rete è un medicinale?
Fa crescere il sapere delle persone …. aiuta ad “aprire gli occhi” …. ci fa pensare …. ci vede interattivi con chiunque …. quante cose belle ed interessanti che hanno un solo aspetto in comune: sono rivolte alla nostra persona.
E allora, come nelle medicine, una assuefazione al “prodotto” rischia di far perdere di vista il “quotidiano” fatto innanzitutto di rapporti “umani” con chi ci sta intorno.
La “posologia”: abbiamo la fortuna di vivere in un’epoca unica …. questi strumenti ci aiutano ad aumentare le “conoscenze” e, tra queste, anche quelle legate all’interpretazione dei bisogni delle persone, alla capacità di interagire con esse, alla solidarietà… a non far sentire soli nessuno.
Grazie Andrea per avermi permesso di conoscere nuove cose.”

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7 dicembre 2009 di Geom Alfieri Nessun commento

Il Potere della "Community" – siete sicuri che sia meglio restare isolati?

Qualcuno ultimamente mi chiedeva quali fossero i vantaggi tangibili di esser parte di una “comunità”. Costa tempo prezioso ed è dispersiva e difficile da focalizzare. Ne parleremo ancora, potrei perdermi in una lunga lista di vantaggi ma preferisco lasciare spazio alla vostra immaginazione suggerendovi di perdere qualche minuto a guardare questo video.

La natura offre spesso spunti interessanti… un bisonte da solo può veramente poco contro Coccodrilli e Leoni vero? E se il bisonte non fosse solo? In 8 minuti un bell’esempio su cui riflettere… per decidere se forse è il caso di pensare ad accrescere ed utilizzare il nostro network

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21 ottobre 2009 di Geom Alfieri Nessun commento