Posts Tagged ‘interactive marketing’

La Scuola di Blog dei Preti Funky

Ciao Arrotini!

Siamo in ebollizione qui in LEN ed abbiamo in questi giorni concordato di dare il via ad un progetto sperimentale gratuito per presentare nel 2011:

La prima scuola a distanza in Italia per diventare dei Blogger. Funky Rev Inc.

Il progetto prende le mosse da un progetto già intentato negli anni scorsi, www.funkyrev.com e da alcune idee originali emerse e racchiuse in www.arrotinonet.com [figlio della collaborazione con il Gruppo LEN]

Abbiamo le idee chiare, ma vorremmo mediare e strutturate insieme ai docenti di LEN Soc. Coop. ed agli utenti e studenti dell’Arrotino del Web un progetto che diventa a tutti gli effetti il Centro di Formazione Multimediale che ospita questo progetto sperimentale.

Sintesi.
- Presentazione del progetto in presenza fisica a Milano, Bologna e Firenze entro marzo 2011.
- Iscrizioni libere con selezione meritocratica di 30 allievi
- 2 soli incontri in presenza fisica di apertura e chiusura corso
- www.edotto.it come piattaforma per l’erogazione dei contenuti del corso
- Esame finali con rilascio di attestato e bollino blu di blogger
- Tutoraggi on line e lezioni sincrone con strumenti di multivideoconferenza messi a disposizione da LEN System Srl
- Segreteria Organizzativa e Didattica LEN Soc. Coop.

L’Arrotino si è preso l’impegno di presentare, durante la Convention di Natale, il progetto facendo un prelancio nazionale tra di noi. Questo è quindi il momento di ragionare su contenuti e temi di vostro interesse.

Obiettivo dell’Arrotino del Web è quello di fare emergere il talento di individui meritevoli, fornendo strumenti, esempi concreti, condivisione di esperienze e, perchè no, sfide aziendali con cui misurarsi.

Per contro, in ottemperanza al principio di totale trasparenza, il Gruppo LEN e le aziende che hanno manifestato il proprio interesse, è quello di avere la possibilità di fruire di talenti giovani e energici nel campo della produzione dei contenuti testuali per il web e per il marketing reputazionale.

Nulla è fine a se stesso, la vera sfida è mettere in contatto domanda ed offerta, con da un lato aziende che faticano ad adattarsi a nuovi approcci comunicativi 2.0 e dall’altra individui meritevoli che faticano ad acquisire visibilità ed opportunità.

Voglio portare questo progetto in ogni aula in cui mi confronterò. Voglio spiegare che ciò che mi spinge non è mero interesse commerciale, ne tantomeno il bisogno di sfruttare le speranze di persone per accrescermi l’ego e cambiare macchina.

Sono sempre stato un “Evangelist” sulle opportunità che stanno emergendo coi Social Media e per me questo è la naturale evoluzione delle parole che ogni giorno pronuncio in aula. La differenza è una sola: dopo tante parole voglio fare fatti concreti, utilizzando le strutture e le risorse di chi lavora con me per offrire opportunità concrete a chi vorrà avvicinarsi alle mie folli idee.

Liberi di crederci o meno, ma per me è importante essere onesti e trasparenti nello spiegare. Nessuno vi “sfrutterà” o “chiederà piaceri” o imporrà una linea di condotta che esuli dai punti sotto indicati:

Punti base:

  1. Nessuna gerarchia, (i Preti Funky rispondono alla comunity con la propria reputazione e il merito del proprio contributo)
  2. Totale, onesto e libero scambio produttivo (Con eccezione a inutili volgarità, ogni commento dovrà esser produttivo e costruttivo)
  3. Il baratto delle competenze (insegno ciò che so ed imparo ciò che voi sapete)

Questo progetto nasce oggi, e la prima opportunità è quella di collaborare alla sua definizione e condividere sin dai primi passi, partendo da ciò che abbiamo già sperimentato sinora.

Le persone hanno bisogno di valori condivisi attorno al quale decidere di mettersi in gioco, questa presentazione racconta i Valori di Funky Rev definiti oltre 2 anni fa da 12 Preti Funky milanesi:

Che ne pensate?

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5 ottobre 2010 di Geom Alfieri 2 commenti

Social Media – sustainable engagement

I had the privilege to work on a Listening Project with Davines, the family-owned hair care company known for it’s unique balance of beauty and sustainability.

27 years in the making, from a small courtyard in Parma (Italy) they can now count on 60 countries’ and offices in Parma, New York, Paris, Mexico City and London.

Additional expansion projects are on the horizon for 2010 as Davines will work to inspire and attract a larger global community. Clearly Social Media was not something they could ignore, but, unlike their competitors, their approach was clever and thoughtful. I honestly dig that!

Initially Education was paramount! Just like their products are created in-house, in a sustainable and honest fashion, they understood that their SMM approach had to reflect the same pattern.

Rather than getting out-sourced consultants and agencies to do the work on their behalf like most lazy companies wrongly do, they took a different path. They started organising training sessions for their employees (30 hours training in 2 months). This is where I got involved and why I’m not just promoting a brand but telling a real story based on firsthand experience.

Just like Chucksblog wrote telling EMC journey into Social Media:

It’s all about Proficiency! “We had to help our employees become comfortable and proficient at all this social media stuff — not only the tools, but the skills, behaviors and attitudes that are oh-so-important

After all, they will be the one taking it forward, and no external consultant will ever know “how to tell honest Davines’ stories” like they could.

The second phase was a Listening Project. I use to say “Let’s take a picture of what is going on online” then we can make informed decision on a strategy.

Listening: Who is talking about the brand, where, and what are they saying? Who is influential? Which Social Media tools are they using? And while we were at it… let’s have a look at what our competitors are doing and learn some good lessons.

This phase is now over, the findings have been shared among staff employees (not kept secret and solely accessible to Management) and all are participating and contributing to the decision making and next steps, according to the time and resources actually available. That’s an excellent way to engage! Slow but sustainable and steady progress.

Management kept regular informal meetings (Piadina party) whereby staff could share findings and discuss “what to do next“. According to their respective roles and responsibility each of them had a clear understanding of the tools available and their application for business purposes. I am fairly confident that each participant will make the most of Social Media; whether their angle is education, branding, PR Communication, event organizing, partner search, promotion, Facebook, Twitter, YouTube, blogging or else.

By so doing Davines are “Using Social Media to change their internal cultures” just like Best Buy, GE and EMC did only few months ago(see Jeremiah Owyang article on that).

It’s common sense, and Davines proves that it is not an exclusive prerogative of a Major Corporation with a large budget.

It’s smart business, economically viable, sustainable, transparent and participatory. I dig that!

Forget paying Bloggers for “Product placement and good reviews“, forget paying for good traffic ranking, or SPAM intrusive advertising, forget “push” marketing that despise the values-pillars of Web 2.0.

Davines are gently knocking at Social Media’s door, learning the rules, and they will in time find their own audience through dialogues and participatory activities, emotional and experiencial, that reflect both own and Web 2.0 values.

I know what you are thinking, but let me tell you again that this is an honest story and an example to follow! First time in my career as a consultant that I learnt more than what I taught ;-)

To conclude, here’s an amazing video that Best explain “Innovation, as a learning Process”

Innovation as a Learning Process from Roger Shealy on Vimeo (grazie a Stefano Principato per la segnalazione)

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16 aprile 2010 di Geom Alfieri Nessun commento

Strategie Social Media – La riscossa del "Perchè no?"

Buona giornata a tutti,

Oggi prendo uno spunto da una lezione di ieri sera, dove parlando con Rosario, Francesca RS, Andrea, Francesca DN e Rossella abbiamo discusso sull’avvento di nuove organizzazioni pseudo-aziendali che stanno emergendo: Peer to peer Collaboration, Social Business, Bottom up-Prosumers (ConsumAttori) Community e networked business, Self organizations, Crowd funding.

Il punto è semplice, stanno cambiando le regole del gioco e chi prima o chi dopo dovremo tutti considerare questi cambiamenti ed adattare le nostre risorse nel modo più adeguato alla nostra struttura aziendale. Si parte da un presupposto: Il cliente vuole davvero una esperienza integrata con una azienda (Warfield).

arrotino-gorillaIn questa situazione di transizione tra il Medio Evo e il Rinascimento 2.0 dominano le idee! Spesso sono quelle che ad un primo impatto possono sembrare delle assolute idiozie a produrre i risultati migliori.

Vediamo alcuni esempi di Rinascimento 2.0 in questo senso e ragioniamoci:

BStripe (così come altre aziende) ha aperto una sezione per assistenza clienti su Facebook!!! Ma dico, sono dei pazzi? Ma non significa che tutte le lamentele di clienti insoddisfatti saranno in bella vista nelle bacheche di migliaia di altri clienti?? E’ un idiozia non trovate? Eppure l’hanno fatto! Hanno oltre mille iscritti. Immagino la riunione direzionale in cui qualcuno ha lanciato l’idea, immagino i presenti che scoppiano a ridere pensando che stesse scherzando… e immagino qualcuno che nell’ilarità generale pronuncia sottovoce queste parole. “E perchè no?..” Risultato: Percezione di trasparenza, mettersi in gioco, velocizzare le comunicazioni e responsabilizzarsi. Questa è la classica “idiozia geniale” altro che no!

Vodaphone ha aperto un Blog “Storie da 190” nel Vodaphone Lab (laboratorio di idee) in cui raccontano i personaggi, le storie e la quotidianità di chi lavora nel loro Call Center. E’ un idiozia incredibile vero? A chi frega delle persone che normalmente chiamiamo quando siamo imbufaliti con problemi tecnici, ed i clienti potrebbero anche sentirsi presi in giro. Immagino la riunione direzionale in cui esce la proposta …e immagino qualcuno che nell’ilarità generale pronuncia sottovoce queste parole. “E perchè no?..” Risultato: Se ne parla in rete (promuove valori di trasparenza e autenticità), personalizza il servizio, non più fredde voci disinteressate da remote località rumene, ma storie di individui veri con problemi e difficoltà come tutti. Altra idiozia geniale!

L’ATAC (Azienda Trasporti Pubblici di Roma) ha sperimentato un servizio clienti con Twitter. Ce ne parla Markingegno nel suo articolo. Ogni cinguettio di utenti collegati si riversa su altri migliaia di clienti. Visti i ritardi, i problemi, interruzioni di servizi e inadempienze generali l’ATAC rischiava molto ad esporsi così. Ma come sempre qualcuno avrà pensato “Perchè no?”. Risultato: Beh, leggete voi qui e qui. Queste sono esperienze di clienti, statisticamente i migliori veicoli per promuovere un servizio. Altra “idiozia geniale”.

Ce ne sono molte altre, le racconteremo. Ma è importante pensare con una testa nuova in un mondo che cambia. Dell (multinazionale) ha 80 persone dedicate esclusivamente a Twitter, e conferma che questo strumento ha regalato oltre 1 milione $ di ricavi addizionali

Quindi siete pronti ad usare le vostre nuove parole magiche quando studiate le strategie aziendali?… ripetete con me… “Perchè no?”

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27 novembre 2009 di Geom Alfieri Nessun commento

Blog come strumento business – Che roba è?

“Blogging” (scrivere su Blog) è il Pilastro portante di Social Media Marketing.

Social Media Marketing si basa sulle famose “4 C”: Contenuto, Contesto, Connettività e Comunità (scimiottando le 4 P di Kotleriana memoria, product, place, price e promotion).

Il grande errore che molte aziende fanno è quella di puntare direttamente a strumenti come Facebook (Social Media) o Twitter (Micro-blogging) o YouTube (Video cast) semplicemente mettendo qualche stupido banner o video pubblicitario e sperando che del business si materializzi con l’intervento divino. Spreco di soldi e tempo, ma soprattutto un’opportunità gettata al vento.(Cit.)

Il mio consiglio invece è quello di procedere per gradi, seguendo un ordine logico e strategico che contempli le 4 C fondamentali per Social Media Marketing. Infatti, in una ideale gerarchia di strumenti a disposizione, (che vedremo), Blogging è lo strumento più potente e penetrante per creare “Contenuto, Contesto, Connettività per arrivare infine ad una Comunità di utenti fidelizzati”.

I guru Americani ci spiegano che per costruire una qualsiasi strategia di interactive Marketing (Interazione diretta online con potenziali clienti) si dovrebbe partire dalla posa di questa prima pietra. Tutto segue da li…

CesareCadeoI poster statici e i monologhi di Cesare Cadeo hanno costi alti e bassissimi “Ritorni”. Online infatti è un gioco alla pari Aziende-clienti, dove utenti non subiscono più passivamente ma interagiscono, dialogano alla pari. Un banner è un insulto per questa gente! Ogni approccio dovrebbe sempre partire da contenuti.

Cosa è un Blog?

Un Blog è un sotfware, l’evoluzione Web 2.0 di un diario di bordo e permette a chiunque di postare (scrivere) contenuti di qualsiasi genere, solitamente con piglio informale e diretto. Articoli e contenuti si susseguono in ordine cronologico e resteranno sempre online (a meno che non decidiate il contrario, il controllo è vostro).

Ma è un sito Web?

No è differente; in meglio! Un Blog si differenzia dai normali siti web per le seguenti ragioni:

1) E’ laborioso pubblicare o modificare contenuti in un web site, nei blog è questione di secondi ed è estremamente facile (non serve una laurea in informatica).

2) Software per blog sono gratuiti e pratici. Noi consigliamo: http://it.wordpress.com/ dategli un occhiata; è più semplice di quel che si pensi. E’ inoltre possibile strutturare un Blog come un sito Web, godendosi i vantaggi qui sotto:

3) Google ed i motori di ricerca AMANO piattaforme Blog, a differenza di molti siti web. I motori di ricerca vengono informati ad ogni aggiornamento, inoltre si ha la possibilità di lavorare con collegamenti url esterni.Inoltre ad ogni articolo si associano TAG (parole chiave) che saranno sempre ricercabili anche in futuro. Ottimi quindi sia come risultati “organici” che per promozione “Siti Sponsorizzati di Google”. Se fatto bene, questo permette di acquisire velocemente visibilità e traffico e mantenere alto l’interesse e “ranking” in ricerca. Fatevi consigliare all’inizio, una volta capiti i trucchi lo farete da soli facilmente.

4) I Blog hanno delle funzionalità potenti per divulgarne i contenuti, fidelizzare un alto numero di lettori interessati, aprire un dialogo diretto con loro (attraverso commenti, raccomandazioni e coinvolgimento). Difficile trovare strumenti altrettanto potenti in un normale sito web.

5) I Blog portano i vostri contenuti (interessanti) in giro per l’etere senza che voi muoviate un dito. Se i contenuti interessano, saranno i vostri stessi clienti a spingere il Blog in modo virale, anche usando strumenti che voi non usate, portando il vostro Brand in luoghi nuovi, gratuitamente. Esistono “plugins” per automatizzare la notifica di nuovi contenuti in strumenti di Social Media (noi consigliamo http://sharethis.com/)

6) I Blog sono dialoghi, modi per interagire con potenziali clienti, strumenti spettacolari di “Test Marketing” o “One to one marketing” . I feedback dei vostri clienti arrivano autentici, spontanei e veri e diventano una risorsa invidiabile per la vostra pianificazione strategica.

Iniziate ad organizzarvi per aprire un BLOG! Lo ha capito anche il Cardinal Ruini e il Vaticano!

Nel prossimo articolo parleremo di come iniziare ad usare un Blog.

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8 settembre 2009 di Geom Alfieri Nessun commento

Marketing e-mail – Consigli e proposte – part 2

Greetings!

Continuiamo la nostra missione di creare una Marketing email di tutto rispetto. Il mio capo inizia a scalpitare ;-)

Precedentemente abbiamo deciso di utilizzare un approccio molto Web2.0, informale, amichevole, autentico e perchè no… divertente ed un filo irriverente. Si scontra contro una prassi iper-formale tipica italiana ma siamo pronti al rischio, convinti che se un offerta è valida il lettore ci perdonerà ed apprezzerà.

Abbiamo poi deciso di scrivere a titolo personale per poterci permettere un filo di ironia in più. Il concetto non è nuovo, rendere il Business una storia personale è un approccio usato recentemente per i polli di Amadori e pure dal Signor Rana che ti viene impunemente a mangiare i (suoi) tortellini a casa tua. Se funziona per polli e tortellini magari ho una possibilità anch’io!

Poi abbiamo delineato i contenuti dell’offerta e la missione che mi prefiggo, perchè il lettore è già prevenuto in partenza e se non coglie immediatamente lo spirito ed il valore aggiunto che offro siamo finiti… e non potrò cambiare la Punto del 2000 ancora a lungo.

Ora ragioniamo sul mio nemico giurato: La lunghezza
Qui sono alquanto in braghe di tela. Le cose da dire sono tante, troppe ed il rischio di dilungarmi è altissimo. Infatti gli esperti ci dicono che sono pochi gli utenti che leggono per intero il testo dell’e-mail. L’e-mail si presta a un tipo di lettura a livelli.

LIVELLO 1 – Prima di tutto si inizia dall’intestazione, che il nostro mailer ci fa vedere appena arriva il messaggio. Il mittente e l’oggetto dell’e-mail sono già importanti per decidere se aprire o meno la lettera. Ouch!

LIVELLO 2 – Se si decide di procedere, normalmente si leggono le prime righe, non più di 2-3 periodi, prima di prendere una nuova decisione. Questo spazio equivale, più o meno, a quello mostrato da una visualizzazione d’anteprima in un mailer. A questo punto, l’utente decide se la questione è di suo interesse. Può optare per spedire la e-mail direttamente nel cestino oppure leggerla (magari subito oppure in un secondo tempo, trattenendola intanto nella inbox).

LIVELLO 3 – La lettura fino alla fine del testo. Anche in questo caso, non si dimentichi mai che l’utente può decidere di abbandonare in qualsiasi momento la lettura. Ciò avviene in particolare per i testi troppo lunghi e per quelli incapaci di suscitare il benché minimo interesse.

LIVELLO 4 – La lettura completa, cioè oltre la fine del testo. Una volta terminata la lettura dell’e-mail, l’utente ancora può decidere se fermarsi qui o procedere oltre, andando ad approfondire veramente la questione (sul sito Internet oppure magari in un allegato, anche se questa scelta non è consigliabile). E’ qui che li voglio portare ed userò questo Blog per farlo.

Certo! Il Blog stesso dovrà aiutarmi ad accorciare la lunghezza della mail, attraverso una serie di link url con approfondimenti.

Come comporre l’e-mail quindi?
Alla luce delle considerazioni fatte sulla lunghezza, per superare il primo scoglio del Livello 1 ci serve un Oggetto spettacolare.

Ne parleremo specificatamente nel prossimo articolo, perchè l’oggetto merita spazio ed attenzione. Vi anticipo solo una prima idea:

“E’ arrivato l’Arrotino Virtuale 2.0 – LEN”

Vi piace?

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20 agosto 2009 di Geom Alfieri 3 commenti

Un email di presentazione che funzioni… ragioniamoci

Mi sento un pò come il protagonista di Alta Fedeltà (High Fidelity) quando racconta l’arte del preparare una cassetta musicale perfetta.high fidelity

Ho la mia lista di contatti davanti, in teoria dovrei contattare i responsabili Marketing di ogni ditta. Ma come profilare una comunicazione generica per tutti? Impossibile, bisogna personalizzare il contenuto o almeno parte.

Cerco spunti nei vari siti che offrono suggerimenti per la “lettera di presentazione perfetta” ma sono troppo formali per Web 2.0. Le comunicazioni online sono diventate dannatamente informali ultimamente I guru di Interactive Marketing Americani spiegano che l’impronta da seguire è informale, amichevole, autentica, divertente ed un filo irriverente.

Il primo rischio che affrontiamo è quello di essere cestinati dopo la lettura di 3 righe come SPAM indesiderato. Quei maledetti che mandano pillole di Viagra a pochi euro ci stanno rovinando. Dobbiamo fare i conti anche con loro. Quindi nelle prime tre righe di introduzione deve leggersi il valore aggiunto e la “serietà” del messaggio ed una chiara “Call to Action” (cosa fare).

Inoltre, come insegna il Micro-Blogging, l’email non dovrebbe essere lunga. A questo scopo possiamo inserire link a pagine di approfondimento fecendo però attenzione: alcuni server aziendali riconoscono email con url (link) come SPAM, non bisogna esagerare.

Cos’altro?

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7 agosto 2009 di geekspa Nessun commento