Quando si parla di internet applicato al business, avere il pollice opponibile è un lusso che pochi possono permettersi. Darwin sarebbe seriamente preoccupato dello stato evolutivo delle nostre imprese, forse anche rassegnato che la teoria dell’evoluzione (la sopravvivenza del più forte e di chi evolve su coloro che non lo fanno) più che la Crisi finanziaria possa fare piazza pulita. E’ infatti innegabile che nel mondo stanno emergendo nuovi modelli aziendali le cui nuove funzionalità sembrano essere assolutamente sconosciute ai più da queste parti.
Potremmo parlare di Bio-Economia (bio-mimicry), di crowdsourcing, di partecipazione e condivisione di rischi e costi, ma non ci spingiamo tanto avanti. Parliamo quindi di come fare i primi passi nel mondo dei Social media.
Nel mondo del business americano la tendenza crescente per aziende di ogni livello è quella di utilizzare “Blogging” per supportare e promuovere le proprie iniziative di business.
Mesi fa avevamo anticipato questa tendenza parlando di Social Media Marketing (SMM), ma anche di Search Engine Marketing, online reputation management (ORM) e Search engine optimization (SEO): Blogging è il punto di partenza!
Uno dei grossi errori che le aziende fanno avvicinandosi ai Social Media è quello di “scegliere” un’area di intervento piuttosto che un altra senza prima avere le idee chiare.
C’è chi decide di intervenire modificando il sito per esser più ricercabile (attività SEO costano un botto), chi preferisce investire il budget pubblicitario per campagne SEM con Google (SEM, sono pagliativi temporanei e non una strategia a lungo termine). Poi ci sono poi consulenti senza scrupoli (Sharks in suits) che convincono gli sprovveduti responsabili Marketing aziendali a costruire Landing pages e gruppi in Facebook, o farsi fare dei costosissimi piani di comunicazione, magari facendosi pagare per una manutenzione mensile a peso d’oro.
Dico quello che penso: Solo i pigri e gli incompetenti al giorno d’oggi esternalizzano attività online. Solo degli sprovveduti preferiscono pagare estranei per comunicare con i propri clienti usando strumenti gratuiti che sanno usare anche i bambini.
La scusa di non avere tempo da dedicarvi è ormai obsoleta. Social Media ha un importanza strategica fondamentale e deve essere ormai considerata un’attività prioritaria. La vera moneta di scambio è il “tempo” e ogni manager responsabile trova le risorse all’interno del proprio team, se solo vuole, se solo è capace di fare il lavoro per cui è pagato. Quindi evolvete o morite! (è una promessa).
Evolversi significa imparare, formarsi, chiedere, capire, costruirsi un network ove potersi confrontare, ove raccogliere idee e testarle.
Fare una campagna pubblicitaria per calmare l’ego e la coscenza di imprenditori incompetenti non porta frutti. Capire che avere un sito statico con tanto traffico ma che non produce risultati è un peccato mortale, perchè è come avere super-poteri e non usarli; basterebbe veramente poco per tramutare quel traffico in risultati sorprendenti, basta volerlo. Capire che un sito non può più essere un poster statico è vitale.
Quindi l’invito è chiaro… capite come funzionano i Social Media, capite come sono emersi, i loro valori portanti, le regole da seguire. Telefonatemi e ve le dico io in 10 minuti… ma smettete di bombardarmi di spam inutile!
Queste cinque aree di intervento Social Media Marketing (SMM), Social Network Marketing (SNM), Search Engine Marketing, online reputation management (ORM) e Search engine optimization (SEO) sono molto più collegate di quello che sembra. Sono strumenti/attrezzi dell’Arrotino (che affila le lame marketing che hai) e sono disposte nella cassetta degli attrezzi di ogni buon addetto marketing, insieme agli strumenti tradizionali come Comunicazione, branding, promozione, prezzo, marketing territoriale, pubblicità (grazie comunque Kotler!).
Sono strumenti che non sostituiscono il vecchio ma che ne integrano i processi portando dei risultati concreti in tempi più rapidi, ma si parte sempre da un microfono ed un audience.
Il microfono è lo strumento dell’azienda per comunicare con il mercato, come un tempo erano rassegne stampa, fiere, pubblicità, cataloghi. Un tempo i monologhi aziendali si riversavano su ignari ed inconsapevoli consumatori, oggi le comunicazioni aziendali sono circondate da migliaia di comunicazioni di quegli stessi clienti (la voce dell’azienda in mezzo alle voci di chi compra). Ciò che cambia è il fatto che online il 14% degli utenti crede a ciò che dice un azienda (pubblicità), mentre il 78% crede in quello che dicono altri utenti perchè percepiti come trasparenti, obiettivi e veri (senza secondi fini). Per questo Blogging è la risposta:
1) Aprire ed integrare un blog esterno al sito istituzionale è una necessità insindacabile.
2) Avere una comunità di utenti soddisfatti su cui poter contare è l’altra chiave di successo.
Abbiamo già suggerito alle aziende di capire in fretta che la comunicazione aziendale deve allinearsi a questo nuovo mondo, alcuni lo stanno facendo bene e stanno costruendo il business di domani senza sforzi preparando un futuro roseo. Alcune aziende illuminate stanno muovendosi utilizzando workshops e sessioni di training per formare il proprio personale all’utilizzo di nuovi media. Altre stanno facendo passi ancora più intelligenti come quello di iniziare dei progetti localizzati di Listening, per scoprire prima ancora di muoversi in un mondo nuovo, chi parla, come parla, dove parla, cosa dice, che linguaggio usa, cosa fa la propria concorrenza.
Definite risposte a queste domande, pianificare una strategia ad hoc diventa semplice ed efficace.
“Evolversi o morire” può suonare un esasperazione, ma per molte aziende siamo veramente alle soglie di uno scatto evolutivo importante, di stile Darwiniano che richiede coraggio ed intelligenza.
Fate le vostre mosse!
Foto courtesy of: Il Nuovo giornale di Modena
I vostri commenti