Posts Tagged ‘Geomalfieri’

La rinascita Sociale del Visual Marketing

Wikipedia ci ragala una definizione dettagliata del Visual Marketing:

Il prodotto e la sua comunicazione visiva diventano così inscindibili e la loro fusione raggiunge un pubblico, influenzandone e determinandone le scelte (in un meccanismo comunicativo di persuasione)

Volendo allargare il discorso a temi già trattati, la parola “prodotto” è collegata ad attributi tangibili ma soprattutto intangibili che sono quelli che vanno a toccare la sfera cognitiva. Senza entrare sul tecnico, ricordiamo che la percezione, l’apprendimento, il ragionamento, la risoluzione dei problemi, la memoria, l’attenzione, il linguaggio e le emozioni sono processi mentali studiati dalla psicologia cognitiva.

Un’ immagine ha quindi il potere innato di comunicare, trasmettere storie, emozioni ed esperienze che vengono vissute nell’immaginario di chi le guarda spesso in modo differente. Ma è proprio il potere dell’immedesimazione che ci interessa. Ci sono immagini che ti riportano a frammenti di memoria, altre che ti fanno nascere domande, alcune che ispirano a fare qualcosa (impulso) etc

Non dovrebbe sorprendere quindi che nel mondo Social Media sembra che le immagini stiano vivendo una vera e propria rinascita.

Le nuove funzionalità Diario di Facebook con le pagine aziendali che incorporano grandi immagini di testata, permettono di condividere, apprezzare, commentare e taggare (assegnare utenti a foto). Questa novità nasce dal fatto che la stragrande attività di condivisione sui social network avviene appunto attraverso immagini.

Inoltre nuove applicazioni “social” si stanno imponendo. Instagram la piattaforma di visual blogging, recentemente acquistata da Facebook, ma soprattutto Pinterest la “matricola terribile” che sta rapidamente spopolando in tutto il mondo.

Il meccanismo è semplice, c’è uno spostamento di interesse evidente: la gente si sta stancando di leggere contenuti testuali e cerca qualcosa di più immediato, rapido e di impatto da condividere. Già l’emergere di Twitter con i suoi 140 caratteri (lunghezza di un sms per capirci) aveva mandato un messaggio inequivocabile e dimostrato che quanto più corto è il messaggio quanto più alto è il potenziale virale.

Pinterest è la naturale evoluzione di Twitter. Una piattaforma “visual” con una bacheca personale dove non solo caricare proprie foto ma anche “pinnare” (pin è la puntina da disegno) le immagini degli altri. C’è scambio ed interazione quindi già sulla scelta delle immagini da mettere nella propria bacheca.

Poi hanno inserito alle immagini quei meccanismi di connettività già conosciuti con Facebook (mi piace, condividi, commenta) e Twitter (Re-Tweet o Re-Pin, ovvero rilanciare i contenuti degli altri). Il risultato è stato clamoroso e la popolarità di Pinterest è ora alle stelle.

La lezione per tutti quindi è quella di ottimizzare le potenzialità che vi circondano, sfruttando foto molto meglio di quanto già fate.

Se realizzare immagini, foto, video è troppo complicato, attraverso Pinterest potrete utilizzare le immagini di altri, e queste attività porteranno traffico, relazioni, nuovi collegamenti e probabilmente nuovi clienti.

Chiudo con una considerazione ed un regalo.

Pinterest è uno strumento amato per lo più da un pubblico femminile quindi è assolutamente il target di riferimento.  Infine vi allego una presentazione realizzata da Valeria Moschet (blogger ufficiale della Giornata della Bellezza Sostenibile e docente per alcuni corsi Social Media in Davines) che meglio spiega come funziona Pinterest.

Fatemi sapere cosa ne pensate!

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2 agosto 2012 di 1 commento

Tracce e Sentieri in Facebook – Guida umana all’uso

Rispolveriamo le pagine dell’Arrotino, dopo che nei mesi scorsi la SQcuola di Blog mi ha tenuto in ostaggio sulle sue pagine.

Social Media per le Aziende

Se ne parla tanto, ma fatico a trovare una guida “umana” all’uso, provo a buttarla giù io.

Sia che siate un’azienda multinazionale che un impresa locale è innegabile che la rete oggi offra enormi opportunità. Migliaia di strumenti, tra cui scegliere a seconda dei propri obiettivi, risorse e target, possono aiutare a generare business o fare semplicemente attività di “branding” (promozione) sia a livello globale che locale.

Tutti si stanno muovendo, prova ne è il crollo della “pubblicità televisiva e cartacea” a discapito di un vertiginoso incremento di attività online.

Stiamo tutti allineandoci a questa consapevolezza, in modo quasi frenetico “buttandoci” in questo mondo affascinante, spesso senza veramente conoscere le regole e soprattutto i rischi.

Pochi si rendono conto che è un’attività impegnativa, fatta di ascolto e dialogo, fatta di relazioni che vanno coltivate, di reputazione basata sul merito piuttosto che su monologhi auto-celebrativi o poster statici.

La buona notizia è che, seppur in un mondo virtuale, le regole del gioco non si distaccano più di tanto da quelle che regolano le nostre vite, buonsenso in testa.

Un esempio concreto, entrando in un bar pieno di gente per la prima volta come vi comportereste? Iniziereste ad urlare il vostro messaggio? Girereste tra i tavoli lasciando locandine o improbabili portachiavi luccicanti? Come vi comportereste se qualcuno lo facesse a voi mentre siete comodamente seduti a farvi gli affari vostri?

Ecco che la prima regola è chiara: Non fate nulla agli altri che non accettereste di buon grado voi stessi. E non illudetevi, a nessuno piace esser importunati da SPAM indesiderato, ci sarà chi vi ignora e fin li tutto bene o quasi, il problema nasce quando qualcuno si inalbera e vi mette in cattiva luce davanti a tanta altra gente. Meglio non rischiare.

Altra regola importante di qualsiasi tipo di commercio è comunque quella di andare ad esporre i prodotti in vendita nei luoghi di passaggio, nelle piazze, nei bazar e mercati affollati. Difficilmente un vicoletto buio ed angusto può garantire la visibilità che i vostri prodotti e servizi meritano.

E’ sbagliato pensare che Facebook sia una piazza e che basti avere un profilo per apparire, promuovere e vendere.

Facebook è una enorme città di 850 milioni di persone, fatta di piazze, vicoli, bar, teatri e vicoli angusti. Esserci non basta, occorre scegliere le piazze ed i bar giusti, rivolgersi a chi parla specificatamente dei vostri servizi/prodotti, chi vi cerca. E se “aprite bottega” in questa città dovete lavorare per saper trasformare anche un vicolo buio in una piazza trafficata, esattamente come fareste nel mondo reale.

Raffaella Gagliano spiega molto bene in questo articolo pregi e difetti di uno strumento che si evolve.

Ma come farlo se non possiamo usare le leve promozionali a monologo di un tempo? Come farlo se dobbiamo considerare la suscettibilità delle persone a cui ci rivolgiamo? Come possiamo farlo se già migliaia e migliaia di persone parlano dei miei argomenti?

E’ più semplice di quello che sembra: partite dai vostri clienti abituali, dialogate e fate in modo che siano loro a parlare di voi ed a portare il vostro nome in giro per la rete!

Gli strumenti di Social Media non sono un mondo a sé stante, ma una estensione virtuale del vostro modo di relazionarvi con clienti ed amici, e su quello occorre costruire.

Se lavorate bene, se seguite dei valori condivisibili, se avete rispetto di ciò che vi circonda questo emergerà all’esterno. Al contrario, se siete maleducati ed arroganti, intolleranti e psicotici siete in grossi guai, perché emergerà ancora più prepotentemente.

Avere una presenza su Facebook significa continuare a fare dannatamente bene quello che fate, e meritarsi l’attenzione, il rispetto e la gratitudine dei vostri clienti. Significa ascoltarli, rispondergli e dialogare con loro e continuare questo dialogo anche quando il cliente è uscito dalle vostre mura.

Se questo lo fa Nike, Coca Cola, H&M e Jovanotti non c’è motivo per cui (facendo le debite proporzioni) voi non possiate fare lo stesso nella vostra nicchia. Il meccanismo è identico e per voi è forse meno complicato che non per loro.

Ci sono parole come “follower” o “Mi Piace” o “Check in” o “Tip” e persino “Amici” che meritano la vostra attenzione. Sono parole che hanno un significato profondo, ed, abbinate a strumenti ben precisi, sono la traccia di un collegamento ed una relazione binaria, tracce di dialogo destinate a restare in rete davanti agli occhi di tante altre persone.

Sono tracce che possono marcare un sentiero dietro di voi, sentiero che può essere seguito da altri passanti incuriositi dalle storie che emergono e dalle testimonianze degli interlocutori; sentieri tracciati e segnalati che li porteranno a voi.

Disegnare questo sentiero è vostra responsabilità, fare in modo che racconti una storia genuina e che trasmetta valore è nelle vostre mani. Non fatelo e ci penserà qualcun altro a farlo e non è detto che sia una buona idea.

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6 marzo 2012 di Nessun commento

Il segreto del successo sui Social Media per PMI

Si fa presto a dire quanto importanti siano diventati importanti per le aziende Social Network come Facebook, Twitter o altri.

E’ un argomento caldo, tutti ne parlano ma parafrasando un famoso blogger americano, per le aziende entrare su questi nuovi canali sociali è un po’ come il sesso per adolescenti; “tutti lo vogliono fare, ma nessuno sa bene come”.

E’ un mondo avvincente, ricco di opportunità ma con regole che esulano dalla comunicazione tradizionale fatta a monologhi (poster, articoli su riviste specializzate e pubblicità a cui siamo abituati).

Aprirsi ad una comunicazione su Facebook per esempio significa esser pronti a dialogare, a rispondere rapidamente a clienti esigenti, a replicare ad eventuali critiche, a trasmettere e condividere valori e storie emozionali. Contemporaneamente è quindi un mondo zeppo di pericoli  per chi non si confronta sposandone i valori e le regole. Sono infatti le aziende ed i brand quindi a doversi piegare a nuove logiche, adattandosi ed evolvendosi su un terreno “semi-sconosciuto” per molti; proprio per questo molte aziende sono ancora titubanti sul dafarsi.

Molte aziende hanno iniziato questo percorso con risultati contrastanti. Chi può già contare su un brand conosciuto ed una presenza riconoscibile non ha problemi a farsi “seguire”da numerosi “fans” in tutto il mondo. Ma non è detto che questo basti.

Aprire canali social brandizzati dove pubblicare contenuti variegati (non solo Facebook ma anche YouTube, Flickr, LinkedIN, Twitter, Foursquare, Slideshare ed altri) non basta; occorre come detto “interagire” e dare valore.

Essere presenti può agevolare la promozione del brand, elevare la reputazione del marchio e conseguentemente aumentare le vendite ma senza vera interazione si rischia di risultare “disinteressati e chiusi” pur essendoci. Aprite una pagina di Facebook dove l’ultima interazione è di mesi addietro, oppure dove nessuno si è degnato di rispondere alla domanda di un utente, cosa pensereste di questa azienda? Vi invoglierebbe a contattarla?

Dalla partecipazione ed il coinvolgimento degli utenti possono nascere sorprendenti iniziative e risultati, inclusa la creazione di progetti condivisi tra un’azienda ed i suoi stessi clienti. E’ qui che si nasconde la vera opportunità “social”. Oggi queste opportunità riguardano la creazione di storie condivise, partecipative e coinvolgenti. Avvicinandosi in ambito “Social” le aziende devono sempre più smetterla di preoccuparsi del prodotto finito ma iniziare a pensare a come si arriva a quello stesso prodotto finito, e raccontare e condividere quella storia. Ecco spiegato come mai YouTube per esempio pullula di video “making of… o behind the scene” con milioni di visualizzazioni. Una storia di come arrivi ad un prodotto, dove persone creano e condividono idee incuriosisce, stimola, insegna e crea relazioni personali; ad un marchio od un prodotto finito raramente ci si relaziona allo stesso modo.

Coinvolgere i propri clienti nella fase ideativa significa assicurarsi inoltre dei “veicoli promozionali” (definizione orribile ma rende l’idea) per far arrivare quelle stesse storie in luoghi altrimenti inarrivabili, attraverso il passaparola (vero motore di spinta in rete).

Un altro suggerimento utile nell’utilizzare questi nuovi canali comunicativi, prima ancora che promozionali, è quello di essere dei realisti!

Essere realisti significa applicare le stesse regole che usereste nelle vostre relazioni personali, buon senso in primis. Ricordatevi quindi di rispettare le stesse regole del gioco. Non abbiate fretta, è un processo di crescita spontaneo come lo sarebbe se entraste in un bar per la prima volta senza conoscere nessuno; immagino non iniziereste ad strillare a sconosciuti per attirare l’attenzione.

Inoltre occorre essere realisti, prima ancora di innovativi. Cosa funziona nel vostro mercato? Sapreste scegliere cosa fare oggi e cosa funzionerà domani? E’ semplice, basta chiederlo ed ascoltare. Ricordate che essere sui Social Media non aggiusterà i problemi che già avete ma rischia di amplificarli.

Concludendo, azzeccare la strategia digitale giusta significa prima stabilire obiettivi “realistici”, usare tanto buon senso, ed allocare delle risorse di fiducia (soprattutto le persone giuste che sappiano parlare per vostro conto).

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3 novembre 2011 di Nessun commento

SQcuola di Blog – Scrivo alla Bibbia e la Bibbia risponde

WIRED è la Bibbia per molti di noi.
Richiando la scomunica immediata azzarderei dire che WIRED è meglio della Bibbia!
 
Sapete perchè? Perchè la Bibbia è “Top Down” ovvero possiamo solo leggerla, come un’enciclopedia Treccani, ed apprendere lezioni che qualcuno duemila anni fa ha pensato di passarci. Con WIRED, pur essendo un mensile cartaceo editoriale, dovrebbe esser possibile dialogare, confrontarsi e partecipare.
Non è semplicemente un mensile di informatica, ma raccoglie e racconta storie (nel contesto specifico di ciò che è rete), racconta persone, racconta problemi ed ha il bel vizio di “ispirare i propri lettori“. Almeno questo è ciò che capita a me e, visto che molte delle idee portanti di questo folle progetto sono spuntate da quello pagine, mi sembrava giusto farglielo sapere.
Così da fedele lettore e promotore (quanti miei studenti hanno iniziato a legger WIRED incuriositi dai miei vaneggiamenti promozionali spontanei) provo a dimostrare il teorema sopra menzionato: Con WIRED ci si può confrontare!
Ho quindi scritto una lettera aperta a Riccardo Luna, suo Direttore che trovate qui
Ma siamo in Italia, siamo abituati male, qui non si fa niente per niente ed anche quando ci muoviamo con le migliori intenzioni c’è sempre il rischio di non esser visti di buon occhio:
“…e chi è questo? cosa vuole veramente? cosa cerca di farmi fare? ok, è un altro maledetto mitomane!”
Probabilmente mitomani che spammano ed abusano di questi strumenti per i motivi sbagliati rendono la vita complicata anche ai mitomani gentili come il sottoscritto. Come biasimare chi poi non ti fila…
Così ho provato a raccontargli la storia de La SQcuola di Blog perchè questa è vera!
è il progetto a cui un gruppo di evangelizzatori dei Social Media incontratisi online, hanno deciso di dedicare il proprio tempo e risorse gratuitamente per cercare di creare un esempio innovativo tutto italiano. Ne abbiamo parlato parecchio qui ed altrove e non sono semplici frasi fatte.
 Poi ho spiegato che approcciare WIRED non è semplicemente un esercizio di vanità e non cerchiamo solo visibilità 
Abbiamo già 120 iscritti, le iscrizioni si chiudono domenica, le selezioni iniziano la sett prox, il corso parte il 2 Maggio. Non chiediamo quindi visibilità, quella vogliamo meritarcela, chiediamo un parere e, se lo riterrai opportuno, un contributo per un webinar online al lunedì sera dalle 19 alle 21.
 Ad alcune aziende che ci hanno approcciato chiedendo di pagare per piazzare il loro brand sulle nostre pagine abbiam risposto picche. “Noi vogliamo contenuti, esperienze, opportunità e sfide aziendali per i nostri studenti” e o ci date quelli o non se ne parla proprio. Perchè per WIRED dovrebbe esser diverso? Loro hanno tanto da dare da questo punto di vista e riuscire a portare WIRED dietro alla cattedra per due ore davanti ai nostri studenti sarebbe veramente importante. WIRED è ormai un’aggregatore di idee, progetti, opinioni ed esperienze e sarebbe il libro di testo perfetto per i nostri studenti.
 
Ecco quindi che il messaggio si conclude con
Non cerchiamo niente altro che confrontare un’idea con chi ha l’esperienza di aiutarci a migliorare. Pensi che se ne possa parlare?
 Onestamente, solo il fatto che qualcuno di WIRED possa darci un’occhiata ed un feedback su ciò che stiamo facendo sarebbe un plus notevole. Avere qualcuno di WIRED ad uno dei nostri Webinars sarebbe forse troppo da aspettarsi, ma almeno ci proviamo. Siam sempre pronti al martirio del “perchè no?” noi Preti Funky.
Passano pochi minuti ed un cinguettio primaverile preannuncia una risposta. Sono poche parole “@Geomalfieri @Fiordirisorse Ho letto. Ci sto!
Vuoi vedere che ad esser ”scomunicati” ne val valer la pena ;-)
 
Picture Source: Nerd News
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8 aprile 2011 di 1 commento

Hunting Stories for Social Media Business – Part 2

19 novembre 2010 di Nessun commento

La Scuola Blog dei Preti Funky – Perchè no?

Premessa: Perché una scuola di Blog ?

I Social media stanno trasformando profondamente modalità e comportamenti collegate ad attività di fruizione di servizi ed informazioni, attività di acquisto e vendita prodotti, oltre che modalità di promozione ed advertising.

Una delle attività ormai consolidate in rete è l’utilizzo di strumenti Social Media per collegarsi con altri utenti (peer-network), ascoltandone opinioni ed esperienze. E’ innegabile che questa attività avrà un impatto diretto sul comportamento di acquisto online (selezione, raccomandazione, fiducia e infine acquisto) sempre maggiore. Questo processo spontaneo si sta ora evolvendo.

L’ evoluzione a cui stiamo assistendo coinvolge inevitabilmente le aziende, in quanto parte attiva del processo. Ciò significa che questi stessi navigatori sono ora sempre più desiderosi di collegarsi direttamente con aziende, marchi e management, secondo le medesime modalità di linguaggio, approccio e strumenti già radicate dal Web 2.0. Si apre quindi una fase di dialogo informale, emozionale, esperienziale e paritario a cui le aziende non possono sottrarsi; è un dialogo che rimpiazza le tradizionali comunicazioni aziendali a monologhi.

Per molte aziende questa è una evoluzione traumatica, in quanto non sempre le risorse interne riescono ad adattarsi a queste nuove dinamiche, rendendo difficile accedere in pieno alle enormi potenziali opportunità offerte dai Social Media.

E’ in questo scenario sociale che la “Formazione” diventa fondamentale per il rilancio della competitività delle aziende.

Strutturare le corrette strategie Social Media richiede competenze variegate che coinvolgono aspetti tecnici (utilizzo degli strumenti, visibilità e indicizzazione su motori di ricerca,), di approccio relazionale (comunicazione di contenuti in ambito emozionale, esperienziale e ricreativo), di modalità di presentazione (aspetto grafico e fruibilità) di divulgazione (Social tools e diffusione virale di contenuti) di disciplina (continuità di interazione, 24/7) e di Public relation (Reputation Management).

In questo scenario Blogging (l’attività di pubblicare contenuti ed opinioni) è l’attività fondamentale da cui partire, essendo il punto di partenza per qualsiasi strategia di Social Media Marketing. 

Concludendo, la Scuola di Blog si propone di lavorare dal basso usando la “Formazione” per dare valore (competenze) e fidelizzare utenti nuovi acquisendo visibilità.

1)     Creare un Network di Professionisti New Media 2.0 tramite l’offerta di valore “formativo” (competenze, casi studio, strumenti e dinamiche).

2)     Creare visibilità attraverso la partecipazione proattiva: Creazione di una piattaforma sempre più simile a Linkedin per partecipazione, condivisione competenze (Banca delle conoscenze) e valutazione del merito bottom up (che emergono dal basso).

Commento dell’Arrotino: Nei prossimi articoli approfondiremo i contenuti del Corso e gli attori coinvolti. Questa è solo la premessa con cui inizia l’elaborazione del progetto. Sto coinvolgento altri Preti Funky, sia all’interno del gruppo che al di fuori. Il fine è quello di avere delle persone dannatamente in gamba che possano fornire supporto, valore e competenze a chi si avvicina a questo nuovo incredibile mondo 2.0. Il progetto è nato e sta muovendo i suoi primi passi. Iniziamo quindi a raccontare la storia dei suoi piccoli passi.

Se siete interessati a 1) fornire un contributo o 2) A partecipare ai futuri corsi come studenti. Contattate geomalfieri@gmail.com

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11 ottobre 2010 di 4 commenti

La SQcuola Blog dei Preti Funky – Perchè no?

Premessa: Perché una SQcuola di Blog ?

I Social media stanno trasformando profondamente modalità e comportamenti collegate ad attività di fruizione di servizi ed informazioni, attività di acquisto e vendita prodotti, oltre che modalità di promozione ed advertising.

Una delle attività ormai consolidate in rete è l’utilizzo di strumenti Social Media per collegarsi con altri utenti (peer-network), ascoltandone opinioni ed esperienze. E’ innegabile che questa attività avrà un impatto diretto sul comportamento di acquisto online (selezione, raccomandazione, fiducia e infine acquisto) sempre maggiore. Questo processo spontaneo si sta ora evolvendo.

L’ evoluzione a cui stiamo assistendo coinvolge inevitabilmente le aziende, in quanto parte attiva del processo. Ciò significa che questi stessi navigatori sono ora sempre più desiderosi di collegarsi direttamente con aziende, marchi e management, secondo le medesime modalità di linguaggio, approccio e strumenti già radicate dal Web 2.0. Si apre quindi una fase di dialogo informale, emozionale, esperienziale e paritario a cui le aziende non possono sottrarsi; è un dialogo che rimpiazza le tradizionali comunicazioni aziendali a monologhi.

Per molte aziende questa è una evoluzione traumatica, in quanto non sempre le risorse interne riescono ad adattarsi a queste nuove dinamiche, rendendo difficile accedere in pieno alle enormi potenziali opportunità offerte dai Social Media.

E’ in questo scenario sociale che la “Formazione” diventa fondamentale per il rilancio della competitività delle aziende.

Strutturare le corrette strategie Social Media richiede competenze variegate che coinvolgono aspetti tecnici (utilizzo degli strumenti, visibilità e indicizzazione su motori di ricerca,), di approccio relazionale (comunicazione di contenuti in ambito emozionale, esperienziale e ricreativo), di modalità di presentazione (aspetto grafico e fruibilità) di divulgazione (Social tools e diffusione virale di contenuti) di disciplina (continuità di interazione, 24/7) e di Public relation (Reputation Management).

In questo scenario Blogging (l’attività di pubblicare contenuti ed opinioni) è l’attività fondamentale da cui partire, essendo il punto di partenza per qualsiasi strategia di Social Media Marketing.

Concludendo, la Scuola di Blog si propone di lavorare dal basso usando la “Formazione” per dare valore (competenze) e fidelizzare utenti nuovi acquisendo visibilità.

1) Creare un Network di Professionisti New Media 2.0 tramite l’offerta di valore “formativo” (competenze, casi studio, strumenti e dinamiche).

2) Creare visibilità attraverso la partecipazione proattiva: Creazione di una piattaforma sempre più simile a Linkedin per partecipazione, condivisione competenze (Banca delle conoscenze) e valutazione del merito bottom up (che emergono dal basso).

Commento dell’Arrotino: Nei prossimi articoli approfondiremo i contenuti del Corso e gli attori coinvolti. Questa è solo la premessa con cui inizia l’elaborazione del progetto. Sto coinvolgento altri Preti Funky, sia all’interno del gruppo che al di fuori. Il fine è quello di avere delle persone dannatamente in gamba che possano fornire supporto, valore e competenze a chi si avvicina a questo nuovo incredibile mondo 2.0. Il progetto è nato e sta muovendo i suoi primi passi. Iniziamo quindi a raccontare la storia dei suoi piccoli passi.

Se siete interessati a 1) fornire un contributo o 2) A partecipare ai futuri corsi come studenti. Contattate geomalfieri@gmail.com

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11 ottobre 2010 di 4 commenti

Arrotino del Web – numero 100 con sorpresa

Signori bentrovati, siamo arrivati all’articolo numero 100 dell Arrotino del Web!

Tex Willer, Nathan Never e Dylan Dog ci insegnano che il numero 100 è un numero speciale, ed è proprio quello che ho in mente per voi!

Oggi non parleremo di SMM, CM, FCKM etc… oggi parliamo di una piccola vita, un cuoricino di 6 millimetri che pulsa testardamente di vita. E’ una storia vera quella che raccontiamo qui, la storia di un uomo Arrotino che scopre che presto diventerà padre.

E’ stato un anno stupendo per me, con tanti momenti indimenticabili e questa notizia per quanto inattesa mi sconvolge il delicato equilibrio mentale.

Mi sembrava una doverosa premessa per presentarvi la mia ultima malsana idea 2.0:

Signore e signori è con grande orgoglio e profonda ignoranza mentale che vi presento: http://pernicolo.wordpress.com/ il Blog in cui l’Arrotino racconterà l’esperienza più stravagante della sua vita: Attendere un figlio(a)

Ecco un estratto dal primo articolo: Nicolò (o Nicolo) è un cuoricino pulsante di vita nella pancia della donna che amo. Lo abbiamo visto in uno schermo bianco e nero! E’ un miracolo che ha il potere di cambiare le persone, un miracolo tanto inaspettato quanto agognato. E’ un’avventura nuova per me che di avventure ne ha affrontate tante, ma una di quelle che credo valga la pena raccontare ed immortalare…

I primi due articoli sono online: 

Ciao cuoricino che batte!! – Serie 1 Episodio 1

La ginecologa russa e la prima foto – Serie 1 Episodio 2

 ho deciso di raccontarli tipo una Serie TV, con i vari episodi in ordine cronologico. E’ un gioco, se vogliamo anche molto azzardato visto che una gravidanza può riservare sorprese; ma è il mio modo di celebrare questo cuoricino pulsante di vita.

Tocchiamo il toccabile, ma se le cose dovessero andare male, almeno avrò immortalato la sua seppur breve esistenza in quelle pagine, nelle mie parole, nei commenti di chi mi vuole bene. Avrà quindi toccato comunque la vita di qualcuno… e sarà per sempre “indicizzato su Google!” ( a differenza di molti altri quarantenni vivi che conosco).

Se le cose andranno come spero, probabilmente non appena saprà leggere si vergognerà come un cane del padre che si ritrova, ma magari gli riuscirò a strappare un sorriso.

Non c’è quindi un motivo ben preciso, al momento mi sembra una buona idea e con il mio solito approccio “Perchè no?” vado avanti sereno e curioso.

Se capitate su quelle pagine non mancate di lasciare un saluto. Nicolo è il primo “feto” blogger e potreste aver bisogno di lui tra qualche anno hehe.

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29 luglio 2010 di 5 commenti

Reputazione online – attacchi sotto la cintura?

Oggi l’Arrotino torna a parlare di Reputation Management, con un caso scuola (case study) interessante che sta emergendo: Confestetica vs [Comfort Zone].

Partiamo dalle domande: C’è differenza tra ciò che dite o fate col vostro profilo personale di Facebook (opinioni personali) o è sempre comunque rappresentativo della azienda per cui lavorate? Ha senso la frase “Se tu lavori per un’azienda sei l’azienda, la rappresenti sempre e comunque”. E soprattutto pensate che qualcuno possa strumentalizzare opinioni personali alla ricerca dell’opportunità di attaccare la reputazione della vostra azienda “quotando” le vostre parole? E se fosse così, sarebbe giusto che voi perdeste il vostro lavoro?

 Chiaramente se siamo qui a parlarne qualcosa di sorprendente è successo. Spontaneamente si stanno creando community per aree tematiche, più o meno corporative, disciplinate ma con strutture gerarchiche ben stabilite. Ogni gruppo in Facebook, così come ogni associazione reale ha uno o più amministratori, persone vere, con passioni, simpatie ed antipatie. Siamo sicuri che giocheranno sempre secondo le regole? Come impedire che rancori personali di qualcuno uniti alla visibilità conquistata all’interno di una community (non necessariamente frutto di meriti personali) possa ingiustificatamente portare danni persistenti ad aziende? 

Spesso in classe spiego di come le regole di ingaggio siano cambiate, di come, volenti o nolenti, siamo tutti online e come tali responsabili di ciò che diciamo e soggetti a scrutinio da parte di utenti o gruppi armati di opinioni. Ma anche chi attacca è soggetto a scrutinio, giusto?

Ma andiamo con ordine; gli attori della saga:

1) Confestetica  (Confederazione Nazionale Estetisti) ha un gruppo in Facebook di ben 833 fans. Sia sul Blog che sulla pagina di FB le opinioni di addetti ai lavori (estetiste) si confrontano come giusto che sia.

2) Il profilo personale Facebook di Angelo Silva

3) [ Comfort Zone ] ditta per la quale Angelo Silva lavora da 10 anni.

Non entreremo nel merito della disputa (la trovate qui); ciò che interessa studenti di Social Media come voi è riassumibile in poche righe:

Angelo Silva col suo profilo FB scrive sulla bacheca di Confestetica un commento su un tema discusso cominciando con “Allora lancio una provocazione:….bla bla bla“ . Sicuramente nella sua vita Angelo ha fatto delle cose più intelligenti, ma alla fine ci ha messo la faccia, e preso la responsabilità di quelle parole come altre MEZZO MILIARDO di persone fanno giornalmente in FB.

Poche ore dopo è il profilo Admin Confestetica Confederazione Nazionale Estetisti del gruppo che risponde. Il tono è comprensibilmente irritato, ma alcune frasi lasciano trasparire un rancore “personale” di vecchia data che si manifesta con un ” avendo conosciuto personalmente il suo capo lei non poteva esser diverso da lui”  e conclude con “sarebbe più bello che un’azienda come Comfort Zone sostenesse la causa di Confestetica” che lascia qualche indizio sui motivi di quel rancore. Ma a noi non interessa il merito. Resta il fatto che poco dopo un articolo sul blog titola “Angelo Silva – Agente Comfort Zone lancia una provocazione alle estetiste“.

Lo stesso articolo viene postato più volte in bacheca di Facebook con titoli sul genere “Ecco cosa Comfort Zone pensa delle estetiste” (ora intelligentemente rimosso).  La cosa sorprendente è che Comfort Zone ha cinque pagine in Facebook ed un profilo aziendale e mai una sola volta è intervenuta nel dialogo.

La domanda è quindi: E’ ammissibile per degli individui, pur legali responsabili di una associazione, forzare un attacco indiscriminato ad una azienda per parole scritte in FB da un dipendente? Se così fosse si aprirebbe un vero Far West ;-)

E’ una domanda che giriamo ai diretti interessati, che gentilmente hanno deciso (dopo richiesta di alcuni utenti) di indicare nomi e cognomi di chi utilizzava l’account Confestetica Confederazione Nazionale Estetisti Angelica Pippo (Presidente Nazionale), Roberto Papa (Segretario Nazionale), Nadia Galli (Presidente regione Lombardia), Paola De Nardo (Presidente regione Friuli Venezia Giulia) tutti di Confestetica. Gli stessi che a più riprese hanno scritto: “Il Signor Angelo rappresenta ComfortZone, non cambia nulla, per me è come se avesse parlato l’azienda” oppure ” Se tu lavori per un’azienda sei l’azienda, la rappresenti sempre e comunque“.

Keep your friends close, but your enemy closers” diceva il padrino. Non nascondo che i ragazzi di [Comfort Zone] sono amici. Ma non dovrebbe essere una scusa per non rispondere con onestà a questa domanda.

E’ un mondo nuovo e le regole vanno riscritte, i rischi equivalgono i benefici, ma le regole fondanti de Social Media non ammettono colpi bassi, perlomeno, non senza il rischio di sentire qualcuno che chiede spiegazioni, ed è questo che sto facendo.

P.S. Disclaimer: Queste parole non sono state in alcun modo vistate e/o autorizzate dal management o dal personale di [Comfort Zone] e rappresentano puramente una opinione personale dello scrivente (nel caso cercaste di strumentalizzare anche questo). Looking forward to hearing from you!

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29 giugno 2010 di 27 commenti

[ Comfort Zone ] ospiti di GirlGeekDinner Toscana

Sabato 14 Giugno [ Comfort Zone ] si è seduta allo splendido tavolo imbandito dalle GirlGeek Dinner Toscana in quel di Firenze.

Quando Francesca Barbieri qualche settimana fa è venuta a raccontarci questa sua nuova “avventura” non sapevo bene cosa pensare. Come ogni opera prima la difficoltà sta nel raccontare “intenzioni” piuttosto che promettere “risultati concreti”. Ma l’entusiasmo e la passione che trasmetteva parlandoci di Girl Geek Dinner Toscana (#ggdtoscana1) valevano più di mille parole e, pur non sapendo bene cosa aspettarci, abbiamo accettato l’invito.

Ho fatto questa premessa perchè a due giorni di distanza dall’evento, spero onestamente di ricevere un nuovo invito in futuro e consiglio caldamente ad aziende e persone (geek o meno) di avvicinarsi con fiducia e trasparenza a questo network di splendide ed appassionate “padroni di casa“.

Come detto durante il nostro intervento per un’azienda  i mercati sono oggi conversazioni, esattamente come Social Media non è tecnologia, ma semplicemente idee, esperienze ed opinioni. Qualsiasi azienda dovrà (volenti o nolenti) misurarsi in questi ambiti in cui il messaggio promozionale cede il passo al dialogo. A tutti auguro di trovare sulla propria strada degli interlocutori tanto gradevoli e preparate, che vivono di passioni spontanee e trasparenti, desiderose di sedersi ad un tavolo, fare domande e capire per poi esprimere in libertà le proprie opinioni quanto queste Girl Geek!

Importanti sono le conversazioni ripetevano i Tweet in uscita dalla FNAC di Firenze, e di conversazioni e condivisioni ne abbiamo fatte tante.

[ Comfort Zone ] ha cercato di spiegare i propri piccoli passi in questo mondo nuovo, condividendo apertamente strategie e speranze per il futuro, anche se la strada è ancora lunga. Le aziende si stanno muovendo titubanti, ed in un mercato sempre meno competitivo e sempre più collaborativo sono persone come quelle incontrate in questo evento che potranno dare un vero impulso al successo di modelli nuovi ed innovativi. Non sarà la tecnologia, ma le invidiabili passioni di  persone come le Geekgirl a rendere il business un mondo in cui poter cogliere e condividere opportunità.

Ringraziamo (e ci scusiamo umilmente per aver sforato nei tempi) Erica Gnoni di b2commerce, Marco Monaci di Cantina Pieve Vecchia, Claudia Martino di Sigma Online, Silvia Fossati di Colorised e il fenomenale Simone Attanasio di Register.it oltre naturalmente alle splendide “padroni di casa”.

Alla prossima!

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14 giugno 2010 di 3 commenti