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Il Cliente è Mobile qual piuma al vento – Social Media e Cellulari in Italia

“Il Cliente è mobile qual piuma al vento – Social Media e Cellulari”

Andrea Alfieri, Geom Alfieri, Arrotino del webSe pensiamo ai nostri clienti oggi, parafrasando i celebri versi del Rigoletto, potremmo intonare un “Il Cliente è mobile, qual piuma al vento… Muta d’accento e di pensiero

E’ infatti la multi-canalità la vera sfida per le aziende italiane (e non solo) nel rapportarsi con i propri clienti. Social Media  e mobile (apparecchi cellulari smartphone) stanno creando un mondo in rapido movimento, dove le aziende rincorreranno dei clienti proattivi, esigenti ed opinionati.

In queste righe proveremo ad unire i puntini di questi due “mondi” apparentemente scollegati e disegnare una mappa di ciò che ci si sta parando davanti. Per quanto possibile abbineremo concetti a numeri e statistiche per rendere evidente lo scenario di cui parliamo.

Tutti parlano di Social Network, di come stanno radicalmente entrando nel le nostre vite, d’altronde 20 milioni di iscritti italiani a Facebook (75% di tutti gli italiani in rete) non sono un’opinione. Tanti parlano dell’emergere di opinioni dal basso, capaci di mobilitare le masse e generare cambiamenti, dalle rivoluzioni 2.0 in nord africa od alle elezioni comunali di Milano o Napoli. Ma ancora, molti commettono l’errore “sacrilego” di vedere come tecnologica, piuttosto che sociale, la spinta di questi cambiamenti.

Tornando ai versi parafrasati del Rigoletto  “il cliente è mobile” apriamo una parentesi al mondo dei cellulari in Italia, che ben si integra con quanto detto finora. Da una recente ricerca di Nielsen (giugno 2011) su una popolazione complessiva di 57 milioni di individui in Italia, già oggi, abbiamo oltre 20 milioni di Smartphone (52% di aumento in un anno), 13 milioni dei quali viaggiano regolarmente in internet attraverso il proprio telefono (32% di aumento in un anno). Entro la fine dell’anno gli Smartphone avranno superato il cellulari di vecchia concezione.

Ma chi sono questi fanatici iper-connessi? Il 68% di loro è tra i 25 e 44 anni ed il 44% sono donne. Ed ecco il primo puntino di connessione della nostra mappa: più della metà usa il telefonino per connettersi ai Social network (53%), addirittura uno su dieci svolge questa attività almeno una volta ogni ora. Il 49% usa lo Smartphone per attività di geo-localizzazione ed il 38% per raccogliere informazioni in tempo reale tramite la rete. Ciò significa che l’abbinamento telefonino – Internet è molto più marcato di quanto molti pensino.

Ma continuiamo a trovare puntini di connessione tra il mondo dei Social Media ed i telefonini.  Senza inoltrarsi nel già popolarissimo Twitter con oltre 1 milione di Italiani iscritti, parliamo di qualcosa che sta emergendo prepotentemente negli ultimi mesi.

Foursquare.com per chi ancora non lo conosce è generalmente definito un local network (un social network geo-localizzato). Per semplificare lo considereremo le nuove “pagine gialle” commentate dai clienti. Immaginatevi una mappa in cui, attraverso il vostro telefonino, vi appaiono tutti i punti vendita, ristoranti, scuole, stazioni e quant’altro nei vostri dintorni. Immaginatevi di poter scegliere in quale ristorante pranzare ascoltando le opinioni di chi c’è già stato. Immaginate di poter condividere con tutti i vostri collegamenti Social (amici FacebookTwitter ma non solo) le vostre esperienze di acquisto con relativi commenti attraverso dei semplici check-in sul telefono. Immaginatevi di ritrovarvi in una camera d’albergo sporca ed inospitale e poter pubblicare in tempo reale le fotografie di quello scempio per sconsigliare ad altri la stessa esperienza.

Ora smettete di immaginare ed apritevi un’account perché solo nel 2010 al mondo su Foursquare sono stati fatti 381,576,305 check-in ed oltre 500,000 aziende hanno aperto un account aziendale. E’ un simpatico giochino capace di mettere in ginocchio, attraverso la condivisione di opinioni “persistenti” (che restano e non spariscono mai più) anni di lavoro; e non hanno neppure bisogno della vostra autorizzazione per parlare di voi, lo fanno e basta. Il cliente mobile ora veramente “Muta d’accento e di pensiero” e lo fa sapere in giro con un semplice click.

In Italia Foursquare, nel suo primo anno, ha raccolto oltre 200 mila di iscritti, ancora pochi rispetto ai 10 milioni nel mondo, ma pur sempre 200 mila potenziali critici sguinzagliati in giro armati dei loro Smartphone, che potrebbero entrare nei vostri punti vendita e raccontare a migliaia le loro esperienze. E per un commento negativo su Foursquare a cui non viene risposto ci sarà un prezzo da pagare che lo vogliate o meno. Uniamo altri due puntini, Foursquare e 20 milioni di Smartphone in Italia.

Qualche anno fa già si parlava di opinioni e feedback dei clienti come elemento “portante” della reputazione e misurazione del livello di fiducia di qualsiasi business, al punto che da una ricerca emerse che solo il 14% credeva a comunicazioni promozionali dell’azienda, contro il 78% (in ascesa) che credevano più ad opinioni di altri utenti (terze parti, imparziali ed oneste). Uniamo anche questi puntini e la mappa si fa sempre più delineata e scottante.

Volendo fare un passo in un futuro neanche troppo lontano, altri local-networkormai popolarissimi nel mondo stanno per entrare in Italia: GowallaYelp innanzi tutto, altri seguiranno a ruota. Brutte notizie per chi sta ancora decidendo se aprire una pagina aziendale su Facebook per raggiungere i propri clienti. Quegli stessi clienti si muovono velocemente, su più canali, con dinamiche nuove e le aziende con passo lento ed impacciato a rincorrere, sperando di non arrivare troppo tardi. Non è tecnologia, ma un cambiamento radicale culturale che vede il cliente guidare il gioco; non sono delle semplici piattaforme tecnologiche, ma l’opportunità nuova e concreta di partecipare attivamente, manifestare opinioni ed esperienze che guida il cambiamento. Presto per una azienda la Multi-canalità, anche in Italia, non sarà più un’opzione ma un obbligo.

La mappa è pronta. Ora sappiamo tutti cosa bolle in pentola e con una ricetta così a molti bloccherà la digestione.

Ma come allineare le dinamiche strutturali di un’azienda ad un mondo fluido e pericoloso come questo? Innanzi tutto smettendo di ignorare il problema. In un mondo che, in fondo, non chiede altro che dialogare con voi, un vostro silenzio avrà un prezzo da pagare. Occorre esserci, questo è chiaro. In secondo luogo credo che per ogni azienda esistano oggi due sole opzioni: si parte dalla “formazione” dei propri dipendenti  e collaboratori per arrivare alla graduale costruzione di una comunità di clienti soddisfatti che parlano in rete di voi.

E’ un mondo che si muove veloce, e per stare al passo occorre essere presenti, collegati, sociali e collaborativi ma soprattutto “mobili”almeno quanto sono i nostri clienti.

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22 settembre 2011 di Geom Alfieri Nessun commento

SQcuola di Blog – Gramsci e Pasta e fagioli – Part 2

Erano degli illusi i Preti Funky!

Come detto erano quel famigerato gruppo di assatanati professionisti milanesi che si ritrovavano ogni giovedì sera, stile moti carbonari, con l’intento di cambiare il mondo… o meglio, con l’idea di evangelizzare in Italia un disegno di business sociale che stava emergendo altrove.

Era il 2008, i venti della crisi ancora non si sentivano e c’era un senso di possibilità nell’aria. Qualcuno di noi vaneggiava citando Gramsci, mangiando pisarei e fasoi alla Trattoria Piacentina di Corso Lodi.

L’Educazione era la chiave “Una formazione intellettuale e pratica”e “immissione dei giovani nel mondo del lavoro come leva di cambiamento ed innovazione”. Dobbiamo insegnare, dobbiamo evangelizzare, dobbiamo condividere e confrontarci, stimolare l’emergere del talento. Era chiara la consapevolezza che il talento negli uffici milanesi era visto come una minaccia, non come una risorsa.

Ognuno si affacciava a quel progetto da un angolo diverso; alcuni cercavano visibilità ed opportunità, altri volevano semplicemente cambiar lavoro, qualcuno volevo solo imparare qualcosa di nuovo, altri ancora erano solo spinti dall’idea di aiutare il prossimo. Se ci pensate anche la SQcuola di Blog segue dinamiche simili. Ogni docente, ogni collaboratore ed ogni studente ha le proprie motivazioni.

Si disquisiva sul come cambiare le cose. Scrissi anche

Qui non si tratta di cambiare le cose (almeno non nell’immediato), ma semplicemente di produrre alternative e lasciare all’etica e la serietà degli individui la possibilità di scelta. FunkyRev è un laboratorio, che prende spunti da esempi concreti, mette in pratica le idee migliori e vede l’effetto che fa. Perchè no? Questa è la domanda che ci spinge”

Per poi follemente proporre “Perchè non utilizzare la piattaforma www.funkyrev.com per fornire a professionisti affermati e non, universitari, neolaureati, gente che si vuole misurare e mettere alla prova, la possibilità di imparare, confrontarsi, misurarsi ma soprattutto essere valutati “oggettivamente” su progetti concreti?”

FunkyRev si è poi persa per strada, la vita ci ha portato in strade diverse, ma restano tracce ed amicizie consolidate. L’idea è comunque rimasta un mio cruccio, ho continuato a lavorarci. Ci sono voluti 3 anni per arrivare a realizzare qualcosa di simile, devo molto al Gruppo LEN che ci ha creduto e messo a disposizione le proprie risorse.

Si chiama quindi “SQcuola di Blog” ed è un progetto che viene da lontano, da persone che non finirò mai di ringraziare (anche questo articolo è un ringraziamento ai Preti Funky). Cambiano le parole ma le due perle FunkyRev sopra restano ottusamente attuali nella dicitura corrente:

 ”“La SQcuola di Blog” è un master a distanza in Social Media Marketing il cui obiettivo è dare una risposta di tipo professionalizzante a esigenze nate in tempi recenti sul mercato in ambito comunicativo.

Ci tenevo a raccontare la storia, penso sia importante capire da dove si viene, per sapere dove andare. Un’idea vive di vita propria ma è sempre qualcosa che nasce da lontano, da gente che si è ritagliata questa opportunità con pazienza, e da gente che ora è veramente pronta a tutto per giocarsi questa carta con tutta l’energia possibile, inclusa quella “garantita dalla pasta e fagioli” ;-)

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15 marzo 2011 di Geom Alfieri 1 commento

Giosuè 2.0 ferma il Sole – 9° Comandamento

10 Comandamenti Anti Crisi: ReBrand Yourself

9° Comandamento:

    Non siete più passivi consumatori, ma contribuitori “attivi e proattivi”… devono temervi!

Prima che la comunicazione fosse accessibile a tutti e fruibile (in potenza) da tutti, il consumatore rimase per lungo tempo un soggetto passivo, semplice ricevente da bombardare di messaggi e strumenti di decodifica. Teoria del proiettile magico, teoria dell’ago ipodermico, teoria del bandwagon, copycat effect: qualsiasi nome scegliate, il concetto di base resta il medesimo, media di massa per una massa di idioti.

Ops!, non offendetevi, uso questo aggettivo così come lo intendevano i Greci: l’idiòtes era l’uomo non-pubblico, incolto, poco avvezzo alle “cose del mondo”. Un ignorante di sé e di ciò che lo circondava e, per questo, facilmente manipolabile.

Le imprese lo sapevano bene: nel post-taylorismo anni Novanta erano loro a suscitare bisogni in noi al grido di “Non puoi vivere senza il mio prodotto!”. Hanno omologato le nostre abitudini, hanno influenzato le nostre scale di valori, alla ricerca di desideri inappagati e frustrazioni per le quali farci spendere.

Con la diffusione di Internet e, più precisamente, con la sua evoluzione 2.0, si è sviluppata una forma di comunicazione dove non è la massa, bensì l’insieme di diverse entità ad esprimersi partendo dalle singole prospettive. Come accadeva nei Settecenteschi caffè dove, tra bottiglie verdi e artisti senza un soldo, la bella gioventù si scambiava informazioni e notizie, commentava politica e nuove correnti, creava movimenti, ideava rivoluzioni, in poche parole faceva opinione.

Siamo come loro: squattrinati ma curiosi, con in mano un potenziale infinito che rende davvero biunivoca la comunicazione.

Un esempio pratico:

Una sera d’inverno,  il Geom Alfieri e l’amica Eleonora rimasero bloccati a Fidenza su uno splendido InterCity, il che ci costrinse a scendere nella bufera di neve e continuare il viaggio sull’auto di Simone. Dramma nel dramma, stavamo perdendo la partita del Parma, e dovemmo adattarci alla radio per ascoltare la cronaca delle azioni. Dopo l’avvento di TelePiù e Stream, molte piccole radio private furono costrette a chiudere i battenti e, da allora, ogni Società di calcio professionistico stipula un accordo con una sola emittente, la quale si impegna a trasmettere tutte le partite della squadra. Monopolio, come sapete, significa anche assenza di scelta per il consumatore. Se, come in quel caso, il radiocronista non sa raccontare le azioni, parla del tempo atmosferico e balbetta poche parole anziché aiutarvi a sopperire alla mancanza di immagini, non potete farci nulla. O così, o pomì, ci avrebbe risposto un famoso slogan.

Decisi a fare qualcosa, denunciammo questa grave défaillance sul già citato portale Parmafans dove, Pr77, alias Simone richiama l’attenzione di tutti su questo problema e presentando possibili soluzioni.

Per chi non riesce a districarsi tra pay-tv e partite non trasmesse, una radio efficiente è basilare (soprattutto visto che la suddetta radio è disponibile in streaming, amplificando quindi a dismisura la sua portata e il pubblico potenzialmente coinvolgibile). Sul topic si raccolgono le lamentele degli utenti ed ecco che, nella partita seguente, lo stesso speaker dimostra lievi miglioramenti, maggiore professionalità, meno racconti di colore e considerazioni personali sul meteo. Ci avevano sentito, e la radiocronaca era migliorata.

Ma non era abbastanza. Non solo utenti “passivi”, però, si dimostrano desiderosi di partecipare attivamente, ma anche un ex-speaker di Radio Onda Emilia, già commentatore del Parma nei tempi che furono.

Dalla lamentela si passa alle vie di fatto… si inizia ad essere Proattivi!

Il risultato della radiocronaca ancora non soddisfaceva, ecco quindi un elenco di “suggerimenti” specifici di chi il lavoro lo conosce e condivide la propria conoscenza ed esperienza sul forum.

Ma la radiocronaca non decolla come vorremmo. Logica conseguenza del suo contributo (e di altri IT wizards) è la proposta che nasce su quelle pagine, ovvero usare le tecnologie 2.0, in questo caso player scaricabili dalla Rete, per dare vita ad una web-radio indipendente.

Morale: Ascoltaci… o Azienda!

1° passo “Siamo insoddifatti!”,

2° passo “Non vogliamo quello che offri…Vogliamo quest’altro!”,

3° passo “Va bene, non ci soddisfi, lo facciamo da soli!”

Questa è una dinamica che sarà sempre più presente in futuro.

Aziende e loro manager impomatati perditempo “Ascoltateci!… o collaboriamo o siete rovinati!”

La chiave del mettersi in gioco in prima persona è proprio questo: non sai mai chi inizierà a giocare con te e quali opportunità possono aprirsi!

Noi potevamo fare finta di nulla, ma abbiamo preferito dare voce al nostro pensiero, dimostrando che, mentre un semplice consumatore subisce, un consumatore consapevole o, meglio ancora, un consumatore che produce contenuti può farsi davvero notare!

Il piccolo Giosuè ha finalmente la voce per gridare al sole di fermarsi sulla valle di Aialon…

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13 marzo 2011 di Geom Alfieri Nessun commento

Disastri Social Media e lezioni da imparare – Prologo

Parlando di Reputation Management oggi prendiamo spunto dallo splendido articolo di Catherine ParkerLessons from social media disasters“.

Non c’è nulla che insegna di più che casi concreti realmente accaduti; situazioni imbarazzanti e veri e propri disastri accadono sempre più spesso. Queste sono lezioni vitali per chi sta muovendo i primi passi 2.0.

L’idea è quindi quella di creare una saga: “Disastri Social Media” in cui raccontare queste storie, spesso incredibili e fare in modo che, almeno noi possiamo imparare dagli errori degli altri e non ripeterli.

Una piccola premessa: E’ appurato, mettetevi l’anima in pace, la vostra reputazione professionale e personale ha bisogno di cura. Le distanze tra utenti, clienti, aziende, nemici, amici, dipendenti, manager, fornitori, brand e prodotti, grazie ai social media si stanno rapidamente assottigliando.

Siamo tutti ospiti di un mondo virtuale parallelo che sta rapidamente straboccando nella realtà.

Social media sta velocemente acquisendo “credibilità” in quanto offre sempre e comunque la possibilità di partecipare. Da un lato ti offre nuovi modi di costruire relazioni participative sia per il tuo brand che per i tuoi clienti. Il “custome feedback” è ormai un meccanismo assodato ed impossibile da ignorare. E’ infatti attraverso questo meccanismo, soprattutto per chi lo sottovaluta, che Social Media apre le porte alla zona “Disastri”.

Molti dei disastri di cui parleremo sono infatti errori pacchiani, evitabilissimi e frutto di un vecchio approccio da parte delle aziende coinvolte.

Ricordate che aziende e clienti ora giocano alla pari, hanno stessi strumenti e visibilità di fronte ad un audience enorme. Non tutti lo capiscono subito, ma vi assicuro che queste aziende ora l’hanno imparato sulla propria pelle pagando un prezzo enorme; ora non ripeterebbero quegli errori.

Inoltre questi nuovi strumenti social media permettono ad un’idea, un opinione, una lamentela di viaggiare rapidamente raggiungendo in poche ore (o minuti) migliaia di persone attraverso “retweeting, bookmarking e status updates”.

Questo per dire che non importa quanto grande, famosa e potente sia l’azienda in questione; tutti, nessuno escluso, devono 1) Monitorare e 2) Reagire rapidamente per gestire la voce di un cliente insoddisfatto che gira in rete. Avere qualcuno in azienda che se ne occupa ha un costo, questo è vero. Ma è altrettanto vero che non farlo, come vedremo, ha un prezzo molto più alto da pagare.

Un assaggio di ciò che vedremo:

AT&T’s Untouchable CEO

Georgio Galante, un insoddisfatto cliente di AT&T (compagnia telefonia mobile Americana) era convinto di essere elegibile, da condizioni di contratto, a ricevere un iPhone dall’Azienda (vista la durata del rapporto commerciale in essere). Decise così di inviare un’email di lamentele direttamente all’Amministratore Delegato CEO, Randall Stephenson (oggi siamo tutti su Linkedin e rintracciabili). Dopo la seconda email e nessuna risposta scritta dal CEO, il Signor Galante ricevette una brusco messaggio telefonico da un rappresentante AT&T che lo minacciava di interrompere il contratto se non avesse smesso di scrivere ”all’intoccabile” CEO.

Invece di abbassare la testa, Galante decise di scrivere della vicenda sul suo blog e Twittarlo in rete blogged and tweeted , arrivando fino a rendere pubblico in formato audio il messaggio telefonico ricevuto. In poche ore la storia si diffuse viralmente, rilanciata da alcuni siti specializzati come CNET e Engadget ma anche da media tradizionale come CNN e Forbes. Nei giorni a seguire, AT&T si dovette scusare pubblicamente col Signor Galante, promettendo di risolvere la questione a lui sollevata.

Lezioni da imparare:

1) Mai sottovalutare un utente insoddisfatto. Informarsi in rete sul suo conto è consigliabile quando possibile (bloggers ci tengono a fare sapere quel che fanno).

2) Anche scusandosi il danno è ormai fatto e non facile da dimenticare (google rende i contenuti persistenti). Molti clienti (anche potenziali) incapperanno anche in futuro sul caso di pessima gestione del cliente da parte di AT&T, impossibile ratificare le opinioni di tutti. Un approccio umile ed educato verso un proprio cliente è sempre e comunque preferibile all’arroganza. Si ha la tendenza a ricordarsi la controversia, il “sangue” e l’ingiustizia della storia piuttosto che le scuse che ne seguono.

Questa lezione sembra facile a dirsi ma molto meno a metter in pratica come abbiamo visto anche nel caso Confestetica vs Comfort Zone di qualche settimana fa.

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24 agosto 2010 di Geom Alfieri 1 commento

Arrotino del Web – numero 100 con sorpresa

Signori bentrovati, siamo arrivati all’articolo numero 100 dell Arrotino del Web!

Tex Willer, Nathan Never e Dylan Dog ci insegnano che il numero 100 è un numero speciale, ed è proprio quello che ho in mente per voi!

Oggi non parleremo di SMM, CM, FCKM etc… oggi parliamo di una piccola vita, un cuoricino di 6 millimetri che pulsa testardamente di vita. E’ una storia vera quella che raccontiamo qui, la storia di un uomo Arrotino che scopre che presto diventerà padre.

E’ stato un anno stupendo per me, con tanti momenti indimenticabili e questa notizia per quanto inattesa mi sconvolge il delicato equilibrio mentale.

Mi sembrava una doverosa premessa per presentarvi la mia ultima malsana idea 2.0:

Signore e signori è con grande orgoglio e profonda ignoranza mentale che vi presento: http://pernicolo.wordpress.com/ il Blog in cui l’Arrotino racconterà l’esperienza più stravagante della sua vita: Attendere un figlio(a)

Ecco un estratto dal primo articolo: Nicolò (o Nicolo) è un cuoricino pulsante di vita nella pancia della donna che amo. Lo abbiamo visto in uno schermo bianco e nero! E’ un miracolo che ha il potere di cambiare le persone, un miracolo tanto inaspettato quanto agognato. E’ un’avventura nuova per me che di avventure ne ha affrontate tante, ma una di quelle che credo valga la pena raccontare ed immortalare…

I primi due articoli sono online:

Ciao cuoricino che batte!! – Serie 1 Episodio 1

La ginecologa russa e la prima foto – Serie 1 Episodio 2

ho deciso di raccontarli tipo una Serie TV, con i vari episodi in ordine cronologico. E’ un gioco, se vogliamo anche molto azzardato visto che una gravidanza può riservare sorprese; ma è il mio modo di celebrare questo cuoricino pulsante di vita.

Tocchiamo il toccabile, ma se le cose dovessero andare male, almeno avrò immortalato la sua seppur breve esistenza in quelle pagine, nelle mie parole, nei commenti di chi mi vuole bene. Avrà quindi toccato comunque la vita di qualcuno… e sarà per sempre “indicizzato su Google!” ( a differenza di molti altri quarantenni vivi che conosco).

Se le cose andranno come spero, probabilmente non appena saprà leggere si vergognerà come un cane del padre che si ritrova, ma magari gli riuscirò a strappare un sorriso.

Non c’è quindi un motivo ben preciso, al momento mi sembra una buona idea e con il mio solito approccio “Perchè no?” vado avanti sereno e curioso.

Se capitate su quelle pagine non mancate di lasciare un saluto. Nicolo è il primo “feto” blogger e potreste aver bisogno di lui tra qualche anno hehe.

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29 luglio 2010 di Geom Alfieri 5 commenti

Diario di un Arrotino del Web

Voglio sporcarmi le mani!

Non sono un consulente, sono un Arrotino del Web. Non so dirti cosa devi fare, posso solo mostrarti, raccontarti cosa ho fatto e le lezioni che ho imparato. Insegno imparando da studente di Social Media quale sono. Non sentirete mai definirmi “Esperto” perchè domani ciò che conosco sarà gia vecchio. Diffidate degli esperti e seguite chi fa piuttosto che chi si eleva su pulpiti d’orati.

Non sono uno dei tanti consulenti impomatati ed incravattati che ti mungono come una vacca, facendo le cose che dovresti voler imparare a fare tu. Sono uno che si sporca le mani, che mettendoci la faccia, condivido le lezioni dei successi e anche dei fallimenti, cercando di non fare lo stesso errore due volte!

In questo Blog nato ad Agosto 2009 racconto storie; sono le esperienze che mi servono per fare meglio quello che faccio mettendomi in gioco. Racconto le storie di chi incontro, misurando il mio successo non solo dalle mie tasche, ma dal successo delle persone che ho incontrato in questo viaggio. Ogni tanto rileggo vecchi articoli e mi accorgo di quanto mi sbagliavo, ma vedo anche un percorso e lo condivido col sorriso.

Sono un Arrotino, da me non troverete nuove lame, affilo quelle che già avete, con le risorse di tempo, persone e denaro che avete a disposizione, perchè tutto è molto più semplice oggi… e chi vi dice il contrario sta solo cercando di vendervi qualcosa.

I Social Media sono conversazioni, opinioni ed esperienze e non sarà la tecnologia ad aiutarvi a partecipare, dovete imparare le 10 regole d’oro ed usare quello che siete, la passione che avete per quello che fate ed essere dannatamente veri ed onesti.

Veder nascere una storia e condividere la conoscenza e le esperienze che si incontra lungo la via credo sia interessante per chi legge più di ore di formazione aziendale. Il tutto in parole semplici, non per esperti specializzati, ma per chi si avvicina a queste nuove dinamiche esattamente come il sottoscritto.

Ricordate: Se non avete tutte le risposte, createvi un Network e fate almeno Buone Domande

Se volete collegarvi all’Arrotino del Web: Facebook, Linkedin, Twitter, Slideshare

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20 giugno 2010 di Geom Alfieri 1 commento

[ Comfort Zone ] ospiti di GirlGeekDinner Toscana

Sabato 14 Giugno [ Comfort Zone ] si è seduta allo splendido tavolo imbandito dalle GirlGeek Dinner Toscana in quel di Firenze.

Quando Francesca Barbieri qualche settimana fa è venuta a raccontarci questa sua nuova “avventura” non sapevo bene cosa pensare. Come ogni opera prima la difficoltà sta nel raccontare “intenzioni” piuttosto che promettere “risultati concreti”. Ma l’entusiasmo e la passione che trasmetteva parlandoci di Girl Geek Dinner Toscana (#ggdtoscana1) valevano più di mille parole e, pur non sapendo bene cosa aspettarci, abbiamo accettato l’invito.

Ho fatto questa premessa perchè a due giorni di distanza dall’evento, spero onestamente di ricevere un nuovo invito in futuro e consiglio caldamente ad aziende e persone (geek o meno) di avvicinarsi con fiducia e trasparenza a questo network di splendide ed appassionate “padroni di casa“.

Come detto durante il nostro intervento per un’azienda i mercati sono oggi conversazioni, esattamente come Social Media non è tecnologia, ma semplicemente idee, esperienze ed opinioni. Qualsiasi azienda dovrà (volenti o nolenti) misurarsi in questi ambiti in cui il messaggio promozionale cede il passo al dialogo. A tutti auguro di trovare sulla propria strada degli interlocutori tanto gradevoli e preparate, che vivono di passioni spontanee e trasparenti, desiderose di sedersi ad un tavolo, fare domande e capire per poi esprimere in libertà le proprie opinioni quanto queste Girl Geek!

Importanti sono le conversazioni ripetevano i Tweet in uscita dalla FNAC di Firenze, e di conversazioni e condivisioni ne abbiamo fatte tante.

[ Comfort Zone ] ha cercato di spiegare i propri piccoli passi in questo mondo nuovo, condividendo apertamente strategie e speranze per il futuro, anche se la strada è ancora lunga. Le aziende si stanno muovendo titubanti, ed in un mercato sempre meno competitivo e sempre più collaborativo sono persone come quelle incontrate in questo evento che potranno dare un vero impulso al successo di modelli nuovi ed innovativi. Non sarà la tecnologia, ma le invidiabili passioni di persone come le Geekgirl a rendere il business un mondo in cui poter cogliere e condividere opportunità.

Ringraziamo (e ci scusiamo umilmente per aver sforato nei tempi) Erica Gnoni di b2commerce, Marco Monaci di Cantina Pieve Vecchia, Claudia Martino di Sigma Online, Silvia Fossati di Colorised e il fenomenale Simone Attanasio di Register.it oltre naturalmente alle splendide “padroni di casa”.

Alla prossima!

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14 giugno 2010 di Geom Alfieri 3 commenti

The future cannot be predicted – it has to be created

K.Nordstrom from the Institute of International business in Stockholm stated:

The future cannot be predicted – it has to be created

Times have changed: Global competition (in an oversupplied world with increasingly perfected markets) kills average product offerings and performers. Being average and unaware of new inspirational processes and experiences occurring all around is no longer an option.

The main elements are still the same: Technology, institutions, people and firms are like ingredients necessary to bake a socially sustainable pie, however these ingredients have evolved and the recipe has changed!

The future has to be created! Therefore let’s place these ingredients in front of us and match them together in an innovative way: Let us connect the dots!

Jonas Ridderstrale and Kjell Nordström in March 2000 wrote
The key to success in the old economy was ‘costs’ and ‘scale’. In the new economy the organization of production is becoming more flexible, products are becoming weightless and ‘non-cost’ factor competition is essential

Jonas and Kjell, amidst the exciting New Economy bubble generation were talking about a new approach they called “funky business” without even knowing that 5 years later the internet would have offered just what the doctor ordered: “WEB 2.0”.

In spite of the bubble bursting DotCom era they had however nailed down the real issue:
The business of the future would have been dependant on ‘Intangibles’ such as speed of response to market demands, innovation, reductions in the life cycle of products, quality, design, differentiation/customisation of products to niche markets, after sales servicing, new management methods and business organisation, the capacity to co-operate in inter-firm business networks”.

These elements are now the key to firms competitiveness in the global economy.

People: In this new economic environment subject to accelerated technological change, the key sources of wealth creation are directly related to the capacity to translate information and knowledge, in the form of intellectual capital, into economic opportunity. Knowledge creation, dissemination and adoption through innovation are replacing natural resources endowment, location and the efficiency of physical labour as competitive factors.
People and their ideas (not machines) are at the very center of firms competitiveness. More than ever, availability of quality human capital (and lifelong education and training) is the key to innovation and competitiveness.

Institutions: Traditionally the role of institutions has been to simplify however not renowned for their creative, innovative and entrepreneurial abilities, but they are changing and they must.
In a wired world, where knowledge can easily be detached from places and people, competitiveness will depend on having the best system and institutional environment. The economic success of the Anglo Saxon institutions in late 90’s was mostly due to the fertile ground for developing and utilizing knowledge. The key has been creating an environment whereby ideas could be created, tried out, tinkered with and exploited.
The European Union, for example, was created and it is evolving on the assumption that free circulation of people and goods implies in fact a reduction of all constraints and provide an opportunity for competition, enlarging potential clientele, reducing uncertainty, and maintaining stability. It is time that these institutions act upon that not only within the European boundaries but also on the outside.

The rapid technological change brought by Web 2.0 is opening up new opportunities and pumping up new trends through the increased use of Information and Communications Technologies at the core of business processes and market relations. This is why less favored regions and their firms cannot afford not to be properly connected into this knowledge-based networked economy. It follows that regional institutional policy also has to cope with the new challenge of the so-called ‘digital divide’ between those regions that are ‘connected’ and have the ICT skills, infrastructures and access to sources of innovation, and those that have not.
In general, competitive advantage will go to those places which can attract and quickly mobilise the best people (‘knowledge workers’), resources and capabilities required to turn knowledge into new business ideas and commercial products and processes through innovation.

Institutions and firms should therefore join forces in order to contribute to the development of intercultural dialogue and to support cultural diversity, factors seen as favouring the process of regional integration, participation in civil society and the reinforcement of industries in the sector. Just open the window, have a stroll downtown and you will realise that we are truly global.

Technology: I believe we are assisting a fundamental social shift. Web 2.0 is a Social revolution rather than a mere technological one. The real three pillars are “Collaboration, Reputation and Merit”.
Furthermore information is now provided directly by the very same people that traditionally use to benefit info passively; they are now active contributors and commentators. They call it “bottom up” self regulating and democratic flow of information.

Social Media are “the new ingredient for our pie”, and the line that can truly connect the dots between people, technology, institutions and firms. This is because the true power of this revolution goes well beyond favoring connectivity between individuals.
Thus thanks to these new tools there has never been a most favorable time to share ideas, translate information and knowledge, in the form of intellectual capital through proactive “bottom up” interaction.
“Participation” is the name of the game and one excellent opportunity to evolve and innovate. Many major firms are already Using Social Media to change their internal cultures” (see Jeremiah Owyang article on that).

Concluding, at one side there is an unstoppable young movement striving to exploit its own true potential though Twitter, Google, Facebook, publishing, sharing and editing their own content, accessing a volume of information never accessible before. One the other there are evolving firms and institutions striving to improve their competitiveness in order to attract and quickly mobilise the best people, resources and capabilities.

Let us work together to connect the dots and turning knowledge into new business ideas and commercial products, and inspiring new processes and practices through innovation.

Enjoy the pie!!

Articolo pubblicato su Eugad Development Communication in Action: steps and tools

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25 maggio 2010 di Geom Alfieri Nessun commento

Social Media – Ciò che non avete mai osato chiedere

11 maggio 2010 di Geom Alfieri 2 commenti

Social Media, statistiche per le vostre ricerche

Social Media in numeri?

Se ne parla tanto ultimamente, così ho pensato di raccogliere qualche informazione statistica utile a capire di cosa si sta parlando in termini quantitativi:

Raccogliere statistiche in rete non è facile, tante fonti, raccolte in momenti diversi, spesso con risultati contradditori.

Vi invito quindi a prendere questi dati come una indicazione generale (domani i dati saranno già vecchi, vista la velocità di crescita del movimento).

Nel mondo:

Esistono almeno 206.675.938 di siti web, con circa 80 milioni attivi; Fonte Netcraft (2010). Ora saranno molti di più.

2 utenti internet su 3 visitano Social Network; Fonte “What the f**k is Social Media” (vedi presentazione sotto per altre statistiche incredibili)

Wikipedia ha circa 20 milioni di articoli in più di 200 lingue diverse; Fonte Sardine Blog (Oct2009)

Twitter nel mondo ha oltre 100 milioni di utenti. A dic 2009 Twitter ha superato il miliardo di Tweet (cinguettii); Fonte Kameloo .

Linkedin oltre 30 milioni di iscritti, 100,000 nuovi utenti giorno; Fonte Wikipedia 2009

YouTube circa 20 milioni di visitatori al mese. Il quarto portale più visitato al mondo, dopo Google, Msn e Yahoo! 6,5 miliardi di video visti (65,000 nuovi al giorno); (Sett2009)

Internet e Social Media in Italia:

Internet: 24,2 milioni di utenti online, significa circa il 46% della popolazione totale; Fonte Nielsen (Mar2010). Aumento di oltre 3 milioni nell’ultimo anno. Ad Aprile 2009 erano 21 milioni; Fonte Comscore.

Copio e incollo da BitMat i dati più significativi che riguardano l’Italia: Il 46% degli italiani, 24 milioni, utilizza Internet ogni settimana, il 43% degli italiani naviga tutti i giorni della settimana, e il 31% del totale degli intervistati dichiara di non poter vivere senza.

Le attività più popolari via web risultano essere: email (75%), social networking (37%), instant messaging (32%), film, Tv o video clip (24%), classifiche e recensioni (24%) e musica (17%).
Il 58% degli utenti dichiara di non poter vivere senza email e l’86% utilizza una connessione a banda larga (19,9 milioni di utenti), 52% wireless (10,4 milioni di utenti). Il 67% vive come conseguenza importante di Internet il poter mantenere i contatti con amici e parenti, il 40% ha potuto scegliere prodotti e servizi migliori, il 35% ha prenotato più vacanze e organizzato viaggi e il 32% ha gestito meglio le proprie finanze online. I siti più visitati sono quelli di news (59%), viaggi (45%), banche e assicurazioni (43%), confronto prezzi (42%), informazioni locali (39%) e film (32%).

Nella scelta di un prodotto o servizio, il 35% considera le recensioni online un’interessante fonte di informazione, sia su siti di marchi famosi (34%) sia di rivenditori conosciuti (25%). La rete svolge un ruolo sempre più importante nelle decisioni di acquisto. Il 51% dei navigatori nostrani dichiara di cambiare idea su quale brand acquistare dopo aver effettuato una ricerca online, il 30% se si tratta di un prodotto di elettronica di consumo.
Per quanto riguarda gli acquisti più popolari: 73% ha acquistato vacanze online, 64% libri, 57% biglietti di viaggio, 43% elettronica di consumo, 41% abbigliamento.

Facebook, nel mondo ha ampiamente superato i 400.000.000 iscritti. In Italia sono 13,183,940 gli utenti in FB; Fonte Facebook (Dic2009).

Twitter in Italia sta salendo più gradatamente: Solo 213,000 utenti; Fonte ImpresaPratica (Ott2009)

Linkedin oltre 1 milione di iscritti (sito era solo in inglese fino ad una settimana fa, ora disponibile in Italiano si aspettano una sostanziale crescita); Fonte QuoMedia

Tempo online: Utenti Italiani passano online 46 minuti al giorno; Fonte Nielsen (Feb2009)

Blogs: In Italia a Dicembre 2008 si stimavano circa 400.000 blog attivi con oltre 10 milioni di contenuti, Fonte Liquida. A febbraio 2009 si parla del 4% di utenti online italiani che scrivono su un Blog.

Ora che avete i dati, per convincervi che i Social Media non sono solo una “moda passeggera” vi lascio con a splendida, nuova ed aggiornata versione “One year later” della mitica Marta Kagan e del suo ormai famoso:

View more presentations from Marta Kagan.
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29 aprile 2010 di Geom Alfieri 2 commenti