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Giosuè 2.0 ferma il Sole – 9° Comandamento

10 Comandamenti Anti Crisi: ReBrand Yourself

9° Comandamento:

    Non siete più passivi consumatori, ma contribuitori “attivi e proattivi”… devono temervi!

Prima che la comunicazione fosse accessibile a tutti e fruibile (in potenza) da tutti, il consumatore rimase per lungo tempo un soggetto passivo, semplice ricevente da bombardare di messaggi e strumenti di decodifica. Teoria del proiettile magico, teoria dell’ago ipodermico, teoria del bandwagon, copycat effect: qualsiasi nome scegliate, il concetto di base resta il medesimo, media di massa per una massa di idioti.

Ops!, non offendetevi, uso questo aggettivo così come lo intendevano i Greci: l’idiòtes era l’uomo non-pubblico, incolto, poco avvezzo alle “cose del mondo”. Un ignorante di sé e di ciò che lo circondava e, per questo, facilmente manipolabile.

Le imprese lo sapevano bene: nel post-taylorismo anni Novanta erano loro a suscitare bisogni in noi al grido di “Non puoi vivere senza il mio prodotto!”. Hanno omologato le nostre abitudini, hanno influenzato le nostre scale di valori, alla ricerca di desideri inappagati e frustrazioni per le quali farci spendere.

Con la diffusione di Internet e, più precisamente, con la sua evoluzione 2.0, si è sviluppata una forma di comunicazione dove non è la massa, bensì l’insieme di diverse entità ad esprimersi partendo dalle singole prospettive. Come accadeva nei Settecenteschi caffè dove, tra bottiglie verdi e artisti senza un soldo, la bella gioventù si scambiava informazioni e notizie, commentava politica e nuove correnti, creava movimenti, ideava rivoluzioni, in poche parole faceva opinione.

Siamo come loro: squattrinati ma curiosi, con in mano un potenziale infinito che rende davvero biunivoca la comunicazione.

Un esempio pratico:

Una sera d’inverno,  il Geom Alfieri e l’amica Eleonora rimasero bloccati a Fidenza su uno splendido InterCity, il che ci costrinse a scendere nella bufera di neve e continuare il viaggio sull’auto di Simone. Dramma nel dramma, stavamo perdendo la partita del Parma, e dovemmo adattarci alla radio per ascoltare la cronaca delle azioni. Dopo l’avvento di TelePiù e Stream, molte piccole radio private furono costrette a chiudere i battenti e, da allora, ogni Società di calcio professionistico stipula un accordo con una sola emittente, la quale si impegna a trasmettere tutte le partite della squadra. Monopolio, come sapete, significa anche assenza di scelta per il consumatore. Se, come in quel caso, il radiocronista non sa raccontare le azioni, parla del tempo atmosferico e balbetta poche parole anziché aiutarvi a sopperire alla mancanza di immagini, non potete farci nulla. O così, o pomì, ci avrebbe risposto un famoso slogan.

Decisi a fare qualcosa, denunciammo questa grave défaillance sul già citato portale Parmafans dove, Pr77, alias Simone richiama l’attenzione di tutti su questo problema e presentando possibili soluzioni.

Per chi non riesce a districarsi tra pay-tv e partite non trasmesse, una radio efficiente è basilare (soprattutto visto che la suddetta radio è disponibile in streaming, amplificando quindi a dismisura la sua portata e il pubblico potenzialmente coinvolgibile). Sul topic si raccolgono le lamentele degli utenti ed ecco che, nella partita seguente, lo stesso speaker dimostra lievi miglioramenti, maggiore professionalità, meno racconti di colore e considerazioni personali sul meteo. Ci avevano sentito, e la radiocronaca era migliorata.

Ma non era abbastanza. Non solo utenti “passivi”, però, si dimostrano desiderosi di partecipare attivamente, ma anche un ex-speaker di Radio Onda Emilia, già commentatore del Parma nei tempi che furono.

Dalla lamentela si passa alle vie di fatto… si inizia ad essere Proattivi!

Il risultato della radiocronaca ancora non soddisfaceva, ecco quindi un elenco di “suggerimenti” specifici di chi il lavoro lo conosce e condivide la propria conoscenza ed esperienza sul forum.

Ma la radiocronaca non decolla come vorremmo. Logica conseguenza del suo contributo (e di altri IT wizards) è la proposta che nasce su quelle pagine, ovvero usare le tecnologie 2.0, in questo caso player scaricabili dalla Rete, per dare vita ad una web-radio indipendente.

Morale: Ascoltaci… o Azienda!

1° passo “Siamo insoddifatti!”,

2° passo “Non vogliamo quello che offri…Vogliamo quest’altro!”,

3° passo “Va bene, non ci soddisfi, lo facciamo da soli!”

Questa è una dinamica che sarà sempre più presente in futuro.

Aziende e loro manager impomatati perditempo “Ascoltateci!… o collaboriamo o siete rovinati!”

La chiave del mettersi in gioco in prima persona è proprio questo: non sai mai chi inizierà a giocare con te e quali opportunità possono aprirsi!

Noi potevamo fare finta di nulla, ma abbiamo preferito dare voce al nostro pensiero, dimostrando che, mentre un semplice consumatore subisce, un consumatore consapevole o, meglio ancora, un consumatore che produce contenuti può farsi davvero notare!

Il piccolo Giosuè ha finalmente la voce per gridare al sole di fermarsi sulla valle di Aialon…

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13 marzo 2011 di Geom Alfieri Nessun commento

La SQcuola Blog dei Preti Funky – Cosa serve ad un blogger?

Ci son momenti come questo in cui vorrei bruciare WordPress e le mie malsane smanie da blogger! Tranquilli, capita a tutti prima o poi.

Non so ancora bene cosa sia successo ma ho questo messaggio di errore in ogni commento che pubblico: “Warning: array_keys() [function.array-keys]: The first argument should be an array in C:\Programmi…” Ora vediamo di saltarci fuori; in fondo basta chiedere in google ed al proprio network la soluzione si trova (lesson #1 chiedi!).

Divagavo… mi ero messo a scrivere di altro, torniamo a parlare della Scuola Blog! Vedo che l’interesse si sta alzando, ne parlo in classe, ne parlo coi colleghi, ne parlo con amici bloggers e tutti sembrano alquanto interessati. Ringrazio ognuno di voi che mi ha scritto, o è venuto a far due chiacchere, o ha semplicemente chiesto di esser tenuto aggiornato qui.

Mi piace raccontare delle mie malsane idee, soprattutto perchè come sempre dico in aula, non è il prodotto finito che conta (basta che mantenga ciò che promette) ma è la storia di come arrivarci che è la parte veramente interessante. E’ quello che dico alle aziende ed è quello che dico a mio figlio ancora in pancia, la storia nasce sempre prima del suo primo vagito, e merita di esser raccontata.

E’ il viaggio che conta, è li che si impara, più ancora che all’arrivo!

La condivisione e la partecipazione trasparente di tutti i Preti Funky sono un elemento trainante, e la variabile che definirà il successo od il fallimento del progetto. Io ci metto la faccia, e le migliori intenzioni, ma nessuno sano di mente penserebbe di poterlo portare in porto da solo.

Il progetto è nato e sta muovendo i suoi primi passi. Iniziamo quindi a raccontare la storia dei suoi piccoli passi.
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Nei precedenti articoli abbiam parlato dell’idea, del “perchè no?” che la ha partorita. Oggi iniziamo a buttar giù qualche contenuto del corso:

La domanda è: Cosa deve avere nella propria cassetta degli attrezzi un buon Blogger? Penso che ognuno risponderebbe in modo diverso. Io ho una mia opinione, l’ho condivisa con altri Preti Funky e abbiam preparato questa lista:

Ho chiesto aiuto a tre bloggers. Ho chiesto di dirmi le loro idee. Spero di riuscire a trascinarli in questa avventura perchè, pur essendo molto diversi l’un l’altro, sono dannatamente bravi: Uno lo lasciamo “Misterioso” (per ora), Re Felix (ecco il suo Blog infuocato) e Fraintesa (ecco il suo candido sarcasmo pungente). Giudicate voi.

Part 1 – Tematiche Web 2.0 e Social Media
• Internet: dal ’69 ad oggi. Gli approcci nel tempo: web 1.0; web 2.0; web 3.0(Re Felix)
• L’evoluzione della rete, la nascita del Web 2.0 e il suo utilizzo (Blog Misterioso)
• Comprendere il Web 2.0: Come è nato, significati e opportunità di business. (Fraintesa)
• Conoscere l’importanza dei Social Media oggi, come vengono utilizzati e quali valori e principi li regolano (Blog Misterioso)
• Imparare ad usare e conoscere i social Network e comprenderne le loro metodologie d’uso (Blog Misterioso)
• Panoramica degli strumenti: sito istituzionale, blog, forum, piattaforme di social network (fb, tw, youtube, linkedin, flickr, siti di condivisione files) (Re Felix)

E’ un buon punto di partenza. Prima di metter le mani in rete e pensare a contenuti, è giusto capire le regole fondanti. Anzi, nello specifico io aggiungerei proprio le 10 Regole Fondanti dei Social Media. Per il resto condivido.

Dopo il primo importante modulo introduttivo, direi che siamo pronti ad abbinare teoria con pratica. Una cosa è capire le regole, un’altra metterle in pratica; ma facendo si impara, commettendo errori e rimediando, confrontandosi su contenuti quanto sul “cosa farci”.

Part 2 – Blogging (teoria, pratica)
• Conoscere il blog, da strumento di uso personale a business method (Blog Misterioso)
• Conoscere gli strumenti: blogging, microblogging, social Network, siti di condivisione file (Fraintesa)
• Imparare gli strumenti per creare un blog, le metodologie e gli strumenti (WordPress+Blogger) (Blog Misterioso)
• WordPress e Blogger: comprendere le basi tecniche dietro a queste due piattaforme (Re Felix)
• Comprendere l’importanza di un Corporate Blog, dalla creazione grafica-tecnica alle tipologie di linguaggio e strumenti da adottare (Blog Misterioso)
• Comprendere le caratteristiche specifiche di SMM Social Media Marketing e le regole fondanti da seguire, il linguaggio informale e le possibilità di marketing relazionale, esperienziale ed emozionale. (Fraintesa)
• Un social network per ogni bisogno: Flickr, Youtube, Linkedin, Deviantart, Tumblr, Friendfeed, Lastfm, Zero, Tripadvisor (Fraintesa)
• Alcuni strumenti d’aiuto per il social media marketing: gli aggregatori di blog, gli url-shorteners (Bit.ly) e i client per la gestione di più profili (Hootsuite) (Fraintesa)
• Introduzione al Web 3.0 Semantico. Conoscere le nuove tendenze e gli strumenti che verranno FourSquare, Trendsmap, crowdsourcing, content marketing. (Fraintesa)
• Blogging e comunicazione partecipativa: l’aspetto tecnico (Re Felix)
• Creazione del blog: il titolo e l’aspetto (template, windget, pluggin) (Re Felix)
• Gestione del blog: pagine e post; il testo e i contenuti multimediali (Re Felix)
• Indicizzazione: assegnazione URL, parole-chiave, tags, categorie (Re Felix)
• Navigabilità: archivi, indice, calendario (Re Felix)
• Layout e linguaggio html (Re Felix)
• Connettività e visibilità: i link (Re Felix)
• Connessione tra le piattaforme: le API (Re Felix)

Ma attenzione, non finisce qui. Un blogger deve avere nella cassetta degli attrezzi altre nozioni e strumenti. Nei prossimi articoli parleremo di alcuni “Add on’s” che si dimostreranno utili. Un esempio? Tecniche di Comunicazione, Photo e Video editing, Tecniche di Marketing virale, lezioni specifiche su Facebook, Twitter, Linkedin, Foursquare, Youtube (etc), tecniche di Listening per definire strategie, integrazione di online ed offline, creazione di comunity, creazione di e/o partecipazione a Forum, il potere di “domande e risposte” (Yahoo Answer e Linkedin).

Come vi sembra?

Se siete interessati a 1) fornire un contributo o 2) A partecipare ai futuri corsi come studenti. Contattate geomalfieri@gmail.com

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17 novembre 2010 di Geom Alfieri 5 commenti

Sansone sorride e sorprende! – 3° Comandamento

10 Comandamenti Anti Crisi: ReBrand Yourself

3° Comandamento

Acquistate e manifestate sicurezza in voi stessi, non lamentatevi ma sorprendete!…

Dicono: sorridi alla vita e la vita ti ricambia! Sarà vero?

In un tempo di crisi economica come quello che stiamo vivendo, è molto facile anzi del tutto naturale farsi prendere, emotivamente, da atteggiamenti negativi verso la vita di tutti i giorni.

La paura di perdere il posto di lavoro e quindi di doversi rimettere in gioco (per chi un lavoro ce l’ha), quella di non riuscire a trovarlo (per chi lo sta cercando) e l’angoscia di non avere più l’indipendenza economica, sono tutti sentimenti molto comuni di questi tempi e d’altra parte più che comprensibili e giustificabili.

Però, come ha sottolineato anche il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia all’inizio di questa crisi :

In tempo di crisi tra le cose da fare c’e’ soprattutto quella di tenere i nervi saldi, no al panico, no all’atteggiamento negativo che genererebbe ulteriore crisi.

Ovviamente la leader degli imprenditori italiani lanciando questo messaggio si riferiva al mondo dell’imprenditoria, ma credo che questa sua frase possa e debba essere adottata anche da noi comuni mortali, che saremo i più esposti alla recessione.

Dunque il lavoratore come si difende in una situazione come questa? Come può far fronte alla crisi?

Mi sono fatto un’ idea, permettetemi quindi di potervela esporre attraverso una serie di Enunciati!

  • Il mio primo Enunciato è: Niente allarmismi!

E’ il famoso “pensare positivo”, che per me significa “non avere pensieri negativi” .

Guardate, non si tratta della solita banalità new age, perché la negatività può essere estremamente pericolosa non solo nella vita di tutti i giorni ma anche sul posto di lavoro.

Con un atteggiamento di questo tipo non si fa altro che trasmettere ai propri colleghi e datori di lavoro emozioni quali l’ansia, la frustrazione, l’insicurezza nei propri mezzi, l’incapacità di raggiungere i risultati, la mancanza di volontà e di assumersi le proprie responsabilità.

San Francesco d’Assisi scrisse: “Stai attento a ciò che pensi e a ciò che dici, potrebbe diventare la profezia della tua vita

La nostra mente è determinante nel raggiungimento del successo o nel fallimento, anche lavorativo.

Non siete forse d’accordo con me?

  • Secondo Enunciato: No alla reattività, sì alla proattività!

Vi faccio questa domanda: sul posto di lavoro, di solito, avete bisogno di uno stimolo per agire oppure fate scelte consapevoli prendendo l’iniziativa?

Per farvi capire meglio la domanda vi posso dire che viene considerato reattivo colui che dipendendo eccessivamente dagli altri e dai vari stati d’animo negativi o positivi dell’ambiente in cui vive (o lavora) assume, di conseguenza e a seconda dei casi, un atteggiamento difensivo e auto protettivo oppure positivo.

Il proattivo è invece colui che, anche se gli altri lo trattano male, il tempo è brutto e gli sono capitate le peggiori sventure decide di stare bene lo stesso, perché la reazione agli stimoli esterni della persona proattiva è consapevole ed indipendente.

Io credo che per natura, chi più e chi meno, tutti saremmo proattivi ma spesso i condizionamenti esterni non ci consentono di esprimere al meglio le nostre potenzialità’, ci fanno sentire inadeguati e acconsentiamo a questo nostro stato d’animo di controllarci, diventiamo quindi reattivi, condizionati dall’ambiente sociale.

Ma in questo mondo del lavoro, ci sarà sempre meno spazio per i reattivi.

Se ogni giorno andate al lavoro pensando solo a svolgere il vostro compitino quotidiano per guadagnarvi la pagnotta a fine mese, cominciate fin da ora a preoccuparvi, perché i tempi stanno cambiando e le persone come voi potrebbero essere le prime ad essere licenziate e le ultime a ricollocarsi (o almeno a noi piace pensarla così, perchè sarebbe giusto che una persona migliore avesse l’opportunità che voi decidete di sprecare).

Vi faccio un esempio pratico. Pensate a qualcuno che lavora per Treccani, vendendo con il vecchio sistema del “porta a porta” le varie enciclopedie del catalogo della casa editrice. Questo metodo di vendita è ovviamente in declino, sia perché le persone non hanno piacere a far entrare in casa propria dei perfetti sconosciuti, sia perché l’avvento di internet ha mandato in grande crisi il settore (chi è che compra più dizionari in 5 volumi da 2000,00 euro quando può scaricare tutto gratuitamente da wikipedia?).

Oggettivamente il suo atteggiamento nei confronti del management dell’azienda sarà di tipo reattivo, puramente esecutivo; ma pensando al proprio futuro oltre che alle comprensibili frustrazioni, non facendo fatturato, rischia anche di perdere il posto di lavoro. In questa situazione qualcuno “decide di attendere”, aspettandosi dal management nuove idee e soluzioni. Altri agirebbero proattivamente, formulando proposte, parlandone con l’azienda, proponendo soluzioni alternative.

Poi vada come vada, però il suo atteggiamento “proattivo” è qualcosa di apprezzabile (merito) ma soprattutto costruttivo e formativo. Da una parte la stima del capo nei suoi confronti aumenta (e difficilmente sarà il primo a perdere il lavoro) inoltre si è misurato con dinamiche nuove, confrontandosi ed apprendendo, costruendo quindi del valore trasferibile nel suo futuro.

  • Terzo Enunciato: Apertura mentale!

Occorre avere un atteggiamento di “apertura” se si vuole campare in questo pazzo mondo del lavoro e togliersi qualche soddisfazione.

La concorrenza è e sarà sempre più spietata, perché la domanda di lavoro è sempre più alta rispetto all’offerta, per cui l’unico modo per rimanere a galla sarà quello di avere un atteggiamento mentale di “apertura” che in parole povere significa disponibilità a tenersi sempre aggiornati, a studiare, a muoversi, a fare esperienze lavorative che creino nuovi stimoli, dunque “mobilità”, non solo fisica ma anche mentale.

  • E infine, l’ultimo Enunciato: la condivisione della conoscenza!

Questo è un concetto base della filosofia Re Brand yourself! Un concetto fondamentale!

Sul posto di lavoro scambiate le vostre conoscenze e le vostre competenze con i colleghi e i datori di lavoro, ne trarrete vantaggio voi e l’azienda per la quale lavorate.

Un atteggiamento prettamente individualistico non giova a nessuno, e in questo il web 2. dovrebbe esservi di grande esempio.

Dan Tapscott, uno degli autori di Wikinomics dice “collaborare o andare in rovina” diventerà una legge globale.

Sorridiamo dunque ed iniziamo a “sgambettare!”

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4 ottobre 2010 di Geom Alfieri Nessun commento

Web 2.0 and new rules of engagement (appunti di viaggio)

Questo è un’articolo che scrissi il 3 Febbraio 2009, uno dei primi articoli di Blog con cui presentavo un progetto che sto pensando di tirar fuori dal cassetto: Funky Rev (i Preti Funky)

Il vostro affezionato Geometra ha passato dieci anni all’estero, e se ripensa a metà anni Novanta, quando lasciò l’Italia per poi tornarci l’anno scorso, non riesce a capacitarsi di quante cose siano cambiate, e di quanto questi cambiamenti abbiano modificato radicalmente il nostro modo di vivere. Sembra strano pensare a come potessimo vivere facilmente in un mondo senza sms, email, low cost airlines, dove per comprare un telefonino bisognava fare un mutuo, dove i CD erano una novità che stava ancora cercando di scalzare i vinili…

Il punto è semplice, il mondo è cambiato e sta ancora cambiando ad una velocità spaventosa.

Ogni cambiamento radicale muta le regole del gioco, Rules of Engagement (le chiameremo così). Proviamo a partire da alcuni cambiamenti che stanno già avvenendo tutto intorno, cambiamenti che si stanno materializzando più rapidamente in altre zone del mondo ma che, certamente, avranno un impatto sul nostro modo di agire, sia professionalmente (ambito in cui partirò) che personale.

Proviamo a definirle alcune di queste nuove Rules of Engagement

Osservazioni di un viaggiatore Web 2.0 :

Il mercato si sta spostando. Cambia il modo di interagire col cliente, il suo coinvolgimento diretto sarà sempre più evidente e marcato per cui occorre trovare piattaforme per comunicare e confrontarsi (peer collaboration). Non abbiamo più in mano il timone, il nostro talento sta nel modo in cui riusciamo a coinvolgere partners, clienti e fornitori, sia a livello professionale che emozionale.

Le figure professionali stanno cambiando, diventeremo sempre più liberi professionisti a partita IVA, ci misureremo con progetti, clienti e risorse differenti, i nostri skills, le nostre esperienze, la nostra creatività dovranno essere trasferibili in settori e ambiti diversi. Non più semplici professionisti ma veri e propri Brand, da promuovere con strumenti adatti.

L’uso delle lingue: L’inglese (come minimo) è necessario, così come la consapevolezza di modalità, culture e modus operandi diversi dal nostro (cultural management). Questo è un mercato enorme, aperto e trasparente, bisogna sapersi confrontare con chiunque e saper essere flessibili, eclettici e creativi. Per instaurare relazioni con i nostri clienti dobbiamo dialogare, farci capire e saper dare valore aggiunto.

Capacità di collaborare: Infine, quello che molti stanno facendo, occorre unire le forze, imparare e completarsi uno dagli altri. Lavorare insieme è fondamentale, anche a costo di abbassare i propri margini. Ognuno ha qualcosa da insegnarci e altrettanto da imparare, occorre sfruttare al massimo strumenti di Social media come piattaforme per interagire e confrontarsi, anche dall’altra parte del mondo se necessario.”

A distanza di due anni, ripeterei le stesse identiche parole.

Senza presunzione, mi piacerebbe scambiare appunti di viaggio con altri pellegrini itineranti con gli occhi aperti. Molte persone che incontro stanno valutando l’idea di evolversi ed avvicinarsi non solo a strumenti 2.0 (3.0) ma addirittura a nuovi aprocci “aziendali”. L’idea è di far nascere qualcosa di nuovo partendo da questi ragionamenti, ma per farlo occorre mettere in discussione le regole del gioco.

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11 agosto 2010 di Geom Alfieri Nessun commento

Le 10 regole per “Reputation Management fai da te”

Reputation Management è un campo professionale nuovo, che ha la pretesa di aiutarvi, come individui e come aziende a districarvi nella giungla dei Social Media. Questo articolo è “Reputation Management fai da te” (DIY do it yourself!), perché penso che con un po’ di buon senso ed onestà intellettuale si possa fare un buon lavoro ed ottenere risultati.

Potete contattare ondine degli impomatati consulenti da 2,000$ l’ora od ascoltare “a gratis” il sermone di un Prete Funky… la scelta è vostra! Il Prete Funky non si offende comunque e continua nella sua enciclica sui 10 Comandamenti da seguire per guadagnarvi il regno dei Cieli 2.0.

Ecco quindi i 10 Comandamenti per Reputation Management “fai da te”… per molti significherà cambiare completamente il proprio modo di porsi e mettersi veramente in gioco… ma se non credete ad un Prete Funky, magari date un occhiata a quello che vi dice uno degli esperti di Social Media Americani in quest’articolo:

  1. Siate onesti

Siate onesti parlando delle vostre “mancanze”. Riconoscete o per lo meno non negate le “deficienze” nei vostri prodotti, servizi o membri del team. Forse non siete i responsabili di queste problematiche, ma essere aperti e sinceri a riguardo vi aiuterà quando dovrete difendere la credibilità della vostra compagnia o del vostro lavoro.

2. Mai nascondersi

Mai nascondersi quando attaccati da utenti insoddisfatti, che siano clienti, bloggers o partners. Piuttosto alzate la mano e sforzatevi di rispondere in maniera intelligente. Scusatevi quando è necessario ed assicuratevi (e fate sapere) che il problema è seguito in maniera rapida ed efficace, senza ulteriori perdite di tempo e prima che altri utenti si accodino al problema facendovi sfuggire il controllo.

3. Tutto è pubblico e consultabile

Siate consapevoli che nel Web 2.0 tutto “esce in pubblico”. Quando si parla di internet non ci sono segreti. Sappiate che tutto ciò che dite (può esser riportato da altri) o scrivete, commentate, registrate sarà accessibile e consultabile online per gli anni a venire. Assicuratevi quindi che ogni vostra parola è misurata, comprensibile e correttamente associabile (parlate per conto vostro o dell’azienda?). Se non avete nulla da nascondere non avrete nulla da temere!

4. Mantenete un aspetto “professionale”

Il modo in cui apparite: il website, link funzionanti, mappatura sito, aggiornamenti costanti e continui, certifica la vostra professionalità a clienti, investitori, partners, collaboratori, dipendenti e giornalisti. Siate previdenti e fornite materiale per confermare la vostra reputazione; anticipate le possibili richieste di informazioni postando materiale in proposito. Fornite anche accessi facilitati a link esterni, ove si parla di voi (review, video e notizie)

5. Partecipate attivamente e fornite strumenti per il dialogo

Esistono strumenti che favoriscono le comunicazioni e condivisioni trasparenti e dirette come blog, forum. Createne sulle vostre pagine o acquistate visibilità su importanti (per voi) forum esterni ed assicuratevi il tono di quelle conversazioni sia quello giusto per voi. Se avete problemi di tempo assicuratevi che qualcuno (un gruppo di persone all’interno dell’azienda o consulenti esterni) partecipino a queste conversazioni che vi riguardano e mantengano alta la bandiera della vostra professionalità.

6. Social Networks sono lame a doppio taglio

Scegliete con cura a quali Social Network è meglio associare il vostro nome o brand aziendale. Scegliete quelli più adatti al vostro mercato e target e condividete le vostre esperienze con loro. Aggregate secondo valori e interessi comuni e fornite contenuto “arricchente”. Siate consapevoli che alcuni strumenti di Social Network si sposano meglio di altri per le vostre comunicazioni aziendali; alcuni servono meglio per l’organizzazione di eventi. Conoscete questi strumenti e scegliete quello giusto nelle giuste circostanze. L’importante è farlo in modo efficiente e continuativo.

7. Dialogate con Bloggers

Non abbiate paura del confronto, un dialogo aperto è ben percepito da bloggers ed un buon inizio per instaurare relazioni professionali con benefici comuni. In fondo loro possono veramente influenzare con le loro opinioni e commenti la vostra reputazione.

8. “Live up to Google”

Questo motore di ricerca è diventato un fenomeno mondiale per il servizio puntuale e preciso che ha offerto sin dal primo giorno; tutti lo sanno e tutti lo adorano per quello. Assicuratevi quindi che ciò che scrivete meriti di essere nelle sue pagine.

9. Confermate la vostra reputazione giornalmente

Siate presenti in modo continuativo, per evitare sorprese e per esser pronti a reagire immediatamente. Esistono numerosi strumenti per agevolarvi in questo, alcuni dei quali vi inviano un report dettagliato ogni mattina senza che voi facciate nulla. Molti di questi strumenti sono Open Source (gratuiti) altri a pagamento. Ne parleremo dettagliatamente nei prossimi articoli.

10. L’Azienda del futuro è Aperta, Onesta e Coerente

Le Aziende e gli individui che riusciranno veramente ad accrescere la propria visibilità, riusciranno ad imporsi sulla concorrenza ed avranno una lunga vita sposano e comunicano chiaramente dei valori che condividono con i propri utenti. Loro abbinano le proprie azioni a questi stessi principi con coerenza e passione (percepibile). L’ambizione principale è la soddisfazione dei propri clienti e questo traspare nella decisione con cui si pongono nel proprio ruolo, garantendo qualità e considerazione. It talks the talk and walks the walk (quello che dicono è quello che fanno).

Altri articoli sulla Reputazione 2.0

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30 novembre 2009 di Geom Alfieri Nessun commento

I comandamenti di Twitter – come usarlo in Business – Part 1

Greetings fella!

Rieccoci qui! Oggi parliamo di Micro-blogging come strumento aziendale di promozione e comunicazione (business quindi).

Molte aziende, soprattutto negli Stati Uniti, stanno capitalizzando sulla popolarità di Twitter per aprire nuove opportunità commerciali e migliorare (consolidare) le relazioni con i propri utenti online. Twitter è pratico ed immediato, e dà dipendenza e per questo millioni di utenti lo usano costantemente.

Strategicamente quindi è uno strumento importante, e se usato con raziocinio e buon senso, può facilmente e velocemente incrementare il bacino di clienti ed aumentare le vendite. Abbiamo gia spiegato nelle pagine di FunkyRev come funziona, il suo possibile impatto a lungo termine raccontato alcuni esempi concreti Twitter e Governo e Twitter per la Casa

Procediamo quindi, prendendo spunto dall’interessante articolo di Sebastian su www.discsalesstyles.com vediamo ora alcuni suggerimenti concreti per utilizzare Twitter come strumento di marketing:

Partiamo con i primi due, nel prossimo articolo ne vedremo altri.

1) Usate Twitter per monitorare la vostra Reputazione.

Lo strumento di ricerca di Twitter è estremamente efficace e ti permette di controllare le conversazioni che riguardano il tuo business. Si può quindi considerare un ottimo strumento per monitorare la reputazione aziendale “Reputation Management” appunto. Un opportunità quindi per sapere rapidamente cosa si dice del vostro marchio (o di voi come individui), cosa si dice dei vostri concorrenti, e del settore in generale. Queste sono informazioni rilevanti, indirettamente possono darvi degli spunti per migliorare o modificare le vostre strategie e comunicazioni e migliorare la profittabilità dell’insieme.

2) Tenete I vostri “followers” (network di utenti che vi seguono) aggiornati.

Una volta aperto questo canale di comunicazione, dovete essere attivi e costantemente mandare “tweets” ai chi “si prende la briga” di seguirvi. Trattateli con rispetto, potreste aver bisogno di loro. Scegliete inoltre con cura gli utenti “Following” (network di utenti che voi seguite, ed i cui Tweet ricevete), scegliete utenti e brand che utilizzano Twitter per il loro online marketing, perché c’è molto da imparare da loro. Fate il possibile per assicurarvi che chi “seguite vi segua”, soprattutto quelli con molto traffico. Usate anche il loro traffico per i vostri messaggi di marketing ma non esagerate, mai dimenticare che Twitter è uno strumento di social network e non una macchina pubblicitaria. Cercate di mandare messaggi quanto più utili e significativi che potete. Pensate a ciò che fareste se foste inondati di messaggi promozionali SPAM da qualcuno, con un semplice click lo blocchereste; usate lo stesso metro di valutazione per i vostri tweet. Alternate piuttosto messaggi marketing ad altri di carattere personale, spiegando le attività in cui siete coinvolti, le difficoltà al pari dei successi.

Articolo disponibile su funkyrev.com

Continua… preparatevi per Part 2

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21 settembre 2009 di Geom Alfieri Nessun commento