Posts Tagged ‘consulenza aziendale’

Tracce e Sentieri in Facebook – Guida umana all’uso

Rispolveriamo le pagine dell’Arrotino, dopo che nei mesi scorsi la SQcuola di Blog mi ha tenuto in ostaggio sulle sue pagine.

Social Media per le Aziende

Se ne parla tanto, ma fatico a trovare una guida “umana” all’uso, provo a buttarla giù io.

Sia che siate un’azienda multinazionale che un impresa locale è innegabile che la rete oggi offra enormi opportunità. Migliaia di strumenti, tra cui scegliere a seconda dei propri obiettivi, risorse e target, possono aiutare a generare business o fare semplicemente attività di “branding” (promozione) sia a livello globale che locale.

Tutti si stanno muovendo, prova ne è il crollo della “pubblicità televisiva e cartacea” a discapito di un vertiginoso incremento di attività online.

Stiamo tutti allineandoci a questa consapevolezza, in modo quasi frenetico “buttandoci” in questo mondo affascinante, spesso senza veramente conoscere le regole e soprattutto i rischi.

Pochi si rendono conto che è un’attività impegnativa, fatta di ascolto e dialogo, fatta di relazioni che vanno coltivate, di reputazione basata sul merito piuttosto che su monologhi auto-celebrativi o poster statici.

La buona notizia è che, seppur in un mondo virtuale, le regole del gioco non si distaccano più di tanto da quelle che regolano le nostre vite, buonsenso in testa.

Un esempio concreto, entrando in un bar pieno di gente per la prima volta come vi comportereste? Iniziereste ad urlare il vostro messaggio? Girereste tra i tavoli lasciando locandine o improbabili portachiavi luccicanti? Come vi comportereste se qualcuno lo facesse a voi mentre siete comodamente seduti a farvi gli affari vostri?

Ecco che la prima regola è chiara: Non fate nulla agli altri che non accettereste di buon grado voi stessi. E non illudetevi, a nessuno piace esser importunati da SPAM indesiderato, ci sarà chi vi ignora e fin li tutto bene o quasi, il problema nasce quando qualcuno si inalbera e vi mette in cattiva luce davanti a tanta altra gente. Meglio non rischiare.

Altra regola importante di qualsiasi tipo di commercio è comunque quella di andare ad esporre i prodotti in vendita nei luoghi di passaggio, nelle piazze, nei bazar e mercati affollati. Difficilmente un vicoletto buio ed angusto può garantire la visibilità che i vostri prodotti e servizi meritano.

E’ sbagliato pensare che Facebook sia una piazza e che basti avere un profilo per apparire, promuovere e vendere.

Facebook è una enorme città di 850 milioni di persone, fatta di piazze, vicoli, bar, teatri e vicoli angusti. Esserci non basta, occorre scegliere le piazze ed i bar giusti, rivolgersi a chi parla specificatamente dei vostri servizi/prodotti, chi vi cerca. E se “aprite bottega” in questa città dovete lavorare per saper trasformare anche un vicolo buio in una piazza trafficata, esattamente come fareste nel mondo reale.

Raffaella Gagliano spiega molto bene in questo articolo pregi e difetti di uno strumento che si evolve.

Ma come farlo se non possiamo usare le leve promozionali a monologo di un tempo? Come farlo se dobbiamo considerare la suscettibilità delle persone a cui ci rivolgiamo? Come possiamo farlo se già migliaia e migliaia di persone parlano dei miei argomenti?

E’ più semplice di quello che sembra: partite dai vostri clienti abituali, dialogate e fate in modo che siano loro a parlare di voi ed a portare il vostro nome in giro per la rete!

Gli strumenti di Social Media non sono un mondo a sé stante, ma una estensione virtuale del vostro modo di relazionarvi con clienti ed amici, e su quello occorre costruire.

Se lavorate bene, se seguite dei valori condivisibili, se avete rispetto di ciò che vi circonda questo emergerà all’esterno. Al contrario, se siete maleducati ed arroganti, intolleranti e psicotici siete in grossi guai, perché emergerà ancora più prepotentemente.

Avere una presenza su Facebook significa continuare a fare dannatamente bene quello che fate, e meritarsi l’attenzione, il rispetto e la gratitudine dei vostri clienti. Significa ascoltarli, rispondergli e dialogare con loro e continuare questo dialogo anche quando il cliente è uscito dalle vostre mura.

Se questo lo fa Nike, Coca Cola, H&M e Jovanotti non c’è motivo per cui (facendo le debite proporzioni) voi non possiate fare lo stesso nella vostra nicchia. Il meccanismo è identico e per voi è forse meno complicato che non per loro.

Ci sono parole come “follower” o “Mi Piace” o “Check in” o “Tip” e persino “Amici” che meritano la vostra attenzione. Sono parole che hanno un significato profondo, ed, abbinate a strumenti ben precisi, sono la traccia di un collegamento ed una relazione binaria, tracce di dialogo destinate a restare in rete davanti agli occhi di tante altre persone.

Sono tracce che possono marcare un sentiero dietro di voi, sentiero che può essere seguito da altri passanti incuriositi dalle storie che emergono e dalle testimonianze degli interlocutori; sentieri tracciati e segnalati che li porteranno a voi.

Disegnare questo sentiero è vostra responsabilità, fare in modo che racconti una storia genuina e che trasmetta valore è nelle vostre mani. Non fatelo e ci penserà qualcun altro a farlo e non è detto che sia una buona idea.

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6 marzo 2012 di Geom Alfieri Nessun commento

Il segreto del successo sui Social Media per PMI

Si fa presto a dire quanto importanti siano diventati importanti per le aziende Social Network come Facebook, Twitter o altri.

E’ un argomento caldo, tutti ne parlano ma parafrasando un famoso blogger americano, per le aziende entrare su questi nuovi canali sociali è un po’ come il sesso per adolescenti; “tutti lo vogliono fare, ma nessuno sa bene come”.

E’ un mondo avvincente, ricco di opportunità ma con regole che esulano dalla comunicazione tradizionale fatta a monologhi (poster, articoli su riviste specializzate e pubblicità a cui siamo abituati).

Aprirsi ad una comunicazione su Facebook per esempio significa esser pronti a dialogare, a rispondere rapidamente a clienti esigenti, a replicare ad eventuali critiche, a trasmettere e condividere valori e storie emozionali. Contemporaneamente è quindi un mondo zeppo di pericoli  per chi non si confronta sposandone i valori e le regole. Sono infatti le aziende ed i brand quindi a doversi piegare a nuove logiche, adattandosi ed evolvendosi su un terreno “semi-sconosciuto” per molti; proprio per questo molte aziende sono ancora titubanti sul dafarsi.

Molte aziende hanno iniziato questo percorso con risultati contrastanti. Chi può già contare su un brand conosciuto ed una presenza riconoscibile non ha problemi a farsi “seguire”da numerosi “fans” in tutto il mondo. Ma non è detto che questo basti.

Aprire canali social brandizzati dove pubblicare contenuti variegati (non solo Facebook ma anche YouTube, Flickr, LinkedIN, Twitter, Foursquare, Slideshare ed altri) non basta; occorre come detto “interagire” e dare valore.

Essere presenti può agevolare la promozione del brand, elevare la reputazione del marchio e conseguentemente aumentare le vendite ma senza vera interazione si rischia di risultare “disinteressati e chiusi” pur essendoci. Aprite una pagina di Facebook dove l’ultima interazione è di mesi addietro, oppure dove nessuno si è degnato di rispondere alla domanda di un utente, cosa pensereste di questa azienda? Vi invoglierebbe a contattarla?

Dalla partecipazione ed il coinvolgimento degli utenti possono nascere sorprendenti iniziative e risultati, inclusa la creazione di progetti condivisi tra un’azienda ed i suoi stessi clienti. E’ qui che si nasconde la vera opportunità “social”. Oggi queste opportunità riguardano la creazione di storie condivise, partecipative e coinvolgenti. Avvicinandosi in ambito “Social” le aziende devono sempre più smetterla di preoccuparsi del prodotto finito ma iniziare a pensare a come si arriva a quello stesso prodotto finito, e raccontare e condividere quella storia. Ecco spiegato come mai YouTube per esempio pullula di video “making of… o behind the scene” con milioni di visualizzazioni. Una storia di come arrivi ad un prodotto, dove persone creano e condividono idee incuriosisce, stimola, insegna e crea relazioni personali; ad un marchio od un prodotto finito raramente ci si relaziona allo stesso modo.

Coinvolgere i propri clienti nella fase ideativa significa assicurarsi inoltre dei “veicoli promozionali” (definizione orribile ma rende l’idea) per far arrivare quelle stesse storie in luoghi altrimenti inarrivabili, attraverso il passaparola (vero motore di spinta in rete).

Un altro suggerimento utile nell’utilizzare questi nuovi canali comunicativi, prima ancora che promozionali, è quello di essere dei realisti!

Essere realisti significa applicare le stesse regole che usereste nelle vostre relazioni personali, buon senso in primis. Ricordatevi quindi di rispettare le stesse regole del gioco. Non abbiate fretta, è un processo di crescita spontaneo come lo sarebbe se entraste in un bar per la prima volta senza conoscere nessuno; immagino non iniziereste ad strillare a sconosciuti per attirare l’attenzione.

Inoltre occorre essere realisti, prima ancora di innovativi. Cosa funziona nel vostro mercato? Sapreste scegliere cosa fare oggi e cosa funzionerà domani? E’ semplice, basta chiederlo ed ascoltare. Ricordate che essere sui Social Media non aggiusterà i problemi che già avete ma rischia di amplificarli.

Concludendo, azzeccare la strategia digitale giusta significa prima stabilire obiettivi “realistici”, usare tanto buon senso, ed allocare delle risorse di fiducia (soprattutto le persone giuste che sappiano parlare per vostro conto).

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3 novembre 2011 di Geom Alfieri Nessun commento

Hunting Stories for Social Media Business – Part 2

19 novembre 2010 di Geom Alfieri Nessun commento

La SQcuola Blog dei Preti Funky – Perchè no?

Premessa: Perché una SQcuola di Blog ?

I Social media stanno trasformando profondamente modalità e comportamenti collegate ad attività di fruizione di servizi ed informazioni, attività di acquisto e vendita prodotti, oltre che modalità di promozione ed advertising.

Una delle attività ormai consolidate in rete è l’utilizzo di strumenti Social Media per collegarsi con altri utenti (peer-network), ascoltandone opinioni ed esperienze. E’ innegabile che questa attività avrà un impatto diretto sul comportamento di acquisto online (selezione, raccomandazione, fiducia e infine acquisto) sempre maggiore. Questo processo spontaneo si sta ora evolvendo.

L’ evoluzione a cui stiamo assistendo coinvolge inevitabilmente le aziende, in quanto parte attiva del processo. Ciò significa che questi stessi navigatori sono ora sempre più desiderosi di collegarsi direttamente con aziende, marchi e management, secondo le medesime modalità di linguaggio, approccio e strumenti già radicate dal Web 2.0. Si apre quindi una fase di dialogo informale, emozionale, esperienziale e paritario a cui le aziende non possono sottrarsi; è un dialogo che rimpiazza le tradizionali comunicazioni aziendali a monologhi.

Per molte aziende questa è una evoluzione traumatica, in quanto non sempre le risorse interne riescono ad adattarsi a queste nuove dinamiche, rendendo difficile accedere in pieno alle enormi potenziali opportunità offerte dai Social Media.

E’ in questo scenario sociale che la “Formazione” diventa fondamentale per il rilancio della competitività delle aziende.

Strutturare le corrette strategie Social Media richiede competenze variegate che coinvolgono aspetti tecnici (utilizzo degli strumenti, visibilità e indicizzazione su motori di ricerca,), di approccio relazionale (comunicazione di contenuti in ambito emozionale, esperienziale e ricreativo), di modalità di presentazione (aspetto grafico e fruibilità) di divulgazione (Social tools e diffusione virale di contenuti) di disciplina (continuità di interazione, 24/7) e di Public relation (Reputation Management).

In questo scenario Blogging (l’attività di pubblicare contenuti ed opinioni) è l’attività fondamentale da cui partire, essendo il punto di partenza per qualsiasi strategia di Social Media Marketing.

Concludendo, la Scuola di Blog si propone di lavorare dal basso usando la “Formazione” per dare valore (competenze) e fidelizzare utenti nuovi acquisendo visibilità.

1) Creare un Network di Professionisti New Media 2.0 tramite l’offerta di valore “formativo” (competenze, casi studio, strumenti e dinamiche).

2) Creare visibilità attraverso la partecipazione proattiva: Creazione di una piattaforma sempre più simile a Linkedin per partecipazione, condivisione competenze (Banca delle conoscenze) e valutazione del merito bottom up (che emergono dal basso).

Commento dell’Arrotino: Nei prossimi articoli approfondiremo i contenuti del Corso e gli attori coinvolti. Questa è solo la premessa con cui inizia l’elaborazione del progetto. Sto coinvolgento altri Preti Funky, sia all’interno del gruppo che al di fuori. Il fine è quello di avere delle persone dannatamente in gamba che possano fornire supporto, valore e competenze a chi si avvicina a questo nuovo incredibile mondo 2.0. Il progetto è nato e sta muovendo i suoi primi passi. Iniziamo quindi a raccontare la storia dei suoi piccoli passi.

Se siete interessati a 1) fornire un contributo o 2) A partecipare ai futuri corsi come studenti. Contattate geomalfieri@gmail.com

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11 ottobre 2010 di Geom Alfieri 4 commenti

Social Media, statistiche per le vostre ricerche

Social Media in numeri?

Se ne parla tanto ultimamente, così ho pensato di raccogliere qualche informazione statistica utile a capire di cosa si sta parlando in termini quantitativi:

Raccogliere statistiche in rete non è facile, tante fonti, raccolte in momenti diversi, spesso con risultati contradditori.

Vi invito quindi a prendere questi dati come una indicazione generale (domani i dati saranno già vecchi, vista la velocità di crescita del movimento).

Nel mondo:

Esistono almeno 206.675.938 di siti web, con circa 80 milioni attivi; Fonte Netcraft (2010). Ora saranno molti di più.

2 utenti internet su 3 visitano Social Network; Fonte “What the f**k is Social Media” (vedi presentazione sotto per altre statistiche incredibili)

Wikipedia ha circa 20 milioni di articoli in più di 200 lingue diverse; Fonte Sardine Blog (Oct2009)

Twitter nel mondo ha oltre 100 milioni di utenti. A dic 2009 Twitter ha superato il miliardo di Tweet (cinguettii); Fonte Kameloo .

Linkedin oltre 30 milioni di iscritti, 100,000 nuovi utenti giorno; Fonte Wikipedia 2009

YouTube circa 20 milioni di visitatori al mese. Il quarto portale più visitato al mondo, dopo Google, Msn e Yahoo! 6,5 miliardi di video visti (65,000 nuovi al giorno); (Sett2009)

Internet e Social Media in Italia:

Internet: 24,2 milioni di utenti online, significa circa il 46% della popolazione totale; Fonte Nielsen (Mar2010). Aumento di oltre 3 milioni nell’ultimo anno. Ad Aprile 2009 erano 21 milioni; Fonte Comscore.

Copio e incollo da BitMat i dati più significativi che riguardano l’Italia: Il 46% degli italiani, 24 milioni, utilizza Internet ogni settimana, il 43% degli italiani naviga tutti i giorni della settimana, e il 31% del totale degli intervistati dichiara di non poter vivere senza.

Le attività più popolari via web risultano essere: email (75%), social networking (37%), instant messaging (32%), film, Tv o video clip (24%), classifiche e recensioni (24%) e musica (17%).
Il 58% degli utenti dichiara di non poter vivere senza email e l’86% utilizza una connessione a banda larga (19,9 milioni di utenti), 52% wireless (10,4 milioni di utenti). Il 67% vive come conseguenza importante di Internet il poter mantenere i contatti con amici e parenti, il 40% ha potuto scegliere prodotti e servizi migliori, il 35% ha prenotato più vacanze e organizzato viaggi e il 32% ha gestito meglio le proprie finanze online. I siti più visitati sono quelli di news (59%), viaggi (45%), banche e assicurazioni (43%), confronto prezzi (42%), informazioni locali (39%) e film (32%).

Nella scelta di un prodotto o servizio, il 35% considera le recensioni online un’interessante fonte di informazione, sia su siti di marchi famosi (34%) sia di rivenditori conosciuti (25%). La rete svolge un ruolo sempre più importante nelle decisioni di acquisto. Il 51% dei navigatori nostrani dichiara di cambiare idea su quale brand acquistare dopo aver effettuato una ricerca online, il 30% se si tratta di un prodotto di elettronica di consumo.
Per quanto riguarda gli acquisti più popolari: 73% ha acquistato vacanze online, 64% libri, 57% biglietti di viaggio, 43% elettronica di consumo, 41% abbigliamento.

Facebook, nel mondo ha ampiamente superato i 400.000.000 iscritti. In Italia sono 13,183,940 gli utenti in FB; Fonte Facebook (Dic2009).

Twitter in Italia sta salendo più gradatamente: Solo 213,000 utenti; Fonte ImpresaPratica (Ott2009)

Linkedin oltre 1 milione di iscritti (sito era solo in inglese fino ad una settimana fa, ora disponibile in Italiano si aspettano una sostanziale crescita); Fonte QuoMedia

Tempo online: Utenti Italiani passano online 46 minuti al giorno; Fonte Nielsen (Feb2009)

Blogs: In Italia a Dicembre 2008 si stimavano circa 400.000 blog attivi con oltre 10 milioni di contenuti, Fonte Liquida. A febbraio 2009 si parla del 4% di utenti online italiani che scrivono su un Blog.

Ora che avete i dati, per convincervi che i Social Media non sono solo una “moda passeggera” vi lascio con a splendida, nuova ed aggiornata versione “One year later” della mitica Marta Kagan e del suo ormai famoso:

View more presentations from Marta Kagan.
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29 aprile 2010 di Geom Alfieri 2 commenti

Social Media – sustainable engagement

I had the privilege to work on a Listening Project with Davines, the family-owned hair care company known for it’s unique balance of beauty and sustainability.

27 years in the making, from a small courtyard in Parma (Italy) they can now count on 60 countries’ and offices in Parma, New York, Paris, Mexico City and London.

Additional expansion projects are on the horizon for 2010 as Davines will work to inspire and attract a larger global community. Clearly Social Media was not something they could ignore, but, unlike their competitors, their approach was clever and thoughtful. I honestly dig that!

Initially Education was paramount! Just like their products are created in-house, in a sustainable and honest fashion, they understood that their SMM approach had to reflect the same pattern.

Rather than getting out-sourced consultants and agencies to do the work on their behalf like most lazy companies wrongly do, they took a different path. They started organising training sessions for their employees (30 hours training in 2 months). This is where I got involved and why I’m not just promoting a brand but telling a real story based on firsthand experience.

Just like Chucksblog wrote telling EMC journey into Social Media:

It’s all about Proficiency! “We had to help our employees become comfortable and proficient at all this social media stuff — not only the tools, but the skills, behaviors and attitudes that are oh-so-important

After all, they will be the one taking it forward, and no external consultant will ever know “how to tell honest Davines’ stories” like they could.

The second phase was a Listening Project. I use to say “Let’s take a picture of what is going on online” then we can make informed decision on a strategy.

Listening: Who is talking about the brand, where, and what are they saying? Who is influential? Which Social Media tools are they using? And while we were at it… let’s have a look at what our competitors are doing and learn some good lessons.

This phase is now over, the findings have been shared among staff employees (not kept secret and solely accessible to Management) and all are participating and contributing to the decision making and next steps, according to the time and resources actually available. That’s an excellent way to engage! Slow but sustainable and steady progress.

Management kept regular informal meetings (Piadina party) whereby staff could share findings and discuss “what to do next“. According to their respective roles and responsibility each of them had a clear understanding of the tools available and their application for business purposes. I am fairly confident that each participant will make the most of Social Media; whether their angle is education, branding, PR Communication, event organizing, partner search, promotion, Facebook, Twitter, YouTube, blogging or else.

By so doing Davines are “Using Social Media to change their internal cultures” just like Best Buy, GE and EMC did only few months ago(see Jeremiah Owyang article on that).

It’s common sense, and Davines proves that it is not an exclusive prerogative of a Major Corporation with a large budget.

It’s smart business, economically viable, sustainable, transparent and participatory. I dig that!

Forget paying Bloggers for “Product placement and good reviews“, forget paying for good traffic ranking, or SPAM intrusive advertising, forget “push” marketing that despise the values-pillars of Web 2.0.

Davines are gently knocking at Social Media’s door, learning the rules, and they will in time find their own audience through dialogues and participatory activities, emotional and experiencial, that reflect both own and Web 2.0 values.

I know what you are thinking, but let me tell you again that this is an honest story and an example to follow! First time in my career as a consultant that I learnt more than what I taught ;-)

To conclude, here’s an amazing video that Best explain “Innovation, as a learning Process”

Innovation as a Learning Process from Roger Shealy on Vimeo (grazie a Stefano Principato per la segnalazione)

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16 aprile 2010 di Geom Alfieri Nessun commento

Strategie Social Media – La riscossa del "Perchè no?"

Buona giornata a tutti,

Oggi prendo uno spunto da una lezione di ieri sera, dove parlando con Rosario, Francesca RS, Andrea, Francesca DN e Rossella abbiamo discusso sull’avvento di nuove organizzazioni pseudo-aziendali che stanno emergendo: Peer to peer Collaboration, Social Business, Bottom up-Prosumers (ConsumAttori) Community e networked business, Self organizations, Crowd funding.

Il punto è semplice, stanno cambiando le regole del gioco e chi prima o chi dopo dovremo tutti considerare questi cambiamenti ed adattare le nostre risorse nel modo più adeguato alla nostra struttura aziendale. Si parte da un presupposto: Il cliente vuole davvero una esperienza integrata con una azienda (Warfield).

arrotino-gorillaIn questa situazione di transizione tra il Medio Evo e il Rinascimento 2.0 dominano le idee! Spesso sono quelle che ad un primo impatto possono sembrare delle assolute idiozie a produrre i risultati migliori.

Vediamo alcuni esempi di Rinascimento 2.0 in questo senso e ragioniamoci:

BStripe (così come altre aziende) ha aperto una sezione per assistenza clienti su Facebook!!! Ma dico, sono dei pazzi? Ma non significa che tutte le lamentele di clienti insoddisfatti saranno in bella vista nelle bacheche di migliaia di altri clienti?? E’ un idiozia non trovate? Eppure l’hanno fatto! Hanno oltre mille iscritti. Immagino la riunione direzionale in cui qualcuno ha lanciato l’idea, immagino i presenti che scoppiano a ridere pensando che stesse scherzando… e immagino qualcuno che nell’ilarità generale pronuncia sottovoce queste parole. “E perchè no?..” Risultato: Percezione di trasparenza, mettersi in gioco, velocizzare le comunicazioni e responsabilizzarsi. Questa è la classica “idiozia geniale” altro che no!

Vodaphone ha aperto un Blog “Storie da 190” nel Vodaphone Lab (laboratorio di idee) in cui raccontano i personaggi, le storie e la quotidianità di chi lavora nel loro Call Center. E’ un idiozia incredibile vero? A chi frega delle persone che normalmente chiamiamo quando siamo imbufaliti con problemi tecnici, ed i clienti potrebbero anche sentirsi presi in giro. Immagino la riunione direzionale in cui esce la proposta …e immagino qualcuno che nell’ilarità generale pronuncia sottovoce queste parole. “E perchè no?..” Risultato: Se ne parla in rete (promuove valori di trasparenza e autenticità), personalizza il servizio, non più fredde voci disinteressate da remote località rumene, ma storie di individui veri con problemi e difficoltà come tutti. Altra idiozia geniale!

L’ATAC (Azienda Trasporti Pubblici di Roma) ha sperimentato un servizio clienti con Twitter. Ce ne parla Markingegno nel suo articolo. Ogni cinguettio di utenti collegati si riversa su altri migliaia di clienti. Visti i ritardi, i problemi, interruzioni di servizi e inadempienze generali l’ATAC rischiava molto ad esporsi così. Ma come sempre qualcuno avrà pensato “Perchè no?”. Risultato: Beh, leggete voi qui e qui. Queste sono esperienze di clienti, statisticamente i migliori veicoli per promuovere un servizio. Altra “idiozia geniale”.

Ce ne sono molte altre, le racconteremo. Ma è importante pensare con una testa nuova in un mondo che cambia. Dell (multinazionale) ha 80 persone dedicate esclusivamente a Twitter, e conferma che questo strumento ha regalato oltre 1 milione $ di ricavi addizionali

Quindi siete pronti ad usare le vostre nuove parole magiche quando studiate le strategie aziendali?… ripetete con me… “Perchè no?”

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27 novembre 2009 di Geom Alfieri Nessun commento

Donne! E’ Arrivato l’Arrotino del Net!… Part 1

L’arrotino affila e sistema ciò che hai già in casa. Perché non usare lo stesso approccio online?! Anche noi siamo soluzioni in cerca di problemi.

Lo sapevi che si può rendere più funzionale ed efficiente un sito Web, secondo una strategia mirata a costi sorprendentemente bassi.

Sono Andrea Alfieri, nuovo responsabile commerciale di LEN STRATEGY S.r.l. e la mia è una scommessa. Dopo una lunga esperienza internazionale, sono rientrato in Italia e voglio mettere a disposizione le risorse di esperienza, conoscenza e formazione mie e della mia azienda.

Un’ora del mio tempo. Questa che offro è un’ora per informarsi, chiedere e prepararsi gratuitamente. Prepararsi per la ripresa inizia da qui.

Ci sono oltre 26 milioni di individui ed aziende in Internet solo in Italia, e tanti strumenti (molti gratuiti e semplici da usare) per comunicare con loro, promuoversi, collaborare e avere informazioni.
Offro l’opportunità di sedersi ad un tavolo e parlarne; condividere conoscenze ed esperienze, storie di successo che stanno emergendo.

Troppe aziende italiane non sono veramente consapevoli delle implicazioni, delle strategie ed opportunità di business legate a termini come Blog, Facebook, Twitter, S.E.M., Google, YouTube, Reputation Management, S.E.O. e stanno chiaramente perdendo opportunità commerciali e di crescita che altri, altrove, stanno cogliendo.

CLICCA PER PRENOTARE 1 ORA DI CONSULENZA GRATUITA

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Scusate se ho disturbato, ma credo in quello che faccio.
Buona giornata
Andrea Alfieri

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25 ottobre 2009 di Geom Alfieri Nessun commento

I Comandamenti di Twitter – Come usarlo in Business Part 2

Strumento di Democrazia od anarchia? Come usare Twitter in Business? Nel precedente articolo abbiamo dato due suggerimenti:

1) Usate Twitter per monitorare la vostra Reputazione e 2) Tenete I vostri “followers” (network di utenti che vi seguono) aggiornati.

Continuiamo a dare un occhiata a Twitter come strumento di Business per le aziende. Wow! quanta roba…

3. Il successo delle tue operazioni su Twitter dipende da molte cose, innanzitutto dal contenuto che offri, ma sicuramente il fine è quello di avere quanti più “followers” che puoi e creare una relazione su contenuti pertinenti per entrambi. E’ importante comunque sapere che quando arrivi a seguire 2.000 utenti e sei “seguito” da circa 1.800 followers il tuo account non ti permette più di aggiungere contatti, sei bloccato! Meglio quindi assicurarsi che i numeri tornino per evitare problemi tecnici come questo. Assicurati quindi che gli utenti siano quindi quelli che vuoi e non pensare solo al numero.

Il modo più semplice per legarsi agli utenti “giusti per te” (pertinenti con l’ambito in cui ti poni) è quello di usare la funzione People Search. Per esempio, se la tua attività è vendere prodotti per giardinaggio, metterai nel search box la parola “giardinaggio” (o in inglese gardening). In questo modo Twitter ti segnalerà tutte i profili che contengono questa parola (quindi interessati a). L’inglese sarà sempre la parola dominante, quindi non limitarti (almeno finchè Twitter in italiano prende piede) alla madrelingua; senza contare che molti utenti italiani online dialogano in inglese. Sii creativo nella scelta delle parole, mettiti nei loro panni e sperimenta quello che metteresti nel tuo profilo al loro posto. ! “Applica il buon senso” è sempre il miglior consiglio.

Una volta trovati individui che pensi potrebbero essere interessati ai tuoi prodotti, non assillarli, semplicemente seguili. La maggior parte di loro diventerà un tuo follower, se non altro per curiosità o cortesia.

Un altra funzione interessante è Twitter Search che segnala le conversazioni ed area di interesse (di cosa parlano). Seleziona i tuoi potenziali clienti e inizia a seguirli.

Entrambi questi strumenti ti permettono di costruire un bacino di “follower” ampio, ma necessitano di tempo e risorse. Magari dai un occhiata a questi strumenti per ottimizzare e velocizzare la ricerca
ViralFollowers.com oppure twollo.com che possono essere “tarati” per seguire dialoghi sui contenuti per te pertinenti e automatiamente seguire (follow) gli utenti coinvolti.

4. Quando hai dei “followers” assicurati di loro, rispondi ai loro “cinguettii” e considera il loro materiale se pertinente con la tua area di interesse.

L’idea basilare di Twitter è quella di facilitare le relazioni e tenersi aggiornati l’un l’altro; seguili e faglielo sapere, quelle relazioni potranno trasformarsi in opportunità. Le tue campagne di marketing ne beneficeranno. Queste relazioni si basano sulla fiducia, sulla considerazione ed attenzione reciproca. Non pensare di condividere, promuovere, ottenere consigli, e magari appoggiarsi al loro network per incrementare la tua visibilità online se non riesci a stabilire delle relazioni virtuali vere e continuative. E’ un lavorone, lo ammettiamo, ma è un opportunità.

Ti accorgerai presto che le relazioni cominciano in modo personale, ci vuole tempo, tatto come nella vita. Ma come nella vita partire con messaggi promozionali significa rompere le scatole a persone che vogliono dialogare. Quindi costruisci relazioni e solo in un secondo tempo manda i tuoi messaggi promozionali. Se non sei interessato a dialogare, ma solo a inviare “spot” nel vuoto, fai pure (buona fortuna), ma abbi l’accortezza di chiarirlo nel profilo. Il rispetto innanzi tutto.

Non improvvisare, pensa a chi ti legge ed a quello che faresti al suo posto. Essere parte di un network importante in Twitter porta il tuo messaggio nei luoghi giusti per capitalizzare gli investimenti in tempo e fatica, per molte aziende nel mondo è ormai diventato uno strumento imprescindibile al punto da dedicarci fior di risorse. E’ un percorso, dove imparerai facendo, seguendo l’esempio di guru http://twitterholic.com/ e concorrenti. Non avere fretta, impara e conosci la tua audience, dagli valore aggiunto in ciò che loro sono interessati.

Concludendo, che sia Microblogging, Social Networks o altro, ricorda sempre le 4 C: Contenuto (rispettoso, valore aggiunto) + Contesto (pertinente, a chi interessa) + Connessioni (creazione network) + Comunità (utenti interessati e fidelizzati) è solo in quest’ultima fase che il tuo messaggio promozionale avrà veramente effetto.

Per ora fate i bravi e non scordate di farci avere i vostri commenti.
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22 settembre 2009 di Geom Alfieri Nessun commento

SEO, SEM, SMO, SMM – Cosa sono?

Quasi tutte le aziende hanno ormai un proprio sito Web, se non un portale, e si scervellano a trovare modi di migliorare il proprio posizionamento (“ranking”) nei motori di ricerca. Ecco che negli ultimi anni nuovi strani termini hanno iniziato a girare in rete. Spieghiamo cosa significano:

La prima cosa che queste aziende dovrebbero fare per migliorare la propria posizione in ricerca è “Ottimizzare” il contenuto dei propri siti secondo requisiti più appetibili ai motori di ricerca. Questo processo si chiama S.E.O. (Search Engine Optimization)

OTTIMIZZAZIONE: Molte compagnie offrono servizi di analisi di vostri siti, anche in funzione dei vostri concorrenti e mettono in atto gli accorgimenti necessari per aumentare la “visibilità” in motori di ricerca quali Google (90% del mercato italiano), Yahoo, Bing o altri. In poche parole gli accorgimenti base per un intervento S.E.O. riguardano la definizione delle parole chiave per il quale volete essere cercati (es.assicurazioni, ponteggi, viaggi Cuba) e l’inserimento delle stesse nel contenuto del sito (a livello di codice se necessario). Inoltre si lavora con Meta-tags in descrizioni ottimizzando la struttura tag del sito. Si può inoltre lavorare con le immagini e con altri accorgimenti tecnici per raggiungere lo scopo desiderato.

Una volta risolti problemi “strutturali” il ranking dovrebbe migliorare in tempi brevi. A questo punto siete pronti al prossimo passo: “portare traffico”

Questa è la fase di PROMOZIONE del sito, chiamata S.E.M (Search Engine Marketing). Le tecniche sono variegate a seconda delle situazioni, ma in poche parole gli interventi possono interessare l’utilizzo di AdWords di Google (consigliato in Italia) associando il proprio annuncio (creato appositamente) a delle parole chiave selezionate . Pagando, Google ti assicura la presenza tra i “Siti sponsorizzati” in prima pagina (in giallo). Altri interventi utilizzano contextual ads (annunci nel contesto) o Directories specializzate nel settore di interesse, link building, banner pubblicitari. Le opzioni sono molteplici ed è consigliabile di confrontarsi con specialisti per la soluzione migliore qualità/prezzo. Fatevi un idea di budget da spendere e ve li faranno fruttare.

S.E.M. porta traffico e, se siete bravi, clienti ma non significa che il “ranking” del vostro sito stia salendo. Il processo di ottimizzazione e promozione richiede tempo e pazienza (non dimenticando che sarete in un regime di concorrenza, al quale anche nuovi concorrenti partecipano con le proprie risorse e competenze).

I vantaggi di questi interventi sono comunque evidenti:

1) E’ possibile monitorare i risultati (aumento traffico, miglior posizione in ricerca) usando strumenti gratuiti come Google Analytics.

2) E’ possibile con l’ausilio di Landing Page (pagine filtro) a cui indirizzare il traffico, raccogliere informazioni utilissime: quali aree sono più cliccate? quanto tempo un utente si ferma? come si comporta? etc. Sono informazioni utilissime per, all’occorrenza, adeguare le proprie strategie. E’ in questa fase che possiamo operare una “RACCOLTA DATI” dei nostri potenziali clienti attraverso strumenti di registrazione.

Una volta che il nostro sito è ottimizzato e con buoni livelli di traffico inizia la fase di “RELAZIONE“, iniziamo quindi a definire delle strategie di comunicazioni continuative, utilizzando probabilmente strumenti di Social Media (Facebook, YouTube etc) ma non solo. Questo processo si chiama S.M.O. (Social Media Optimization) ed è spesso parte integrante di una campagna S.E.M. L’obiettivo è di aumentare il numero di utenti collegati e tramutarli in un audience fidelizzata sul contenuto, o le promozioni o il fattore emozionale offerti. In poche parole si lavora per agevolare l’interazione ed il dialogo attraverso Blog e gruppi appositamente creati e collegati su vari Social networks, partecipazioni su Forum e Comunità virtuali. Utilizzare link esterni al proprio sito può agevolare la visibilità.

Arrivati a questo punto iniza il vero viaggio! Hai utenti che ti seguono, nell’ambito della tua area di specializzazione… ora creativamente dei tenerli interessati con vere e proprie azioni di marketing. Questo processo si chiama S.M.M. (Social Media Marketing). Questo processo è molto più complesso e può durare anni, abbiamo gia iniziato a parlarne in un articolo precedente.

Questo è il pane quotidiano di LEN STRATEGY S.r.l. (soluzioni in cerca di problemi). Teniamo corsi specifici di approfondimento alle aziende, ai professionisti e a tutti coloro che desiderano migliorare le proprie competenze riguardo alle tecniche e alle strategie più efficaci in ambito SEM, SEO, SMM, Reputation Management. Per calendario corsi o maggiori informazioni contattatemi andrea.alfieri@gruppolen.it

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9 settembre 2009 di Geom Alfieri 1 commento