Posts Tagged ‘consigli’

Il segreto del successo sui Social Media per PMI

Si fa presto a dire quanto importanti siano diventati importanti per le aziende Social Network come Facebook, Twitter o altri.

E’ un argomento caldo, tutti ne parlano ma parafrasando un famoso blogger americano, per le aziende entrare su questi nuovi canali sociali è un po’ come il sesso per adolescenti; “tutti lo vogliono fare, ma nessuno sa bene come”.

E’ un mondo avvincente, ricco di opportunità ma con regole che esulano dalla comunicazione tradizionale fatta a monologhi (poster, articoli su riviste specializzate e pubblicità a cui siamo abituati).

Aprirsi ad una comunicazione su Facebook per esempio significa esser pronti a dialogare, a rispondere rapidamente a clienti esigenti, a replicare ad eventuali critiche, a trasmettere e condividere valori e storie emozionali. Contemporaneamente è quindi un mondo zeppo di pericoli  per chi non si confronta sposandone i valori e le regole. Sono infatti le aziende ed i brand quindi a doversi piegare a nuove logiche, adattandosi ed evolvendosi su un terreno “semi-sconosciuto” per molti; proprio per questo molte aziende sono ancora titubanti sul dafarsi.

Molte aziende hanno iniziato questo percorso con risultati contrastanti. Chi può già contare su un brand conosciuto ed una presenza riconoscibile non ha problemi a farsi “seguire”da numerosi “fans” in tutto il mondo. Ma non è detto che questo basti.

Aprire canali social brandizzati dove pubblicare contenuti variegati (non solo Facebook ma anche YouTube, Flickr, LinkedIN, Twitter, Foursquare, Slideshare ed altri) non basta; occorre come detto “interagire” e dare valore.

Essere presenti può agevolare la promozione del brand, elevare la reputazione del marchio e conseguentemente aumentare le vendite ma senza vera interazione si rischia di risultare “disinteressati e chiusi” pur essendoci. Aprite una pagina di Facebook dove l’ultima interazione è di mesi addietro, oppure dove nessuno si è degnato di rispondere alla domanda di un utente, cosa pensereste di questa azienda? Vi invoglierebbe a contattarla?

Dalla partecipazione ed il coinvolgimento degli utenti possono nascere sorprendenti iniziative e risultati, inclusa la creazione di progetti condivisi tra un’azienda ed i suoi stessi clienti. E’ qui che si nasconde la vera opportunità “social”. Oggi queste opportunità riguardano la creazione di storie condivise, partecipative e coinvolgenti. Avvicinandosi in ambito “Social” le aziende devono sempre più smetterla di preoccuparsi del prodotto finito ma iniziare a pensare a come si arriva a quello stesso prodotto finito, e raccontare e condividere quella storia. Ecco spiegato come mai YouTube per esempio pullula di video “making of… o behind the scene” con milioni di visualizzazioni. Una storia di come arrivi ad un prodotto, dove persone creano e condividono idee incuriosisce, stimola, insegna e crea relazioni personali; ad un marchio od un prodotto finito raramente ci si relaziona allo stesso modo.

Coinvolgere i propri clienti nella fase ideativa significa assicurarsi inoltre dei “veicoli promozionali” (definizione orribile ma rende l’idea) per far arrivare quelle stesse storie in luoghi altrimenti inarrivabili, attraverso il passaparola (vero motore di spinta in rete).

Un altro suggerimento utile nell’utilizzare questi nuovi canali comunicativi, prima ancora che promozionali, è quello di essere dei realisti!

Essere realisti significa applicare le stesse regole che usereste nelle vostre relazioni personali, buon senso in primis. Ricordatevi quindi di rispettare le stesse regole del gioco. Non abbiate fretta, è un processo di crescita spontaneo come lo sarebbe se entraste in un bar per la prima volta senza conoscere nessuno; immagino non iniziereste ad strillare a sconosciuti per attirare l’attenzione.

Inoltre occorre essere realisti, prima ancora di innovativi. Cosa funziona nel vostro mercato? Sapreste scegliere cosa fare oggi e cosa funzionerà domani? E’ semplice, basta chiederlo ed ascoltare. Ricordate che essere sui Social Media non aggiusterà i problemi che già avete ma rischia di amplificarli.

Concludendo, azzeccare la strategia digitale giusta significa prima stabilire obiettivi “realistici”, usare tanto buon senso, ed allocare delle risorse di fiducia (soprattutto le persone giuste che sappiano parlare per vostro conto).

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3 novembre 2011 di Nessun commento

Social Media Manifesto da imparare a memoria

Articolino semplice semplice oggi, anche se forse uno dei più importanti che scriveremo:

Semplifichiamo per rendere più immediata la crescente consapevolezza a riguardo dei Social Media. Prendiamo in prestito 5 regole redatte da Alberto Falossi, diventato uno dei documenti di riferimento per il crowdfunding nel mondo:

1) i tuoi amici sono il tuo capitale;

2) i tuoi amici permettono ai tuoi sogni di diventare realtà;

3) il tuo capitale dipende dal numero di amici che hai;

4) il tuo capitale dipende dalla fiducia;

5) il tuo capitale cresce con il passaparola.

Sono 5 semplici regole su cui poter costruire idee, progetti, strategie, contenuti e quant’altro Social!

Inoltre, se volete approfondire, vi segnalo anche il Cluetrain Manifesto (clicca qui) che è uno splendido invito all’azione, per tutte le imprese che operano all’interno di ciò che si propone di essere un nuovo mercato interconnesso. Sono 95 tesi da leggersi tutte di un fiato e da non scordare mai. Se non credete a me leggetelo su WIKIPEDIA dove ha ormai trovato il suo meritato riconoscimento.

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14 aprile 2011 di Nessun commento

Ubiquità 2.0 – Regno di Dio o Panino al Formaggio – 7° Comandamento

10 Comandamenti Anti Crisi: ReBrand Yourself

7° Comandamento:

Se potete, apparite ovunque, altrimenti meglio se scegliete bene il vostro “ovunque”!

Paziente: <<Una volta Einstein disse: Le coincidenze sono il modo di Dio per rendersi anonimo.”>>

Dr House: <<Una signora in Florida disse: “Gesù è apparso sul mio panino al formaggio!”>>

[da “Unfaithful”, Dr House M.D. 5x15]

Il Settimo Comandamento ci spiega tautologicamente (come amo le parole difficili!) che, per essere visibili, bisogna rendersi in primo luogo… visibili dal maggior numero di persone raggiungibili, anzi da tutti:

Essere ovunque, con lo stesso nome, con la stessa immagine, diventando di fatto un brand.

L’esempio migliore sul suolo italiano è sicuramente Beppe Grillo, un ex-comico divenuto blogger di riferimento per milioni di lettori, maître à penser capace di smobilitare le piazze semplicemente usando Internet e il conseguente passaparola creatosi attorno al Beppe-fenomeno. Alt! Semplicemente? Siamo sicuri che sia davvero così semplice?

Nella recentissima campagna per le presidenziali statunitensi, i candidati alla Casa Bianca hanno approfittato delle enormi possibilità offerte dal Web 2.0, nonché dei suoi costi oggettivamente ridotti rispetto ai soliti cartelloni 6×3 che infestano le highways. YouTube vi ha dedicato una sezione apposita, dove gli utenti potevano caricare le proprie domande e ricevere (non tutti, ovviamente!) una risposta in video dal candidato prescelto. Non sono mancati nemmeno gli aggiornamenti via Twitter, grazie al quale abbiamo potuto sapere quando Obama portava il cane a passeggio e simili amenità. Fantastico, non trovate? Eppure non sono mancate le legittime perplessità di chi si chiedeva chi ci fosse davvero dietro lo schermo: ovvero, è stato proprio il candidato alla Presidenza a scrivere, a linkarsi su ogni social network possibile?

E’ chiaro, questo non è possibile! Davanti al monitor non c’erano Hillary o McCain, ma il loro staff. E così come per il nostrano Grillo, che è supportato da un nutritissimo gruppo (tra cui tanti avvocati, per chiari motivi).

Per essere ovunque bisogna avere soldi, tempo, persone fisiche su cui fare affidamento.

E noi come facciamo?

Ma poi… Siamo proprio sicuri che essere ovunque sia il modo giusto per farsi benvolere?

Anche i piccioni si trovano dovunque, eppure li odiano tutti. Danno fastidio!

Che fare? Specializzarsi, ovvero rendersi specialistici (scegliendo un dato àmbito) ma speciali (sempre pronti al cambiamento):

  1. Porsi delle domande. Da chi vorrei farmi vedere? Chi vorrei davvero coinvolgere (o travolgere :-) ) nelle mie attività? Per le nostre esigenze è meglio un network generico oppure un forum di settore? O entrambi?
  2. Puntare sulla qualità, non sulla quantità.I social network, come ogni web o tela di ragno, rischiano di avvilupparci completamente. Tanti si sovrappongono, altri possono essere (per noi) completamente inutili. Per districarci nella giungla dei byte, informiamoci, chiediamo consigli, impariamo dalle esperienze degli altri.
  3. Chi ha tempo non aspetti tempo! Una volta trovato ciò che serve, bisogna che ci rendiamo visibili al nostro meglio senza sprecare il tempo. Aggiornate, compilate, raccontatevi: ricordate che la parola chiave è proattività (a meno che non vi chiamate Barack Obama, in quel caso lasciate pure che sia lo staff a lavorare per voi!).

Nessuno vuole rimanere anonimo, ma nemmeno apparire su un panino al formaggio!

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11 gennaio 2011 di Nessun commento

La Scuola di Blog dei Preti Funky

Ciao Arrotini!

Siamo in ebollizione qui in LEN ed abbiamo in questi giorni concordato di dare il via ad un progetto sperimentale gratuito per presentare nel 2011:

 La prima scuola a distanza in Italia per diventare dei Blogger. Funky Rev Inc.

Il progetto prende le mosse da un progetto già intentato negli anni scorsi,   www.funkyrev.com e da alcune idee originali emerse e racchiuse  in www.arrotinonet.com [figlio della collaborazione con il Gruppo LEN]

Abbiamo le idee chiare, ma vorremmo mediare e strutturate insieme ai docenti di LEN Soc. Coop. ed agli utenti e studenti dell’Arrotino del Web un progetto che diventa a tutti gli effetti il Centro di Formazione Multimediale che ospita questo progetto sperimentale.

Sintesi.
-          Presentazione del progetto in presenza fisica a Milano, Bologna e Firenze entro marzo 2011.
-          Iscrizioni libere con selezione meritocratica di 30 allievi
-          2 soli incontri in presenza fisica di apertura e chiusura corso
-          www.edotto.it come piattaforma per l’erogazione dei contenuti del corso
-          Esame finali con rilascio di attestato e bollino blu di blogger
-          Tutoraggi on line e lezioni sincrone con strumenti di multivideoconferenza messi a disposizione da LEN System Srl
-          Segreteria Organizzativa e Didattica LEN Soc. Coop.

L’Arrotino si è preso l’impegno di presentare, durante la Convention di Natale, il progetto facendo un prelancio nazionale tra di noi. Questo è quindi il momento di ragionare su contenuti e temi di vostro interesse.

Obiettivo dell’Arrotino del Web è quello di fare emergere il talento di individui meritevoli, fornendo strumenti, esempi concreti, condivisione di esperienze e, perchè no, sfide aziendali con cui misurarsi.

Per contro, in ottemperanza al principio di totale trasparenza, il Gruppo LEN e le aziende che hanno manifestato il proprio interesse, è quello di avere la possibilità di fruire di talenti giovani e energici nel campo della produzione dei contenuti testuali per il web e per il marketing reputazionale.

Nulla è fine a se stesso, la vera sfida è mettere in contatto domanda ed offerta, con da un lato aziende che faticano ad adattarsi a nuovi approcci comunicativi 2.0 e dall’altra individui meritevoli che faticano ad acquisire visibilità ed opportunità.

Voglio portare questo progetto in ogni aula in cui mi confronterò. Voglio spiegare che ciò che mi spinge non è mero interesse commerciale, ne tantomeno il bisogno di sfruttare le speranze di persone per accrescermi l’ego e cambiare macchina.

Sono sempre stato un “Evangelist” sulle opportunità che stanno emergendo coi Social Media e per me questo è la naturale evoluzione delle parole che ogni giorno pronuncio in aula. La differenza è una sola: dopo tante parole voglio fare fatti concreti, utilizzando le strutture e le risorse di chi lavora con me per offrire opportunità concrete a chi vorrà avvicinarsi alle mie folli idee.

Liberi di crederci o meno, ma per me è importante essere onesti e trasparenti nello spiegare. Nessuno vi “sfrutterà” o “chiederà piaceri” o imporrà una linea di condotta che esuli dai punti sotto indicati:

Punti base:

  1. Nessuna gerarchia, (i Preti Funky rispondono alla comunity con la propria reputazione e il merito del proprio contributo)
  2. Totale, onesto e libero scambio produttivo (Con eccezione a inutili volgarità, ogni commento dovrà esser produttivo e costruttivo)
  3. Il baratto delle competenze (insegno ciò che so ed imparo ciò che voi sapete)

Questo progetto nasce oggi, e la prima opportunità è quella di collaborare alla sua definizione e condividere sin dai primi passi, partendo da ciò che abbiamo già sperimentato sinora.

Le persone hanno bisogno di valori condivisi attorno al quale decidere di mettersi in gioco, questa presentazione racconta i Valori di Funky Rev definiti oltre 2 anni fa da 12 Preti Funky milanesi:

Che ne pensate?

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5 ottobre 2010 di 2 commenti

Disastri Social Media e lezioni da imparare – Episode 2

Dopo il Prologo (Episode 1) della Saga, continuiamo a parlare di casi di Disastri di Reputation Management.

Sempre prendendo spunto dallo splendido articolo di Catherine ParkerLessons from social media disasters“:

A Fake BP Twitter Account

Nel periodo successivo al disastro ecologico nel Golfo del Messico, un finto utente BP  in Twitter   ha iniziato a postare commenti ironici e satirici sulla compagnia, ridicolizzando gli effetti ecologici della perdita di petrolio.

Per esempio alcuni Tweet scrivevano cose tipo: “Allora, dateci un taglio con queste lamentele sulle perforazioni marine. Vi svelo il finale: La perdita si risolverà, tutti dimenticheranno sta roba e noi ci compreremo un’altra casa al mare” ( “Look, cut us some slack. We’ve kinda just been winging this whole ‘deepwater drilling’ thing.” and, “SPOILER ALERT: The leak stops eventually, everyone forgets about it and we all buy another vacation home.”).

Ad oggi il finto utente BP (British Petroleum l’azienda petrolifera responsabile del disastro ecologico) ha più di 190,000 followers che seguono religiosamente ogni suo messaggio; interessante vedere che l’account ufficiale di BP   ne ha poco più di 18,000 (poco più del 10% dei seguaci del finto account). 

Attenzione:  nella sezione Biografica del finto BP Twitter account nessuno ha mai detto di parlare per conto della vera BP e Twitter non può fare nulla per chiuderlo. Anzi scrivono: This page exists to get BP’s message and mission statement out into the twitterverse! (queste pagine esistono per rendere le comunicazioni BP in stile Twitter). Paradossalmente è’ l’utente finto che meglio riflette l’approccio comunicativo degli strumenti usati.

Ora il finto account continua a proliferare e prosperare, addirittura vendendo magliette e gadget ironici “BP Cares” (a BP importa) e organizzando eventi, mostre d’arte ed alimentando col suo intelligente sarcasmo il disprezzo della gente per la compagnia petrolifera. Geniale!!

Lezioni da imparare:

1) Freedom of expression: Social media in quanto piattaforme aperte sposano la libertà di espressione come valore assoluto. Siti come Twitter e Facebook  non sono quindi da ritenersi responsabili, ne tenuti a rimuovere commenti negative sul vostro marchio o azienda. Piuttosto che aspettarsi tutela dai Social Media, concentratevi per rendere i vostri prodotti e servizi quanto più etici e trasparenti possibili, riducendo al minimo le possibilità di lamentele da parte di clienti e visitatori. Per BP potrebbe ora esser troppo tardi ma per voi no.

2) Monitorate il vostro Brand e non nascondetevi. BP ha ignorato e sottovalutato questo utente Twitter pensando che sarebbe sparito in silenzio. Forse se avessero ingaggiato per tempo un dialogo costruttivo con questo finto utente avrebbero evitato almeno il secondo Disastro PR.

Altre lezioni secondo voi?

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25 agosto 2010 di 2 commenti

Web 2.0 and new rules of engagement (appunti di viaggio)

Questo è un’articolo che scrissi il 3 Febbraio 2009, uno dei primi articoli di Blog con cui presentavo un progetto che sto pensando di tirar fuori dal cassetto: Funky Rev (i Preti Funky)

Il vostro affezionato Geometra ha passato dieci anni all’estero, e se ripensa a metà anni Novanta, quando lasciò l’Italia per poi tornarci l’anno scorso, non riesce a capacitarsi di quante cose siano cambiate, e di quanto questi cambiamenti abbiano modificato radicalmente il nostro modo di vivere. Sembra strano pensare a come potessimo vivere facilmente in un mondo senza sms, email, low cost airlines, dove per comprare un telefonino bisognava fare un mutuo, dove i CD erano una novità che stava ancora cercando di scalzare i vinili…

Il punto è semplice, il mondo è cambiato e sta ancora cambiando ad una velocità spaventosa.

Ogni cambiamento radicale muta le regole del gioco, Rules of Engagement (le chiameremo così). Proviamo a partire da alcuni cambiamenti che stanno già avvenendo tutto intorno, cambiamenti che si stanno materializzando più rapidamente in altre zone del mondo ma che, certamente, avranno un impatto sul nostro modo di agire, sia professionalmente (ambito in cui partirò) che personale.

Proviamo a definirle alcune di queste nuove Rules of Engagement

Osservazioni di un viaggiatore Web 2.0 :

Il mercato si sta spostando. Cambia il modo di interagire col cliente, il suo coinvolgimento diretto sarà sempre più evidente e marcato per cui occorre trovare piattaforme per comunicare e confrontarsi (peer collaboration). Non abbiamo più in mano il timone, il nostro talento sta nel modo in cui riusciamo a coinvolgere partners, clienti e fornitori, sia a livello professionale che emozionale.

Le figure professionali stanno cambiando, diventeremo sempre più liberi professionisti a partita IVA, ci misureremo con progetti, clienti e risorse differenti, i nostri skills, le nostre esperienze, la nostra creatività dovranno essere trasferibili in settori e ambiti diversi. Non più semplici professionisti ma veri e propri Brand, da promuovere con strumenti adatti.

L’uso delle lingue: L’inglese (come minimo) è necessario, così come la consapevolezza di modalità, culture e modus operandi diversi dal nostro (cultural management). Questo è un mercato enorme, aperto e trasparente, bisogna sapersi confrontare con chiunque e saper essere flessibili, eclettici e creativi. Per instaurare relazioni con i nostri clienti dobbiamo dialogare, farci capire e saper dare valore aggiunto.

Capacità di collaborare: Infine, quello che molti stanno facendo, occorre unire le forze, imparare e completarsi uno dagli altri. Lavorare insieme è fondamentale, anche a costo di abbassare i propri margini. Ognuno ha qualcosa da insegnarci e altrettanto da imparare, occorre sfruttare al massimo strumenti di Social media come piattaforme per interagire e confrontarsi, anche dall’altra parte del mondo se necessario.”

A distanza di due anni, ripeterei le stesse identiche parole.

Senza presunzione, mi piacerebbe scambiare appunti di viaggio con altri pellegrini itineranti con gli occhi aperti. Molte persone che incontro stanno valutando l’idea di evolversi ed avvicinarsi non solo a strumenti 2.0 (3.0) ma addirittura a nuovi aprocci “aziendali”.  L’idea è di far nascere qualcosa di nuovo partendo da questi ragionamenti, ma per farlo occorre mettere in discussione le regole del gioco.

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11 agosto 2010 di Nessun commento

Social Media, statistiche per le vostre ricerche

Social Media in numeri?

Se ne parla tanto ultimamente, così ho pensato di raccogliere qualche informazione statistica utile a capire di cosa si sta parlando in termini quantitativi:

Raccogliere statistiche in rete non è facile, tante fonti, raccolte in momenti diversi, spesso con risultati contradditori.

Vi invito quindi a prendere questi dati come una indicazione generale (domani i dati saranno già vecchi, vista la velocità di crescita del movimento).

Nel mondo:

Esistono almeno 206.675.938 di siti web, con circa 80 milioni attivi; Fonte Netcraft (2010). Ora saranno molti di più.

2 utenti internet su 3 visitano Social Network; Fonte “What the f**k is Social Media” (vedi presentazione sotto per altre statistiche incredibili)

Wikipedia ha circa 20 milioni di articoli in più di 200 lingue diverse; Fonte Sardine Blog (Oct2009)

Twitter nel mondo ha oltre 100 milioni di utenti. A dic 2009 Twitter ha superato il miliardo di Tweet (cinguettii); Fonte Kameloo .

Linkedin oltre 30 milioni di iscritti, 100,000 nuovi utenti giorno; Fonte Wikipedia 2009

YouTube circa 20 milioni di visitatori al mese. Il quarto portale più visitato al mondo, dopo Google, Msn e Yahoo! 6,5 miliardi di video visti (65,000 nuovi al giorno); (Sett2009)

Internet e Social Media in Italia:

Internet24,2 milioni di utenti online, significa circa il 46% della popolazione totale; Fonte Nielsen (Mar2010). Aumento di oltre 3 milioni nell’ultimo anno. Ad  Aprile 2009 erano 21 milioni; Fonte Comscore.

Copio e incollo da BitMat i dati più significativi che riguardano l’Italia: Il 46% degli italiani, 24 milioni, utilizza Internet ogni settimana, il 43% degli italiani naviga tutti i giorni della settimana, e il 31% del totale degli intervistati dichiara di non poter vivere senza.

Le attività più popolari via web risultano essere: email (75%), social networking (37%), instant messaging (32%), film, Tv o video clip (24%), classifiche e recensioni (24%) e musica (17%).
Il 58% degli utenti dichiara di non poter vivere senza email e l’86% utilizza una connessione a banda larga (19,9 milioni di utenti), 52% wireless (10,4 milioni di utenti). Il 67% vive come conseguenza importante di Internet il poter mantenere i contatti con amici e parenti, il 40% ha potuto scegliere prodotti e servizi migliori, il 35% ha prenotato più vacanze e organizzato viaggi e il 32% ha gestito meglio le proprie finanze online. I siti più visitati sono quelli di news (59%), viaggi (45%), banche e assicurazioni (43%), confronto prezzi (42%), informazioni locali (39%) e film (32%).

Nella scelta di un prodotto o servizio, il 35% considera le recensioni online un’interessante fonte di informazione, sia su siti di marchi famosi (34%) sia di rivenditori conosciuti (25%). La rete svolge un ruolo sempre più importante nelle decisioni di acquisto. Il 51% dei navigatori nostrani dichiara di cambiare idea su quale brand acquistare dopo aver effettuato una ricerca online, il 30% se si tratta di un prodotto di elettronica di consumo.
Per quanto riguarda gli acquisti più popolari: 73% ha acquistato vacanze online, 64% libri, 57% biglietti di viaggio, 43% elettronica di consumo, 41% abbigliamento.

Facebook, nel mondo ha ampiamente superato i 400.000.000 iscritti. In Italia sono 13,183,940 gli utenti in FB; Fonte Facebook (Dic2009).

Twitter in Italia sta salendo più gradatamente: Solo 213,000 utenti; Fonte ImpresaPratica (Ott2009)

Linkedin oltre 1 milione di iscritti (sito era solo in inglese fino ad una settimana fa, ora disponibile in Italiano si aspettano una sostanziale crescita); Fonte QuoMedia

Tempo online: Utenti Italiani passano online 46 minuti al giorno; Fonte Nielsen (Feb2009)

Blogs: In Italia a Dicembre 2008 si stimavano circa 400.000 blog  attivi  con oltre 10 milioni di contenuti, Fonte Liquida. A febbraio 2009 si parla del 4% di utenti online italiani che scrivono su un Blog.  

Ora che avete i dati, per convincervi che i Social Media non sono solo una “moda passeggera” vi lascio con a splendida, nuova ed aggiornata versione “One year later” della mitica Marta Kagan e del suo ormai famoso:

View more presentations from Marta Kagan.
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29 aprile 2010 di 2 commenti

Social Media – sustainable engagement

I had the privilege to work on a Listening Project with Davines, the family-owned hair care company known for it’s unique balance of beauty and sustainability.

27 years in the making, from a small courtyard in Parma (Italy) they can now count on 60 countries’ and offices in Parma, New York, Paris, Mexico City and London. 

 Additional expansion projects are on the horizon for 2010 as Davines will work to inspire and attract a larger global community. Clearly Social Media was not something they could ignore, but, unlike their competitors, their approach was clever and thoughtful. I honestly dig that!

Initially Education was paramount! Just like their products are created in-house, in a sustainable and honest fashion, they understood that their SMM approach had to reflect the same pattern.

Rather than getting out-sourced consultants and agencies to do the work on their behalf like most lazy companies wrongly do, they took a different path. They started organising training sessions for their employees (30 hours training in 2 months). This is where I got involved and why I’m not just promoting a brand but telling a real story based on firsthand experience.

Just like Chucksblog wrote telling EMC journey into Social Media:

It’s all about Proficiency!  ”We had to help our employees become comfortable and proficient at all this social media stuff — not only the tools, but the skills, behaviors and attitudes that are oh-so-important

After all, they will be the one taking it forward, and no external consultant will ever know “how to tell honest Davines’ stories” like they could.

The second phase was a Listening Project. I use to say “Let’s take a picture of what is going on online” then we can make informed decision on a strategy.

Listening: Who is talking about the brand, where, and what are they saying? Who is influential? Which Social Media tools are they using? And while we were at it… let’s have a look at what our competitors are doing and learn some good lessons.

This phase is now over, the findings have been shared among  staff employees (not kept secret and solely accessible to Management) and all are participating  and contributing to the decision making and next steps, according to the time and resources actually available. That’s an excellent way to engage! Slow but sustainable and steady progress.

Management kept regular informal meetings (Piadina party) whereby staff could share findings and discuss “what to do next“. According to their respective roles and responsibility each of them had a clear understanding of the tools available and their application for business purposes. I am fairly confident that each participant will make the most of Social Media; whether their angle is education, branding, PR Communication, event organizing, partner search, promotion, Facebook, Twitter, YouTube, blogging or else.  

By so doing Davines are “Using Social Media to change their internal cultures” just like Best Buy, GE and EMC did only few months ago(see Jeremiah Owyang article on that).

It’s common sense, and Davines proves that it is not an exclusive prerogative of a Major Corporation with a large budget.

It’s smart business, economically viable, sustainable, transparent and participatory.  I dig that!

Forget paying Bloggers for “Product placement and good reviews“, forget paying for good traffic ranking, or SPAM intrusive advertising, forget “push” marketing that despise the values-pillars of Web 2.0. 

Davines are gently knocking at Social Media’s door, learning the rules, and they will in time find their own audience through dialogues and participatory activities, emotional and experiencial, that reflect both own and Web 2.0 values.

I know what you are thinking, but let me tell you again that this is an honest story and an example to follow! First time in my career as a consultant that I learnt more than what I taught ;-)

To conclude, here’s an amazing video that Best explain “Innovation, as a learning Process”

Innovation as a Learning Process from Roger Shealy on Vimeo (grazie a Stefano Principato per la segnalazione)

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16 aprile 2010 di Nessun commento

Suggerimenti pratici per strategie Marketing 2.0

Ciao Prof. Andrea,
sono una delle “Francesche” del corso in Comunicazione e Marketing 2.0 di Iscom-Modena. Qui a Modena siamo sommersi dalla neve, ma immagino ne sappiate qualcosa anche a Parma…

Ti scrivo per chiederti un consiglio, sai indicarmi dei testi sul marketing 2.0??? Lunedì inizio un tirocinio presso un’agenzia di comunicazione specializzata nel settore alimentare, e mi mettono proprio sul settore 2.0, ma mi avrebbero chiesto di metterci molto del mio… cioè mi chiedono di essere abbastanza autonoma, mi butto, non ho scelta se voglio provare a mettermi in gioco. Mi avrebbero già indicato “Fare business con facebook” e “Internet pr“, tu hai suggerimenti??? Magari anche blog specializzati, gruppi,… Grazie
Frency

Risposta dell’Arrotino:

Ciao Francesca,
Innanzi tutti congratulazioni per l’opportunità che ti sei guadagnata.
Per quanto riguarda suggerimenti hai già fatto quello che è il primo passo: domandare!
Infatti il bello di questo mondo è che “non siamo mai soli“… mai, basta chiedere e le risposte arrivano.

Dividerei l’intervento in due fasi:
Prima fase: Il mio primo suggerimento sarebbe quello di crearti un tuo “network” usando piattaforme come Linkedin (nella sezione answer puoi fare domande e la community risponde). Coinvolgi le persone che conosci, studenti, amici nella tua missione etrovane di nuove.

Ti faccio un esempio, se leggi questo articolo de l’Arrotino  noterai l’approccio che ho scelto. Domandare con Onestà e trasparenza e le risposte (come vedrai dai commenti sotto articolo) arrivano. Nella fattispecie, dovendo misurarmi con il mondo della bellezza (a me chiaramente sconosciuto) ho semplicememnte chiesto aiuto. Importante sarà comunque contribuire con le tue esperienze e ricambiare l’aiuto che ricevi (non puoi solo prendere, devi anche dare). Con molti di coloro che mi hanno risposto stiamo ora conversando e scambiandoci opinioni regolarmente.
L’ideale sarebbe quello di avere un tuo contenitore per le domande, un tuo blog per capirci, dove far convogliare tutte le risposte che ti arriveranno. Se non ne hai uno sono disponibile ad offrirti uno spazio sul mio (ha un ottimo ranking! quindi buona visibilità), se ti interessa ti do uno “username” e “password” e potrai inserire il tuo articolo (a tuo nome) come stanno facendo altri miei studenti.

La seconda fase
: Suggerirei di prenderti una settimana per fare esclusivamente “LISTENING”
Secondo me il primo passo per ogni strategia 2.0 è il LISTENING (Ascolto).

Se volete trovate una presentazione più dettaggliata qui.

Listening serve per capire le conversazioni che già avvengono nell’ambito di tuo interesse. Identifica le seguenti cose:

Di cosa si parla (alimentare cosa? Biscotti, pasta, ricette…) dove (forum, blog, facebook, youtube, twitter) Chi (chi sono le persone più attive in queste conversazioni), la concorrenza (quali conversazioni parlano della tua concorrenza, dove, in che modo, quali cose positive da replicare, e quali esperienze negative da cui imparare).
Preparati una scheda in excel e raccogli tutte le informazioni in modo ordinato. Alcune di queste persone potranno essere parte integrante delle tue strategie future. Lo ha fatto la Barilla con il Gruppo Facebook “Rivogliamo il Soldino” ed è un ottimo viatico.

Concludendo: Inutile secondo me “ragionare” su possibili strategie in Facebook, Blog, Internet PR senza prima aver visto quello che già è in rete. Usa invece le scoperte che farai per “prendere inspirazione” e “dimostrare” la fattibilità delle tue proposte future al management della tua ditta.   

Per quanto riguarda letture interessanti, FunkyBusiness Reloaded, Wikinomics ma c’è anche tanto altro materiale online assolutamente illuminante. Spero ti sia di aiuto, e se per te va bene, vorrei usare questo scambio di email per creare un articolo, in modo da condividere questi consigli anche con gli altri. Fammi sapere se per te può andare bene.
Ciao e fammi sapere come procede!

Approfondimento: Articolo di presentazione di un Progetto LISTENING

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11 marzo 2010 di 6 commenti

Usare Facebook come sito aziendale? Ma anche no!!!

facebook business

Usare Facebook come Sito Aziendale?

Riecco il buon Geom! Parliamo un pò di Facebook??? Dai dai dai!!

Oggi giorno le opzioni di Social Media iniziano ad essere più chiare, accessibili ed evidenti a chi tiene le orecchie aperte.

Anche i Media tradizionali si trovano costretti a parlarne, nonostante considerino in gran parte i Social Media come gli acerrimi nemici (dove pensate stiano finendo gli investimenti pubblicitari che perdono giornali e televisioni?). Ecco quindi che si vede l’impomatato conduttore televisivo di turno che parla di vicende (chiaramente quasi sempre con accezzione negativa) che riguardano Facebook, Twitter, YouTube etc.

La parola inizia a girare, è incontenibile e genera ascolti ed interesse.

Capita quindi sempre più spesso, per chi come me lavora con questi strumenti, di scambiare opinioni, impressioni e consigli con amici e persone che incontro. Devo dire che ultimamente sento sempre più persone, che magari gestiscono piccole aziende, o ristoranti o organizzano eventi che, dopo aver assaporato un accenno di potenzialità dei Social Media si “invasano” entusiasti e si fanno prendere la mano.

Vedi qualcuno che dopo i primi 10 minuti di Facebook o Linkedin si infila la muta di improvvisato Guru visionario e, con il sorrisetto ammaliante di chi ha scoperto di essere più furbo degli altri, ti dice:

“Sai cosa faccio? Io uso Facebook come sito Aziendale!!! E’ gratis, pratico ed efficacie… perchè dovrei spendere soldi per un sito?”

In effetti la tentazione è grande. Innanzitutto, facilità di creazione di un network (almeno nei numeri) e quindi ottimo per la divulgazione e promozione delle proprie attività. Inoltre molti si sentono rassicurati dall’informalità del linguaggio; non hai più bisogno di un esperto di comunicazione od un consulente di PR per comunicare (altro risparmio). Allo stesso modo puoi dialogare direttamente “faccia a faccia ” (letteralmente) con i tuoi clienti. Infine, dovesse servire, ad un costo relativamente basso (rispetto a giornali e televisioni) se vuoi puoi anche promuovere le tue attività ad un target mirato, per sesso, età, luogo di residenza, area di interesse e quant’altro! Spettacolare vero??!

NOOOOOO!!! Sbagliato!
Fidatevi, se pensate di usare Facebook come il vostro sito Web…. NON FATELO!

Scusate lo sfogo… ora vi spiego perchè è una pessima idea:
1) E’ un rischio! Va contro alle condizioni di utilizzo di Facebook
Le condizioni di utilizzo che accettate iscivendovi dicono “You will not use your personal profile for your own commercial gain” (“Registration and Account Security” al punto 2). Potete ignorare se volete ma FB potrebbe non farlo, semplicemente bloccando il vostro account e virtualmente chiudendo le vostre operazioni, eliminando il network che avete faticosamente creato. Inoltre c’è sempre il rischio che un domani FB (o Twitter) insercano nuove funzionalità e condizioni che potrebbero impattare il vostro business.

2) Mantenete voi il controllo e Controllate voi vostri contenuti
Già è complesso proteggere il flusso di informazioni in rete, se poi delegate ad un sistema esterno il controllo non vi semplificate certo la vita.
Su FB gli utenti hanno una libertà ed uno spirito diverso. Gli atteggiamenti sono gogliardici, informali e vale tutto…comportamenti diversi di quanto siano in siti istituzionali. Di per sè non è un problema, ma avete limitato controllo rispetto a quello che avreste nel vostro sito come Admin. Non scordatelo!

3) Non perdete l’opportunità di mostrare la vostra creatività
Facebook è l’IKEA del Web!!! La morte dell’arte e della bellezza, sacrificata sull’altare della “praticità”. FB vi fornisce una scatola vuota con aree pre-assegnate per contenuti, video, foto, commenti, email. E’ uno strumento utile come protesi a ciò che gia fate, ma come sito aziendale è molto poco originale. Ricordate che il fattore emozionale è fondamentale nel Web 2.0 e dovete esser in grado di variare gli impulsi che inviate lavorando direttamente su tutti i fronti. Con FB siete uno dei tanti, letti magari velocemente ma senza vero coinvolgimento. Inoltre non scordate che Web 2.0 vi offre l’opportunità di dimostrare quanto bravi siate. Usate FB e perdete questa opportunità!

4) Non perdete l’opportunità di essere ricercati e trovati in Google & Co.
Per quanto enorme e variegato l’universo FB è a sè stante. Se un domani decidete di proporvi siete limitati all’utilizzo degli strumenti forniti dalla piattaforma. Di per sè può non essere un problema, ma anche qui state perdendo opportunità importanti come partecipare al ben più vasto meccanismo di ricerca globale (Google su tutti), e soprattutto di “contestualizzare” la vostra indicizzazione (apparire in ricerca a chi vi sta cercando è sicuramente più intelligente che apparire in un riquadro davanti a gente che parla di tutt’altro).

5) E se bloccano/chiudono l’accesso a Facebook? Che fate?
Molte ditte (settore pubblico ma non solo) stanno chiudendo gli accessi a Facebook e Social Network… dall’oggi al domani perdereste audience e gettereste nel WC tutto il lavoro di promozione fatto sino ad oggi (tirate l’acqua, mi raccomando!)

Concludendo, chiamiamo le cose con il loro nome ed usiamo buon senso.
Social Network sono strumenti eccellenti come “protesi” delle vostre attività business, divulgano e promulgano i vostri contenuti meglio e in modo più efficace di ciò che avete conosciuto sino ad oggi… che sia aumentare la vostra base clienti, o fornire Assistenza rapidamente (…mmmmh pericoloso, ma qualcuno lo sta facendo), distribuzione di coupones e sconti, notizie ed eventi del vostro Brand, ma non può esser casa vostra!

Piuttosto utilizzate questi strumenti per convincere nuova audience a venirvi a trovare a casa vostra, nel vostro sito o blog, dove avrete preparato per loro delle sorprese e dove vorranno poi tornare con regolarità.
Ma ricordatevi bene dove deve esser costruita la vostra casa, il luogo dove veramente operate, dove cambiate le vostre strategie e controllate i progressi.

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15 ottobre 2009 di Nessun commento