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La Scuola Blog dei Preti Funky – Perchè no?

Premessa: Perché una scuola di Blog ?

I Social media stanno trasformando profondamente modalità e comportamenti collegate ad attività di fruizione di servizi ed informazioni, attività di acquisto e vendita prodotti, oltre che modalità di promozione ed advertising.

Una delle attività ormai consolidate in rete è l’utilizzo di strumenti Social Media per collegarsi con altri utenti (peer-network), ascoltandone opinioni ed esperienze. E’ innegabile che questa attività avrà un impatto diretto sul comportamento di acquisto online (selezione, raccomandazione, fiducia e infine acquisto) sempre maggiore. Questo processo spontaneo si sta ora evolvendo.

L’ evoluzione a cui stiamo assistendo coinvolge inevitabilmente le aziende, in quanto parte attiva del processo. Ciò significa che questi stessi navigatori sono ora sempre più desiderosi di collegarsi direttamente con aziende, marchi e management, secondo le medesime modalità di linguaggio, approccio e strumenti già radicate dal Web 2.0. Si apre quindi una fase di dialogo informale, emozionale, esperienziale e paritario a cui le aziende non possono sottrarsi; è un dialogo che rimpiazza le tradizionali comunicazioni aziendali a monologhi.

Per molte aziende questa è una evoluzione traumatica, in quanto non sempre le risorse interne riescono ad adattarsi a queste nuove dinamiche, rendendo difficile accedere in pieno alle enormi potenziali opportunità offerte dai Social Media.

E’ in questo scenario sociale che la “Formazione” diventa fondamentale per il rilancio della competitività delle aziende.

Strutturare le corrette strategie Social Media richiede competenze variegate che coinvolgono aspetti tecnici (utilizzo degli strumenti, visibilità e indicizzazione su motori di ricerca,), di approccio relazionale (comunicazione di contenuti in ambito emozionale, esperienziale e ricreativo), di modalità di presentazione (aspetto grafico e fruibilità) di divulgazione (Social tools e diffusione virale di contenuti) di disciplina (continuità di interazione, 24/7) e di Public relation (Reputation Management).

In questo scenario Blogging (l’attività di pubblicare contenuti ed opinioni) è l’attività fondamentale da cui partire, essendo il punto di partenza per qualsiasi strategia di Social Media Marketing. 

Concludendo, la Scuola di Blog si propone di lavorare dal basso usando la “Formazione” per dare valore (competenze) e fidelizzare utenti nuovi acquisendo visibilità.

1)     Creare un Network di Professionisti New Media 2.0 tramite l’offerta di valore “formativo” (competenze, casi studio, strumenti e dinamiche).

2)     Creare visibilità attraverso la partecipazione proattiva: Creazione di una piattaforma sempre più simile a Linkedin per partecipazione, condivisione competenze (Banca delle conoscenze) e valutazione del merito bottom up (che emergono dal basso).

Commento dell’Arrotino: Nei prossimi articoli approfondiremo i contenuti del Corso e gli attori coinvolti. Questa è solo la premessa con cui inizia l’elaborazione del progetto. Sto coinvolgento altri Preti Funky, sia all’interno del gruppo che al di fuori. Il fine è quello di avere delle persone dannatamente in gamba che possano fornire supporto, valore e competenze a chi si avvicina a questo nuovo incredibile mondo 2.0. Il progetto è nato e sta muovendo i suoi primi passi. Iniziamo quindi a raccontare la storia dei suoi piccoli passi.

Se siete interessati a 1) fornire un contributo o 2) A partecipare ai futuri corsi come studenti. Contattate geomalfieri@gmail.com

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11 ottobre 2010 di 4 commenti

La SQcuola Blog dei Preti Funky – Perchè no?

Premessa: Perché una SQcuola di Blog ?

I Social media stanno trasformando profondamente modalità e comportamenti collegate ad attività di fruizione di servizi ed informazioni, attività di acquisto e vendita prodotti, oltre che modalità di promozione ed advertising.

Una delle attività ormai consolidate in rete è l’utilizzo di strumenti Social Media per collegarsi con altri utenti (peer-network), ascoltandone opinioni ed esperienze. E’ innegabile che questa attività avrà un impatto diretto sul comportamento di acquisto online (selezione, raccomandazione, fiducia e infine acquisto) sempre maggiore. Questo processo spontaneo si sta ora evolvendo.

L’ evoluzione a cui stiamo assistendo coinvolge inevitabilmente le aziende, in quanto parte attiva del processo. Ciò significa che questi stessi navigatori sono ora sempre più desiderosi di collegarsi direttamente con aziende, marchi e management, secondo le medesime modalità di linguaggio, approccio e strumenti già radicate dal Web 2.0. Si apre quindi una fase di dialogo informale, emozionale, esperienziale e paritario a cui le aziende non possono sottrarsi; è un dialogo che rimpiazza le tradizionali comunicazioni aziendali a monologhi.

Per molte aziende questa è una evoluzione traumatica, in quanto non sempre le risorse interne riescono ad adattarsi a queste nuove dinamiche, rendendo difficile accedere in pieno alle enormi potenziali opportunità offerte dai Social Media.

E’ in questo scenario sociale che la “Formazione” diventa fondamentale per il rilancio della competitività delle aziende.

Strutturare le corrette strategie Social Media richiede competenze variegate che coinvolgono aspetti tecnici (utilizzo degli strumenti, visibilità e indicizzazione su motori di ricerca,), di approccio relazionale (comunicazione di contenuti in ambito emozionale, esperienziale e ricreativo), di modalità di presentazione (aspetto grafico e fruibilità) di divulgazione (Social tools e diffusione virale di contenuti) di disciplina (continuità di interazione, 24/7) e di Public relation (Reputation Management).

In questo scenario Blogging (l’attività di pubblicare contenuti ed opinioni) è l’attività fondamentale da cui partire, essendo il punto di partenza per qualsiasi strategia di Social Media Marketing.

Concludendo, la Scuola di Blog si propone di lavorare dal basso usando la “Formazione” per dare valore (competenze) e fidelizzare utenti nuovi acquisendo visibilità.

1) Creare un Network di Professionisti New Media 2.0 tramite l’offerta di valore “formativo” (competenze, casi studio, strumenti e dinamiche).

2) Creare visibilità attraverso la partecipazione proattiva: Creazione di una piattaforma sempre più simile a Linkedin per partecipazione, condivisione competenze (Banca delle conoscenze) e valutazione del merito bottom up (che emergono dal basso).

Commento dell’Arrotino: Nei prossimi articoli approfondiremo i contenuti del Corso e gli attori coinvolti. Questa è solo la premessa con cui inizia l’elaborazione del progetto. Sto coinvolgento altri Preti Funky, sia all’interno del gruppo che al di fuori. Il fine è quello di avere delle persone dannatamente in gamba che possano fornire supporto, valore e competenze a chi si avvicina a questo nuovo incredibile mondo 2.0. Il progetto è nato e sta muovendo i suoi primi passi. Iniziamo quindi a raccontare la storia dei suoi piccoli passi.

Se siete interessati a 1) fornire un contributo o 2) A partecipare ai futuri corsi come studenti. Contattate geomalfieri@gmail.com

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11 ottobre 2010 di 4 commenti

Strategie Social Media – La riscossa del "Perchè no?"

Buona giornata a tutti,

Oggi prendo uno spunto da una lezione di ieri sera, dove parlando con Rosario, Francesca RS, Andrea, Francesca DN e Rossella abbiamo discusso sull’avvento di nuove organizzazioni pseudo-aziendali che stanno emergendo: Peer to peer Collaboration, Social Business, Bottom up-Prosumers (ConsumAttori) Community e networked business, Self organizations, Crowd funding.

Il punto è semplice, stanno cambiando le regole del gioco e chi prima o chi dopo dovremo tutti considerare questi cambiamenti ed adattare le nostre risorse nel modo più adeguato alla nostra struttura aziendale. Si parte da un presupposto: Il cliente vuole davvero una esperienza integrata con una azienda (Warfield).

arrotino-gorillaIn questa situazione di transizione tra il Medio Evo e il Rinascimento 2.0 dominano le idee! Spesso sono quelle che ad un primo impatto possono sembrare delle assolute idiozie a produrre i risultati migliori.

Vediamo alcuni esempi di Rinascimento 2.0 in questo senso e ragioniamoci:

BStripe (così come altre aziende) ha aperto una sezione per assistenza clienti su Facebook!!! Ma dico, sono dei pazzi? Ma non significa che tutte le lamentele di clienti insoddisfatti saranno in bella vista nelle bacheche di migliaia di altri clienti?? E’ un idiozia non trovate? Eppure l’hanno fatto! Hanno oltre mille iscritti. Immagino la riunione direzionale in cui qualcuno ha lanciato l’idea, immagino i presenti che scoppiano a ridere pensando che stesse scherzando… e immagino qualcuno che nell’ilarità generale pronuncia sottovoce queste parole. “E perchè no?..” Risultato: Percezione di trasparenza, mettersi in gioco, velocizzare le comunicazioni e responsabilizzarsi. Questa è la classica “idiozia geniale” altro che no!

Vodaphone ha aperto un Blog “Storie da 190” nel Vodaphone Lab (laboratorio di idee) in cui raccontano i personaggi, le storie e la quotidianità di chi lavora nel loro Call Center. E’ un idiozia incredibile vero? A chi frega delle persone che normalmente chiamiamo quando siamo imbufaliti con problemi tecnici, ed i clienti potrebbero anche sentirsi presi in giro. Immagino la riunione direzionale in cui esce la proposta …e immagino qualcuno che nell’ilarità generale pronuncia sottovoce queste parole. “E perchè no?..” Risultato: Se ne parla in rete (promuove valori di trasparenza e autenticità), personalizza il servizio, non più fredde voci disinteressate da remote località rumene, ma storie di individui veri con problemi e difficoltà come tutti. Altra idiozia geniale!

L’ATAC (Azienda Trasporti Pubblici di Roma) ha sperimentato un servizio clienti con Twitter. Ce ne parla Markingegno nel suo articolo. Ogni cinguettio di utenti collegati si riversa su altri migliaia di clienti. Visti i ritardi, i problemi, interruzioni di servizi e inadempienze generali l’ATAC rischiava molto ad esporsi così. Ma come sempre qualcuno avrà pensato “Perchè no?”. Risultato: Beh, leggete voi qui e qui. Queste sono esperienze di clienti, statisticamente i migliori veicoli per promuovere un servizio. Altra “idiozia geniale”.

Ce ne sono molte altre, le racconteremo. Ma è importante pensare con una testa nuova in un mondo che cambia. Dell (multinazionale) ha 80 persone dedicate esclusivamente a Twitter, e conferma che questo strumento ha regalato oltre 1 milione $ di ricavi addizionali

Quindi siete pronti ad usare le vostre nuove parole magiche quando studiate le strategie aziendali?… ripetete con me… “Perchè no?”

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27 novembre 2009 di Nessun commento

Reputazione online – Google il diavolo e l'Acquasanta

arrotino-boia (2)Adoro Google, nel bene o nel male è una delle eliche che sospinge il vento Rinascimentale 2.0.

Ma nel candore 2.0 del suo slogan “don’t be Evil”, (non credeteci: it’s business it’s not personal) il motore di ricerca nato in un garage americano può diventare per molte aziende od individui un nemico giurato! Provate ad inserire il nome vostro o delle vostre aziende; se qualcuno ha mai scritto qualcosa di negativo, Google non si scorda, (ne si scorderà in futuro) e vi mostrerà tutto in termini di pertinenza (non di giusto o sbagliato, legale od illegale).

In America “Reputation Management” è nata proprio per fornire degli strumenti adatti ad affrontare le difficoltà che emergono nel gestire il proprio brand nel Far West del web. Google da tuo migliore amico può diventare “Diabolico” quando, ad una ricerca con il tuo nome, restituisce risultati imbarazzanti o quanto meno indesiderati. Tutti facciamo errori, ma con Google e nel web in genere un errore può mordervi i calcagni per molto tempo.

Ma google non è diabolico come sembra, fa il suo lavoro, ma cerca comunque di agevolarvi nel sapere cosa fare e quando. Innanzi tutto ha inserito una funzione gratuita “Google Alert” che una volta settato vi segnala in tempo reale quando e dove qualcuno ha menzionato voi od il vostro brand. Ricevete un email con il link alla pagina sospetta… non male eh?!

Poi scopriamo un recente post del Google Webmaster Central Blog che fornisce alcuni interessanti consigli su cosa fare quando la negatività si accosta al vostro nome; suggerimenti quindi su come gestire le notizie e le informazioni che influenzano la tua reputazione online.

Pensaci 2 volte (anche 3)

La prima regola per risolvere il problema alla radice: pensaci 2 volte prima di inserire le tue informazioni personali su internet. A volte i motori di ricerca restituiscono risultati con i tuoi dati personali anche al di fuori del contesto in cui sono stati pubblicati in un primo momento. Detto in poche parole: “Devi essere sempre in controllo delle informazioni che pubblichi, la responsabilità è tua e tua soltanto“. Non inserire commenti con superficialità, soprattutto su pagine controllate da altri (nel tuo blog puoi sempre rimuovere).

Agisci in prima persona (e fallo in fretta)
Se qualcosa che non ti piace è stato pubblicato, cerca di rimuoverlo il prima possibile. Google non è il padrone di internet e restituisce solo i risultati inviati dagli instancabili spider. Instancabili, sì, ma non onnipresenti: se agisci in fretta puoi rimuovere i contenuti indesiderati prima ancora che siano indicizzati. Ecco i possibili scenari, a seconda di dove è il contenuto:

1) Il contenuto è sul tuo sito – Splendido! Facile facile: Ricontrolli ciò che hai pubblicato, ti accorgi che hai commesso un errore subito, modifica e nessuno se ne accorgerà… ma fallo subito!
2) Il contenuto è su una piattaforma di Sharing/Social Network – Probabilmente anche in questo caso non ci saranno grandi problemi. Entra nel tuo profilo e cancella il materiale o le informazioni che ti danneggiano. Al massimo, se le cose si mettono male, elimina definitivamente il tuo profilo.
3) Il contenuto è su un sito di terzi – Contatta il prima possibile il webmaster per far rimuovere le informazioni errate. Se il sito non presenta canali di comunicazione, puoi trovare le informazioni che cerchi effettuando una ricerca [ whois www.esempio.it ] o, al massimo, contattando l’azienda di hosting sempre elencata nei risultati whois.
Usa gli strumenti di Google
Solo dopo che il contenuto è stato fisicamente cancellato dal web (che sia stato tu a farlo o il web master di un sito terzo non importa) puoi rivolgerti al centro di rimozione url di Google per completare l’opera, sia di aggiornamento pagina che di rimozione dell’url obsoleto.

Utilizza un approccio proattivo
Se hai difficoltà a contattare il webmaster, o se questo (maledetto) si rifiuta di soddisfare le tue richieste, l’unico modo per contrastare la fuoriuscita di contenuti spiacevoli nella SERP di Google è la pubblicazione di nuovi contenuti capaci di “affossare” quelli che non ti rispecchiano. Certo, se hai a disposizione un network di siti satellite (possibilmente SEO Friendly) la cosa può essere abbastanza semplice, ma l’importante è combattere i risultati nefasti sul loro stesso piano:

Come affossi i contenuti sgraditi?

Per i testi: Usa il tuo blog, il profilo Google e un buon contatto Linkedin per diffondere le informazioni che preferisci.
Per le foto: pubblica delle nuove foto perfettamente ottimizzate per il web sia sul tuo blog che su Picasa e Flickr così risolvi le ricerche immagini di Yahoo!
Per i Video: inutile dirti che Youtube, Google Videos e Yahoo! Video sono i tuoi campi di lavoro. In questo caso, qualche buon consiglio su come creare dei video virali ti può servire
Influenza le Google News
Anche se hai un blog ben indicizzato per veicolare i tuoi contenuti, forse non sei compreso tra le liste dei siti considerati da Google News. Se hai la necessità di far scivolare dalle ultime notizie qualcosa che non gradisci, ti conviene pubblicare contenuti validi sui migliori siti di comunicati stampa, ovvero piattaforme multiautore che Google tiene in buona considerazione per l’aggiornamento delle notizie.

Ecco alcuni articoli che ho scritto su Reputation Management:

Reputation rule! I consumatori si fidano delle opinioni on-line

Reputation 2.0 – Le 10 regole per “Reputation Management fai da te”

“Reputazione 2.0”- Welcome to the Jungle!

Reputation 2.0 – Liberatevi dell’Omino Bianco

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24 novembre 2009 di 2 commenti

Le 10 Regole d'Oro per usare Social Media

Rieccomi qua!

Torniamo a parlare di Social Media oggi, prendendo spunto dal semplicissimo ma splendido articolo di Aliza Sherman “10 Golden Rules of Social Media.” Lo condivido in pieno, ma sono certo che molti di voi penseranno abbia abusato con la grappa ;-) Il mio invito è: Pensateci e valutate obiettivamente se sono stupidate.

Non intendo semlicemente copiare il lavoro di qualcun altro, ma online viaggiano discussioni tremendamente interessanti, molti delle quali diventano inaccessibili a chi non sa trovarle oppure leggerle. L’Arrotino, tra le varie cose, si offre come aggregatore e facilitatore per la divulgazione di quese conversazioni. Basta che ad uno di voi possa offrire uno spunto di riflessione (oggi o tra un anno)ed ecco che ho fatto una cosa buona e giusta di cui mia Mamma possa andare fiera… e vi assicuro che se un articolo in 6 mesi genera 132 commenti ed è in prima pagina di Google su un argomento popolare come Social Media… merita la vostra attenzione.

Viral marketingEcco le 10 Regole d’Oro per usare i Social Media:

1. Respect the Spirit of the ‘Net (Rispetta lo Spirito per cui è nata la rete)

Internet non è nato per scopi marketing, comprare o vendere roba, è semplicemente stato adattato, tra gli altri, anche a questi scopi. Il World Wide Web è nato per comunicare, collegarsi velocemente e per fornire/raccogliere informazioni. E’ importante ricordarselo, a costo di dover “ribaltare su sè stesse” le strategie online che avete in mente. Avrete più successo con un approccio che rispetti questo “spirito fondante” che a considerare i vostri interlocutori come dei semplici “portatori sani di carte di credito“.

2. Listen (Ascoltate).

Non pensate di conoscere i vostri utenti, “Listen first before speaking” (asoltate prima di parlare). Non limitatevi li, fate domande se serve, riceverete risposte sorprendenti! Social Media forniscono informazioni utilissime a pianificare le vostre azioni, monitorare i risultati e a migliorare nel tempo.

3. Add Value (Date valore).

Partecipate a dialoghi e conversazioni, non per vendere ma per fornire valore. Mettetevi nei panni dei vostri interlocutori e domandatevi, prima di contribuire “Come posso fornire un reale valore?”. In alcuni casi parlare dei vostri servizi può fornire un reale aiuto, ma in altri è assolutamente fuori tema e la “Community” noterà la forzatura facendovene pagare il prezzo.

4. Respond (Rispondete, senza nascondervi)

Se chiamati in causa rispondete velocemente a qualsiasi feedback o domanda riceviate. E’ un lavoro duro, ma se usando gli strumenti e le risorse giuste ne trarrete enormi benefici. Ricordate che Google non dimentica e le vostre mancanze o la vostra indifferenza o snobbismo (a seconda di come viene percepita) non è più limitata a singoli individui, ma si riversa su molti altri senza che lo sappiate.

5. Do Good Things (Fate bene, facendo del bene)

Doing well by doing good” non è per tutti, ma molti di coloro che stanno avendo enorme successo coi socal media associano le proprie attività a dei valori propositivi e concretamente rivolte ad aiutare gli altri. E’ un passo oltre al semplice “dare valore” ma sottintende “attenzione, considerazione, rispetto”. Portate avanti con fierezza i valori giusti, non limitandovi a parlarne, ma raccontando azioni e storie concrete. Fate una ricerca in google su “Social Media for Social Good” per vedere il potere di questo movimento. Per alcuni significherà modificare strategie troppo mirate al nudo “profitto” verso un approccio rivolto a “persone, responsaità sociale, etica, merito e quindi al profitto”.

6. Share the Wealth (Condividi i Benefici e la Ricchezza)

Sembra una frase di Madre Teresa, ma è un valore che si è insediato prepotentemente nei Social Media, ed ha portato ad innovazioni fantastiche. Ricordate Linux? Conoscete Wikipedia? Tutto nasce da qui. “If you’ve got it, share it, spread it around,” (se lo avete, condividetelo e divulgatelo ovunque). Non si parla di soldi qui, ma di valore, di tempo, di piccoli passi, di conoscenza e di informazioni. E’ uno dei valori portanti di Web 2.0 e di fatto il “motore” che lo spinge.

7. Give Kudos (Siate generosi).

Una strategia di Social media funziona se siete generosi. Il successo di strumenti come Linkedin o Re-Tweet dimostra che non basta parlare bene di sè, ma le cose funzionano quando sono gli altri a promuovervi, e spesso lo fanno se siete voi a farlo per primi. Fate un passo avanti ed aiutate gli altri, ne sarete ripagati.

8. Don’t Spam (Non Spammate!)

Come spesso accade c’è chi si appropria di uno strumento per biechi scopi commerciali, inondando le caselle di posta di ignari sconosciuti, utilizzando orribili strategie di “push” marketing (spinto all’eccesso). Nuovi strumenti stanno nascendo per proteggere chi quegli strumenti (email, facebook, twitter etc) li vuole usare appropriatamente. Queste tecniche vi mettono nella casella Spam; uscire da li non sarà facile (come Brand).

9. Be Real. (Siate veri)

Essere autentici è l’ingrediente segreto dietro a qualsiasi buona campagna di Social Media. Avrete sempre migliori opportunità online (come nella vita) se siete veri, ammettendo gli errori, ascoltando, dando valore, senza essere intrusivi o invasivi. Il segreto è nell’intavolare relazioni continuative nel tempo; se fingete di essere qualcosa che non siete, vi scopriranno prima o poi. A quel punto tutti i vostri investimenti di tempo e risorse finiranno magicamente nella casella di Spam e lo sapranno in molti.

10. Collaborate (Collaborate… questa era facile)

Prima di imbarcarvi in strategie online per aumentare le vendite date un occhiata in rete, a chi sta facendo veramente bene. Pensate a come poter lavorare con loro invece di considerarli i vostri concorrenti (nemici) e cercare di occupare il loro spazio. Rischiate di buttare i vostri soldi nel competere, perchè l’audience di riferimento è in grado di valutare il merito di chi offre, ed il demerito di chi mira a distruggere gli altri (attaccando, sottolineandone gli errori ed i demeriti).

Cosa ne pensate? E se fosse veramente un nuovo modo di proporsi a portare veri e duraturi risultati? Sareste in grado?

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12 novembre 2009 di 4 commenti

Italia da Medio-Evo? Preparatevi per il Rinascimento 2.0

Buongiorno, tutto bene?
Rieccoci a parlare di Social Media; oggi parliamo a tutti coloro che stanno mettendo la testa sotto la sabbia e continuano a ripetere che “a loro non serve cambiare le vecchie abitudini“.

Il mondo si muove veloce signori miei, e solo perchè ad oggi in Italia siamo i secondi peggiori in Europa per uso di internet (solo la Grecia sta messa peggio) non significa che saremo sempre al medio-evo… il “Rinascimento” è proprio dietro l’angolo! Non potete sfuggire ai “Social Media” per il vostro business.

Gary Haynes ha pensato ad un buon modo per mostrarvi la velocità in cui l’universo internet si muove:

Quando avete finito di leggere l’articolo, andate a vedere quanti nuovi membri ha Facebook, o Twitter oppure quanti video sono stati visti su YouTube in questi pochi minuti.

Se questo ancora non basta… fiuuuu!! quando siete duri da convincere ;-) Proviamo a sfatare alcuni dei vostri “luoghi comuni”

“Geometra! Io ho una piccola azienda … che me ne faccio dei Social Media. Il mio business è troppo piccolo”

Come sempre accade l’uomo inventa strumenti per soddisfare dei bisogni. Facebook è nato come “Annuario multimediale” per tornare in contatto (o mantenere i rapporti) con vecchi compagni di università. Il “nonno” di YouTube è nato per permettere ai soldati USA impegnati nel Golfo, di comunicare e mandare video ai propri famigliari.

Ciò che le orde “Rinascimentali Web 2.0″ fanno benissimo è pensare a nuovi usi per quegli stessi strumenti. E questa è l’opportunità che ognuno di voi ha oggi:

Prendere uno strumento, capirlo e trovare un applicazione per agevolare e promuovere il proprio business!

Web 2.0 cambia le dinamiche di relazioni ma in cambio ti offre la possibilità di ottenere risultati che vadano al di là della semplice vendita di un prodotto/servizio. In linee generali i risultati che si possono ottenere sui quali noi consulenti lavoriamo sodo sono 3:

1) Aumento delle vendite (con Strumenti di promozione “emozionale” continuativa e contestualizzata, diffusa viralmente, bassi costi ed alti ritorni)

2) Generare “Business Lead” (collaborazione partecipativa, condivisione costi e rischi, dialoghi, scambio informazioni con clienti, espansione network contatti commerciali)

3) “Ritenere e fidelizzare” clienti esistenti e nuovi (Velocizzando interazioni, coinvolgendoli, assistendoli e garantendo convenienza)

Nel prossimo articolo vedremo alcune opere (esempi) di Rinascimento 2.0 assolutamente geniali ;-)

A presto su questi schermi (Ah! avete controllato quanti nuovi Blog hanno aperto mentre leggevate???)

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3 novembre 2009 di Nessun commento

C'è di mezzo il mare

Giuliana Caroli, splendida docente del GruppoLEN ci ha segnalato questo articolo sul “fare” nella didattica e ha pensato di condividerlo con noi. Visto che un email si perde, lo mettiamo qui:

Autore: Pierangelo Indolfi – 13-11-2006

“Tra il dire e il fare, c’è di mezzo il mare”: la saggezza popolare ben esprime quel senso di frustrazione che ci pervade nello sperimentare quanto sia difficile realizzare in pratica idee sia pur giuste, sia pur condivise.
Un lampo appare nel cielo e tu aspetti aspetti, ben sapendo che la teoria va alla velocità della luce mentre la pratica va alla velocità del suono, eppure il tuono, con il suo fragore liberatorio, non arriva mai.

“Se potessi mangiare un’idea avrei fatto la mia rivoluzione” cantava disincantato Gaber e spesso vedo negli occhi degli studenti lo stesso disincanto di uno che si chiede se quello che gli proponi è poi in fondo “qualche cosa che si mangia”. Qualche cosa che si mangia non inteso nel senso che debba avere necessariamente un risvolto utilitaristico (qualche cosa che dà da mangiare) o possa rientrare nel novero dei beni economici da comprare vendere o barattare, ma nel senso più profondo di qualche cosa che serve alla vita, che mantiene in salute, che dà piacere, che unisce le persone, che fa diventare grandi. Lo sguardo di sfida di quello studente interpella dapprima me, perché a lui importa eccome che quello che gli trasmetto sia stato prima di tutto qualcosa che si mangia per me e qui penso a quel gesto meraviglioso delle mamme che svezzano i bambini premasticando esse stesse il cibo solido e poi introducendo il bolo con le mani nella boccuccia del figlio.
Forse troppo poco abbiamo riflettuto sulle parole di Paolo VI: “L’uomo contemporaneo ascolta più volentieri i testimoni che i maestri, o, se ascolta i maestri, lo fa perché sono dei testimoni”. Testimoni vuol dire che “ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo anche a voi” [1Gv 1,1.3], eppure sono passati trent’anni e continuiamo a fare soltanto i maestri…

… Ci si lamenta spesso di una diversa intelligenza delle nuove generazioni, attratte dal tattile e dall’audiovisivo, ma incapaci di sostenere il ragionamento speculativo “puro”, considerato da molti quello sì come la cultura di serie A, quella cosa che viene ritenuta tanto più utile ed eccelsa quanto più non ha alcun legame con la realtà esistenziale delle persone. Dopo ci si meraviglia che in fin dei conti nel sentire comune l’intellettuale venga considerato come un alienato sulla sua torre d’avorio ed anche come un mangiapane a tradimento.

Ben sappiamo dall’esperienza che a nulla valgono i sermoni motivazionali in cui presentiamo principi astratti, perché, se è avvenuta per noi la crisi delle ideologie, dobbiamo prendere atto ed anzi rallegrarci che le generazioni successive abbiano un’innata avversione per tutto quello che sembra ideologico. Con Ligabue constatiamo che le ricette dall’alto e dall’esterno lasciano il tempo che trovano già in noi e quindi non ha senso approcciare così un adolescente che ben puo risponderti: “Ho messo via un po’ di consigli dicono è più facile li ho messi via perchè a sbagliare sono bravissimo da me“. E qui è che ti devi inserire: dare la possibilità di sbagliare in un ambiente protetto quale può essere una scuola intesa come laboratorio della vita, dove gli sbagli non sono mai irreparabili, ma anzi sono un’opportunità per rifasare il tiro e raggiungere per raffinamenti successivi quella sapienza di vita che è poi il fine ultimo della cultura e della conoscenza.

Quindi, se l’insegnante resta l’uomo del dire, è facile che anneghi tra i flutti di quell’oceano che separa il dire dal fare. Troppe lezioni frontali, troppo ripetetemi quello che ho spiegato con le stesse parole mie, troppa scienza senza esperimento, troppo cervello senza mano ma anche senza cuore.

Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco.

Un detto attribuito a Confucio che ribalta la concezione del maestro come trasmettitore del Sapere con la Esse Maiuscola, invitandoci piuttosto a farci co-sperimentatori, compagni di un viaggio in cui si parte dal sensibile per poi interpretarlo alla luce dell’esperienza individuale e collettiva.

Grazie Pierangelo e grazie Giuliana per averlo condiviso.

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27 ottobre 2009 di Nessun commento

Il Filo di Arianna – Coaching applicato ai Social Media

Il futuro appartiene a chi crede nella “Bellezza”…

Non lo dico io, lo dice l’ottimo Paolo Vallicelli (assolutamente da seguire il suo Blog), io posso solo condividere in pieno!

Paolo è un docente del Gruppo LEN. La sua area di specializzazione copre ambiti diversi: dalla Comunicazione interpersonale (gestione del conflitto), organizzazione aziendale, leadership, al Marketing (sotto ogni aspetto della valorizzazione dell’azienda). Di lui ne parleremo più avanti, è stato uno dei primi a farmi sentire a casa in questa mia nuova avventura, e uno dei primi a mettermi in contatto con il suo network professionale (networked social business come piace a me).

Come la Dott.ssa Arianna Ruzza, per esempio, “Coach professionale e Consulente Aziendale”, autrice del libro “Paese che vai, Prodotto che trovi“. E’ stato Paolo a metterci in contatto. Stamane si parlava di come usare social network per spingere il suo nuovo sito www.realzionicosmiche.it . Arianna chiedeva:

Ti comunico che il mio sito è finalmente on-line.. Potresti dargli un’occhiata e farmi qualche proposta per i social network, che come vedrai io sono iscritta, ma purtroppo non ho proprio la passione e il tempo per starci dietro…

Ciao Arianna, molto bello il sito, mi ricorda molto uno dei siti più belli che ho visto negli ultimi tempi in Italia http://www.casaserracchiani.com/. Può piacere o meno, ma ha il merito di abbinare un immagine semplice, accessibile, in cui riconoscersi facilmente (il concetto di “casa”) con idee, valori, progetti e condivisione (il concetto di “Collaborazione” e “partecipazione”).

Questi sono valore che la gente cerca in rete, spesso perché non li trovano nella vita reale, per questo funziona bene. Direi che sei sulla strada giusta.

CONTENUTI: Il tuo prossimo passo è ora lavorare sui contenuti. Non monologhi ma dialoghi aperti! SMM (Social Media Marketing) considera i Social Media un mezzo ed un opportunità, ma la vera forza trainante della tua comunicazione resta nei contenuti, nel tuo caso il Blog! Facebook, Twitter, YouTube sono protesi per divulgano le tue esperienze in modo virale, rendono i tuoi contenuti ricercabili, persistenti e replicabili così come Google; ci arriverai, ma non avere fretta.

CONTESTO: Ma prima ancora di scrivere articoli, inizia a dare un occhiata a quello che già è in rete. Leggi, ascolta le conversazioni e partecipa attivamente lasciando commenti (sempre indicando il tuo Blog come riferimento). Scegli bene il tuo contesto. Fai una ricerca in Google, per “Coaching” vedrai quali sono i siti più seguiti, fai una ricerca per “coaching blog” e vedrai i blog più seguiti. Entra in quelle conversazioni e confrontati, parla di contenuti presenti. Poi usa il tuo Blog per divulgare e approfondire i tuoi consigli. Nel tempo ti consiglierei di scrivere su più Blog oltre il tuo, inizia a scrivere commenti e chiedi agli Admin se puoi scrivere articoli.

CONNETTIVITA’: Sicuramente avrai tonnellate di articoli pronti, storie da raccontare, esperienze da condividere. Ti ricordo che online l’approccio è informale, scrivi un diario, non un volantino, quindi lascia trasparire emozioni ed esperienze rendendo le tue parole vere, trasparenti e cosi facendo creando relazioni. Ho notato che manca un elemento fondamentale nel tuo sito per questo scopo: RSS (Feed attraverso il quale qualcuno può iscriverti e ricevere via email ogni articolo tu scriva). Fai in modo che il tuo Blog sia “agganciabile” da utenti.

COMMUNITY: Se i tuoi contenuti saranno interessanti (non ho dubbi) potrai, partendo dal tuo Blog, iniziare a replicare gli articoli in Linkedin, Facebook, YouTube, Slideshare… e creare dei gruppi di interesse suggerendo ai tuoi contatti la visione del materiale. Parti quindi con la costruzione del tuo network, ti servirà come il pane! In termini di risultati di Google, se le parole chiave sono ben selezionate, questi portali di Social Network ti porteranno molta visibilità e traffico.

Solo quando questi meccanismi saranno in piedi, potrai veramente iniziare a sfruttare Social Media per stimolare un dialogo continuativo, e lì ci perderai del tempo perché avrai degli ottimi ritorni, sia di reputazione che di contatti business.

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26 ottobre 2009 di Nessun commento

L'Arrotino affila le "Lame Marketing" di Erreà

Donneeee!!! E’ arrivato l’Arrotino del Web

Si inizia a girare, con calma però, alternando lavoro su progetti (ne parleremo) e docenze (ne parleremo… mi sto divertendo un sacco!) il tempo per prendere il camioncino 2.0 e girare col megafono scarseggia. Ma i primi risultati iniziano ad arrivare.

L’Arrotino non vi offre necessariamente di comprare qualcosa di nuovo ma di affilare gli strumenti che avete già in casa. Questo perchè molte aziende sono già estremamente competenti e preparate nella gestione dei processi di marketing e promozione, al punto che hanno tanto da insegnare a me in materia. Ma spesso accade che i ritmi sono frenetici, si lavora 14 ore al giorno rincorrendo attività e gestendo centinaia di cose contemporaneamente. E’ normale quindi che quella che dovrebbe essere una attività fondamentale in quest’area, l’aggiornamento, viene necessariamente sacrificato.

Uno dei motivi per cui adoro il mio lavoro è la possibilità di integrare lavoro vero (su progetti concreti) e la formazione. Il vero ruolo del consulente dovrebbe essere questo. Non un “Corporate comforter“… (un rimedio temporaneo) ma un trattamento completo che possa spingere le risorse di un azienda verso la risoluzione di un problema o tematica in modo indipendente. E quale miglior modo che avere qualcuno che insegna, ad un imprenditore ed alle sue risorse umane, le armi per affrontare dinamiche come ad esempio Social Media, Reputation Management, fidelizzazione di clienti, strumenti di analisi e promozione per poi lasciarli liberi di gestirli indipendentemente.

Pazzesco vero? Penso di essere l’unico consulente che non vuole dare “dipendenza” su tematiche specifiche, ma vuole far crescere le risorse della stessa azienda su quegli argomenti, rendendosi “superfluo” (sempre che sappia fare bene il mio lavoro).

Un altro punto chiave in quello che faccio è l’ottimizzazione delle risorse. Il Gruppo LEN è un fulcro importante nella formazione, sia come docenti (oltre 60 in vari ambiti specifici) che nella fase di progettazione ed organizzazione. Questo permette accesso in tempo reale ai bandi disponibili, ai finanziamenti di Enti Publici come Regione, Provincia, Fondi Europei. Questo significa poter abbinare la competenza di chi insegna alle opportunità già messe a disposizione per il finanziamento. Basta conoscerle e si può lavorare con esse. Questa è un opportunità!

Erreà Domani si parte con Luca Carra ed il suo team di marketing. Coinvolto ed incuriosito dal progetto dell’Arrotino abbiamo studiato insieme una serie di moduli di approfondimento su tematiche Web 2.0 ma non solo. 30 Ore in cui approfondire tecniche, dinamiche ed approcci nuovi e formare il team su come misurarsi con i profondi cambiamenti dal marketing tradizionale. Luca è in gamba, ha colto l’opportunità e sono certo che ne trarrà benefici.

Domani, e nelle prossime settimane, LEN STRATEGY, Marco Artusi, Alberto Monteverdi, Andrea Maurizzi ed il sottoscritto presenteranno la propria competenza e professionalità, dando valore vero, mettendosi in gioco. Se saremo bravi ci sarà magari un ritorno, ma nulla è scritto, dipende da noi guadagnarci questa possibilità. Si chiama valutazione del Merito, ed è quello in cui crediamo qui.

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26 ottobre 2009 di Nessun commento

Marketing e-mail – Consigli e proposte – part 2

Greetings!

Continuiamo la nostra missione di creare una Marketing email di tutto rispetto. Il mio capo inizia a scalpitare ;-)

Precedentemente abbiamo deciso di utilizzare un approccio molto Web2.0, informale, amichevole, autentico e perchè no… divertente ed un filo irriverente. Si scontra contro una prassi iper-formale tipica italiana ma siamo pronti al rischio, convinti che se un offerta è valida il lettore ci perdonerà ed apprezzerà.

Abbiamo poi deciso di scrivere a titolo personale per poterci permettere un filo di ironia in più. Il concetto non è nuovo, rendere il Business una storia personale è un approccio usato recentemente per i polli di Amadori e pure dal Signor Rana che ti viene impunemente a mangiare i (suoi) tortellini a casa tua. Se funziona per polli e tortellini magari ho una possibilità anch’io!

Poi abbiamo delineato i contenuti dell’offerta e la missione che mi prefiggo, perchè il lettore è già prevenuto in partenza e se non coglie immediatamente lo spirito ed il valore aggiunto che offro siamo finiti… e non potrò cambiare la Punto del 2000 ancora a lungo.

Ora ragioniamo sul mio nemico giurato: La lunghezza
Qui sono alquanto in braghe di tela. Le cose da dire sono tante, troppe ed il rischio di dilungarmi è altissimo. Infatti gli esperti ci dicono che sono pochi gli utenti che leggono per intero il testo dell’e-mail. L’e-mail si presta a un tipo di lettura a livelli.

LIVELLO 1 – Prima di tutto si inizia dall’intestazione, che il nostro mailer ci fa vedere appena arriva il messaggio. Il mittente e l’oggetto dell’e-mail sono già importanti per decidere se aprire o meno la lettera. Ouch!

LIVELLO 2 – Se si decide di procedere, normalmente si leggono le prime righe, non più di 2-3 periodi, prima di prendere una nuova decisione. Questo spazio equivale, più o meno, a quello mostrato da una visualizzazione d’anteprima in un mailer. A questo punto, l’utente decide se la questione è di suo interesse. Può optare per spedire la e-mail direttamente nel cestino oppure leggerla (magari subito oppure in un secondo tempo, trattenendola intanto nella inbox).

LIVELLO 3 – La lettura fino alla fine del testo. Anche in questo caso, non si dimentichi mai che l’utente può decidere di abbandonare in qualsiasi momento la lettura. Ciò avviene in particolare per i testi troppo lunghi e per quelli incapaci di suscitare il benché minimo interesse.

LIVELLO 4 – La lettura completa, cioè oltre la fine del testo. Una volta terminata la lettura dell’e-mail, l’utente ancora può decidere se fermarsi qui o procedere oltre, andando ad approfondire veramente la questione (sul sito Internet oppure magari in un allegato, anche se questa scelta non è consigliabile). E’ qui che li voglio portare ed userò questo Blog per farlo.

Certo! Il Blog stesso dovrà aiutarmi ad accorciare la lunghezza della mail, attraverso una serie di link url con approfondimenti.

Come comporre l’e-mail quindi?
Alla luce delle considerazioni fatte sulla lunghezza, per superare il primo scoglio del Livello 1 ci serve un Oggetto spettacolare.

Ne parleremo specificatamente nel prossimo articolo, perchè l’oggetto merita spazio ed attenzione. Vi anticipo solo una prima idea:

“E’ arrivato l’Arrotino Virtuale 2.0 – LEN”

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20 agosto 2009 di 3 commenti