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Giosuè 2.0 ferma il Sole – 9° Comandamento

10 Comandamenti Anti Crisi: ReBrand Yourself

9° Comandamento:

    Non siete più passivi consumatori, ma contribuitori “attivi e proattivi”… devono temervi!

Prima che la comunicazione fosse accessibile a tutti e fruibile (in potenza) da tutti, il consumatore rimase per lungo tempo un soggetto passivo, semplice ricevente da bombardare di messaggi e strumenti di decodifica. Teoria del proiettile magico, teoria dell’ago ipodermico, teoria del bandwagon, copycat effect: qualsiasi nome scegliate, il concetto di base resta il medesimo, media di massa per una massa di idioti.

Ops!, non offendetevi, uso questo aggettivo così come lo intendevano i Greci: l’idiòtes era l’uomo non-pubblico, incolto, poco avvezzo alle “cose del mondo”. Un ignorante di sé e di ciò che lo circondava e, per questo, facilmente manipolabile.

Le imprese lo sapevano bene: nel post-taylorismo anni Novanta erano loro a suscitare bisogni in noi al grido di “Non puoi vivere senza il mio prodotto!”. Hanno omologato le nostre abitudini, hanno influenzato le nostre scale di valori, alla ricerca di desideri inappagati e frustrazioni per le quali farci spendere.

Con la diffusione di Internet e, più precisamente, con la sua evoluzione 2.0, si è sviluppata una forma di comunicazione dove non è la massa, bensì l’insieme di diverse entità ad esprimersi partendo dalle singole prospettive. Come accadeva nei Settecenteschi caffè dove, tra bottiglie verdi e artisti senza un soldo, la bella gioventù si scambiava informazioni e notizie, commentava politica e nuove correnti, creava movimenti, ideava rivoluzioni, in poche parole faceva opinione.

Siamo come loro: squattrinati ma curiosi, con in mano un potenziale infinito che rende davvero biunivoca la comunicazione.

Un esempio pratico:

Una sera d’inverno,  il Geom Alfieri e l’amica Eleonora rimasero bloccati a Fidenza su uno splendido InterCity, il che ci costrinse a scendere nella bufera di neve e continuare il viaggio sull’auto di Simone. Dramma nel dramma, stavamo perdendo la partita del Parma, e dovemmo adattarci alla radio per ascoltare la cronaca delle azioni. Dopo l’avvento di TelePiù e Stream, molte piccole radio private furono costrette a chiudere i battenti e, da allora, ogni Società di calcio professionistico stipula un accordo con una sola emittente, la quale si impegna a trasmettere tutte le partite della squadra. Monopolio, come sapete, significa anche assenza di scelta per il consumatore. Se, come in quel caso, il radiocronista non sa raccontare le azioni, parla del tempo atmosferico e balbetta poche parole anziché aiutarvi a sopperire alla mancanza di immagini, non potete farci nulla. O così, o pomì, ci avrebbe risposto un famoso slogan.

Decisi a fare qualcosa, denunciammo questa grave défaillance sul già citato portale Parmafans dove, Pr77, alias Simone richiama l’attenzione di tutti su questo problema e presentando possibili soluzioni.

Per chi non riesce a districarsi tra pay-tv e partite non trasmesse, una radio efficiente è basilare (soprattutto visto che la suddetta radio è disponibile in streaming, amplificando quindi a dismisura la sua portata e il pubblico potenzialmente coinvolgibile). Sul topic si raccolgono le lamentele degli utenti ed ecco che, nella partita seguente, lo stesso speaker dimostra lievi miglioramenti, maggiore professionalità, meno racconti di colore e considerazioni personali sul meteo. Ci avevano sentito, e la radiocronaca era migliorata.

Ma non era abbastanza. Non solo utenti “passivi”, però, si dimostrano desiderosi di partecipare attivamente, ma anche un ex-speaker di Radio Onda Emilia, già commentatore del Parma nei tempi che furono.

Dalla lamentela si passa alle vie di fatto… si inizia ad essere Proattivi!

Il risultato della radiocronaca ancora non soddisfaceva, ecco quindi un elenco di “suggerimenti” specifici di chi il lavoro lo conosce e condivide la propria conoscenza ed esperienza sul forum.

Ma la radiocronaca non decolla come vorremmo. Logica conseguenza del suo contributo (e di altri IT wizards) è la proposta che nasce su quelle pagine, ovvero usare le tecnologie 2.0, in questo caso player scaricabili dalla Rete, per dare vita ad una web-radio indipendente.

Morale: Ascoltaci… o Azienda!

1° passo “Siamo insoddifatti!”,

2° passo “Non vogliamo quello che offri…Vogliamo quest’altro!”,

3° passo “Va bene, non ci soddisfi, lo facciamo da soli!”

Questa è una dinamica che sarà sempre più presente in futuro.

Aziende e loro manager impomatati perditempo “Ascoltateci!… o collaboriamo o siete rovinati!”

La chiave del mettersi in gioco in prima persona è proprio questo: non sai mai chi inizierà a giocare con te e quali opportunità possono aprirsi!

Noi potevamo fare finta di nulla, ma abbiamo preferito dare voce al nostro pensiero, dimostrando che, mentre un semplice consumatore subisce, un consumatore consapevole o, meglio ancora, un consumatore che produce contenuti può farsi davvero notare!

Il piccolo Giosuè ha finalmente la voce per gridare al sole di fermarsi sulla valle di Aialon…

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13 marzo 2011 di Nessun commento

Stigmati Web 2.0 Parlatene pure – 8° Comandamento

10 Comandamenti Anti Crisi: ReBrand Yourself

8° Comandamento:

Diventate talmente “particolari e presenti” che persone sconosciute parlino di voi

Se in questo momento vi chiedessi chi è il personaggio della televisione italiana che ritenete più irritante, chi mi indichereste? Sono sicura che mi rispondereste Vittorio Sgarbi, l’antipatico che più antipatico non si può, l’attaccabrighe rompiballe per antonomasia.

Ma da qualche tempo a questa parte pare che l’ex assessore alla cultura del comune di Milano abbia perso terreno e sia stato scalzato, dal primo posto nella classifica dei super odiosi, da un altro bel personaggio televisivo che prezzemola ed imperversa sugli schermi di mamma Rai e negli studi di Cologno Monzese: Alessandro Rostagno.

Magari il nome vi dirà poco, ma sono convinta che se postassi una sua foto lo riconoscereste immediatamente, anche perché Blob, fondamentale vetrina per diventare celebri, manda in onda le sue zuffe televisive.

Come Sgarbi è decisamente sfrontato e irriverente e come lui ha questa faccia sbiadita da emoglobina 2.0, caratteristica evidentemente delle lingue biforcute che, come noto, hanno poco sangue nelle vene.

Per chi non lo sapesse, Rostagno inizia la propria carriera scrivendo per La Repubblica diventandone in breve tempo critico televisivo fino ad approdare a Libero dove nella rubrica “Telemeno”, con lo stile provocatore che lo contraddistingue, da sfogo a tutta la propria acidissima critica verso la tv spazzatura.

Tv che sarà anche maleodorante ma della quale è ora una presenza costante (e non nella veste di Arbre Magic ma di massmediologo), visto che da quando è approdato nel tubo catodico non ne è più uscito (qualcuno chiamasse un’elettricista, per favore…)

Di questi tempi poi lo si vede comparire in ogni dove e il Signor Rostagno un po’ ci sguazza in questa tv fatta di gente che ci va per raccontare a milioni di sconosciuti le proprie più avvilenti, scabrose o delicate vicende sentimentali e personali, perché per uno come lui è estremamente facile prendersi gioco, pungolare e attaccare questi personaggi allo sbaraglio.

Se fate un giretto su Google e digitate il suo nome oltre a venir fuori più di 30.000 pagine che lo riguardano vi accorgerete di quanto si parli di lui nei vari blog di discussione, dove c’è chi lo sostiene e chi, spesso manda in onda le sue zuffe televisive.

Sicuramente siamo di fronte al classico prodotto televisivo figlio dell’ insana regola del “parlate di me, anche male, ma parlatene”, quasi che ad essere prepotenti ci si guadagni in credibilità, stronzeggio ergo sum.

Come vedete anch’io sono qua a citarlo e a fargli un po’ di pubblicità, cosa che se Rostagno fosse un simpatico e docile guascone probabilmente non sarebbe successa.

Ma antipatico o non antipatico, quello che io disapprovo del signor Rostagno è questo suo dialogare solo ed esclusivamente con il proprio super ego, inteso non con l’accezione freudiana del termine ma con il significato di ego a dir poco smisurato.

Rostagno difficilmente condivide le proprie idee, raramente interagisce con i propri interlocutori, ma si lascia andare quasi sempre a noiosi soliloqui, quindi per me è solo un esempio negativo.

Voglio invece portarvi un esempio positivo che, neanche farlo apposta, viene dal web 2.0.

Io lavoro nella musica e per me Fegiz files, il forum che Mario Luzzatto Fegiz il noto critico musicale del Corriere della Sera ha aperto sul sito del quotidiano, è uno strumento molto interessante per capire cosa pensano i vari appassionati di musica delle nuove tendenze musicali.

In questo forum, dove tanti sono i musicofili che ogni giorno discutono dei vari argomenti, ce ne sono due in particolare che hanno catturato la mia attenzione sia per la loro costante presenza nelle discussioni che per la capacità di argomentare in modo quasi sempre ironico, talvolta provocatorio e irriverente ma sempre stimolante nei topics da loro aperti o in quelli già esistenti.

Mi riferisco a Buzz e Pensatore libero.

Questi due utenti scrivono da quando il forum è stato inaugurato e sono un po’ l’anima della community.

E’ capitato qualche volta che siano stati ripresi dal moderatore del forum per l’uso di un linguaggio un po’ troppo colorito (Buzz sostiene che gli censurino i messaggi!), lo stesso Fegiz è intervenuto in alcune discussioni dopo essere stato chiamato in causa dai due utenti e in taluni casi li ha benevolmente bacchettati.

Spesso si attaccano con altri frequentatori del forum, ma alla fin fine si tratta sempre di un sano scambio di idee, questi due utenti riescono a stimolare le discussioni anche perché quello che dicono, condivisibile o meno, è sempre coerente con il loro pensiero.

Questi due ragazzi sono diventati due brand conosciuti, tutti coloro che scrivono in Fegiz Files sanno di chi sto parlando e li consideranoun punto di riferimento.

“Cosa ha scritto oggi quel matto di Buzz?” è una domanda che spesso mi sono sentita rivolgere da amici e colleghi che come me lavorano nel mondo della musica e che leggono il forum.

Come sono riusciti a creare intorno a sé tutta questa attenzione e curiosità?

Mettendo in pratica, in modo del tutto spontaneo, quelle che secondo me sono le regole base per essere un brand che si fa riconoscere (e un esempio positivo):

  1. Capacità di catturare l’attenzione attraverso argomentazioni intelligenti e interessanti
  2. Coerenza e lucidità nell’esprimere le proprie idee
  3. Presenza costante nelle conversazioni (importantissimo perché su un forum si è quel che si scrive e se si scrive poco sarà ben difficile farsi notare)
  4. Capacità di stimolare emozionalmente i propri interlocutori anche attraverso un atteggiamento volutamente provocatorio
  5. Capacità di mettersi in discussione e di condividere le proprie idee con gli altri (regola fondamentale e profondamente FunkyReVviana)
  6. Creatività ed originalità

Questo vale per il web 2.0 ma credo siano regole “trasmigrabili” anche in altri ambiti, in primis quello del lavoro.

Quando si crede fermamente nelle proprie idee bisogna avere il coraggio di portale avanti ma soprattutto di condividerle con gli altri, nessuno di noi è il depositario della verità.

Anche perché così facendo, qualcuno ti nota, parla di te e possono nascere delle opportunità e delle collaborazioni inaspettate.

Il buon Fegiz, il più famoso critico musicale italiano, ha spesso utilizzato dei post di Buzz e di Pensatore Libero per aprire la discussione del giorno sul forum.

Ecco un modo costruttivo per far parlar di sè.

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7 febbraio 2011 di Nessun commento

Dalla lettera ai Filippesi – 5° Comandamento

10 Comandamenti Anti Crisi: ReBrand Yourself

5° Comandamento

  • Createvi una lista dei vostri contatti, prima che vi servano veramente…

Credo sia opinione fortemente condivisa che le maggiori opportunità lavorative giungono attraverso altre situazioni lavorative (piove sempre sul bagnato…).
Arrivati al quinto comandamento abbiamo imparato quanto sia necessario avere un approccio proattivo e sapersi posizionare come riferimento. In una tale situazione, le opportunità sono -de facto- più facili da cogliere e molto più numerose. Chi ti circonda ti conosce e fa quello che è un viral marketing spontaneo: ti sponsorizza e si rivolge a te.

Ma quando si è alla ricerca di nuove occasioni e nuovi progetti? E’ cosa buona e giusta rivolgersi inanzitutto agli amici, quella lista di persone che conosci ad un livello personale.

Cerchi lavoro? Quindici anni fa alzavi la cornetta dell’unico telefono fisso di casa e chiamavi gli amici (DRIIINN), facevi presente la tua necessità, e chiedevi loro gentilmente di spargere la voce.

Questa classicissima operazione, è ancora assolutamente valida: prima di guardare su Monster e inviare alla cieca 10.000 CV, facendo spamming lavorativo, e rovinandoti il brand, è auspicabile prima rivolgersi al proprio network di conoscenze. Su questo medesimo presupposto è fondato il grande successo delle piattaforme lavorative dell’ultimo periodo: linkedin.

Negli ultimi anni i Social Media hanno messo a disposizione per i naviganti nuovi strumenti per allargare il proprio campo di “influenza” e la facilità di interazione.

Ma cosa significa avere un network di contatti in rete? E come distinguere tra i contatti utili?

Resta inanzitutto fondamentale la volontà di mantenere vivi i contatti e le interazioni.

Non basta avere 250 nomi in lista tra gli amici di Facebook per avere un network di 250 persone proattive.

E’ quindi una necessità lavorativa, dentro e fuori dalla rete, costruire la propria agendina di persone che in caso di bisogno, rispondono prontamente alla vostra richiesta d’aiuto:

un Friendly network

Per un professionista è obbligatorio avere un tale database attivo e pulsante, prima di averne effettivamente bisogno. Le interazioni forti si sviluppano lentamente, con pazienza, condividendo e discutendo. Canali come i feed RSS , Twitter, Facebook, permettono di essere creativi e performanti in questa attività.

E’ consigliabile, oltre che piacevole, mettersi in gioco! Partecipare attivamente a discussioni di Social Network che trattano dei tuoi effettivi interessi. Che si tratti di forum misconosciuti, newsgroup sulla storicissima rete usenet , o piattaforme mediatiche alla moda non importa!

Qundi, oltre alla prima domanda spontanea “ma che fine hanno fatto i Filippesi?”… Gridate tutti insieme a me:

E’ tanto bella quanto necessaria la mia lista di contatti effettivamente spendibili!

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6 dicembre 2010 di Nessun commento

Gesù 2.0, come diventare un HUB – 2° Comandamento

10 Comandamenti Anti Crisi: ReBrand Yourself

2° Comandamento

  • To Be an Hub: Posizionarsi professionalmente come persona di riferimento…

L’impatto della competizione mondiale porta con sè la necessità di essere sempre più visibili, e presenti.

Un buon professionista, qualunque sia il suo ambito, deve cercare di collocarsi in una posizione di riferimento. L’alternativa è scomparire nell’anonimato, che spesso fa il paio con il pressapochismo e la poca professionalità.

Promuovere se stessi come se fossimo dei brand richiede attenzione, volontà e pianificazione. Il presupposto naturalmente è che si stia compiendo, lavorativamente, una attività che piace, per poter essere in grado di comunicare la propria passione e le proprie conoscenze.

Ma come gestire questi aspetti? Vi propongo quella che chiamo la mia filosofia del “HUG and HUB”, conoscenze e cordialità.

Può essere il seme per ripensarsi e riposizionarsi sul mercato. Non è un how to, non esistono regole generalizzanti, non credo nel consiglio che va bene per tutti. Al contrario, vivendo in una società connessa abbiamo tutti delle impronte culturali comuni, ecco perchè questo è un piccolo decalogo emozionale, comportamentale.

Su questa base, ognuno dovrebbe trovare la propria nota, e suonarla.

  • Essere pronti al cambiamento

Non esistono più mercati chiusi, omogenei e protetti. Tra trentanni anni l’80% delle attività produttive saranno aperte alla concorrenza globale. Il dinamismo sarà sempre più un must. Non bisogna mai accontentarsi, occorre essere sempre un passo avanti. Questo significa cercare nuovi clienti, e nuove commesse per ridurre al minimo le percentuali di rischio. In Italia vi è un numero consistente di aziende medio-piccole monomandatarie, che fanno parte dell’indotto dell’industria automobilistica, per esempio. Queste aziende sono strutturalmente soggette al fallimento. Non facciamo come loro! Per porsi come persona di riferimento, e MANTENERE questo ruolo, è necessario adottare uno spirito propositivo.

  • Totale disponibilità

Occorre essere ricettivi nel raccogliere idee e segnali che giungono dagli altri. Chi ci interpella per risolvere un problema, di solito ha già provato a risolverlo da sè, quindi ne conosce i contorni e i punti di rottura. Le loro idee possono far parte di una soluzione più articolata. Mia madre dice sempre: “Non si devono buttare via neanche le ossa della polenta“. Dice anche : “Le buone maniere sono d’oro“. Ovvero, non bisogna mai negare un consiglio. Chi giunge da un ambito strettamente commerciale ha la pessima abitudine di pensare sempre tutto in termini di bilancio e conto economico. Evitate di mettere tutto e solo su un piano commerciale; è fondamentale l’attitudine con cui si approccia un problema.

  • Scegliere e sviluppare con intelligenza in che ambito collocarsi

E’ difficile essere degli hub se la propria professionalità risulta essere “a banda larga”. Dovrete sempre essere in concorrenza con 100.000 neolaureati Indiani migliori di voi nel fare il lavoro della scimmia.

Il segreto sta nella competenza d’alto profilo. Bisogna collocarsi in nicchie ecologiche e farle crescere. Non puoi essere un “informatico” di riferimento, ma puoi esserlo come Bioinformatico genomico. Puoi capitalizzare maggior visibilità come manager specializzato in aziente no profit per l’Africa, piuttosto che con experties di controllo dei processi di business (che significa tutto e niente).

  • Rendere evidenti al mondo le proprie competenze

Una società interconnessa favorisce la distribuzione del know-how. Molto spesso la soluzione di un problema tecnologico si trova a tre click da noi. Ma se questo è possibile è grazie al lavoro infaticabile di persone che si sono adoperate per condividere le proprie soluzioni. Ciò significa che si sono coscientemente posti come hub specialistici. Non solo contenuto, quindi, ma anche forma. Questa è un’operazione non facile; spesso si crede che la professionalità basti per avere successo, ma non è così. E’ come avere un software magnifico, ma senza una riga di documentazione: verrà abbandonato. Occorre pensare al migliore canale comunicativo da usare, può essere un blog, ma anche la partecipazione a congressi, interventi universitari, collaborazioni con giornali specialistici, ecc…

  • Essere individuabili, mostrare la propria unicità

E’ necessario, per far parlare di sè, avere un proprio segno distintivo. Bisogna sviluppare un proprio modo di fare professionale e al contempo personale, che sia forte e riconoscibile quanto un logo. Se si è bravi ma anonimi, non sarete mai la prima persona a cui si pensa quando nasce un problema.

Infine, ricordate che è sempre una buona politica razionalizzare le proprie attività. Focalizzare sui punti indicati può risultare sterile se lo si fa in modo disorganizzato, ma se fatto con disciplina porta a sicuri vantaggi.

Tutto questo sforzo, non è solo per voi: essere un punto di riferimento è un sicuro vantaggio… ma sopratutto aiuta gli altri! :-)

Articolo del mitico Prete Funky “Fuliggians“. Era talmente avanti dua anni fa che non ho cambiato una virgola di ciò che scrisse.

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26 settembre 2010 di Nessun commento

Il Network dei mestieri – 1° Comandamento

10 Comandamenti Anti Crisi:”ReBrand Yourself “

1° Comandamento

  1. Diventate un prezioso punto di riferimento per i vostri colleghi, network professionale e clienti.

Solitamente, in tempi di crisi, i primi ad essere licenziati sono le persone non “indispensabili” alla conduzione dell’azienda. Se dalla competenza ed esperienza del servizio da voi offerto dipende il product or service offering aziendale, è molto probabile che nessuno vi toccherà, anche in momenti difficili.

Come Social networker assicurati di mantenere i contatti con amici, parenti e contatti professionali e offri loro ogni aiuto o risorsa possibile. Come un imprenditore è vitale convincere i tuoi clienti che stanno beneficiando di un servizio coi fiocchi, con ottimi ritorni (ROI).

Il modo migliore per farlo è di impostare i tuoi contatti in Linkedin, Facebook e Twitter in modo da meglio promuovere e distribuire informazioni nel tempo.

Simone alias PR77, un amico, moderatore storico del Forum Parmafans, qualche tempo fa ha creato un topic di discussione chiamato “Problemi informatici? Risolviamolo tutto in questo post . Come risultato, tra centinaia di discussioni sulle vicende dell’amato Parma Calcio, ogni utente può postare i propri problemi tecnici e ricevere assistenza gratuitamente e velocemente. Valore aggiunto quindi per l’utente, ma soprattutto un punto di riferimento di fiducia quasi in tempo reale. Al buon Simo, come previsto, si sono ora aggiunti altri utenti con conoscenze tecniche variegate, creando un team di consulenza spontaneo che si confronta giornalmente per la miglior soluzione al tuo problema, tra un imprecazione e l’altra al Presidente Ghirardi o l’ennesimo furto della Juventus .

Anche chi non ha avuto problemi è a conoscenza delle capacità tecniche di PR77 e dei suoi fedelissimi IT wizards crociati, uniti dal magico spontaneo potere di aggregazione di una piattaforma come un Forum. In fondo, problemi IT sono ricorrenti e soluzioni sono trasferibili. Per questo “Problemi col tuo PC? Risolviamolo qui” è ora un contenitore di soluzioni da consultare in qualsiasi momento. Quando ho un problema quello è il primo posto in cui guardo; prima di postare nel topic. Lo stesso PR77 mi ha confessato di avere imparato tanto dalla condivisione generale del topic.

Una “Community” virtuale è spontaneamente strutturata in ruoli e livelli di interazione, come una società reale. C’è un autorità (amministratori e moderatori) ed un corollario di ruoli (mestieri) basati sulle competenze specifiche degli utenti.

Sono ruoli che si conquistano nel tempo, fornendo informazioni e soluzioni e condividendole in modo trasparente e gratuito.

Suggeriamo cautela comunque, la vostra reputazione è un bene volatile online; inutile mentire e spacciarsi per fenomeni, la Community vi smaschererà con brutalità. Meglio fungere da aggregatore, dirigendo il traffico, indirizzando domande verso risposte (o chi può rispondere).

Scegliete il vostro mestiere con cautela quindi, partecipando attivamente e facendolo sapere al vostro network attraverso strumenti adatti.

Potete agire a livello personale (Facebook) postando articoli e/o commentandone altri, od iscrivendovi a gruppi specifici o creandone qualcuno (facendolo sapere al vostro network). Lo stesso può essere fatto a livello professionale attraverso portali networking globale per professionisti come Linkedin, Xing, Viadeo per esempio. In ognuno potrete individuare la community più adatta a voi, e con intelligenza saprete ricavarvi nel gioco di ruoli Web 2.0 il vostro spazio nel mestiere che vi aggrada.

Allora, hai deciso? Che mestiere vuoi fare da grande?

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22 settembre 2010 di 1 commento

Le 10 regole per “Reputation Management fai da te”

Reputation Management è un campo professionale nuovo, che ha la pretesa di aiutarvi, come individui e come aziende a districarvi nella giungla dei Social Media. Questo articolo è “Reputation Management fai da te” (DIY do it yourself!), perché penso che con un po’ di buon senso ed onestà intellettuale si possa fare un buon lavoro ed ottenere risultati.

Potete contattare ondine degli impomatati consulenti da 2,000$ l’ora od ascoltare “a gratis” il sermone di un Prete Funky… la scelta è vostra! Il Prete Funky non si offende comunque e continua nella sua enciclica sui 10 Comandamenti da seguire per guadagnarvi il regno dei Cieli 2.0.

Ecco quindi i 10 Comandamenti per Reputation Management “fai da te”… per molti significherà cambiare completamente il proprio modo di porsi e mettersi veramente in gioco… ma se non credete ad un Prete Funky, magari date un occhiata a quello che vi dice uno degli esperti di Social Media Americani in quest’articolo:

  1. Siate onesti

Siate onesti parlando delle vostre “mancanze”. Riconoscete o per lo meno non negate le “deficienze” nei vostri prodotti, servizi o membri del team. Forse non siete i responsabili di queste problematiche, ma essere aperti e sinceri a riguardo vi aiuterà quando dovrete difendere la credibilità della vostra compagnia o del vostro lavoro.

2. Mai nascondersi

Mai nascondersi quando attaccati da utenti insoddisfatti, che siano clienti, bloggers o partners. Piuttosto alzate la mano e sforzatevi di rispondere in maniera intelligente. Scusatevi quando è necessario ed assicuratevi (e fate sapere) che il problema è seguito in maniera rapida ed efficace, senza ulteriori perdite di tempo e prima che altri utenti si accodino al problema facendovi sfuggire il controllo.

3. Tutto è pubblico e consultabile

Siate consapevoli che nel Web 2.0 tutto “esce in pubblico”. Quando si parla di internet non ci sono segreti. Sappiate che tutto ciò che dite (può esser riportato da altri) o scrivete, commentate, registrate sarà accessibile e consultabile online per gli anni a venire. Assicuratevi quindi che ogni vostra parola è misurata, comprensibile e correttamente associabile (parlate per conto vostro o dell’azienda?). Se non avete nulla da nascondere non avrete nulla da temere!

4. Mantenete un aspetto “professionale”

Il modo in cui apparite: il website, link funzionanti, mappatura sito, aggiornamenti costanti e continui, certifica la vostra professionalità a clienti, investitori, partners, collaboratori, dipendenti e giornalisti. Siate previdenti e fornite materiale per confermare la vostra reputazione; anticipate le possibili richieste di informazioni postando materiale in proposito. Fornite anche accessi facilitati a link esterni, ove si parla di voi (review, video e notizie)

5. Partecipate attivamente e fornite strumenti per il dialogo

Esistono strumenti che favoriscono le comunicazioni e condivisioni trasparenti e dirette come blog, forum. Createne sulle vostre pagine o acquistate visibilità su importanti (per voi) forum esterni ed assicuratevi il tono di quelle conversazioni sia quello giusto per voi. Se avete problemi di tempo assicuratevi che qualcuno (un gruppo di persone all’interno dell’azienda o consulenti esterni) partecipino a queste conversazioni che vi riguardano e mantengano alta la bandiera della vostra professionalità.

6. Social Networks sono lame a doppio taglio

Scegliete con cura a quali Social Network è meglio associare il vostro nome o brand aziendale. Scegliete quelli più adatti al vostro mercato e target e condividete le vostre esperienze con loro. Aggregate secondo valori e interessi comuni e fornite contenuto “arricchente”. Siate consapevoli che alcuni strumenti di Social Network si sposano meglio di altri per le vostre comunicazioni aziendali; alcuni servono meglio per l’organizzazione di eventi. Conoscete questi strumenti e scegliete quello giusto nelle giuste circostanze. L’importante è farlo in modo efficiente e continuativo.

7. Dialogate con Bloggers

Non abbiate paura del confronto, un dialogo aperto è ben percepito da bloggers ed un buon inizio per instaurare relazioni professionali con benefici comuni. In fondo loro possono veramente influenzare con le loro opinioni e commenti la vostra reputazione.

8. “Live up to Google”

Questo motore di ricerca è diventato un fenomeno mondiale per il servizio puntuale e preciso che ha offerto sin dal primo giorno; tutti lo sanno e tutti lo adorano per quello. Assicuratevi quindi che ciò che scrivete meriti di essere nelle sue pagine.

9. Confermate la vostra reputazione giornalmente

Siate presenti in modo continuativo, per evitare sorprese e per esser pronti a reagire immediatamente. Esistono numerosi strumenti per agevolarvi in questo, alcuni dei quali vi inviano un report dettagliato ogni mattina senza che voi facciate nulla. Molti di questi strumenti sono Open Source (gratuiti) altri a pagamento. Ne parleremo dettagliatamente nei prossimi articoli.

10. L’Azienda del futuro è Aperta, Onesta e Coerente

Le Aziende e gli individui che riusciranno veramente ad accrescere la propria visibilità, riusciranno ad imporsi sulla concorrenza ed avranno una lunga vita sposano e comunicano chiaramente dei valori che condividono con i propri utenti. Loro abbinano le proprie azioni a questi stessi principi con coerenza e passione (percepibile). L’ambizione principale è la soddisfazione dei propri clienti e questo traspare nella decisione con cui si pongono nel proprio ruolo, garantendo qualità e considerazione. It talks the talk and walks the walk (quello che dicono è quello che fanno).

Altri articoli sulla Reputazione 2.0

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30 novembre 2009 di Nessun commento