Archivio per novembre 2011

SQcuola di Blog – La Storia continua

Social Media Marketing: chi è costui?
Si parla molto e spesso di Social Media Marketing ma molto spesso le opinioni sul significato del termine sono discordanti, o incomplete o frammentarie.
Il motivo è semplice: non esiste, almeno in Italia, una cultura scolastica del SMM.

Grandi realtà si stanno adoperando per offrire un percorso simile, inclusi i mitici di Ninja Marketing.

Ma in questo mondo Social la condivisione delle esperienze è più importante dei contenuti stessi, è giusto raccontare i passi da gigante fatti negli ultimi mesi dalla SQcuola di Blog. Ne avevamo parlato in anteprima su queste pagine, quando alcune menti folli si erano raccolti attorno ad un’idea.

Dopo 6 mesi di Master, possiamo raccontare dell’emergere di un nuovo modello di Social e-Learning.

Foto di Classe 2011Altri faranno cose simili, forse anche con contenuti migliori, ma questo esperimento è certamente una pietra miliare nel campo della formazione online sui Social Media a mio giudizio. In questo ambito è difficile competere qualitativamente solo sui contenuti. Considerata la velocità con cui questo mondo “social” si evolve, c’è sempre qualcuno più aggiornato, più bravo, e con più tempo per “fare ricerca”. Ma se c’è qualcosa che il 2.0 ci ha insegnato è che la vera innovazione nasca dalla collaborazione e condivisione delle conoscenze e del saper fare.

Fare business partendo dalle persone – si diceva – ma dimostrarlo coi fatti è tutta un’altra storia. Non bastava fornire delle occasioni di dialogo e confronto con i docenti, occorreva creare un vero e proprio network di professionisti, studenti e docenti, con diversi ambiti di competenza e convinti che condividere e collaborare piuttosto che spacciarsi per tuttologi o “difendere il proprio orticello”.

C’era una reale necessità formativa in questo ambito, che ci ha spinti a mettere in piedi il primo master online di SMM denominato “SQcuola di Blog”. Innanzitutto la volontà di creare un percorso professionalizzante in un ambito che da li a poco sarebbe emerso come in altri paesi. Il fatto che ora altri corsi simili vengano lanciati dimostra che avevamo ragione. Volevamo creare dei professionisti in grado di affiancare aziende in questo mondo.

La prima edizione è stata sperimentale, guidata più da istinti 2.0 che da una vera e propria strategia aziendale.
Metodi nuovi, contenuti nuovi, docenti nuovi e 30 studenti selezionati, “meritocraticamente” in tutta Italia, attraverso online assestment. La SQcuola di Blog non doveva avere fronzoli, alchimie strane o tecnicismi gratuiti. Si puntava sulle persone, sul gruppo, sull’essere social non a parole ma a fatti. Il corso infatti era proposto gratuitamente ad un numero ristretto (la classe) che se l’era guadagnata questa opportunità.

Si partiva in piccolo, senza troppo clamore imparando, ascoltando, ragionando e migliorando strada facendo.

Ma c’era dell’altro. Volevamo dare reali opportunità ai nostri studenti, renderli visibili non semplicemente come partecipanti ad un Master, ma sulla base di progetti concreti.

Da più parti si sente dire che è impossibile insegnare Social Media, e che nulla è meglio di esperienza sul campo per creare reale conoscenza. E’ un punto di vista condivisibile, per questo l’esperimento SQcuola di Blog, ha puntato a considerare gli studenti una risorsa così importante da affidargli un progetto “vero”, con clienti veri, mettendoci la faccia ed accostandola alla loro! Sperimentazione rischiosa che ha dato frutti insperati.

I lavori presentati dagli studenti durante il primo meeting tenutosi a Parma il primo di ottobre e denominato SQcuola di Awards sono stati veramente impressionanti. Guarda questi video

SQcuola_di_Blog_res147

Si può avere un Preside così???

I cinque gruppi, formati da ragazzi che non si erano mai incontrati prima dell’evento, ma che avevano collaborato tramite i social media, hanno presentato i loro lavori a cinque diversi committenti con risultati assolutamente positivi.
L’energia, l’enfasi e la ricchezza di particolari e di approfondimenti hanno dimostrato un’ottima preparazione di base sui concetti del SMM ed una capacità di fare network che ogni azienda vorrebbe al proprio interno.

Ed ora? Come procedere?

Così come è molto 2.0 imparare dai risultati per migliorare, l’esperimento del coinvolgimento diretto di aziende sui Project Work ha dato vita a nuove idee di sviluppo per il percorso. La sperimentazione è terminata ed ora, la provocazione della SQcuola di Blog è invitare le aziende a sostenere economicamente un proprio blogger che, indirettamente, ne sosterrà un’altro entrato nella scuola per merito.
In questo modo si vuole creare un doppio legame tra le aziende ed i blogger al fine di instaurare, fin da subito, un rapporto di collaborazione che potrebbe sfociare in una opportunità per entrambi.

La seconda edizione, che partirà da febbraio 2012, presenta già delle novità interessanti, infatti se per gli studenti il master sarà sempre gratuito attraverso l’iniziativa “Adotta un Blogger” anche le aziende sono chiamate a mettersi in gioco sostenendo economicamente un proprio blogger che, indirettamente, ne sosterrà un’altro entrato nella scuola per merito.
In questo modo si vuole creare un doppio legame tra le aziende ed i blogger al fine di instaurare, fin da subito, un rapporto di collaborazione che potrebbe sfociare in una opportunità per entrambi.

E’ una storia che si racconta mentre ti si srotola davanti. Naturalmente, secondo un vero spirito 2.0, tutto il materiale prodotto e le informazioni sulla prossima edizione sono accessibili a tutti, inclusi i 50 motivi per iscriversi alla seconda edizione (lista compilata dai nostri studenti!).

Per saperne di più andate al sito: www.sqcuoladiblog.it o cercateci su tutti i social media!

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4 novembre 2011 di Geom Alfieri 1 commento

Il segreto del successo sui Social Media per PMI

Si fa presto a dire quanto importanti siano diventati importanti per le aziende Social Network come Facebook, Twitter o altri.

E’ un argomento caldo, tutti ne parlano ma parafrasando un famoso blogger americano, per le aziende entrare su questi nuovi canali sociali è un po’ come il sesso per adolescenti; “tutti lo vogliono fare, ma nessuno sa bene come”.

E’ un mondo avvincente, ricco di opportunità ma con regole che esulano dalla comunicazione tradizionale fatta a monologhi (poster, articoli su riviste specializzate e pubblicità a cui siamo abituati).

Aprirsi ad una comunicazione su Facebook per esempio significa esser pronti a dialogare, a rispondere rapidamente a clienti esigenti, a replicare ad eventuali critiche, a trasmettere e condividere valori e storie emozionali. Contemporaneamente è quindi un mondo zeppo di pericoli  per chi non si confronta sposandone i valori e le regole. Sono infatti le aziende ed i brand quindi a doversi piegare a nuove logiche, adattandosi ed evolvendosi su un terreno “semi-sconosciuto” per molti; proprio per questo molte aziende sono ancora titubanti sul dafarsi.

Molte aziende hanno iniziato questo percorso con risultati contrastanti. Chi può già contare su un brand conosciuto ed una presenza riconoscibile non ha problemi a farsi “seguire”da numerosi “fans” in tutto il mondo. Ma non è detto che questo basti.

Aprire canali social brandizzati dove pubblicare contenuti variegati (non solo Facebook ma anche YouTube, Flickr, LinkedIN, Twitter, Foursquare, Slideshare ed altri) non basta; occorre come detto “interagire” e dare valore.

Essere presenti può agevolare la promozione del brand, elevare la reputazione del marchio e conseguentemente aumentare le vendite ma senza vera interazione si rischia di risultare “disinteressati e chiusi” pur essendoci. Aprite una pagina di Facebook dove l’ultima interazione è di mesi addietro, oppure dove nessuno si è degnato di rispondere alla domanda di un utente, cosa pensereste di questa azienda? Vi invoglierebbe a contattarla?

Dalla partecipazione ed il coinvolgimento degli utenti possono nascere sorprendenti iniziative e risultati, inclusa la creazione di progetti condivisi tra un’azienda ed i suoi stessi clienti. E’ qui che si nasconde la vera opportunità “social”. Oggi queste opportunità riguardano la creazione di storie condivise, partecipative e coinvolgenti. Avvicinandosi in ambito “Social” le aziende devono sempre più smetterla di preoccuparsi del prodotto finito ma iniziare a pensare a come si arriva a quello stesso prodotto finito, e raccontare e condividere quella storia. Ecco spiegato come mai YouTube per esempio pullula di video “making of… o behind the scene” con milioni di visualizzazioni. Una storia di come arrivi ad un prodotto, dove persone creano e condividono idee incuriosisce, stimola, insegna e crea relazioni personali; ad un marchio od un prodotto finito raramente ci si relaziona allo stesso modo.

Coinvolgere i propri clienti nella fase ideativa significa assicurarsi inoltre dei “veicoli promozionali” (definizione orribile ma rende l’idea) per far arrivare quelle stesse storie in luoghi altrimenti inarrivabili, attraverso il passaparola (vero motore di spinta in rete).

Un altro suggerimento utile nell’utilizzare questi nuovi canali comunicativi, prima ancora che promozionali, è quello di essere dei realisti!

Essere realisti significa applicare le stesse regole che usereste nelle vostre relazioni personali, buon senso in primis. Ricordatevi quindi di rispettare le stesse regole del gioco. Non abbiate fretta, è un processo di crescita spontaneo come lo sarebbe se entraste in un bar per la prima volta senza conoscere nessuno; immagino non iniziereste ad strillare a sconosciuti per attirare l’attenzione.

Inoltre occorre essere realisti, prima ancora di innovativi. Cosa funziona nel vostro mercato? Sapreste scegliere cosa fare oggi e cosa funzionerà domani? E’ semplice, basta chiederlo ed ascoltare. Ricordate che essere sui Social Media non aggiusterà i problemi che già avete ma rischia di amplificarli.

Concludendo, azzeccare la strategia digitale giusta significa prima stabilire obiettivi “realistici”, usare tanto buon senso, ed allocare delle risorse di fiducia (soprattutto le persone giuste che sappiano parlare per vostro conto).

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3 novembre 2011 di Geom Alfieri Nessun commento