Archivio per aprile 2011

Webinfermento e la cacciata dei cialtroni dal Tempio 2.0

Gran bell’articolo quello di Dario Ciriacì di Web in Fermento , la conclusione poi la sposo in pieno.

Sfogandosi dopo un paio di notizione Gossip 2.0 ad alta tensione 1) la puntata di Report di domenica 11 aprile e 2) la storia delle cattive gestioni della presenza social di aziende abbastanza importanti, come Patrizia Pepe, Dario si lascia andare ad uno sfogo che rispettiamo in pieno e che consigliamo di leggere.

Come soluzione, in chiusura, propone

oggi invece, in questo campo si dovrebbe far riferimento al Cluetrain Manifesto , la lista di 95 tesi, successivamente rielaborate e scopiazzate da altri “guru”, che già nel 1999 ti diceva quello che è valido oggi. Essi, quelli si che erano dei veggenti!

In particolare ci sono delle tesi che voglio sottolineare, che reputo significative:

n. 27 Parlando con un linguaggio lontano, poco invitante, arrogante, le aziende tengono i mercati alla larga. (vedi il caso di Patrizia Pepe – Aprile 2011)

n. 33 Imparare a parlare con voce umana non è un gioco di società. E non può essere improvvisato a un qualsiasi convegno solo per darsi un tono. (vedi molti social media specialist)

n.64 Vogliamo accedere alle vostre informazioni, ai vostri progetti, alle vostre strategie, ai vostri migliori cervelli, alle vostre vere conoscenze. Non ci accontentiamo delle vostre brochures a 4 colori, né dei vostri siti Internet. (vedi in generale, il social media marketing in Italia, limitato alla proposta di contest ovunque)

n. 68 Il linguaggio tronfio e gonfio con cui parlate in giro – nella stampa, ai congressi – cosa ha a che fare con noi? (vedi ancora il caso di Patrizia Pepe).

n.72 Questo nuovo mercato ci piace molto di più. In effetti, lo stiamo creando noi.

Penso il Cluetrain (ne parliamo anche qui) dovrebbe esser il punto di partenza per chiunque si avvicina a questi strumenti. Dovrebbero ormai insegnarla a scuola ;-)

C’è in effetti un gap generazionale molto ampio tra chi sta crescendo con questi strumenti, e chi sta trasformando una professionalità markettara di vecchio stampo in questi ambiti social… è abbastanza comprensibile, una cosa è nascere con determinate regole e cultura, un’altra è doversi formattare e ripartire con umiltà (soprattutto se sei “inserito” tra contratti e clienti importanti). Forse molta della colpa va a quei dirigenti che si lasciano abbindolare dai nomi piuttosto che dai risultati… fossero loro stessi valutati sui risultati non succederebbe. E’ sempre un problema di vanità 2.0

Dagli States emerge con chiarezza che fare Social Media in outsourcing, per quanto riguarda i contenuti, può essere pericoloso; molto meglio formare le risorse interne, risultano più credibili, appassionate e vere nelle comunicazioni social.

E’ innegabile comunque che ci siano segni di speranza e crescente consapevolezza tra le aziende. La direttrice Marketing di una azienda con cui lavoro, in un intervento a Modena qualche giorno fa ha detto una cosa verissima:

Per le aziende entrare nei social media è un “must”, ma attenzione che entrare in questi ambiti sociali è come mettersi in bikini… quello che c’è, c’è… “

Aggiungo io: non puoi mascherarti al lungo, se ci son problemi emergeranno (meglio prepararsi); infine far parlare altri per vostro conto (agenzie ed auto-proclamati specialisti)  non paga mai a lungo termine, emergerà prima o poi il fatto che l’interlocutore non è l’azienda”

Quindi la vera speranza (e anche qualcosa di più) è che le aziende capiscano che si devono veramente mettere in gioco piuttosto che pagare soldi a “cialtroni specialist” per sistemarsi la coscienza e le apparenze.

Noi possiamo solo continuare a parlarne, fare domande, chiedere e confrontarci, senza ergerci sul pulpito di “Specialista” ma proprio come Dario, definendoci APPASSIONATI di SM e non “auto-proclamati” guru. Alla lunga si spera che emergano e si impongano attraverso visibilità, storie di successo e potere del network, le nuove leve “illuminate” dal basso (come Web in Fermento sicuramente) che possano veramente imporre il cluetrain come regola fondante.

Bravo Dario, continua così!

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16 aprile 2011 di Nessun commento

Social Media Manifesto da imparare a memoria

Articolino semplice semplice oggi, anche se forse uno dei più importanti che scriveremo:

Semplifichiamo per rendere più immediata la crescente consapevolezza a riguardo dei Social Media. Prendiamo in prestito 5 regole redatte da Alberto Falossi, diventato uno dei documenti di riferimento per il crowdfunding nel mondo:

1) i tuoi amici sono il tuo capitale;

2) i tuoi amici permettono ai tuoi sogni di diventare realtà;

3) il tuo capitale dipende dal numero di amici che hai;

4) il tuo capitale dipende dalla fiducia;

5) il tuo capitale cresce con il passaparola.

Sono 5 semplici regole su cui poter costruire idee, progetti, strategie, contenuti e quant’altro Social!

Inoltre, se volete approfondire, vi segnalo anche il Cluetrain Manifesto (clicca qui) che è uno splendido invito all’azione, per tutte le imprese che operano all’interno di ciò che si propone di essere un nuovo mercato interconnesso. Sono 95 tesi da leggersi tutte di un fiato e da non scordare mai. Se non credete a me leggetelo su WIKIPEDIA dove ha ormai trovato il suo meritato riconoscimento.

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14 aprile 2011 di Nessun commento

SQcuola di Blog – Scrivo alla Bibbia e la Bibbia risponde

WIRED è la Bibbia per molti di noi.
Richiando la scomunica immediata azzarderei dire che WIRED è meglio della Bibbia!
 
Sapete perchè? Perchè la Bibbia è “Top Down” ovvero possiamo solo leggerla, come un’enciclopedia Treccani, ed apprendere lezioni che qualcuno duemila anni fa ha pensato di passarci. Con WIRED, pur essendo un mensile cartaceo editoriale, dovrebbe esser possibile dialogare, confrontarsi e partecipare.
Non è semplicemente un mensile di informatica, ma raccoglie e racconta storie (nel contesto specifico di ciò che è rete), racconta persone, racconta problemi ed ha il bel vizio di “ispirare i propri lettori“. Almeno questo è ciò che capita a me e, visto che molte delle idee portanti di questo folle progetto sono spuntate da quello pagine, mi sembrava giusto farglielo sapere.
Così da fedele lettore e promotore (quanti miei studenti hanno iniziato a legger WIRED incuriositi dai miei vaneggiamenti promozionali spontanei) provo a dimostrare il teorema sopra menzionato: Con WIRED ci si può confrontare!
Ho quindi scritto una lettera aperta a Riccardo Luna, suo Direttore che trovate qui
Ma siamo in Italia, siamo abituati male, qui non si fa niente per niente ed anche quando ci muoviamo con le migliori intenzioni c’è sempre il rischio di non esser visti di buon occhio:
“…e chi è questo? cosa vuole veramente? cosa cerca di farmi fare? ok, è un altro maledetto mitomane!”
Probabilmente mitomani che spammano ed abusano di questi strumenti per i motivi sbagliati rendono la vita complicata anche ai mitomani gentili come il sottoscritto. Come biasimare chi poi non ti fila…
Così ho provato a raccontargli la storia de La SQcuola di Blog perchè questa è vera!
è il progetto a cui un gruppo di evangelizzatori dei Social Media incontratisi online, hanno deciso di dedicare il proprio tempo e risorse gratuitamente per cercare di creare un esempio innovativo tutto italiano. Ne abbiamo parlato parecchio qui ed altrove e non sono semplici frasi fatte.
 Poi ho spiegato che approcciare WIRED non è semplicemente un esercizio di vanità e non cerchiamo solo visibilità 
Abbiamo già 120 iscritti, le iscrizioni si chiudono domenica, le selezioni iniziano la sett prox, il corso parte il 2 Maggio. Non chiediamo quindi visibilità, quella vogliamo meritarcela, chiediamo un parere e, se lo riterrai opportuno, un contributo per un webinar online al lunedì sera dalle 19 alle 21.
 Ad alcune aziende che ci hanno approcciato chiedendo di pagare per piazzare il loro brand sulle nostre pagine abbiam risposto picche. “Noi vogliamo contenuti, esperienze, opportunità e sfide aziendali per i nostri studenti” e o ci date quelli o non se ne parla proprio. Perchè per WIRED dovrebbe esser diverso? Loro hanno tanto da dare da questo punto di vista e riuscire a portare WIRED dietro alla cattedra per due ore davanti ai nostri studenti sarebbe veramente importante. WIRED è ormai un’aggregatore di idee, progetti, opinioni ed esperienze e sarebbe il libro di testo perfetto per i nostri studenti.
 
Ecco quindi che il messaggio si conclude con
Non cerchiamo niente altro che confrontare un’idea con chi ha l’esperienza di aiutarci a migliorare. Pensi che se ne possa parlare?
 Onestamente, solo il fatto che qualcuno di WIRED possa darci un’occhiata ed un feedback su ciò che stiamo facendo sarebbe un plus notevole. Avere qualcuno di WIRED ad uno dei nostri Webinars sarebbe forse troppo da aspettarsi, ma almeno ci proviamo. Siam sempre pronti al martirio del “perchè no?” noi Preti Funky.
Passano pochi minuti ed un cinguettio primaverile preannuncia una risposta. Sono poche parole “@Geomalfieri @Fiordirisorse Ho letto. Ci sto!
Vuoi vedere che ad esser ”scomunicati” ne val valer la pena ;-)
 
Picture Source: Nerd News
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8 aprile 2011 di 1 commento