Archivio per ottobre 2010

La SQcuola Blog dei Preti Funky – Perchè no?

Premessa: Perché una SQcuola di Blog ?

I Social media stanno trasformando profondamente modalità e comportamenti collegate ad attività di fruizione di servizi ed informazioni, attività di acquisto e vendita prodotti, oltre che modalità di promozione ed advertising.

Una delle attività ormai consolidate in rete è l’utilizzo di strumenti Social Media per collegarsi con altri utenti (peer-network), ascoltandone opinioni ed esperienze. E’ innegabile che questa attività avrà un impatto diretto sul comportamento di acquisto online (selezione, raccomandazione, fiducia e infine acquisto) sempre maggiore. Questo processo spontaneo si sta ora evolvendo.

L’ evoluzione a cui stiamo assistendo coinvolge inevitabilmente le aziende, in quanto parte attiva del processo. Ciò significa che questi stessi navigatori sono ora sempre più desiderosi di collegarsi direttamente con aziende, marchi e management, secondo le medesime modalità di linguaggio, approccio e strumenti già radicate dal Web 2.0. Si apre quindi una fase di dialogo informale, emozionale, esperienziale e paritario a cui le aziende non possono sottrarsi; è un dialogo che rimpiazza le tradizionali comunicazioni aziendali a monologhi.

Per molte aziende questa è una evoluzione traumatica, in quanto non sempre le risorse interne riescono ad adattarsi a queste nuove dinamiche, rendendo difficile accedere in pieno alle enormi potenziali opportunità offerte dai Social Media.

E’ in questo scenario sociale che la “Formazione” diventa fondamentale per il rilancio della competitività delle aziende.

Strutturare le corrette strategie Social Media richiede competenze variegate che coinvolgono aspetti tecnici (utilizzo degli strumenti, visibilità e indicizzazione su motori di ricerca,), di approccio relazionale (comunicazione di contenuti in ambito emozionale, esperienziale e ricreativo), di modalità di presentazione (aspetto grafico e fruibilità) di divulgazione (Social tools e diffusione virale di contenuti) di disciplina (continuità di interazione, 24/7) e di Public relation (Reputation Management).

In questo scenario Blogging (l’attività di pubblicare contenuti ed opinioni) è l’attività fondamentale da cui partire, essendo il punto di partenza per qualsiasi strategia di Social Media Marketing.

Concludendo, la Scuola di Blog si propone di lavorare dal basso usando la “Formazione” per dare valore (competenze) e fidelizzare utenti nuovi acquisendo visibilità.

1) Creare un Network di Professionisti New Media 2.0 tramite l’offerta di valore “formativo” (competenze, casi studio, strumenti e dinamiche).

2) Creare visibilità attraverso la partecipazione proattiva: Creazione di una piattaforma sempre più simile a Linkedin per partecipazione, condivisione competenze (Banca delle conoscenze) e valutazione del merito bottom up (che emergono dal basso).

Commento dell’Arrotino: Nei prossimi articoli approfondiremo i contenuti del Corso e gli attori coinvolti. Questa è solo la premessa con cui inizia l’elaborazione del progetto. Sto coinvolgento altri Preti Funky, sia all’interno del gruppo che al di fuori. Il fine è quello di avere delle persone dannatamente in gamba che possano fornire supporto, valore e competenze a chi si avvicina a questo nuovo incredibile mondo 2.0. Il progetto è nato e sta muovendo i suoi primi passi. Iniziamo quindi a raccontare la storia dei suoi piccoli passi.

Se siete interessati a 1) fornire un contributo o 2) A partecipare ai futuri corsi come studenti. Contattate geomalfieri@gmail.com

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11 ottobre 2010 di 4 commenti

La Scuola Blog dei Preti Funky – Perchè no?

Premessa: Perché una scuola di Blog ?

I Social media stanno trasformando profondamente modalità e comportamenti collegate ad attività di fruizione di servizi ed informazioni, attività di acquisto e vendita prodotti, oltre che modalità di promozione ed advertising.

Una delle attività ormai consolidate in rete è l’utilizzo di strumenti Social Media per collegarsi con altri utenti (peer-network), ascoltandone opinioni ed esperienze. E’ innegabile che questa attività avrà un impatto diretto sul comportamento di acquisto online (selezione, raccomandazione, fiducia e infine acquisto) sempre maggiore. Questo processo spontaneo si sta ora evolvendo.

L’ evoluzione a cui stiamo assistendo coinvolge inevitabilmente le aziende, in quanto parte attiva del processo. Ciò significa che questi stessi navigatori sono ora sempre più desiderosi di collegarsi direttamente con aziende, marchi e management, secondo le medesime modalità di linguaggio, approccio e strumenti già radicate dal Web 2.0. Si apre quindi una fase di dialogo informale, emozionale, esperienziale e paritario a cui le aziende non possono sottrarsi; è un dialogo che rimpiazza le tradizionali comunicazioni aziendali a monologhi.

Per molte aziende questa è una evoluzione traumatica, in quanto non sempre le risorse interne riescono ad adattarsi a queste nuove dinamiche, rendendo difficile accedere in pieno alle enormi potenziali opportunità offerte dai Social Media.

E’ in questo scenario sociale che la “Formazione” diventa fondamentale per il rilancio della competitività delle aziende.

Strutturare le corrette strategie Social Media richiede competenze variegate che coinvolgono aspetti tecnici (utilizzo degli strumenti, visibilità e indicizzazione su motori di ricerca,), di approccio relazionale (comunicazione di contenuti in ambito emozionale, esperienziale e ricreativo), di modalità di presentazione (aspetto grafico e fruibilità) di divulgazione (Social tools e diffusione virale di contenuti) di disciplina (continuità di interazione, 24/7) e di Public relation (Reputation Management).

In questo scenario Blogging (l’attività di pubblicare contenuti ed opinioni) è l’attività fondamentale da cui partire, essendo il punto di partenza per qualsiasi strategia di Social Media Marketing. 

Concludendo, la Scuola di Blog si propone di lavorare dal basso usando la “Formazione” per dare valore (competenze) e fidelizzare utenti nuovi acquisendo visibilità.

1)     Creare un Network di Professionisti New Media 2.0 tramite l’offerta di valore “formativo” (competenze, casi studio, strumenti e dinamiche).

2)     Creare visibilità attraverso la partecipazione proattiva: Creazione di una piattaforma sempre più simile a Linkedin per partecipazione, condivisione competenze (Banca delle conoscenze) e valutazione del merito bottom up (che emergono dal basso).

Commento dell’Arrotino: Nei prossimi articoli approfondiremo i contenuti del Corso e gli attori coinvolti. Questa è solo la premessa con cui inizia l’elaborazione del progetto. Sto coinvolgento altri Preti Funky, sia all’interno del gruppo che al di fuori. Il fine è quello di avere delle persone dannatamente in gamba che possano fornire supporto, valore e competenze a chi si avvicina a questo nuovo incredibile mondo 2.0. Il progetto è nato e sta muovendo i suoi primi passi. Iniziamo quindi a raccontare la storia dei suoi piccoli passi.

Se siete interessati a 1) fornire un contributo o 2) A partecipare ai futuri corsi come studenti. Contattate geomalfieri@gmail.com

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11 ottobre 2010 di 4 commenti

La Scuola di Blog dei Preti Funky

Ciao Arrotini!

Siamo in ebollizione qui in LEN ed abbiamo in questi giorni concordato di dare il via ad un progetto sperimentale gratuito per presentare nel 2011:

 La prima scuola a distanza in Italia per diventare dei Blogger. Funky Rev Inc.

Il progetto prende le mosse da un progetto già intentato negli anni scorsi,   www.funkyrev.com e da alcune idee originali emerse e racchiuse  in www.arrotinonet.com [figlio della collaborazione con il Gruppo LEN]

Abbiamo le idee chiare, ma vorremmo mediare e strutturate insieme ai docenti di LEN Soc. Coop. ed agli utenti e studenti dell’Arrotino del Web un progetto che diventa a tutti gli effetti il Centro di Formazione Multimediale che ospita questo progetto sperimentale.

Sintesi.
-          Presentazione del progetto in presenza fisica a Milano, Bologna e Firenze entro marzo 2011.
-          Iscrizioni libere con selezione meritocratica di 30 allievi
-          2 soli incontri in presenza fisica di apertura e chiusura corso
-          www.edotto.it come piattaforma per l’erogazione dei contenuti del corso
-          Esame finali con rilascio di attestato e bollino blu di blogger
-          Tutoraggi on line e lezioni sincrone con strumenti di multivideoconferenza messi a disposizione da LEN System Srl
-          Segreteria Organizzativa e Didattica LEN Soc. Coop.

L’Arrotino si è preso l’impegno di presentare, durante la Convention di Natale, il progetto facendo un prelancio nazionale tra di noi. Questo è quindi il momento di ragionare su contenuti e temi di vostro interesse.

Obiettivo dell’Arrotino del Web è quello di fare emergere il talento di individui meritevoli, fornendo strumenti, esempi concreti, condivisione di esperienze e, perchè no, sfide aziendali con cui misurarsi.

Per contro, in ottemperanza al principio di totale trasparenza, il Gruppo LEN e le aziende che hanno manifestato il proprio interesse, è quello di avere la possibilità di fruire di talenti giovani e energici nel campo della produzione dei contenuti testuali per il web e per il marketing reputazionale.

Nulla è fine a se stesso, la vera sfida è mettere in contatto domanda ed offerta, con da un lato aziende che faticano ad adattarsi a nuovi approcci comunicativi 2.0 e dall’altra individui meritevoli che faticano ad acquisire visibilità ed opportunità.

Voglio portare questo progetto in ogni aula in cui mi confronterò. Voglio spiegare che ciò che mi spinge non è mero interesse commerciale, ne tantomeno il bisogno di sfruttare le speranze di persone per accrescermi l’ego e cambiare macchina.

Sono sempre stato un “Evangelist” sulle opportunità che stanno emergendo coi Social Media e per me questo è la naturale evoluzione delle parole che ogni giorno pronuncio in aula. La differenza è una sola: dopo tante parole voglio fare fatti concreti, utilizzando le strutture e le risorse di chi lavora con me per offrire opportunità concrete a chi vorrà avvicinarsi alle mie folli idee.

Liberi di crederci o meno, ma per me è importante essere onesti e trasparenti nello spiegare. Nessuno vi “sfrutterà” o “chiederà piaceri” o imporrà una linea di condotta che esuli dai punti sotto indicati:

Punti base:

  1. Nessuna gerarchia, (i Preti Funky rispondono alla comunity con la propria reputazione e il merito del proprio contributo)
  2. Totale, onesto e libero scambio produttivo (Con eccezione a inutili volgarità, ogni commento dovrà esser produttivo e costruttivo)
  3. Il baratto delle competenze (insegno ciò che so ed imparo ciò che voi sapete)

Questo progetto nasce oggi, e la prima opportunità è quella di collaborare alla sua definizione e condividere sin dai primi passi, partendo da ciò che abbiamo già sperimentato sinora.

Le persone hanno bisogno di valori condivisi attorno al quale decidere di mettersi in gioco, questa presentazione racconta i Valori di Funky Rev definiti oltre 2 anni fa da 12 Preti Funky milanesi:

Che ne pensate?

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5 ottobre 2010 di 2 commenti

Sansone sorride e sorprende! – 3° Comandamento

10 Comandamenti Anti Crisi: ReBrand Yourself

3° Comandamento

Acquistate e manifestate sicurezza in voi stessi, non lamentatevi ma sorprendete!…

Dicono: sorridi alla vita e la vita ti ricambia! Sarà vero?

In un tempo di crisi economica come quello che stiamo vivendo, è molto facile anzi del tutto naturale farsi prendere, emotivamente, da atteggiamenti negativi verso la vita di tutti i giorni.

La paura di perdere il posto di lavoro e quindi di doversi rimettere in gioco (per chi un lavoro ce l’ha), quella di non riuscire a trovarlo (per chi lo sta cercando) e l’angoscia di non avere più l’indipendenza economica, sono tutti sentimenti molto comuni di questi tempi e d’altra parte più che comprensibili e giustificabili.

Però, come ha sottolineato anche il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia all’inizio di questa crisi :

In tempo di crisi tra le cose da fare c’e’ soprattutto quella di tenere i nervi saldi, no al panico, no all’atteggiamento negativo che genererebbe ulteriore crisi.

Ovviamente la leader degli imprenditori italiani lanciando questo messaggio si riferiva al mondo dell’imprenditoria, ma credo che questa sua frase possa e debba essere adottata anche da noi comuni mortali, che saremo i più esposti alla recessione.

Dunque il lavoratore come si difende in una situazione come questa? Come può far fronte alla crisi?

Mi sono fatto un’ idea, permettetemi quindi di potervela esporre attraverso una serie di Enunciati!

  • Il mio primo Enunciato è: Niente allarmismi!

E’ il famoso “pensare positivo”, che per me significa “non avere pensieri negativi” .

Guardate, non si tratta della solita banalità new age, perché la negatività può essere estremamente pericolosa non solo nella vita di tutti i giorni ma anche sul posto di lavoro.

Con un atteggiamento di questo tipo non si fa altro che trasmettere ai propri colleghi e datori di lavoro emozioni quali l’ansia, la frustrazione, l’insicurezza nei propri mezzi, l’incapacità di raggiungere i risultati, la mancanza di volontà e di assumersi le proprie responsabilità.

San Francesco d’Assisi scrisse: “Stai attento a ciò che pensi e a ciò che dici, potrebbe diventare la profezia della tua vita

La nostra mente è determinante nel raggiungimento del successo o nel fallimento, anche lavorativo.

Non siete forse d’accordo con me?

  • Secondo Enunciato: No alla reattività, sì alla proattività!

Vi faccio questa domanda: sul posto di lavoro, di solito, avete bisogno di uno stimolo per agire oppure fate scelte consapevoli prendendo l’iniziativa?

Per farvi capire meglio la domanda vi posso dire che viene considerato reattivo colui che dipendendo eccessivamente dagli altri e dai vari stati d’animo negativi o positivi dell’ambiente in cui vive (o lavora) assume, di conseguenza e a seconda dei casi, un atteggiamento difensivo e auto protettivo oppure positivo.

Il proattivo è invece colui che, anche se gli altri lo trattano male, il tempo è brutto e gli sono capitate le peggiori sventure decide di stare bene lo stesso, perché la reazione agli stimoli esterni della persona proattiva è consapevole ed indipendente.

Io credo che per natura, chi più e chi meno, tutti saremmo proattivi ma spesso i condizionamenti esterni non ci consentono di esprimere al meglio le nostre potenzialità’, ci fanno sentire inadeguati e acconsentiamo a questo nostro stato d’animo di controllarci, diventiamo quindi reattivi, condizionati dall’ambiente sociale.

Ma in questo mondo del lavoro, ci sarà sempre meno spazio per i reattivi.

Se ogni giorno andate al lavoro pensando solo a svolgere il vostro compitino quotidiano per guadagnarvi la pagnotta a fine mese, cominciate fin da ora a preoccuparvi, perché i tempi stanno cambiando e le persone come voi potrebbero essere le prime ad essere licenziate e le ultime a ricollocarsi (o almeno a noi piace pensarla così, perchè sarebbe giusto che una persona migliore avesse l’opportunità che voi decidete di sprecare).

Vi faccio un esempio pratico. Pensate a qualcuno che lavora per Treccani, vendendo con il vecchio sistema del “porta a porta” le varie enciclopedie del catalogo della casa editrice. Questo metodo di vendita è ovviamente in declino, sia perché le persone non hanno piacere a far entrare in casa propria dei perfetti sconosciuti, sia perché l’avvento di internet ha mandato in grande crisi il settore (chi è che compra più dizionari in 5 volumi da 2000,00 euro quando può scaricare tutto gratuitamente da wikipedia?).

Oggettivamente il suo atteggiamento nei confronti del management dell’azienda sarà di tipo reattivo, puramente esecutivo;  ma pensando al proprio futuro oltre che alle comprensibili frustrazioni, non facendo fatturato, rischia anche di perdere il posto di lavoro. In questa situazione qualcuno “decide di attendere”, aspettandosi dal management nuove idee e soluzioni. Altri agirebbero proattivamente, formulando proposte, parlandone con l’azienda, proponendo soluzioni alternative.

Poi vada come vada, però il suo atteggiamento “proattivo” è qualcosa di apprezzabile (merito) ma soprattutto costruttivo e formativo. Da una parte la stima del capo nei suoi confronti aumenta (e difficilmente sarà il primo a perdere il lavoro) inoltre si è misurato con dinamiche nuove, confrontandosi ed apprendendo, costruendo quindi del valore trasferibile nel suo futuro.

  • Terzo Enunciato: Apertura mentale!

Occorre avere un atteggiamento di “apertura” se si vuole campare in questo pazzo mondo del lavoro e togliersi qualche soddisfazione.

La concorrenza è e sarà sempre più spietata, perché la domanda di lavoro è sempre più alta rispetto all’offerta, per cui l’unico modo per rimanere a galla sarà quello di avere un atteggiamento mentale di “apertura” che in parole povere significa disponibilità a tenersi sempre aggiornati, a studiare, a muoversi, a fare esperienze lavorative che creino nuovi stimoli, dunque “mobilità”, non solo fisica ma anche mentale.

  • E infine, l’ultimo Enunciato: la condivisione della conoscenza!

Questo è un concetto base della filosofia Re Brand yourself! Un concetto  fondamentale!

Sul posto di lavoro scambiate le vostre conoscenze e le vostre competenze con i colleghi e i datori di lavoro, ne trarrete vantaggio voi e l’azienda per la quale lavorate.

Un atteggiamento prettamente individualistico non giova a nessuno, e in questo il web 2. dovrebbe esservi di grande esempio.

Dan Tapscott, uno degli autori di Wikinomics dice “collaborare o andare in rovina” diventerà una legge globale.

Sorridiamo dunque ed iniziamo a “sgambettare!”

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4 ottobre 2010 di Nessun commento