Archivio per novembre 2009

Le 10 regole per “Reputation Management fai da te”

Reputation Management è un campo professionale nuovo, che ha la pretesa di aiutarvi, come individui e come aziende a districarvi nella giungla dei Social Media. Questo articolo è “Reputation Management fai da te” (DIY do it yourself!), perché penso che con un po’ di buon senso ed onestà intellettuale si possa fare un buon lavoro ed ottenere risultati.

Potete contattare ondine degli impomatati consulenti da 2,000$ l’ora od ascoltare “a gratis” il sermone di un Prete Funky… la scelta è vostra! Il Prete Funky non si offende comunque e continua nella sua enciclica sui 10 Comandamenti da seguire per guadagnarvi il regno dei Cieli 2.0.

Ecco quindi i 10 Comandamenti per Reputation Management “fai da te”… per molti significherà cambiare completamente il proprio modo di porsi e mettersi veramente in gioco… ma se non credete ad un Prete Funky, magari date un occhiata a quello che vi dice uno degli esperti di Social Media Americani in quest’articolo:

  1. Siate onesti

Siate onesti parlando delle vostre “mancanze”. Riconoscete o per lo meno non negate le “deficienze” nei vostri prodotti, servizi o membri del team. Forse non siete i responsabili di queste problematiche, ma essere aperti e sinceri a riguardo vi aiuterà quando dovrete difendere la credibilità della vostra compagnia o del vostro lavoro.

2. Mai nascondersi

Mai nascondersi quando attaccati da utenti insoddisfatti, che siano clienti, bloggers o partners. Piuttosto alzate la mano e sforzatevi di rispondere in maniera intelligente. Scusatevi quando è necessario ed assicuratevi (e fate sapere) che il problema è seguito in maniera rapida ed efficace, senza ulteriori perdite di tempo e prima che altri utenti si accodino al problema facendovi sfuggire il controllo.

3. Tutto è pubblico e consultabile

Siate consapevoli che nel Web 2.0 tutto “esce in pubblico”. Quando si parla di internet non ci sono segreti. Sappiate che tutto ciò che dite (può esser riportato da altri) o scrivete, commentate, registrate sarà accessibile e consultabile online per gli anni a venire. Assicuratevi quindi che ogni vostra parola è misurata, comprensibile e correttamente associabile (parlate per conto vostro o dell’azienda?). Se non avete nulla da nascondere non avrete nulla da temere!

4. Mantenete un aspetto “professionale”

Il modo in cui apparite: il website, link funzionanti, mappatura sito, aggiornamenti costanti e continui, certifica la vostra professionalità a clienti, investitori, partners, collaboratori, dipendenti e giornalisti. Siate previdenti e fornite materiale per confermare la vostra reputazione; anticipate le possibili richieste di informazioni postando materiale in proposito. Fornite anche accessi facilitati a link esterni, ove si parla di voi (review, video e notizie)

5. Partecipate attivamente e fornite strumenti per il dialogo

Esistono strumenti che favoriscono le comunicazioni e condivisioni trasparenti e dirette come blog, forum. Createne sulle vostre pagine o acquistate visibilità su importanti (per voi) forum esterni ed assicuratevi il tono di quelle conversazioni sia quello giusto per voi. Se avete problemi di tempo assicuratevi che qualcuno (un gruppo di persone all’interno dell’azienda o consulenti esterni) partecipino a queste conversazioni che vi riguardano e mantengano alta la bandiera della vostra professionalità.

6. Social Networks sono lame a doppio taglio

Scegliete con cura a quali Social Network è meglio associare il vostro nome o brand aziendale. Scegliete quelli più adatti al vostro mercato e target e condividete le vostre esperienze con loro. Aggregate secondo valori e interessi comuni e fornite contenuto “arricchente”. Siate consapevoli che alcuni strumenti di Social Network si sposano meglio di altri per le vostre comunicazioni aziendali; alcuni servono meglio per l’organizzazione di eventi. Conoscete questi strumenti e scegliete quello giusto nelle giuste circostanze. L’importante è farlo in modo efficiente e continuativo.

7. Dialogate con Bloggers

Non abbiate paura del confronto, un dialogo aperto è ben percepito da bloggers ed un buon inizio per instaurare relazioni professionali con benefici comuni. In fondo loro possono veramente influenzare con le loro opinioni e commenti la vostra reputazione.

8. “Live up to Google”

Questo motore di ricerca è diventato un fenomeno mondiale per il servizio puntuale e preciso che ha offerto sin dal primo giorno; tutti lo sanno e tutti lo adorano per quello. Assicuratevi quindi che ciò che scrivete meriti di essere nelle sue pagine.

9. Confermate la vostra reputazione giornalmente

Siate presenti in modo continuativo, per evitare sorprese e per esser pronti a reagire immediatamente. Esistono numerosi strumenti per agevolarvi in questo, alcuni dei quali vi inviano un report dettagliato ogni mattina senza che voi facciate nulla. Molti di questi strumenti sono Open Source (gratuiti) altri a pagamento. Ne parleremo dettagliatamente nei prossimi articoli.

10. L’Azienda del futuro è Aperta, Onesta e Coerente

Le Aziende e gli individui che riusciranno veramente ad accrescere la propria visibilità, riusciranno ad imporsi sulla concorrenza ed avranno una lunga vita sposano e comunicano chiaramente dei valori che condividono con i propri utenti. Loro abbinano le proprie azioni a questi stessi principi con coerenza e passione (percepibile). L’ambizione principale è la soddisfazione dei propri clienti e questo traspare nella decisione con cui si pongono nel proprio ruolo, garantendo qualità e considerazione. It talks the talk and walks the walk (quello che dicono è quello che fanno).

Altri articoli sulla Reputazione 2.0

Share this:
Share this page via Email Share this page via Stumble Upon Share this page via Digg this Share this page via Facebook Share this page via Twitter
30 novembre 2009 di Nessun commento

La potenza è nulla senza il controllo!!!

Spesso, anzi quasi sempre, si parla di blog e social media, dei loro contenuti, del loro impatto e della sempre maggior presenza sia on line che off line. Si tratta di un mezzo veramente potente…Solo che non si parla mai realmente di come si fa un blog…Parliamone allora!!

WordPress è una delle piattaforme più utilizzate.

Ma chi dobbiamo ringraziare per tale opera d’ingegno?

Il programmatore PHP Matt Mullenweg !! Lui ha creato tutto!! WordPress è una via di mezzo tra un blog engine, un’applicazione per la creazione e la gestione dei blog, e un CMS, una piattaforma per la realizzazione di siti Internet e per l’amministrazione di contenuti testuali, grafici e multimediali.

Perchè WP ha avuto così successo?

WordPress è stato concepito per essere utilizzato anche dall’utenza meno esperta , pur essendo ricco di molte funzionalità, e per questo motivo oggi milioni di bloggers, anche privi di conoscenze tecniche, lo utilizzano come motore del proprio sito.

Ma attenzione! Anche dentro a WP c’è una gerarchia!! Chi comanda?

I ruoli da suddividere sono i seguenti:

Amministratore: può fare praticamente tutto e per questo ha accesso a tutte le funzionalità messe a disposizione dal pannello di controllo, si tratta di un ruolo “delicato” che per ragioni di sicurezza deve essere accordato al minor numero di utenti possibile;
Editore: ha il permessi di pubblicare articoli scritti da lui o da altri utenti e di effettuarne la gestione, il suo raggio d’azione si limita all’amministrazione dei contenuti e non può effettuare modifiche a carico della piattaforma che gestisce il blog;
Autore: è un “editore di sè stesso” in quanto ha il permesso di pubblicare e di gestire soltanto i suoi articoli, gli editori potranno eventualmente modificare le scelte effettuate dagli autori;
Collaboratore: può scrivere gli articoli e metterli a disposizione per la pubblicazione ma non ha sufficienti privilegi per decidere in merito ad essa, l’ultima parola spetta infatti agli editori;
Sottoscrittore: ha il solo permesso di leggere gli articoli, postare eventuali commenti (ammesso che l’amministratore abbia concesso loro questo privilegio) e di ricevere informazioni tramite servizi come le newsletter.

L’importanza di tali ruoli non è assolutamente fittizia! Come già ho sottolineato precentemente, il blog ora diventa un mezzo fondamentale con cui gestire l’immensa mole di info presenti sul web. Questo, naturalmente, vale per chi alla reputazione ci tiene!! ;-P

Share this:
Share this page via Email Share this page via Stumble Upon Share this page via Digg this Share this page via Facebook Share this page via Twitter
29 novembre 2009 di 1 commento

Technorati ed Alexa vogliono il loro codice in un post!

Donne!... E' arrivato l'Arrotino del Net

Image by Cool Text: Logo and Button GeneratorCreate Your Own

AAJ996PHW7U3

Nov 27, 2009. Technorati will need to verify that you are an author of the blog by looking for a unique code. Please put the following short code AAJ996PHW7U3 within a new blog post and publish it. Once it is published, use the “Verify Claim Token” button to tell Technorati your blog is ready for verification

Alexa:
tHzyiZjuU1HyFruArLffJxWlaY8.txt

Share this:
Share this page via Email Share this page via Stumble Upon Share this page via Digg this Share this page via Facebook Share this page via Twitter
27 novembre 2009 di Nessun commento

Strategie Social Media – La riscossa del "Perchè no?"

Buona giornata a tutti,

Oggi prendo uno spunto da una lezione di ieri sera, dove parlando con Rosario, Francesca RS, Andrea, Francesca DN e Rossella abbiamo discusso sull’avvento di nuove organizzazioni pseudo-aziendali che stanno emergendo: Peer to peer Collaboration, Social Business, Bottom up-Prosumers (ConsumAttori) Community e networked business, Self organizations, Crowd funding.

Il punto è semplice, stanno cambiando le regole del gioco e chi prima o chi dopo dovremo tutti considerare questi cambiamenti ed adattare le nostre risorse nel modo più adeguato alla nostra struttura aziendale. Si parte da un presupposto: Il cliente vuole davvero una esperienza integrata con una azienda (Warfield).

arrotino-gorillaIn questa situazione di transizione tra il Medio Evo e il Rinascimento 2.0 dominano le idee! Spesso sono quelle che ad un primo impatto possono sembrare delle assolute idiozie a produrre i risultati migliori.

Vediamo alcuni esempi di Rinascimento 2.0 in questo senso e ragioniamoci:

BStripe (così come altre aziende) ha aperto una sezione per assistenza clienti su Facebook!!! Ma dico, sono dei pazzi? Ma non significa che tutte le lamentele di clienti insoddisfatti saranno in bella vista nelle bacheche di migliaia di altri clienti?? E’ un idiozia non trovate? Eppure l’hanno fatto! Hanno oltre mille iscritti. Immagino la riunione direzionale in cui qualcuno ha lanciato l’idea, immagino i presenti che scoppiano a ridere pensando che stesse scherzando… e immagino qualcuno che nell’ilarità generale pronuncia sottovoce queste parole. “E perchè no?..” Risultato: Percezione di trasparenza, mettersi in gioco, velocizzare le comunicazioni e responsabilizzarsi. Questa è la classica “idiozia geniale” altro che no!

Vodaphone ha aperto un Blog “Storie da 190” nel Vodaphone Lab (laboratorio di idee) in cui raccontano i personaggi, le storie e la quotidianità di chi lavora nel loro Call Center. E’ un idiozia incredibile vero? A chi frega delle persone che normalmente chiamiamo quando siamo imbufaliti con problemi tecnici, ed i clienti potrebbero anche sentirsi presi in giro. Immagino la riunione direzionale in cui esce la proposta …e immagino qualcuno che nell’ilarità generale pronuncia sottovoce queste parole. “E perchè no?..” Risultato: Se ne parla in rete (promuove valori di trasparenza e autenticità), personalizza il servizio, non più fredde voci disinteressate da remote località rumene, ma storie di individui veri con problemi e difficoltà come tutti. Altra idiozia geniale!

L’ATAC (Azienda Trasporti Pubblici di Roma) ha sperimentato un servizio clienti con Twitter. Ce ne parla Markingegno nel suo articolo. Ogni cinguettio di utenti collegati si riversa su altri migliaia di clienti. Visti i ritardi, i problemi, interruzioni di servizi e inadempienze generali l’ATAC rischiava molto ad esporsi così. Ma come sempre qualcuno avrà pensato “Perchè no?”. Risultato: Beh, leggete voi qui e qui. Queste sono esperienze di clienti, statisticamente i migliori veicoli per promuovere un servizio. Altra “idiozia geniale”.

Ce ne sono molte altre, le racconteremo. Ma è importante pensare con una testa nuova in un mondo che cambia. Dell (multinazionale) ha 80 persone dedicate esclusivamente a Twitter, e conferma che questo strumento ha regalato oltre 1 milione $ di ricavi addizionali

Quindi siete pronti ad usare le vostre nuove parole magiche quando studiate le strategie aziendali?… ripetete con me… “Perchè no?”

Share this:
Share this page via Email Share this page via Stumble Upon Share this page via Digg this Share this page via Facebook Share this page via Twitter
27 novembre 2009 di Nessun commento

C'è chi si prepara ai Social Media

Buona sera,
Stasera siamo in aula. La mia è una docenza per il Corso Management dei Media Social Network.

Stiamo dando un occhiata ai Social Media come strumenti in grado di supportare azioni di Marketing Operativo.
Sono strumenti potenti, che garantiscono una penetrazione mirata e contestualizzata (non più rivolta al mondo, ma a chi è veramente interessato: Marketing Desiderato).

Inoltre SM sono fondamentali per avere un feedback sulle nostre strategie marketing, permettendo di aggiustare il tiro in corsa.

Social Media infatti stimolano un dialogo, piuttosto che un monologo aziendale e fanno veramente ciò che Erich Fromm scrisse:

“La maggior parte della pubblicità
non fa tanto appello alla ragione
quanto all’emozione”

(Grazie a Paola Ziliani per l’ottima citazione)

Modena 25 Novembre

Qui con me abbiamo in classe Niry Fidelis, Wilma Massucco, Grazia Crespi e Claudio Ricchi. Assenti giustificati (solo per oggi!) Annalisa Marazina, Felice D’Alelio e Giovanna Storchi.

Lascio a loro la tastiera per alcuni commenti su ciò che stiamo vedendo in classe:

Non imparare oggi il linguaggio dei Social Media è come non imparare a leggere e scrivere, alle scuole elementari di vent’anni fa” (Wilma)

Non si può non comunicare” partendo da questo presupposto, non conoscere il linguaggio del mondo virtuale cosa può significare???? (Niry)”

Per vendere un prodotto è importante vendere idee…talvolta anche ideali”. (Grazia)

I Social Media aprono il mercato ai clienti prima ancora delle aziende“. (Claudio)

Penso siamo sulla strada buona ;-) Sto imparando ad insegnare… grazie a questi ragazzi.

Share this:
Share this page via Email Share this page via Stumble Upon Share this page via Digg this Share this page via Facebook Share this page via Twitter
25 novembre 2009 di 8 commenti

Reputazione online – Google il diavolo e l'Acquasanta

arrotino-boia (2)Adoro Google, nel bene o nel male è una delle eliche che sospinge il vento Rinascimentale 2.0.

Ma nel candore 2.0 del suo slogan “don’t be Evil”, (non credeteci: it’s business it’s not personal) il motore di ricerca nato in un garage americano può diventare per molte aziende od individui un nemico giurato! Provate ad inserire il nome vostro o delle vostre aziende; se qualcuno ha mai scritto qualcosa di negativo, Google non si scorda, (ne si scorderà in futuro) e vi mostrerà tutto in termini di pertinenza (non di giusto o sbagliato, legale od illegale).

In America “Reputation Management” è nata proprio per fornire degli strumenti adatti ad affrontare le difficoltà che emergono nel gestire il proprio brand nel Far West del web. Google da tuo migliore amico può diventare “Diabolico” quando, ad una ricerca con il tuo nome, restituisce risultati imbarazzanti o quanto meno indesiderati. Tutti facciamo errori, ma con Google e nel web in genere un errore può mordervi i calcagni per molto tempo.

Ma google non è diabolico come sembra, fa il suo lavoro, ma cerca comunque di agevolarvi nel sapere cosa fare e quando. Innanzi tutto ha inserito una funzione gratuita “Google Alert” che una volta settato vi segnala in tempo reale quando e dove qualcuno ha menzionato voi od il vostro brand. Ricevete un email con il link alla pagina sospetta… non male eh?!

Poi scopriamo un recente post del Google Webmaster Central Blog che fornisce alcuni interessanti consigli su cosa fare quando la negatività si accosta al vostro nome; suggerimenti quindi su come gestire le notizie e le informazioni che influenzano la tua reputazione online.

Pensaci 2 volte (anche 3)

La prima regola per risolvere il problema alla radice: pensaci 2 volte prima di inserire le tue informazioni personali su internet. A volte i motori di ricerca restituiscono risultati con i tuoi dati personali anche al di fuori del contesto in cui sono stati pubblicati in un primo momento. Detto in poche parole: “Devi essere sempre in controllo delle informazioni che pubblichi, la responsabilità è tua e tua soltanto“. Non inserire commenti con superficialità, soprattutto su pagine controllate da altri (nel tuo blog puoi sempre rimuovere).

Agisci in prima persona (e fallo in fretta)
Se qualcosa che non ti piace è stato pubblicato, cerca di rimuoverlo il prima possibile. Google non è il padrone di internet e restituisce solo i risultati inviati dagli instancabili spider. Instancabili, sì, ma non onnipresenti: se agisci in fretta puoi rimuovere i contenuti indesiderati prima ancora che siano indicizzati. Ecco i possibili scenari, a seconda di dove è il contenuto:

1) Il contenuto è sul tuo sito – Splendido! Facile facile: Ricontrolli ciò che hai pubblicato, ti accorgi che hai commesso un errore subito, modifica e nessuno se ne accorgerà… ma fallo subito!
2) Il contenuto è su una piattaforma di Sharing/Social Network – Probabilmente anche in questo caso non ci saranno grandi problemi. Entra nel tuo profilo e cancella il materiale o le informazioni che ti danneggiano. Al massimo, se le cose si mettono male, elimina definitivamente il tuo profilo.
3) Il contenuto è su un sito di terzi – Contatta il prima possibile il webmaster per far rimuovere le informazioni errate. Se il sito non presenta canali di comunicazione, puoi trovare le informazioni che cerchi effettuando una ricerca [ whois www.esempio.it ] o, al massimo, contattando l’azienda di hosting sempre elencata nei risultati whois.
Usa gli strumenti di Google
Solo dopo che il contenuto è stato fisicamente cancellato dal web (che sia stato tu a farlo o il web master di un sito terzo non importa) puoi rivolgerti al centro di rimozione url di Google per completare l’opera, sia di aggiornamento pagina che di rimozione dell’url obsoleto.

Utilizza un approccio proattivo
Se hai difficoltà a contattare il webmaster, o se questo (maledetto) si rifiuta di soddisfare le tue richieste, l’unico modo per contrastare la fuoriuscita di contenuti spiacevoli nella SERP di Google è la pubblicazione di nuovi contenuti capaci di “affossare” quelli che non ti rispecchiano. Certo, se hai a disposizione un network di siti satellite (possibilmente SEO Friendly) la cosa può essere abbastanza semplice, ma l’importante è combattere i risultati nefasti sul loro stesso piano:

Come affossi i contenuti sgraditi?

Per i testi: Usa il tuo blog, il profilo Google e un buon contatto Linkedin per diffondere le informazioni che preferisci.
Per le foto: pubblica delle nuove foto perfettamente ottimizzate per il web sia sul tuo blog che su Picasa e Flickr così risolvi le ricerche immagini di Yahoo!
Per i Video: inutile dirti che Youtube, Google Videos e Yahoo! Video sono i tuoi campi di lavoro. In questo caso, qualche buon consiglio su come creare dei video virali ti può servire
Influenza le Google News
Anche se hai un blog ben indicizzato per veicolare i tuoi contenuti, forse non sei compreso tra le liste dei siti considerati da Google News. Se hai la necessità di far scivolare dalle ultime notizie qualcosa che non gradisci, ti conviene pubblicare contenuti validi sui migliori siti di comunicati stampa, ovvero piattaforme multiautore che Google tiene in buona considerazione per l’aggiornamento delle notizie.

Ecco alcuni articoli che ho scritto su Reputation Management:

Reputation rule! I consumatori si fidano delle opinioni on-line

Reputation 2.0 – Le 10 regole per “Reputation Management fai da te”

“Reputazione 2.0”- Welcome to the Jungle!

Reputation 2.0 – Liberatevi dell’Omino Bianco

Share this:
Share this page via Email Share this page via Stumble Upon Share this page via Digg this Share this page via Facebook Share this page via Twitter
24 novembre 2009 di 2 commenti

Quando il Marketing ha un anima

Cielo grigio e cupo oggi a Parma, ma come spesso accade un raggio di sole può arrivare in modi inaspettati.
Un bel raggio di sole oggi arriva da Luca Carra, Direttore Marketing di Erreà SpA di San Polo di Torrile (PR).

A distanza di 25 anni circa, ho rincontrato Luca lo scorso agosto. Essendo Erreà sponsor tecnico del Parma Calcio, avevo avuto modo di raccontare una visita al loro stabilimento di San Polo di Torrile dal punto di vista dei tifosi di parmafans.it. Già questo era un bellissimo esempio di un azienda che apriva un canale esclusivo di dialogo e confronto con propri utenti; quale modo migliore di fidelizzarli che andare nei luoghi dove dialogano ed estendere un invito per incontrarsi? Infatti da li abbiamo iniziato a dialogare.
Poi nelle settimane a seguire, vista la mia perseveranza e la sua gentilezza, mi ha dato un graditissimo feedback sull’Email Marketing dell’Arrotino del Web ed abbiamo iniziato a dialogare.

ErreàUnendo l’utile al dilettevole, in questi giorni, insieme agli altri consulenti LEN STRATEGY stiamo ora portando avanti una serie di incontri sull’utilizzo di Social Media e tecniche di promozione online, visto l’imminente apertura del loro nuovo sito di e-commerce, previsto per l’inizio di Gennaio 2010.

Etica AnticrisiE’ proprio in preparazione di uno di questi incontri che, con una ricerca in Google, mi sono imbattuto in un articolo scritto da Luca. Premetto… non è stato Luca a segnalarmelo, ma il buon vecchio google! “Il Respiro Spirituale dell’Etica” è il suo articolo, contenuto nel Volume Etica Anticrisi del Centro Studi Banca Europa, insieme ad articoli di personaggi come Letta, Chiamparino, Formigoni, Galan, Giannone, Brunetta e Travaglio tra gli altri. Il link diretto all’articolo non sembra funzionare più, che peccato (spero sia un problema temporaneo). Non è stato lui a segnalarlo, me l’ha fornito Google…

Ma al di là della giustificata soddisfazione nel vedere idee e valori che condivido inserite in un contesto tanto prestigioso, il vostro Arrotino si vuol limitare a ragionare sulle parole di Luca.

Luca parla della esperienza Erreà, dei valori con cui si contrappone ad un mercato iper-competitivo e spesso irriguardoso di canoni etici, utilizzando termini come “qualità, coraggio, orgoglio, contro-corrente” e lo fa con onestà, trasparenza e decisione (quasi rabbia). Racconta non per vendere un brand, un bene od un servizio, ma per condividere un’esperienza vera, fatta di battaglie con concorrenti senza scrupoli focalizzati solo sul profitto, anche a discapito sella salute dei clienti (c’è chi usa materiali tossici). Parla quindi di leadership morale, responsabilità ed etica come valori a cui aggrapparsi testardamente, da vivere come opportunità ad ogni costo. I risultati gli stanno dando ragione.

Luca non ha bisogno dei nostri complimenti, e non è questo il senso del mio articolo. Vorrei solo sottolineare che tramite i Social Media le aziende hanno ora la possibilità di dialogare e trasmettere i propri valori fondanti in modo diretto con i propri clienti. Il dialogo è un opportunità da cogliere. E’ anche vero che non tutti hanno le carte in regola per farlo, solo se imprenditori e manager si mettono su un livello di trasparenza e combinano parole a fatti, mettendoci la faccia e raccontando le proprie storie come ha fatto Luca, risulteranno credibili. Luca è credibile perchè le sue parole sono supportate dai fatti (basta vedere le certificazioni sanitarie a cui Erreà sottopone i propri materiali). L’era delle mission aziendali sono finite, oggi fatti e parole vanno di pari passo, e ciò che raccontiamo diventa trasparente e verificabile. Molti lo vedono come un rischio, altri come Erreà sono pronti a metterci la faccia e questa è vera leadership morale che spero si divulghi viralmente agli altri. Noi facciamo la nostra parte dando lo spazio che merita.

Auguro a loro le migliori fortune!

Share this:
Share this page via Email Share this page via Stumble Upon Share this page via Digg this Share this page via Facebook Share this page via Twitter
18 novembre 2009 di Nessun commento

Le 10 Regole d'Oro per usare Social Media

Rieccomi qua!

Torniamo a parlare di Social Media oggi, prendendo spunto dal semplicissimo ma splendido articolo di Aliza Sherman “10 Golden Rules of Social Media.” Lo condivido in pieno, ma sono certo che molti di voi penseranno abbia abusato con la grappa ;-) Il mio invito è: Pensateci e valutate obiettivamente se sono stupidate.

Non intendo semlicemente copiare il lavoro di qualcun altro, ma online viaggiano discussioni tremendamente interessanti, molti delle quali diventano inaccessibili a chi non sa trovarle oppure leggerle. L’Arrotino, tra le varie cose, si offre come aggregatore e facilitatore per la divulgazione di quese conversazioni. Basta che ad uno di voi possa offrire uno spunto di riflessione (oggi o tra un anno)ed ecco che ho fatto una cosa buona e giusta di cui mia Mamma possa andare fiera… e vi assicuro che se un articolo in 6 mesi genera 132 commenti ed è in prima pagina di Google su un argomento popolare come Social Media… merita la vostra attenzione.

Viral marketingEcco le 10 Regole d’Oro per usare i Social Media:

1. Respect the Spirit of the ‘Net (Rispetta lo Spirito per cui è nata la rete)

Internet non è nato per scopi marketing, comprare o vendere roba, è semplicemente stato adattato, tra gli altri, anche a questi scopi. Il World Wide Web è nato per comunicare, collegarsi velocemente e per fornire/raccogliere informazioni. E’ importante ricordarselo, a costo di dover “ribaltare su sè stesse” le strategie online che avete in mente. Avrete più successo con un approccio che rispetti questo “spirito fondante” che a considerare i vostri interlocutori come dei semplici “portatori sani di carte di credito“.

2. Listen (Ascoltate).

Non pensate di conoscere i vostri utenti, “Listen first before speaking” (asoltate prima di parlare). Non limitatevi li, fate domande se serve, riceverete risposte sorprendenti! Social Media forniscono informazioni utilissime a pianificare le vostre azioni, monitorare i risultati e a migliorare nel tempo.

3. Add Value (Date valore).

Partecipate a dialoghi e conversazioni, non per vendere ma per fornire valore. Mettetevi nei panni dei vostri interlocutori e domandatevi, prima di contribuire “Come posso fornire un reale valore?”. In alcuni casi parlare dei vostri servizi può fornire un reale aiuto, ma in altri è assolutamente fuori tema e la “Community” noterà la forzatura facendovene pagare il prezzo.

4. Respond (Rispondete, senza nascondervi)

Se chiamati in causa rispondete velocemente a qualsiasi feedback o domanda riceviate. E’ un lavoro duro, ma se usando gli strumenti e le risorse giuste ne trarrete enormi benefici. Ricordate che Google non dimentica e le vostre mancanze o la vostra indifferenza o snobbismo (a seconda di come viene percepita) non è più limitata a singoli individui, ma si riversa su molti altri senza che lo sappiate.

5. Do Good Things (Fate bene, facendo del bene)

Doing well by doing good” non è per tutti, ma molti di coloro che stanno avendo enorme successo coi socal media associano le proprie attività a dei valori propositivi e concretamente rivolte ad aiutare gli altri. E’ un passo oltre al semplice “dare valore” ma sottintende “attenzione, considerazione, rispetto”. Portate avanti con fierezza i valori giusti, non limitandovi a parlarne, ma raccontando azioni e storie concrete. Fate una ricerca in google su “Social Media for Social Good” per vedere il potere di questo movimento. Per alcuni significherà modificare strategie troppo mirate al nudo “profitto” verso un approccio rivolto a “persone, responsaità sociale, etica, merito e quindi al profitto”.

6. Share the Wealth (Condividi i Benefici e la Ricchezza)

Sembra una frase di Madre Teresa, ma è un valore che si è insediato prepotentemente nei Social Media, ed ha portato ad innovazioni fantastiche. Ricordate Linux? Conoscete Wikipedia? Tutto nasce da qui. “If you’ve got it, share it, spread it around,” (se lo avete, condividetelo e divulgatelo ovunque). Non si parla di soldi qui, ma di valore, di tempo, di piccoli passi, di conoscenza e di informazioni. E’ uno dei valori portanti di Web 2.0 e di fatto il “motore” che lo spinge.

7. Give Kudos (Siate generosi).

Una strategia di Social media funziona se siete generosi. Il successo di strumenti come Linkedin o Re-Tweet dimostra che non basta parlare bene di sè, ma le cose funzionano quando sono gli altri a promuovervi, e spesso lo fanno se siete voi a farlo per primi. Fate un passo avanti ed aiutate gli altri, ne sarete ripagati.

8. Don’t Spam (Non Spammate!)

Come spesso accade c’è chi si appropria di uno strumento per biechi scopi commerciali, inondando le caselle di posta di ignari sconosciuti, utilizzando orribili strategie di “push” marketing (spinto all’eccesso). Nuovi strumenti stanno nascendo per proteggere chi quegli strumenti (email, facebook, twitter etc) li vuole usare appropriatamente. Queste tecniche vi mettono nella casella Spam; uscire da li non sarà facile (come Brand).

9. Be Real. (Siate veri)

Essere autentici è l’ingrediente segreto dietro a qualsiasi buona campagna di Social Media. Avrete sempre migliori opportunità online (come nella vita) se siete veri, ammettendo gli errori, ascoltando, dando valore, senza essere intrusivi o invasivi. Il segreto è nell’intavolare relazioni continuative nel tempo; se fingete di essere qualcosa che non siete, vi scopriranno prima o poi. A quel punto tutti i vostri investimenti di tempo e risorse finiranno magicamente nella casella di Spam e lo sapranno in molti.

10. Collaborate (Collaborate… questa era facile)

Prima di imbarcarvi in strategie online per aumentare le vendite date un occhiata in rete, a chi sta facendo veramente bene. Pensate a come poter lavorare con loro invece di considerarli i vostri concorrenti (nemici) e cercare di occupare il loro spazio. Rischiate di buttare i vostri soldi nel competere, perchè l’audience di riferimento è in grado di valutare il merito di chi offre, ed il demerito di chi mira a distruggere gli altri (attaccando, sottolineandone gli errori ed i demeriti).

Cosa ne pensate? E se fosse veramente un nuovo modo di proporsi a portare veri e duraturi risultati? Sareste in grado?

Share this:
Share this page via Email Share this page via Stumble Upon Share this page via Digg this Share this page via Facebook Share this page via Twitter
12 novembre 2009 di 4 commenti

Italia da Medio-Evo? Preparatevi per il Rinascimento 2.0

Buongiorno, tutto bene?
Rieccoci a parlare di Social Media; oggi parliamo a tutti coloro che stanno mettendo la testa sotto la sabbia e continuano a ripetere che “a loro non serve cambiare le vecchie abitudini“.

Il mondo si muove veloce signori miei, e solo perchè ad oggi in Italia siamo i secondi peggiori in Europa per uso di internet (solo la Grecia sta messa peggio) non significa che saremo sempre al medio-evo… il “Rinascimento” è proprio dietro l’angolo! Non potete sfuggire ai “Social Media” per il vostro business.

Gary Haynes ha pensato ad un buon modo per mostrarvi la velocità in cui l’universo internet si muove:

Quando avete finito di leggere l’articolo, andate a vedere quanti nuovi membri ha Facebook, o Twitter oppure quanti video sono stati visti su YouTube in questi pochi minuti.

Se questo ancora non basta… fiuuuu!! quando siete duri da convincere ;-) Proviamo a sfatare alcuni dei vostri “luoghi comuni”

“Geometra! Io ho una piccola azienda … che me ne faccio dei Social Media. Il mio business è troppo piccolo”

Come sempre accade l’uomo inventa strumenti per soddisfare dei bisogni. Facebook è nato come “Annuario multimediale” per tornare in contatto (o mantenere i rapporti) con vecchi compagni di università. Il “nonno” di YouTube è nato per permettere ai soldati USA impegnati nel Golfo, di comunicare e mandare video ai propri famigliari.

Ciò che le orde “Rinascimentali Web 2.0″ fanno benissimo è pensare a nuovi usi per quegli stessi strumenti. E questa è l’opportunità che ognuno di voi ha oggi:

Prendere uno strumento, capirlo e trovare un applicazione per agevolare e promuovere il proprio business!

Web 2.0 cambia le dinamiche di relazioni ma in cambio ti offre la possibilità di ottenere risultati che vadano al di là della semplice vendita di un prodotto/servizio. In linee generali i risultati che si possono ottenere sui quali noi consulenti lavoriamo sodo sono 3:

1) Aumento delle vendite (con Strumenti di promozione “emozionale” continuativa e contestualizzata, diffusa viralmente, bassi costi ed alti ritorni)

2) Generare “Business Lead” (collaborazione partecipativa, condivisione costi e rischi, dialoghi, scambio informazioni con clienti, espansione network contatti commerciali)

3) “Ritenere e fidelizzare” clienti esistenti e nuovi (Velocizzando interazioni, coinvolgendoli, assistendoli e garantendo convenienza)

Nel prossimo articolo vedremo alcune opere (esempi) di Rinascimento 2.0 assolutamente geniali ;-)

A presto su questi schermi (Ah! avete controllato quanti nuovi Blog hanno aperto mentre leggevate???)

Share this:
Share this page via Email Share this page via Stumble Upon Share this page via Digg this Share this page via Facebook Share this page via Twitter
3 novembre 2009 di Nessun commento