Archivio per settembre 2009

Una bella sorpresa – Convention del Gruppo LEN

Greetings!

Non pensate per un attimo che vi abbia abbandonato, l’Arrotino persevera anche se è pronto per l’imminente trasloco (sia del dominio che di persona visto che sto realmente cambiando casa).

len-masterOggi vi racconto brevemente la sorpresa di sabato 25 Settembre. Come già sapete o presto imparerete LEN STRATEGY (Strategie Integrate online ed offline) è parte di una realtà importante come il Gruppo LEN (www.gruppolen.it) insieme ad altre 5 sorelle:

LEN risorse umane, formazione e consulenza (docenti e Corsi Formazione)

LEN SYSTEM Sistemi e Sicurezza Informatica

LEN SOLUTION Sviluppo Software

LEN TEC Geo-marketing

LEN TEGOS Service & Delivery

Avremo modo di conoscerle e presentarle meglio più avanti, resta il fatto che alla Convention di sabato scorso ci siamo finalmente trovati tutti faccia a faccia, oltre 60 tra dipendenti, docenti, cosulenti, commerciali e tecnici del gruppo. Non sto qui a racontarvi l’evento, ma solo il mio personale vissuto.

Essendo uno degli ultimi arrivati, pur avendo conosciuto molti dei presenti in corsi di formazione od incontri più o meno formali di presentazione sono rimasto favorevolmente soddisfatto. Le idee sono chiare, la visione di insieme, le strategie, i ruoli, le competenze sono ben definite pur essendo ben variegate e distinte, così come le aree coperte e le capacità personali diverse.

Ci sarebbe tanto da dire, ma possiamo riassumere il progetto emerso con alcune parole chiave pronunciate dal fondatore Massimo Zilioli e dall’Aministratore Delegato Diego Ghezzi.

1) Siamo un Network, una rete e ci muoveremo come tali, coinvolgendo tutti i membri del gruppo nell’interesse collettivo piuttosto che nel singolo individuo. Pur nel rispetto delle singole competenze, anche le opportunità commerciali dovranno essere condivise, in termini di segnalazione (riconosciuta al segnalatore) che di presentazione (maggiore consapevolezza di tutto ciò che il grupoLEN offre). Stesse responsabilità, stesse opportunità. Avendo lavorato per anni in multinazionali, pur nella splendida organizzazione, si coglieva una totale assenza di “valori ed obiettivi condivisi” e la “separazione di classe” tra venditori e amministrativi che generava frizioni, invidie e trattamenti differenziati.

Fare business partendo dalle persone quindi, quasi Social Business, un idea folle che già mi ronzava in testa sin dall’inizio di FunkyRev… business collaborativo, condivisione della conoscenza, crescita personale grazie al network, valutazione del merito e reputazione personale e quindi aziendale. Qui proviamo a metterla in pratica a livello aziendale. E’ una bellissima sfida! La affronto con estremo piacere.

2) Siamo un gruppo nato da un ambizioso sogno di alcuni amici, pronti a rinunciare ad opportunità importanti nella convinzione che un progetto “cooperativo” potesse imporsi combinando formazione, consulenze e competenze diverse al servizio di aziende. In pochi anni il progetto è decollato, grazie alla tenacia di questi individui e le loro ferme convinzioni. La loro storia è un valore da portare avanti con fiducia ed orgoglio. Chi entrerà a far parte del gruppo dovrà rispettare le stesse convinzioni ed i valori che hanno difeso e promulgato. Personalmente non posso che sposare un progetto cosi. Sono le storie come queste che possono spingerti a metterci l’anima, sposare dei valori condivisi, con procedure chiare e responsabilità comuni e condivise. Questa è l’essenza di Networked Business, qualcosa che sta nascendo negli States. Chi l’avrebbe detto che avrei trovato qualcosa di simile nella mia città natale, la piccola Parma!!

Per ora può bastare, preferisco tralasciare il mio intervento “alla cavallo pazzo” sul palco, anche se devo ammettere che i commenti sono stati positivi.

Alla prossima! Torno a montare un armadio Ikea :(

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30 settembre 2009 di Nessun commento

I Comandamenti di Twitter – Come usarlo in Business Part 2

Strumento di Democrazia od anarchia? Come usare Twitter in Business? Nel precedente articolo abbiamo dato due suggerimenti:

1) Usate Twitter per monitorare la vostra Reputazione e 2) Tenete I vostri “followers” (network di utenti che vi seguono) aggiornati.

Continuiamo a dare un occhiata a Twitter come strumento di Business per le aziende. Wow! quanta roba…

3. Il successo delle tue operazioni su Twitter dipende da molte cose, innanzitutto dal contenuto che offri, ma sicuramente il fine è quello di avere quanti più “followers” che puoi e creare una relazione su contenuti pertinenti per entrambi. E’ importante comunque sapere che quando arrivi a seguire 2.000 utenti e sei “seguito” da circa 1.800 followers il tuo account non ti permette più di aggiungere contatti, sei bloccato! Meglio quindi assicurarsi che i numeri tornino per evitare problemi tecnici come questo. Assicurati quindi che gli utenti siano quindi quelli che vuoi e non pensare solo al numero.

Il modo più semplice per legarsi agli utenti “giusti per te” (pertinenti con l’ambito in cui ti poni) è quello di usare la funzione People Search. Per esempio, se la tua attività è vendere prodotti per giardinaggio, metterai nel search box la parola “giardinaggio” (o in inglese gardening). In questo modo Twitter ti segnalerà tutte i profili che contengono questa parola (quindi interessati a). L’inglese sarà sempre la parola dominante, quindi non limitarti (almeno finchè Twitter in italiano prende piede) alla madrelingua; senza contare che molti utenti italiani online dialogano in inglese. Sii creativo nella scelta delle parole, mettiti nei loro panni e sperimenta quello che metteresti nel tuo profilo al loro posto. ! “Applica il buon senso” è sempre il miglior consiglio.

Una volta trovati individui che pensi potrebbero essere interessati ai tuoi prodotti, non assillarli, semplicemente seguili. La maggior parte di loro diventerà un tuo follower, se non altro per curiosità o cortesia.

Un altra funzione interessante è Twitter Search che segnala le conversazioni ed area di interesse (di cosa parlano). Seleziona i tuoi potenziali clienti e inizia a seguirli.

Entrambi questi strumenti ti permettono di costruire un bacino di “follower” ampio, ma necessitano di tempo e risorse. Magari dai un occhiata a questi strumenti per ottimizzare e velocizzare la ricerca
ViralFollowers.com oppure twollo.com che possono essere “tarati” per seguire dialoghi sui contenuti per te pertinenti e automatiamente seguire (follow) gli utenti coinvolti.

4. Quando hai dei “followers” assicurati di loro, rispondi ai loro “cinguettii” e considera il loro materiale se pertinente con la tua area di interesse.

L’idea basilare di Twitter è quella di facilitare le relazioni e tenersi aggiornati l’un l’altro; seguili e faglielo sapere, quelle relazioni potranno trasformarsi in opportunità. Le tue campagne di marketing ne beneficeranno. Queste relazioni si basano sulla fiducia, sulla considerazione ed attenzione reciproca. Non pensare di condividere, promuovere, ottenere consigli, e magari appoggiarsi al loro network per incrementare la tua visibilità online se non riesci a stabilire delle relazioni virtuali vere e continuative. E’ un lavorone, lo ammettiamo, ma è un opportunità.

Ti accorgerai presto che le relazioni cominciano in modo personale, ci vuole tempo, tatto come nella vita. Ma come nella vita partire con messaggi promozionali significa rompere le scatole a persone che vogliono dialogare. Quindi costruisci relazioni e solo in un secondo tempo manda i tuoi messaggi promozionali. Se non sei interessato a dialogare, ma solo a inviare “spot” nel vuoto, fai pure (buona fortuna), ma abbi l’accortezza di chiarirlo nel profilo. Il rispetto innanzi tutto.

Non improvvisare, pensa a chi ti legge ed a quello che faresti al suo posto. Essere parte di un network importante in Twitter porta il tuo messaggio nei luoghi giusti per capitalizzare gli investimenti in tempo e fatica, per molte aziende nel mondo è ormai diventato uno strumento imprescindibile al punto da dedicarci fior di risorse. E’ un percorso, dove imparerai facendo, seguendo l’esempio di guru http://twitterholic.com/ e concorrenti. Non avere fretta, impara e conosci la tua audience, dagli valore aggiunto in ciò che loro sono interessati.

Concludendo, che sia Microblogging, Social Networks o altro, ricorda sempre le 4 C: Contenuto (rispettoso, valore aggiunto) + Contesto (pertinente, a chi interessa) + Connessioni (creazione network) + Comunità (utenti interessati e fidelizzati) è solo in quest’ultima fase che il tuo messaggio promozionale avrà veramente effetto.

Per ora fate i bravi e non scordate di farci avere i vostri commenti.
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22 settembre 2009 di Nessun commento

I comandamenti di Twitter – come usarlo in Business – Part 1

Greetings fella!

Rieccoci qui! Oggi parliamo di Micro-blogging come strumento aziendale di promozione e comunicazione (business quindi).

Molte aziende, soprattutto negli Stati Uniti, stanno capitalizzando sulla popolarità di Twitter per aprire nuove opportunità commerciali e migliorare (consolidare) le relazioni con i propri utenti online. Twitter è pratico ed immediato, e dà dipendenza e per questo millioni di utenti lo usano costantemente.

Strategicamente quindi è uno strumento importante, e se usato con raziocinio e buon senso, può facilmente e velocemente incrementare il bacino di clienti ed aumentare le vendite. Abbiamo gia spiegato nelle pagine di FunkyRev come funziona, il suo possibile impatto a lungo termine raccontato alcuni esempi concreti Twitter e Governo e Twitter per la Casa

Procediamo quindi, prendendo spunto dall’interessante articolo di Sebastian su www.discsalesstyles.com vediamo ora alcuni suggerimenti concreti per utilizzare Twitter come strumento di marketing:

Partiamo con i primi due, nel prossimo articolo ne vedremo altri.

1) Usate Twitter per monitorare la vostra Reputazione.

Lo strumento di ricerca di Twitter è estremamente efficace e ti permette di controllare le conversazioni che riguardano il tuo business. Si può quindi considerare un ottimo strumento per monitorare la reputazione aziendale “Reputation Management” appunto. Un opportunità quindi per sapere rapidamente cosa si dice del vostro marchio (o di voi come individui), cosa si dice dei vostri concorrenti, e del settore in generale. Queste sono informazioni rilevanti, indirettamente possono darvi degli spunti per migliorare o modificare le vostre strategie e comunicazioni e migliorare la profittabilità dell’insieme.

2) Tenete I vostri “followers” (network di utenti che vi seguono) aggiornati.

Una volta aperto questo canale di comunicazione, dovete essere attivi e costantemente mandare “tweets” ai chi “si prende la briga” di seguirvi. Trattateli con rispetto, potreste aver bisogno di loro. Scegliete inoltre con cura gli utenti “Following” (network di utenti che voi seguite, ed i cui Tweet ricevete), scegliete utenti e brand che utilizzano Twitter per il loro online marketing, perché c’è molto da imparare da loro. Fate il possibile per assicurarvi che chi “seguite vi segua”, soprattutto quelli con molto traffico. Usate anche il loro traffico per i vostri messaggi di marketing ma non esagerate, mai dimenticare che Twitter è uno strumento di social network e non una macchina pubblicitaria. Cercate di mandare messaggi quanto più utili e significativi che potete. Pensate a ciò che fareste se foste inondati di messaggi promozionali SPAM da qualcuno, con un semplice click lo blocchereste; usate lo stesso metro di valutazione per i vostri tweet. Alternate piuttosto messaggi marketing ad altri di carattere personale, spiegando le attività in cui siete coinvolti, le difficoltà al pari dei successi.

Articolo disponibile su funkyrev.com

Continua… preparatevi per Part 2

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21 settembre 2009 di Nessun commento

Ma torniamo a noi…

Greetings!

E’ passato poco più di un mese dall’apertura di questo Blog e l’Arrotino mi sta dando soddisfazioni.

Malgrado sia un iniziativa alquanto spontanea iniziamo a vedere del traffico e dell’interesse. La mia prima preoccupazione è stata quella di fornire “contenuto“, dare informazioni, definizioni, strategie (gratuitamente e informalmente). Ho appena iniziato, questo è un processo che continuerà nel tempo, combinando contenuti e storie personali. Per ora mi accontento di presentarmi, non dicendo quello che posso fare, ma piuttosto facendolo e mettendo in pratica per me ciò che giornalmente suggerisco aziende di fare.

Quante volte ho incontrato consulenti bellissimi, impomatati e supponenti che “vendevano” strategie e strumenti favolosi per perseguire il successo. Ma vedevi che quelle strategie loro non le usavano. Mah! E’ come se qualcuno ti vende il biglietto vincente della Lotteria ma non lo gioca lui stesso. Da qui nasce il dubbio, forse è vero che “chi sa fa! e chi non sa… insegna“.

Io invece vorrei condividere quello che faccio e lasciare gli altri liberi di seguire il mio esempio, o perlomeno di trarre ispirazione per agevolare le loro scelte; sia successi che fallimenti quindi. Non ci sono molte scuole che ti fanno vedere “Cosa non fare e perchè“… vero?

La mia è una sfida, forse non avrò l’alone vincente di un promotore incravattato Zegna, Rolex e Mercedes… e forse non raggiungerò il loro successo (visto che viaggio in FIAT Punto) ma qualcosa nella vita ho fatto, ed ho imparato. Potrei farlo bastare, ma finora l’unico modo di crescere è stato misurarmi con sfide nuove, non mi spaventa quello che al momento conosco poco; cerco di innovarmi provando strade poco battute. Mi piace pensare che molte cose intelligenti sono nate in questo modo.

Quanto a come proporsi, abbiamo visto una serie di articoli sulla nostra email di presentazione. Ci abbiamo ragionato e ci stiamo arrivando in fondo. Devo ringraziare alcune persone per avermi dato una mano. La pazienza, messa a dura prova dal mio approccio terrorista dei miei colleghi Marco Artusi, Andrea Maurizzi, Tiziana Caselli, Alberto Monteverdi, Roberto Fioretti, Erika Allegri, Sabrina Gabella e Ester Aloisio con cui giornalmente mi confronto. Li vedo spesso scuotere la testa sconsolati a sentire le mie proposte, ma senza di loro questa missione fallirebbe prima di partire. E’ un lavoro di squadra, come tutto ciò che facciamo qui dentro. Per questo prima o poi ve li presenterò uno a uno.

Funkyrev secondo meetingMa ciò che mi ha sorpreso è stato l’apporto e dei preziosi consigli di persone come Barbara Gavazzoli (Davines), Silvia Lodi (Venise), Angela Bertani (International Brand Development Manager), Massimiliano Fava ( Buy VIP) ed altri di cui vi parlerò più avanti.

Provare ad usare un approccio nuovo, informale, irriverente non è qualcosa da prendere sottogamba. Fatevi consigliare da professionisti competenti e preparati come ho fatto io… al massimo se le cose vanno male direte che è stata colpa loro ;-)

Nei prossimi giorni trasferiremo il nostro Blog dalla piattaforma WordPress (che ormai mi ha dato quello che doveva, struttura base e visibilità su motori di ricerca) su un dominio nuovo www.arrotinonet.com (ne parleremo). Quindi finalizzaremo l’email, allegando un modulo di registrazione “tipo Landing Page” per raccogliere dati (ne parleremo). Infine inizieremo a raccogliere i nominativi a cui indirizzare le prime email marketing (…ne parleremo).

A questo punto saremo pronti a terrorizzare i Direttori Marketing sguinzagliando “l’Arrotino del Web Marketing“.

Buon weekend, e riposatevi…ci aspetta una settimana piena.

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17 settembre 2009 di 2 commenti

SERP cosa è? Spieghiamo in poche parole

Il Geomalfieri si rivolge a tutti coloro che stanno cercando di avvicinarsi ai nuovi strumenti Social Media (ma non solo) ed di Internet Marketing. Penso sia opportuno dare poco per scontato e spiegare, anche banalmente per molti esperti in materia, gli strumenti e le tecniche di marketing del Web 2.0.

Senza consapevolezza, è difficile apprezzare le nuove opportunità che stanno emergendo. E sono tante!

Iniziamo quindi a mettere chiarezza nelle sigle che cominciano ad emergere anche tra i non “Addetti ai lavori” (e mi ci metto anch’io che di codice e programmazione non so nulla).

Abbiamo visto alcune sigle come SEM,SEO, SMO,SMM in un articolo precedente… ora passiamo al SERP!

SERP (Search engine report page), è il metodo di valutazione: il risultato che viene mostrato quando viene fatta una ricerca su un motore come google yahoo etc… è facile dedurre che la posizione del nostro sito per una determinata serie di parole chiave è fondamentale per avere una buna visibilità quindi anche un maggiore numero di viste.

SERPLa posizione di una pagina web all’interno della pagina dei risultati è stabilita da alcuni algoritmi che i motori di ricerca utilizzano per calcolare l’attinenza e l’attendibilità di un sito rispetto alle parole inserite in fase di ricerca. Uno dei più conosciuti parametri di rilevanza che utilizzano i motori di ricerca è il page rank di google che assegna un valore influenzato da parametri quali ad esempio Backlink (link ricevuti da altri siti).

Per migliorare la posizione all’interno della SERP , come gia visto in alcuni articoli pubblicati in internetmarketingexperience (MELEGARI HOME Introvabili Dinosauri di Lusso e Internet ai tempi dei dinosauri si utilizzano diverse tecniche SEO.

L’analisi della SERP è una delle parti fondamentali di ogni strategia SEM e in generale di web marketing.

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14 settembre 2009 di 1 commento

SEO, SEM, SMO, SMM – Cosa sono?

Quasi tutte le aziende hanno ormai un proprio sito Web, se non un portale, e si scervellano a trovare modi di migliorare il proprio posizionamento (“ranking”) nei motori di ricerca. Ecco che negli ultimi anni nuovi strani termini hanno iniziato a girare in rete. Spieghiamo cosa significano:

La prima cosa che queste aziende dovrebbero fare per migliorare la propria posizione in ricerca è “Ottimizzare” il contenuto dei propri siti secondo requisiti più appetibili ai motori di ricerca. Questo processo si chiama S.E.O. (Search Engine Optimization)

OTTIMIZZAZIONE: Molte compagnie offrono servizi di analisi di vostri siti, anche in funzione dei vostri concorrenti e mettono in atto gli accorgimenti necessari per aumentare la “visibilità” in motori di ricerca quali Google (90% del mercato italiano), Yahoo, Bing o altri. In poche parole gli accorgimenti base per un intervento S.E.O. riguardano la definizione delle parole chiave per il quale volete essere cercati (es.assicurazioni, ponteggi, viaggi Cuba) e l’inserimento delle stesse nel contenuto del sito (a livello di codice se necessario). Inoltre si lavora con Meta-tags in descrizioni ottimizzando la struttura tag del sito. Si può inoltre lavorare con le immagini e con altri accorgimenti tecnici per raggiungere lo scopo desiderato.

Una volta risolti problemi “strutturali” il ranking dovrebbe migliorare in tempi brevi. A questo punto siete pronti al prossimo passo: “portare traffico”

Questa è la fase di PROMOZIONE del sito, chiamata S.E.M (Search Engine Marketing). Le tecniche sono variegate a seconda delle situazioni, ma in poche parole gli interventi possono interessare l’utilizzo di AdWords di Google (consigliato in Italia) associando il proprio annuncio (creato appositamente) a delle parole chiave selezionate . Pagando, Google ti assicura la presenza tra i “Siti sponsorizzati” in prima pagina (in giallo). Altri interventi utilizzano contextual ads (annunci nel contesto) o Directories specializzate nel settore di interesse, link building, banner pubblicitari. Le opzioni sono molteplici ed è consigliabile di confrontarsi con specialisti per la soluzione migliore qualità/prezzo. Fatevi un idea di budget da spendere e ve li faranno fruttare.

S.E.M. porta traffico e, se siete bravi, clienti ma non significa che il “ranking” del vostro sito stia salendo. Il processo di ottimizzazione e promozione richiede tempo e pazienza (non dimenticando che sarete in un regime di concorrenza, al quale anche nuovi concorrenti partecipano con le proprie risorse e competenze).

I vantaggi di questi interventi sono comunque evidenti:

1) E’ possibile monitorare i risultati (aumento traffico, miglior posizione in ricerca) usando strumenti gratuiti come Google Analytics.

2) E’ possibile con l’ausilio di Landing Page (pagine filtro) a cui indirizzare il traffico, raccogliere informazioni utilissime: quali aree sono più cliccate? quanto tempo un utente si ferma? come si comporta? etc. Sono informazioni utilissime per, all’occorrenza, adeguare le proprie strategie. E’ in questa fase che possiamo operare una “RACCOLTA DATI” dei nostri potenziali clienti attraverso strumenti di registrazione.

Una volta che il nostro sito è ottimizzato e con buoni livelli di traffico inizia la fase di “RELAZIONE“, iniziamo quindi a definire delle strategie di comunicazioni continuative, utilizzando probabilmente strumenti di Social Media (Facebook, YouTube etc) ma non solo. Questo processo si chiama S.M.O. (Social Media Optimization) ed è spesso parte integrante di una campagna S.E.M. L’obiettivo è di aumentare il numero di utenti collegati e tramutarli in un audience fidelizzata sul contenuto, o le promozioni o il fattore emozionale offerti. In poche parole si lavora per agevolare l’interazione ed il dialogo attraverso Blog e gruppi appositamente creati e collegati su vari Social networks, partecipazioni su Forum e Comunità virtuali. Utilizzare link esterni al proprio sito può agevolare la visibilità.

Arrivati a questo punto iniza il vero viaggio! Hai utenti che ti seguono, nell’ambito della tua area di specializzazione… ora creativamente dei tenerli interessati con vere e proprie azioni di marketing. Questo processo si chiama S.M.M. (Social Media Marketing). Questo processo è molto più complesso e può durare anni, abbiamo gia iniziato a parlarne in un articolo precedente.

Questo è il pane quotidiano di LEN STRATEGY S.r.l. (soluzioni in cerca di problemi). Teniamo corsi specifici di approfondimento alle aziende, ai professionisti e a tutti coloro che desiderano migliorare le proprie competenze riguardo alle tecniche e alle strategie più efficaci in ambito SEM, SEO, SMM, Reputation Management. Per calendario corsi o maggiori informazioni contattatemi andrea.alfieri@gruppolen.it

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9 settembre 2009 di 1 commento

Blog come strumento business – Che roba è?

“Blogging” (scrivere su Blog) è il Pilastro portante di Social Media Marketing.

Social Media Marketing si basa sulle famose “4 C”: Contenuto, Contesto, Connettività e Comunità (scimiottando le 4 P di Kotleriana memoria, product, place, price e promotion).

Il grande errore che molte aziende fanno è quella di puntare direttamente a strumenti come Facebook (Social Media) o Twitter (Micro-blogging) o YouTube (Video cast) semplicemente mettendo qualche stupido banner o video pubblicitario e sperando che del business si materializzi con l’intervento divino. Spreco di soldi e tempo, ma soprattutto un’opportunità gettata al vento.(Cit.)

Il mio consiglio invece è quello di procedere per gradi, seguendo un ordine logico e strategico che contempli le 4 C fondamentali per Social Media Marketing. Infatti, in una ideale gerarchia di strumenti a disposizione, (che vedremo), Blogging è lo strumento più potente e penetrante per creare “Contenuto, Contesto, Connettività per arrivare infine ad una Comunità di utenti fidelizzati”.

I guru Americani ci spiegano che per costruire una qualsiasi strategia di interactive Marketing (Interazione diretta online con potenziali clienti) si dovrebbe partire dalla posa di questa prima pietra. Tutto segue da li…

CesareCadeoI poster statici e i monologhi di Cesare Cadeo hanno costi alti e bassissimi “Ritorni”. Online infatti è un gioco alla pari Aziende-clienti, dove utenti non subiscono più passivamente ma interagiscono, dialogano alla pari. Un banner è un insulto per questa gente! Ogni approccio dovrebbe sempre partire da contenuti.

Cosa è un Blog?

Un Blog è un sotfware, l’evoluzione Web 2.0 di un diario di bordo e permette a chiunque di postare (scrivere) contenuti di qualsiasi genere, solitamente con piglio informale e diretto. Articoli e contenuti si susseguono in ordine cronologico e resteranno sempre online (a meno che non decidiate il contrario, il controllo è vostro).

Ma è un sito Web?

No è differente; in meglio! Un Blog si differenzia dai normali siti web per le seguenti ragioni:

1) E’ laborioso pubblicare o modificare contenuti in un web site, nei blog è questione di secondi ed è estremamente facile (non serve una laurea in informatica).

2) Software per blog sono gratuiti e pratici. Noi consigliamo: http://it.wordpress.com/ dategli un occhiata; è più semplice di quel che si pensi. E’ inoltre possibile strutturare un Blog come un sito Web, godendosi i vantaggi qui sotto:

3) Google ed i motori di ricerca AMANO piattaforme Blog, a differenza di molti siti web. I motori di ricerca vengono informati ad ogni aggiornamento, inoltre si ha la possibilità di lavorare con collegamenti url esterni.Inoltre ad ogni articolo si associano TAG (parole chiave) che saranno sempre ricercabili anche in futuro. Ottimi quindi sia come risultati “organici” che per promozione “Siti Sponsorizzati di Google”. Se fatto bene, questo permette di acquisire velocemente visibilità e traffico e mantenere alto l’interesse e “ranking” in ricerca. Fatevi consigliare all’inizio, una volta capiti i trucchi lo farete da soli facilmente.

4) I Blog hanno delle funzionalità potenti per divulgarne i contenuti, fidelizzare un alto numero di lettori interessati, aprire un dialogo diretto con loro (attraverso commenti, raccomandazioni e coinvolgimento). Difficile trovare strumenti altrettanto potenti in un normale sito web.

5) I Blog portano i vostri contenuti (interessanti) in giro per l’etere senza che voi muoviate un dito. Se i contenuti interessano, saranno i vostri stessi clienti a spingere il Blog in modo virale, anche usando strumenti che voi non usate, portando il vostro Brand in luoghi nuovi, gratuitamente. Esistono “plugins” per automatizzare la notifica di nuovi contenuti in strumenti di Social Media (noi consigliamo http://sharethis.com/)

6) I Blog sono dialoghi, modi per interagire con potenziali clienti, strumenti spettacolari di “Test Marketing” o “One to one marketing” . I feedback dei vostri clienti arrivano autentici, spontanei e veri e diventano una risorsa invidiabile per la vostra pianificazione strategica.

Iniziate ad organizzarvi per aprire un BLOG! Lo ha capito anche il Cardinal Ruini e il Vaticano!

Nel prossimo articolo parleremo di come iniziare ad usare un Blog.

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8 settembre 2009 di Nessun commento

Prima bozza di Email Marketing e sondaggio "Oggetto"

Il concetto non è nuovo, rendere il Business una storia personale. Come anticipato abbiamo deciso di utilizzare un approccio molto Web2.0, informale, amichevole, autentico e perchè no… divertente ed un filo irriverente.

[polldaddy poll=1955048]

Prima bozza di Email:
Gentile …….
Sono Andrea Alfieri, nuovo responsabile commerciale di LEN STRATEGY srl.
Dopo una lunga esperienza internazionale e un’attenta osservazione dell’evoluzione dei mercati e delle imprese ho accettato di intraprendere una talentuosa missione.

La mia è una scommessa
. Come nuovo commerciale di LEN STRATEGY ho convinto il Professor Artusi, il mio Amministratore Delegato nonché docente sia in ambito universitario che aziendale, nell’ambito del marketing e della comunicazione a mettere a disposizione di Imprese locali le risorse di esperienza, conoscenza e formazione del gruppo LEN STRATEGY.

Visto che non lo fa nessuno, io scommetto sulle Aziende Medio – piccole italiane e sul loro potenziale.

Troppe aziende non sono veramente consapevoli delle implicazioni ed opportunità business legate a termini come Blog, Facebook, Twitter, S.E.M., Google, YouTube, Reputation Management, S.E.O. e stanno chiaramente perdendo opportunità commerciali e di crescita che altri, altrove stanno cogliendo. Bisogna che qualcuno spieghi in parole semplici e dia consapevolezza, questo è l’obiettivo che mi pongo.

In cambio il sottoscritto e LEN STRATEGY creano nuove relazioni, condividono idee ed informazioni per meglio prepararsi a sfide future.
Un’ ora di tempo: Questa che offriamo è un ora per informarsi, chiedere e prepararsi.

Sedersi ad un tavolo con consulenti e formatori aziendali LEN STRATEGY, condividere conoscenze ed esperienze, storie di successo che stanno emergendo. Confrontarsi e capire non è mai una perdita di tempo. Non so lei, ma io la chiamo un opportunità!

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4 settembre 2009 di Nessun commento

Email Marketing – consigli e proposte – Part 3

Rieccomi!

Nei precedenti articoli abbiamo definito il tipo di approccio, iniziato a delineare il contenuto e analizzato il problema della lunghezza dell’Email Marketing.

Una recente rapporto di sicurezza di Microsoft ci dice che il 97% delle email che viaggiano online è SPAM. Allora devo infilarmi nel 3% buono e l’oggetto è il primo scoglio per come comporre l’e-mail.

logo-blogmarketingMa diamo un occhiata alle Best Practices, aiutati dal grande Alessandro Binello ed il suo Blogmarketing.it

L’oggetto deve essere:

  1. Breve e conciso
    L’oggetto di una mail non deve superare i 40/50 caratteri, quelli visualizzati dai programmi di posta elettronica.
  2. Uso corretto di maiuscole e punteggiature
    Nell’oggetto di una e-mail occorre sempre evitare i punti esclamativi e non scrivere mai in maiuscolo, sia per evitare possibili penalizzazioni dei filtri antispam, sia per non infastidire il destinatario.
  3. Inserire call-to-action
    Le best practice consigliano di inserire delle call-to-action negli oggetti delle email per incrementare i tassi di apertura.
  4. Omogeneità con i contenuti
    L’oggetto dell’e-mail dovrebbe sempre rispecchiare i contenuti del messaggio. In particolare, le buone regole consiglierebbero di inserire come titolo all’interno dell’email lo stesso oggetto per dare continuità ai contenuti e alle offerte.

Per la scelta dell’oggetto della nostra Marketing email pensavo di preparare un sondaggio in queste pagine e testarne l’effetto (prossimamente su questi schermi, WordPress ci aiuterà come sempre).

Ma non considererei l’oggetto a sè stante…

Un altro suggerimento utile di Alessandro è quello di utilizzare al meglio gli spazi offerti dalla finestra di anteprima dei client di posta. In effetti molti di noi hanno l’anteprima del messaggio abilitata e valutano da ciò che appare nella finestrella l’azione da intraprendere (cancellare, ignorare, leggere dopo, aprire immediatamente).

Un buon oggetto dovrà abbinarsi alle prime righe di anteprima, ed insieme le dovremo pensare, realizzare e testare perchè il risultato può incrementare i tassi di apertura e lettura delle email da parte dei destinatari.

Catturare subito l’attenzione dell’utente è fondamentale per mantenere il suo interesse vero il resto dell’email.

Decideremo quindi se comporre una specie di sommario con breve introduzione al prodotto o servizio che commercializziamo oppure usare un approccio meno formale e più irriverente.

Continua…

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2 settembre 2009 di Nessun commento